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Il Centro famiglia vola all’Onu

Milano Il Centro famiglia vola all’Onu Tre psicologhe sociali del Centro di Ateneo in visita speciale alle Nazioni Unite e all’ambasciata di Washington per presentare una ricerca condotta sul metodo Rondine, che dal 1998 fa convivere giovani di Paesi in conflitto. È quanto emerge dallo studio che lo Studentato Internazionale della onlus Rondine ha commissionato al Centro di ateneo Studi e ricerche sulla famiglia della Cattolica per validare il metodo utilizzato con i ragazzi ospiti. Tre psicologhe sociali del Centro di Ateneo in questi giorni sono state in visita speciale all’Onu e all’ambasciata di Washington per presentare questa ricerca di valutazione. Dallo Studentato Internazionale, cuore della onlus da cui si è sviluppata la Cittadella della Pace, è nato infatti il Metodo Rondine che dal 1998 ha portato alla convivenza di giovani provenienti da Paesi tra loro in guerra (ad esempio, russi e ceceni, israeliani e palestinesi). Questi giovani si incontrano e condividono insieme un percorso innovativo, partendo dagli esiti di dolore e di rabbia che la guerra ha prodotto - riscoperti come energie rinnovabili - ed elaborando un modello di trasformazione creativa. La ricerca, i cui primi risultati sono basati su 13 studenti dello Studentato Internazionale e su 26 studenti del Quarto Anno d’Eccellenza, ha un impianto multi-metodologico e longitudinale e ha previsto una parte quantitativa condotta attraverso questionari self-report e una parte qualitativa condotta con focus-group e strumenti grafico-simbolici. Ciò che emerge chiaramente dalle prime analisi è che, grazie al lavoro promosso da Rondine, diminuiscono sia il favoritismo fazioso verso l’ ingroup , sia l’aggressività e il giudizio negativo nei confronti dell’ outgroup : ingroup e outgroup si avvicinano riconoscendosi simili nei tratti umani, specie negli aspetti più fragili.

 

Migranti, Global Compact al palo

Milano Migranti, Global Compact al palo L’Italia non parteciperà al Summit Onu di Marrakech del 10 e 11 dicembre dove sarà ratificato il documento che propone una gestione internazionale di migrazioni e rifugiati. Lo ha annunciato il vicepremier Matteo Salvini alla Camera dichiarando che l’Italia non parteciperà al Summit Onu di Marrakech, che tra il 10 e l’11 dicembre adotterà il documento, lasciando al Parlamento la decisione di aderire o meno al trattato. Un annuncio che arriva proprio mentre l’alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (UNHCR) propone di rivoluzionare il sistema globale di accoglienza dei rifugiati. Il Global Compact sui rifugiati parte dalla costatazione che il modello assistenzialista della Convenzione di Ginevra del 1951, che ancora oggi detta tempi e modi della gestione dei rifugiati, ha fatto il suo tempo. La proposta dell’UNHCR punta a riorganizzare il sistema degli interventi, basandolo su un cambio di prospettiva della figura del rifugiato: abbandonare lo stereotipo che lo vuole un “mantenuto a vita” per trasformarlo in un reale agente per lo sviluppo, in un lavoratore-consumatore del Paese che lo ospita. La decisione italiana di non partecipare al Summit Onu a Marrakech sembra inserirsi, invece, nel quadro di una strategia che prevede la determinazione da parte dell’attuale governo di far prevalere a tutti i costi la propria volontà sulle regole comunitarie e/o internazionali, come molti autorevoli commentatori fanno notare. Interverranno la sociologa Laura Zanfrini , direttore del centro di ricerca, sulle motivazioni dei Global Compacts, lo psicologo dell'Ateneo Giovanni Giulio Valtolina sulla posizione della Chiesa Cattolica in tema di migrazioni, intercultura e accoglienza, e a seguire i consoli dei Paesi rappresentati.

 

Sei mesi di stage all’Onu

bando Sei mesi di stage all’Onu Un internship negli uffici della Missione Permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, prorogabile per ulteriori cinque mesi: è quanto offre l’Istituto Toniolo a laureandi e studenti postgraduate dell’Ateneo. Iscrizioni entro lunedì 8 ottobre 27 agosto 2018 Sei mesi di stage a New York negli uffici della Missione Permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite . È quanto offre a laureandi e studenti postgraduate dell’Università Cattolica del Sacro Cuore l’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori. Per il Fellowship Program Un a New York , che garantisce l’inserimento con funzioni operative nello staff della Missione da inizio gennaio 2019 , l’Istituto Toniolo erogherà un contributo di 9.750 euro. In caso di rinnovo, ottenibile per ulteriori cinque mesi , la borsa di studio sarebbe aumentata di 8.250, per un totale lordo complessivo di 18.000 euro. Questa iniziativa, alla seconda edizione nel 2018, si inserisce nel quadro di collaborazione con le Rappresentanze della Santa Sede presso diverse istituzioni: Ginevra (ONU), Parigi (UNESCO), Vienna (ONU), Strasburgo (Consiglio d’Europa) e con il Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale ( Città del Vaticano ). L’obiettivo del Programma è di inserire negli uffici della Rappresentanza a New York uno studente motivato e competente, a cui sarà garantita una formazione on-the-job con funzioni operative nello staff della Missione.

 

Italia nel Consiglio di Sicurezza? Si può

milano Italia nel Consiglio di Sicurezza? Si può Secondo il segretario generale del ministero degli Affari Esteri Michele Valensise, nella sua lezione in Cattolica, a giugno il nostro Paese potrebbe aggiudicarsi uno dei due seggi non permanenti perché la quotazione del nostro brand nel mondo è in ascesa. Ma c’è modo e modo di fare valere questo principio, secondo Michele Valensise , segretario generale del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale . Quando oggi si parla di opzione militare - ha affermato nella sua lezione in Università Cattolica - l’opinione della Farnesina è molto chiara: nessuno vuole sottovalutare il peso che la componente militare può avere, tuttavia noi crediamo che occorra essere estremamente ponderati e cauti. L’Italia mantiene un’idea di privilegio della ricerca di una soluzione politica e negoziale». Nel suo intervento l’ambasciatore Valensise ha mostrato come sono cambiati gli equilibri mondiali nel giro di pochi anni: «Dal mondo della guerra fredda diviso in maniera minacciosa ma quasi rassicurante nel suo perpetuo equilibrio lo scenario è cambiato quasi di colpo» ha affrmato. Eppure oggi nominare l’Europa può essere fonte di un certo disagio vista la pericolosa distanza che si è creata tra il cittadino e le istituzioni europee». geopolitica #mediterraneo #onu #migranti Facebook Twitter Send by mail IL GRANDE DISORDINE MONDIALE Michele Valensise , segretario generale del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, ha tenuto una lezione aperta per gli studenti della Cattolica.

 
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