La tua ricerca ha prodotto 1 risultato per novecento:

Politica per qualcosa, non contro qualcuno

Il dibattito Politica per qualcosa, non contro qualcuno Sturzo crede in una democrazia «sostanziale» perché crede nella libertà e nelle forze positive della società e della persona. Non manca, purtroppo, il fascino per l’«uomo forte», una sorta di taumaturgo delle angosce collettive; né mancano gli attentati a giustizia e libertà che minacciano la pace, mentre la vecchia classe dirigente ha tutta l’aria di essere spiazzata. Non ci sono vittimismi né «vittorie mutilate» nella sua prospettiva, non c’è quel senso di inferiorità che genera nazionalismi esasperati, causa di tanti guai nella nostra storia. Con l’Appello del ’19 i cattolici passano dalla protesta alla proposta e si rivolgono a tutti i cittadini italiani: tanto è vero che invocano il voto alle donne, che durante la guerra hanno sostenuto il Paese in mille modi. L’avventura di Sturzo non è solo il punto di partenza di una storia interrotta dal fascismo. Siamo ancora capaci di valorizzare la creatività dei singoli e dei gruppi? La politica – nazionale ed europea – può essere (e lo è stata) tentativo di plasmare la società in base a modelli di derivazione ideologica; oppure può valorizzare esperienze positive ed energie creative che non sono venute meno. docente di Storia del mondo contemporaneo alla facoltà di Scienze della formazione e direttrice del dipartimento di Storia dell'economia, della società e di Scienze del territorio «Mario Romani» Quarto articolo di una serie dedicata ai cento anni dall’Appello ai liberi e forti di don Luigi Sturzo.

 
Go top