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Bach, dialoghi danzanti tra le Suites

milano Bach, dialoghi danzanti tra le Suites In aula magna il primo appuntamento del nuovo format cultural-musicale in cui interprete e musicologo presentano i significati profondi della musica. Non il classico recital, in cui il pubblico affronta la musica senza alcuna mediazione, ma un’occasione nella quale quest’arte è presentata, grazie al sapiente dialogo tra l’interprete e il musicologo, avvolta nella sua cornice culturale, per svelarne i significati profondi e, spesso, nascosti. Perché è stato subito evidente che, se l’opera bachiana è di una semplicità e bellezza disarmante, per la produzione di questa perla, l’ostrica e l’intero mare cultural-musicale hanno dovuto svolgere un lavoro lungo e complesso. Reggiani e Franzetti hanno accompagnato il pubblico attraverso questo mondo sommerso, in cui si intrecciano la vita del compositore, le sue idee musicali e il loro significato, il ruolo e la prassi esecutiva del violoncello e la ricezione della sua personalità e della sua opera. Il primo brano ascoltato è stato il Preludio della prima Suite, eseguito da Franzetti con un’intelligente libertà interpretativa che ha mostrato la giocosità piena di significato del compositore che Reggiani ha definito, contro certi luoghi comuni, “non parruccone”. La luce serena del Pre-ludus si è, però, incupita durante l’ascolto del Preludio e delle Sarabanda della seconda Suite in re minore, composta da Bach per la morte della moglie amatissima Maria Barbara, madre dei suoi primi sette figli. Giocosità, lutto e gioia amorosa lasciano infine la scena a un dialogo tutto interno alla musica nel dialogo tra parole e musica della serata: è il Preludio della quarta Suite, in cui Bach fa interagire frasi musicali fortemente influenzate dalla musica araba con quelle tipicamente europee.

 

Note d’inChiostro parla più lingue

Credo che l’Austria abbia una maggiore tradizione di musica corale rispetto all’Italia, dove è più difficile trovare cori di laici ad alto livello». Note d’inChiostro le ha permesso di non abbandonare la sua passione, oltre che di conoscere persone con cui condividere anche il tempo libero: «Ho conosciuto ragazzi e ragazze molto simpatici che mi hanno accolto. L’esperienza londinese le ha permesso di capire che «la musica è molto presente e importante nella vita dei giovani sia in Inghilterra che in Svizzera, ma in un modo diverso. A Londra come a Milano, Leyla ha sentito l’esigenza naturale di continuare a cantare, ed è entrata in Note d’inChiostro: «Sentivo la mancanza di fare parte di un coro. Nonostante noti una minore attenzione verso il mondo della musica rispetto al suo ateneo di provenienza, Francisco è contento di avere l’opportunità di suonare con Note d’inChiostro: «È un’esperienza per poter continuare a coltivare la mia passione imparando cose nuove: dai concetti musicali all’italiano». La community musicale di “Note d’inChiostro” vuole essere «non un’orchestra stabile, ma una struttura mobile che interagisce, collabora, cresce e fa musica in università, raccogliendo talenti del nostro ateneo; con competenze anche di diversi livelli». L’ultimo in ordine di tempo è stato il 18 novembre nella Basilica di Sant'Ambrogio , dove il Coro e l'Ensemble di Note d'inChiostro hanno registrato in video prima assoluta la Missa St. Raphaelis di Michael Haydn , opera inedita i cui manoscritti sono conservati presso la Bayerische Staatsbibliothek di Monaco di Baviera.

 
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