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Avanti con passione verso il lavoro che cambia

L’apprendimento nel corso di un master è un valore aggiunto rispetto a quello nell’ambito di una laurea perchè facilita percorsi e processi». Alla tavola rotonda tutta al femminile hanno partecipato quattro professioniste e ex allieve di master dell’ateneo che si sono trovate d’accordo sull’alto valore dei corsi frequentati in Università Cattolica dal punto di osservazione della carica che oggi ricoprono. Il master è un regalo a se stessi, un dono per la propria crescita professionale, qualcosa che ci si porta dietro come bagaglio per sé e per la struttura presso la quale si lavora o si andrà a operare». E la terza è “contaminazione dei saperi”, un metodo lungimirante che allarga la visione rispetto a competenze già acquisite che possono arricchire la professione. Pienamente d’accordo è stata Marcella Del Giudice che in Cattolica ha scelto il master in “Corporate governance” dopo una laurea in Giurisprudenza proprio per ampliare il bagaglio di conoscenze e avvicinarsi a professioni diverse da quella più tradizionale dello studio legale. Il coinvolgimento delle aziende nei percorsi di master - ha specificato Puzzo - è fondamentale non solo per le testimonianze in aula della vita vissuta, ma anche e soprattutto nello sviluppo e progettazione dei contenuti, vincente se in simultanea tra azienda e accademia. Un suggerimento prezioso per la scelta è anche l’essere lungimiranti, come ha detto Antonella Puzzo, non fermarsi al “vincere facile” che è poco motivante e che magari a lungo termine non è nemmeno appagante.

 

Open Week Master e Postlaurea, oltre 68mila spettatori per 15 ore di diretta e 300 video

Open Week Master & Postlaurea Open Week Master e Postlaurea, oltre 68mila spettatori per 15 ore di diretta e 300 video Nella Fase 2 dell’emergenza Covid-19 presentati con una formula innovativa in 12 giorni 195 master dei cinque campus dell’Università Cattolica con sette nuove proposte. Una proposta ricca e articolata con oltre 80 ospiti, 15 ore di diretta, 300 video prodotti e pubblicati che nelle 12 giornate - tra presentazioni, live talk e webinar - ha registrato numeri consistenti e inattesi: complessivamente 68.101 spettatori, 31.702 interazioni, raggiungendo oltre un milione di persone (1.036.221). Sono 195 i master di I e II livello (di cui 14 erogati in lingua inglese ) dell’Università Cattolica previsti per l’anno accademico 2020/21: corsi per tutte le esigenze professionali, flessibili, modulari per conciliare la preparazione personale con l’attività lavorativa. Comunicazione digitale, imprese e territorio, risorse umane, sport, finanza, sostenibilità, cura della persona: sono alcune delle dodici aree tematiche che caratterizzano l’offerta formativa postlaurea dell’Ateneo, approfondite anche durante sei tavole rotonde organizzate nell’ambito dell’ Open Week Master &; Postlaurea dell’Università. Il 12 giugno si è parlato di “ Diplomazia della cultura e carriere internazionali ” , dove è emerso il ruolo della cultural diplomacy , che unisce molteplici capacità come quella di parlare a pubblici diversi, di essere attrattivi, di influenzare le relazioni tra paesi nel mondo, attraverso il linguaggio della cultura. Promosso da Alta Scuola in Economia e Management dei sistemi sanitari ( Altems ) e da Alta scuola in Media, comunicazione e spettacolo ( Almed ), il master “Comunicazione sanitaria” formerà coloro che operano, o intendono operare, nell’ambito della comunicazione aziendale con specifico riferimento al settore sanitario, sia pubblico sia privato. “Qualificazione di tecnici commerciali e marketing delle agro-forniture” è il nuovo master promosso dall’Alta Scuola di management ed economia agro-alimentare della sede di Cremona ( Smea ).

 

Le nuove magistrali parlano inglese

Ateneo Le nuove magistrali parlano inglese Quattro corsi di laurea e due curricula, tutti erogati in lingua straniera, sono la novità del prossimo anno accademico. In particolare le novità riguardano quattro corsi di laurea e due curricula interni, tutti erogati in lingua inglese. A Piacenza sarà infine attivato il nuovo corso di laurea in Food Processing: innovation and tradition della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali che vuole approfondire lo studio delle scienze e delle tecnologie alimentari. Per il nuovo anno accademico saranno attivati anche due nuovi percorsi curriculari in lingua inglese. Il primo a Milano, interno al corso di laurea magistrale Lingue letterature e culture straniere “The art and industry of narration from literature to cinema and tv” e il secondo a Brescia interno al corso di laurea in Fisica “Physics for technologies and innovation” . Tutti i corsi mirano a una formazione integrale e completa della persona secondo tre direttive strategiche fondamentali: stretto legame con il mondo del lavoro e delle professioni, forte carattere interdisciplinare, internazionalizzazione dei percorsi formativi. laureemagistrali #festivalunicatt #openweek #openmind Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Open week, il messaggio di monsignor Claudio Giuliodori

Un momento di incontro importante per un ateneo che quest’anno si appresta a celebrare l centenario della sua fondazione. L’Università Cattolica è «una comunità», un «luogo dove si vuole crescere insieme», continua nel suo saluto monsignor Giuliodori, grazie alle sue più «alte competenze scientifiche» che la contraddistinguono. Soprattutto in un momento di pandemia, come quello che stiamo affrontando, «ci rendiamo conto di quanto il sapere sia anche un sapere condiviso, quindi che abbia davvero una profondità globale che tocchi tutti e aiuti a risolvere insieme le problematiche». Per questo, «avremo bisogno di nuove generazioni capaci di ripensare l’economia e la convivenza civile, di riorganizzare le leggi e la politica. Pertanto è importante che negli anni dello studio e della formazione si possa fare un percorso bello, significativo, approfondito». claudio giuliodori #openweek #orientamento Facebook Twitter Send by mail Print.

 

La cultural diplomacy passaporto per il mondo

È un’arte, quella della cultural diplomacy , che unisce molteplici capacità come quella di parlare a pubblici diversi, di essere attrattivi, di influenzare le relazioni tra paesi nel mondo, attraverso il linguaggio della cultura che comprende la valorizzazione delle qualità di ciascuno, dall’arte allo sport, dalla musica al cibo. Nell’ambito di queste tre aree il master prepara a carriere internazionali attraverso lezioni interattive e docenti provenienti da tutto il mondo, visite degli studenti a ambasciate, ministeri, musei e organizzazioni internazionali - ha dichiarato in apertura Federica Olivares -. Per l’area culturale Silvia Foschi , Director Patrimonio Storico Artistico e Attività Culturali di IntesaSanpaolo, ha raccontato l’attività culturale di Intesa sottolineando il valore della collaborazione con il Master in particolare sul “Progetto cultura”, programma triennale all’interno del piano di impresa. Alla domanda su quali cambiamenti la crisi di questi mesi porterà nel futuro lavorativo, Silvia Foschi ha messo l’accento sulla parola “crisi” che etimologicamente rimanda alla separazione, ma anche al discernimento, alla valutazione. Anche per l’Ambasciatore Fabrizio Lobasso della Direzione Generale per la Mondializzazione del Ministero degli Esteri la crisi è un concetto cruciale: «Questa è una grande occasione per ripensare i rapporti in chiave ancor più inter-culturale, dove inter è indice di meticciamento del proprio essere nei confronti degli altri. Sono infatti partiti all’inizio di giugno i primi stage in smart working, skill indispensabile per il lavoro oggi, uno di una studentessa presso gli Uffizi di Firenze, e altri in grandi istituzioni come Ministero degli esteri, Ministero dei beni culturali, Istituto Affari Internazionali, Associazione Italia - Asian, RES4Africa, Fao, Unesco. Il capitale della fiducia è alla base della comunicazione nei prossimi anni, insieme con l’importanza di ridare la speranza attraverso la narrazione di uno storydoing e non più solo uno storytelling e di un linguaggio che trasmetta positività.

 

«Prendiamo il Coronavirus in contropiede»

Open Week Master & Postlaurea «Prendiamo il Coronavirus in contropiede» Secondo Demetrio Albertini , presidente del settore tecnico della Figc, in Italia siamo bravi a farlo. È la metafora calcistica con cui Demetrio Albertini , presidente del Settore tecnico della Federazione italiana giuoco calcio (Figc) ed ex regista di Milan e nazionale, legge il momento che attraversa lo sport, soprattutto quello di base, nel nostro Paese. Siamo molto bravi a farlo come Paese» ha suggerito, indicando come superare la fase difficile che abbiamo attraversato, cercando di essere ottimisti sul futuro prossimo del calcio italiano. È fondamentale sia per chi allena che per chi gioca: non tutti sanno comunicare ma conta di più la parte psicologica che quella tecnica per gestire un gruppo di 25 giovani». Che si tratti di sport professionistico o dilettantistico di base, «in Italia lo sport viene associato a qualcosa che non è cultura» afferma il giornalista di Sky Sport Flavio Tranquillo . Lo dimostrano il nostro lavoro da 15 anni nella formazione di allenatori e manager dei settori giovanili e nelle fondazioni che operano nei Paesi in via di sviluppo» aggiunge la professoressa Caterina Gozzoli , direttrice del master in Sport e intervento psicosociale . Che è quanto anche la Figc cerca di fare ogni giorno, ricorda Albertini, con il settore scolastico, i campionati di bambini e ragazzi, l’attività sociale.

 

Il talento è anche questione di organizzazione

È l’identikit del “talento di oggi” che Umberto Frigelli , consigliere nazionale per AIDP Lombardia, l’Associazione italiana per la direzione del personale con più di 3.000 associati in tutta Italia, ha tracciato nell’incontro “Costruire il talento: smart organization o smart people?” . Sono passati vent’anni da quando tre consulenti della McKinsey hanno coniato il termine “guerra dei talenti” eppure il tema della costruzione del talento resta ancora molto dibattuto e al centro della People strategy di molte organizzazioni. Talento deriva dal greco tàlanton e si riferisce al piatto della bilancia che ha sempre connotato il talento, con il senso della direzione che ciascuna persona ha. Quindi il talento, in questo caso, è pensato come una dote che se non c’è non si può imparare. Il capo in una relazione di lavoro non è più quello che un tempo sapeva fare qualcosa meglio di altri ma è colui che fa la cosa giusta, crea significato a quello che stiamo facendo, aiuta a sbrogliare la matassa». Ecco perché «in questa fase di grande evoluzione tecnologica ci vogliono capi che si mettano al servizio dei collaboratori, sappiano orientare le scelte, abbiano una visione, creino un contesto in cui una persona può svolgere quello che è chiamato a fare». Già perché il compito delle università, ha fatto eco Luigi Serio , docente di Economia e gestione delle imprese, «è trasferire competenze e la capacità di combinarle», «aiutare i nostri ragazzi ad avere un approccio inclusivo» per «ricreare una funzione sociale di impresa dove le persone possano trovare un senso». Pertanto, ha rimarcato il giuslavorista Vincenzo Ferrante , il «talento è importante se non lo si seppellisce», per questo è fondamentale l’organizzazione che va però modificata per renderla più efficiente e produttiva.

 

Tiziano Ferro: «Studenti, nutrite la vostra aspirazione ogni giorno»

Anche il tradizionale appuntamento con i master, le scuole di specializzazione, i dottorati di ricerca e la formazione continua quest’anno si è trasferito sui canali social e che nel suo esordio ha raggiunto 13.780 persone, ottenuto 1.108 interazioni, registrato 3.766 spettatori. Nel video che ha dato il là alla manifestazione e che si protrarrà fino al 26 giugno Tiziano Ferro racconta che «la musica nasce dal silenzio, è stata la colonna sonora dei miei sforzi in un mondo nel quale non c’erano i social media e nemmeno corsi universitari così stimolanti. Alle 17 è seguita la tavola rotonda “ Il lavoro che cambia: formarsi per le nuove professioni ”, introdotta da Mario Gatti , Direttore Area Ricerca e Sviluppo dell’Università Cattolica, il quale ha evidenziato come i master sanno offrire un mix di competenze, di visione e capacità di adattamento al mondo del lavoro. Rispetto a dieci anni fa è cambiato il focus, i profilo dei giovani che stanno cercando perché è cambiato il mondo, a prescindere dalla situazione Covid. Pian piano si sono rese conto che questo non era il modo migliore per selezionare i giovani sul mercato del lavoro poiché spesso non corrispondeva con il profilo richiesto, con le caratteristiche delle persone che le aziende avevano in mente. Il consiglio che mi sento di dare a chi deve scegliere è quello di cogliere tutte le opportunità che il master mette a disposizione». Le competenze post laurea sono una cinghia di trasmissione per collegarti al mondo del lavoro poiché sviluppa la competenza, la capacità di mettersi in gioco che poi verrà integrata quando si arriva nel mondo del lavoro».

 
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