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Robot-lavoro, la cyber-rivoluzione è partita

il dibattito Robot-lavoro, la cyber-rivoluzione è partita Iperconnettività e intelligenza artificiale influenzano i sistemi produttivi, le forme di lavoro, le infrastrutture impiegate, con profonde conseguenze sulla riconfigurazione delle competenze e dei profili richiesti. La quarta rivoluzione industriale (Schwab, 2016) sta trasformando sia i processi produttivi , sia i profili di competenze professionali e lavorative a essi associate. Da un lato nascono nuove occupazioni, nuove aziende e nuovi mercati, dall’altro l’automazione nel breve periodo porta alla cancellazione di numerose occupazioni, mentre l’AI permette di automatizzare anche occupazioni a medio-alto livello di qualifica. Più in generale l’affermarsi delle tecnologie di terzo ordine, dalla domotica all’intelligenza artificiale, sta generando una dipendenza delle società umane dalle ICT e dalle informazioni da esse veicolate, aprendo una riconfigurazione del rapporto uomo-macchina che coinvolge diversi interlocutori a vari livelli: istituzionale, politico, manageriale, professionale e lavorativo. Un numero sempre maggiore di studi (Frey & Osborne, 2017; Makridakis, 2017; Peters,2017) si concentra sull’effetto della rivoluzione industriale sul mondo del lavoro in termini di occupazione, disoccupazione, replacement e sulle competenze lavorative necessarie alla forza lavoro del futuro e sui migliori strumenti formativo-didattici per il loro sviluppo. In gioco sono nuove visioni del lavoro e conseguenti sollecitazioni verso forme diversificate di contrattualità bilanciando diritti e doveri e configurando modalità più raffinate e impegnative di rapporto tra soggetti, lavoro e organizzazioni. Quali sono le sue implicazioni sociali, antropologiche, pedagogiche, economiche, etiche e culturali? Segui il dibattito su Cattolicanews [torna alla pagina di lancio].

 

Far lo stupido in azienda

cattolica post Far lo stupido in azienda In alcuni casi la “stupidità aziendale”, fatta di persone che eseguono senza discutere, è funzionale all’organizzazione perché rassicura. Ma alla lunga ostacola la crescita. settembre 2016 La “stupidità aziendale” non paga. Affrontare le criticità in azienda, e non tacerle per compiacimento o per insicurezza, è fondamentale per la vita dell’impresa. Anche se la “stupidità aziendale” può in qualche caso essere funzionale, ossia rassicurante e foriera di certezze in situazioni di particolare crisi, si rivela nella maggioranza dei casi un grave ostacolo alla crescita e al superamento delle difficoltà. Di questo si è parlato durante un dibattito in Università Cattolica con il professor Mats Alvesson della School of Economics and Management, Lund University della Svezia che ha parlato con noi sintetizzando il suo pensiero e i suoi studi. azienda #organizzazione #management Facebook Twitter Send by mail.

 
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