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Non profit, la riforma sotto la lente

cattolicapost Non profit, la riforma sotto la lente Attesa da anni, la legge, che ha messo ordine in un groviglio di norme parziali e non coordinate tra loro, è molto positiva ma mostra alcuni punti di debolezza. Il giudizio del professor Marco Grumo , neo direttore di Cattolica per il Terzo Settore 25 ottobre 2017 Una riforma molto positiva con solo alcuni punti di debolezza. È netto il giudizio del professor Marco Grumo , docente di Economia aziendale e coordinatore scientifico dell’ Executive master in Social Entrepreneurship dell’ Alta Scuola Impresa e Società (Altis) , ora anche direttore scientifico della nuova business unit dell’Ateneo Cattolica per il Terzo Settore (vedi box a lato). La riforma, attesa da anni in un settore molto accresciuto dal punto di vista dimensionale, mette ordine in una serie di norme che risultavano parziali e non coordinate tra loro. Generare utili e fare impresa liberamente è ancora un po’ difficile con questa riforma: se un’impresa riesce a stare all’interno delle attività benefit e nei pareggi di bilancio va bene, ma se inizia a fare utili o comincia a fare impresa liberamente ci sono dei vincoli. In una riforma complessivamente molto positiva, su alcuni punti come la libera impresa e la collaborazione con imprese profit, è prevalsa ancora una linea molto sospettosa, nonostante queste realtà costituiscano dei soggetti imprenditoriali molto importanti e di welfare importante. Secondo il direttore di Cattolica per il Terzo Settore sarebbe stato necessario concedere maggiori libertà a fronte dell’introduzione di obblighi di trasparenza e di controllo molto serrati.

 

Un libro bianco per il welfare

MILANO Un libro bianco per il welfare Presentazione del volume di Vita e Pensiero, esito di un percorso di riflessione e di ricerca a cui hanno partecipato studiosi di diverse università italiane. Intervengono, tra gli altri, il rettore Franco Anelli , monsignor Luca Bressan e Giuseppe Guzzetti 16 novembre 2017 Un libro bianco sul welfare responsabile per rispondere ai nuovi bisogni delle persone e delle comunità. La proposta - raccolta nel volume della casa editrice Vita e Pensiero intitolato Welfare responsabile , a cura di Vincenzo Cesareo - sarà presentata e discussa martedì 21 novembre alle 14.30 nella Cripta Aula Magna dell’Università Cattolica, nel corso del convegno nazionale “Welfare responsabile. Il convegno di Milano costituisce uno di una serie di incontri che si effettueranno in diverse città italiane per affrontare tematiche specificare al fine di definire più dettagliatamente la proposta di “Welfare responsabile”: sono già in calendario presentazioni nelle città di Bergamo, Roma, Bologna, Bari, Torino, Venezia, Napoli. welfare #terzosettore #nonprofit Facebook Twitter Send by mail IL VOLUME IN PILLOLE Il libro Welfare responsabile (Vita e Pensiero, 2017), curato da Vincenzo Cesareo , è l’esito di un lungo e articolato percorso di riflessione e di ricerca a cui hanno partecipato studiose e studiosi di diverse università italiane. Ciò comporta collocarsi in una logica di rete, fondata sull’impegno a integrare, a mettere insieme in modo armonico e coeso gli attori sociali, attraverso una particolare forma di governance che privilegia l’orizzontalità rispetto alla verticalità. Il processo di messa in rete di attori differenti che si mobilitano responsabilmente crea una configurazione sociale nuova: lo spazio sociale di prossimità.

 

Cibo, donato al povero vale doppio

Un modello di “ economia circolare sociale ” certificato dal progetto regionale “ Reti virtuose contro lo spreco alimentare ”, che è stato realizzato con il coordinamento scientifico dell’Università Cattolica e il coinvolgimento di 17 comuni, tra cui Milano. Le 830 tonnellate di alimenti donate in un anno dagli attori del Protocollo, corrispondono a circa 1.661.000 pasti , con una riduzione di rifiuti equivalente che vale una riduzione di 1.719 tonnellate di CO2 , 311 kg di particolato fine , sette milioni di ettolitri acqua , 585 ettari di terra . Le donazioni di prodotti alimentari possono avere, per un dato valore commerciale nominale – interpretabile come mancata spesa da parte dei destinatari di donazione - un valore sociale molto diverso a seconda delle condizioni individuali di indigenza di chi le riceve. Questa analisi costi-benefici con pesi distributivi ha utilizzato i dati di Caritas Ambrosiana su un campione di persone che si rivolgono ai centri di ascolto per la costruzione di una “scala di indigenza” che è stata “trasferita” agli ipotetici destinatari delle donazioni del Progetto Reti. Secondo le stime così ottenute, il valore commerciale nominale delle donazioni del Progetto Reti (2,7 milioni di euro) avrebbe un valore per i destinatari finali, se composti come il campione Caritas Ambrosiana, che varia da 4,2 milioni a 6 milioni di euro, e cioè da 1,5 volte a 2,2 volte il valore commerciale nominale . In pratica, beni di valore nullo per la GDO (invenduto), che costa portare a rifiuto, acquisiscono, attraverso il lavoro del Non-profit, un valore sociale misurabile che è multiplo del valore commerciale nominale. Ha inoltre evidenziato i problemi critici di un sistema che, dal lato del Non-profit , si regge largamente sul volontariato di fronte a un quadro di regolamentazioni stringenti, ora chiarito dalla Legge Gadda del 2017, e a un aumento continuo di bisogni e nuove povertà.

 

Terzo settore, riforma sotto la lente

piacenza Terzo settore, riforma sotto la lente Il sottosegretario al ministero del Lavoro Luigi Bobba lunedì 6 marzo a Piacenza chiuderà la giornata di studi sulla legge delega 6 giugno 2016/106. Intervengono, tra gli altri il rettore Franco Anelli e il professor Stefano Zamagni 01 marzo 2017 Mettere ordine e semplificare il terzo settore , definendone il quadro di azione, armonizzandone le norme con un Codice specifico, prevedendo un unico Registro nazionale, rivedendo la normativa sull’impresa sociale, istituendo il servizio civile universale. La legge delega del terzo settore approvata nel maggio scorso da tempo al governo fino al giugno di quest’anno per dare attuazione effettiva a questi principi attraverso i decreti legislativi delegati. Verrà inoltre esposto il punto di vista dell’Ordine Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (tramite un rappresentante del Consiglio Nazionale). La sessione pomeridiana, coordinata dal professor Pier Antonio Varesi, mira a esaminare le problematiche e le prospettive della riforma del terzo settore dal punto di vista degli attori del sistema. Stefano Zamagni , già docente di economia politica all’Università di Bologna; Elena Zuffada , docente di economia aziendale alla sede di Piacenza dell’Università Cattolica di Piacenza; Giorgio Fiorentini , docente Senior di economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche all’Università Bocconi. Luigi Bobba , Sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che ha promosso la riforma ed è attualmente il punto di riferimento del Governo per la sua attuazione.

 

Varesi, il Terzo settore diventi sistema

piacenza Varesi, il Terzo settore diventi sistema È la proposta del giuslavorista della facoltà di Economia e Giurisprudenza, dopo il convegno promosso a Piacenza con l’Ordine dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili alla presenza del sottosegretario al Lavoro Luigi Bobba . marzo 2017 Mettere ordine e semplificare il terzo settore. È la parola d’ordine della riforma del terzo settore che ne definisce il quadro di azione, ne armonizza le norme con un Codice specifico, prevedendo un unico Registro nazionale, rivedendo la normativa sull’impresa sociale e istituendo il servizio civile universale. La legge delega del terzo settore approvata nel maggio scorso dà tempo al governo fino al giugno di quest’anno per dare attuazione effettiva a questi principi attraverso i decreti legislativi delegati. Secondo il Sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Luigi Bobba , le nuove direttive, rientreranno in un registro delle organizzazioni del terzo settore unico per l’Italia e poi gestito dalle regioni, il tutto per dare ordine e trasparenza a questo complesso sistema. Questo importante convegno - ha chiarito il professor Pier Antonio Varesi - è stato organizzato per dare rilievo a una fondamentale legge dove già è stato approvato il Decreto per il servizio civile e sono in fase avanzata altri decreti attuativi. Riguarda tutti gli operatori del mondo sociale, le associazioni e coinvolge l’Ordine degli avvocati, dei commercialisti, dei notai perché questa legge modifica profondamente la precedente e quindi è necessario regolare la materia in modo preciso e con nuove regole».

 

Non si dona più come una volta

PIACENZA Non si dona più come una volta Internet e le Ict al servizio del bene: la “ nuova filantropia ”, tra adozioni a distanza, crowdfunding e nuove forme di altruismo sociale al centro del convegno-laboratorio promosso dalla facoltà di Economia e Giurisprudenza. novembre 2015 di Anna Maria Fellegara * “ Come è cambiata la filantropia ?”; “ Per una nuova fondazione della filantropia ”; “ La nuova filantropia della Silicon Valley ”: nel corso dell’ultimo anno grandi testate giornalistiche, dal New York Times al Wall Street Journal hanno dedicato decine di articoli al fenomeno chiamato New Philanthropy. E, nelle librerie reali e virtuali intorno al globo, numerose pubblicazioni di filosofi-economisti affrontano il tema del “ Do-Good ”, suggerendo che ognuno di noi dovrebbe donare il 30% circa dei propri guadagni. Che cosa sta accadendo nel mondo della beneficenza e del non-profit e quali sono le ragioni di questa rivoluzione? Le idee di fondo che muovono la recente riflessione sul “fare bene il bene” sono semplici ma capaci di produrre importanti cambiamenti. La stessa espressione “ nuova filantropia” è nata all’interno della generazione di imprenditori del dot-com , l’industria digitale, come filantropia strutturata da criteri economici. Preside della facoltà di Economia e Giurisprudenza, Università Cattolica del Sacro Cuore, Piacenza #nuovafilantropia #dono #crowdfunding #nonprofit Facebook Twitter Send by mail DIRITTO ED ECONOMIA SI INTERROGANO «La complessa architettura del donare contemporaneo è vasta e articolata. A diritto ed economia si chiede di offrire sostegno adeguato e flessibile alle diverse forme del “dare” e del “donare”, e di aprire spazi di creatività e innovazione», spiega la professoressa Mariachiara Tallacchini , della facoltà di Economia e Giurisprudenza, tra gli organizzatori del convegno-laboratorio del 2 dicembre “ La Nuova Filantropia.

 

La consulente dei filantropi

Milano La consulente dei filantropi Laureata in Scienze politiche, dopo il lavoro nel fundraising per il non profit, Chiara Lévêque si è trovata dall’altra parte, Philanthropy Advisor dei grandi nomi del private banking che vogliono impiegare le proprie risorse in modo strategico ed efficace. Siamo riusciti a dare il nostro contributo nella realizzazione di una scuola agricola ad Antananarivo e di un progetto agricolo nell’altopiano meridionale arrivando ad illustrarlo nel 2012 alle delegazioni locali di Fao e Unicef» spiega Chiara. Dopo un periodo iniziale di affiancamento in uno studio affermato, Chiara Lévêque decide di mettersi in proprio come consulente, specializzandosi in Fundraising da Fondazioni italiane ed estere e lavorando per alcuni anni a supporto di piccole e medie Associazioni non profit italiane. In quel modo ho cominciato a prendere dimestichezza con il mondo della raccolta fondi e del non profit, per poi ritrovarmi dall’altra parte, dal lato di chi desidera impiegare le proprie risorse nel modo più strategico ed efficace possibile». Qua in Italia grandi nomi del private banking e del mondo assicurativo stanno sempre più concentrando le loro attenzioni verso questo ambito e verso la finanza sociale e il nostro ruolo è quello di fornire soluzioni - afferma -. Per completare il processo di sinergia tra profit e non profit è necessario rafforzare il terzo settore implementando i sistemi di misurazione di impatto sociale e di Theory of Change». Gli stessi chiostri dell’Università offrono una miriade di stimoli e di occasioni costruttive di confronto, di vitale importanza negli anni della formazione».

 
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