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Sla, premio a Camilla Bernardini

Gli RNA non codificanti sono molecole di materiale genetico che non viene tradotto in proteine, ma hanno la funzione di regolatori del flusso delle informazioni tradotte dal DNA in proteine. Onlus - Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica, Fondazione Cariplo, Fondazione Telethon e Fondazione Vialli e Mauro per la Ricerca e lo Sport Onlus. sla #ricerca #neuroscienze Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Summer School, la meta è adesso

E con un vasto investimento in cultura , da toccare con mano in quel grande museo a cielo aperto che è il nostro Paese. Le Summer School 2017 , che salgono da 19 a 28 rispetto allo scorso anno, sono un’opportunità per chi vuole sfruttare il periodo estivo per approfondire specifici temi di studio o ricerca. A fianco delle 14 School nel settore umanistico e dei beni culturali - con percorsi “classici” sui grandi autori (da Dante a Manzoni , fino a Leopardi , Pascoli e Montale ) studiati nei loro “luoghi” - le proposte 2017, tracciano un percorso che tocca la nostra geografia da Nord a Sud. Al cuore del programma, proposto a Milano con il centro di ricerca olandese TNO, i network peer-to-peer , che permettono di mantenere l’anonimato e le cripto-valute, come il bitcoin, diventati ormai strumenti potenzialmente illeciti rivolti a crimini quali il traffico di droghe, di armi, o al cyber-terrorismo. Al mondo guarda anche la Summer School Managing International Relations , ideata per chi intende intraprendere una carriera di analista, o già lavora, in organizzazioni internazionali, fondazioni, società di consulenza e multinazionali nell’ambito della politica internazionale e degli studi strategici. Equilibrata , perché permette di dedicare il giusto tempo, con un ritmo che si dipana in lezioni d’aula alternate a confronti nei porticati accoglienti del Collegio e alle chiacchierate sul lungolago di Stresa». Ma di interessante c’è stato anche il tempo “giusto”, una settimana, in un contesto facilitante: poter dialogare, porre domande, condividere intuizioni insieme a docenti di altissimo livello anche fuori dalle lezioni (magari chiacchierando sulla terrazza vista mare): «È diverso dallo stare da solo con il proprio libro, è l’università».

 

Quando due cervelli si parlano

Milano Quando due cervelli si parlano L’Hyperscanning è una nuova frontiera per monitorare il comportamento emotivo, le strategie mentali, cognitive, di problem solving, la cooperazione, il team building. Michela Balconi , a capo dell’ Unità di Ricerca in Neuroscienze Sociali e delle Emozioni (Dipartimento di Psicologia) dell’Università Cattolica, ci porta alla scoperta dell’Hyperscanning, il nuovo paradigma delle neuroscienze che permette di conoscere il funzionamento di due cervelli in interazione. Che cos’è e come funziona l’Hyperscanning? « La parola “Hyperscanning” indica una sorta di processo di scansione di ordine superiore, che ha come oggetto il legame tra due o più persone. Dal punto di vista delle neuroscienze, l’Hyperscanning indica una modalità, un paradigma, per esaminare come funziona il cervello, quali sono i processi che si attivano quando ci sono interazioni. Come nasce questo nuovo paradigma e come si è sviluppata la ricerca? « L’esordio dell’Hyperscanning risale a una decina di anni fa negli Stati Uniti, dove alcuni ricercatori che si occupavano di processi sociali hanno coniato per primi questo termine. L’Hyperscanning può diventare fondamentale ad esempio nella valutazione del potenziale di una nuova risorsa che deve essere assunta: l’applicazione di questo paradigma può servire a capire se la persona ha determinate skills nella gestione delle dinamiche di gruppo. Anche in questo caso, la nostra ricerca interessa anche alle aziende, che già adesso ci chiedono di aiutarle per capire come potenziare le proprie risorse attraverso la condivisione di un sistema di valori, un sistema morale che garantisca la fidelizzazione del dipendente » .

 

A Cristian Ripoli il Premio Roche

Roma A Cristian Ripoli il Premio Roche Il ricercatore dell’Istituto di Fisiologia Umana della Facoltà di Medicina e chirurgia vincitore del Premio Roche per la Ricerca 2018 nell’Area Neuroscienze. by Federica Mancinelli | 15 marzo 2019 Sono stati celebrati lo scorso 5 marzo, in occasione della terza cerimonia di premiazione del bando Roche per la Ricerca per giovani ricercatori, i vincitori dell’edizione 2018 con progetti di ricerca a carattere scientifico orientati ad un approccio sempre più personalizzato della terapia medica. Per l’Area Neuroscienze il premio è stato assegnato al dottor Cristian Ripoli (al centro nella foto in alto) , ricercatore dell’Istituto di Fisiologia Umana della Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica. In particolare, mediante l’utilizzo di tecniche di elettrofisiologia, di FRET-FLIM imaging e di biologia molecolare, il dottor Ripoli studia la funzione di una protein-chinasi, LIMK1, la cui attivazione è un fenomeno cruciale nel determinare la dimensione e la forma delle spine dendritiche. Recentemente, insieme al team di Ricerca dell’Istituto di Fisiologia Umana, diretto dal professor Claudio Grassi , e in collaborazione con il gruppo del professor Yasunori Hayashi dell’Università di Kyoto, ha identificato sei nuove fosforilazioni a carico di LIMK1 mediate da una cascata molecolare “non canonica”. Grazie al Premio Roche per la Ricerca e al finanziamento Giovani Ricercatori del Ministero della Salute, il dottor Ripoli caratterizzerà gli effetti di questo nuovo meccanismo molecolare e delle nuove fosforilazioni a carico di LIMK1. In parallelo, grazie alle conoscenze derivanti da questi studi, i ricercatori dell’Istituto di Fisiologia Umana svilupperanno una proteina LIMK1 ingegnerizzata per tentare di prevenire e/o rallentare le alterazioni neuronali che si riscontrano in modelli sperimentali di malattie umane.

 

Gli occhiali che leggono il cervello

Milano Gli occhiali che leggono il cervello Prodotti da una società italiana insieme al Dipartimento di Psicologia possono essere usati dalla ludopatia allo sport, dal management alla sicurezza sulla strada perché monitorando l’attività cerebrale permettono di aumentare il controllo sull’attenzione. by Chiara Martinoli | 13 marzo 2019 Arrivano gli smart glasses , occhiali in grado di “leggere” il cervello e monitorare il nostro livello di stress e attenzione. Prodotti da una società italiana in collaborazione con il Dipartimento di Psicologia dell’Università Cattolica, gli occhiali tecnologici si prestano a diversi ambiti, dalla ludopatia allo sport, dal management alla sicurezza sulla strada. Indossare questi occhiali può costituire un vero e proprio allenamento per la mente e per il cervello» spiega Michela Balconi , a capo dell’ Unità di Ricerca in Neuroscienze Sociali e delle Emozioni (Dipartimento di Psicologia) dell’Università Cattolica. Non ci sono infatti controindicazioni nell’uso prolungato: questi occhiali non fanno altro che registrare l’attività elettrica che spontaneamente il nostro cervello produce, non c’è nulla di invasivo o di manipolativo. neuroscienze #smartglasses #psicologia Facebook Twitter Send by mail Print I LABORATORI In occasione della Settimana del cervello nelle sedi di Milano e Brescia dell’Ateneo il 14 e il 16 marzo si svolgeranno alcuni laboratori esperienziali promossi dall’ Unità di ricerca in Neuroscienze sociali e delle emozioni del dipartimento di Psicologia. Gli appassionati del cervello potranno scoprire “l’hyperscanning”, il nuovo paradigma delle neuroscienze che permette di conoscere il funzionamento di due cervelli in interazione in differenti contesti applicativi: sperimentali, sociali e aziendali, della ricerca sperimentale, della clinica e della riabilitazione.

 
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