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Università, un network per la pace

milano Università, un network per la pace Si è riunita per la prima volta la rete promossa dalla Crui che promuove le iniziative dei singoli atenei 15 ottobre 2019 Anche l’Università Cattolica aderisce al Network “Università per la Pace” promosso dalla Crui. La rete riunisce gli atenei che hanno tra i loro obiettivi la costruzione della pace a livello nazionale e internazionale attraverso attività di ricerca, formazione e terza missione. Gli obiettivi del network sono quelli di contribuire alla cultura e alla scienza della pace in Italia e di mettere in rete e promuovere le iniziative esistenti nelle singole università. Il 13 settembre scorso si è tenuta la prima riunione del Network, cui ha partecipato su delega del rettore Franco Anelli, Raul Caruso , titolare dell'insegnamento di Economia della pace nella facoltà di Scienze linguistiche e Letterature straniere. La prossima riunione del Network si terrà il 29 novembre all’Università di Roma III. #pace #network #universita' #rete Facebook Twitter Send by mail.

 

L’Africa con gli occhi degli africani

settembre 2019 di Agostino Giovagnoli * Il viaggio in Mozambico, appena concluso, conferma che l’Africa è importante per papa Francesco. Non è neanche andato in Mozambico per denunciare le colpe del mondo verso questo continente e le molte ingiustizie di cui è vittima, anche se i suoi discorsi mostrano che ha ben presente tutto questo. Ma non si tratta solo di questo: è decisivo che gli africani guardino con speranza al futuro e che si impegnino per costruirlo insieme. Pace «è molto di più che ignorare la persona che ci ha danneggiato o fare in modo che le nostre vite non si incrocino: è un mandato che mira a una benevolenza attiva, disinteressata e straordinaria verso coloro che ci hanno ferito”. Non per masochismo, ma anzitutto per consapevolezza realistica che “nessuna famiglia, nessun gruppo di vicini, nessuna etnia e tanto meno un Paese ha futuro, se il motore che li unisce, li raduna e copre le differenze è la vendetta e l’odio». Papa Francesco ha ricordato che il Mozambico «possiede un territorio pieno di ricchezze naturali e culturali, ma paradossalmente con un’enorme quantità di popolazione al di sotto del livello di povertà». Alle autorità ha raccomandato «il percorso che porta al bene comune, […] la cultura dell’incontro […], valori condivisi, […] superamento di interessi settoriali, corporativi o di parte, affinché le ricchezze della vostra nazione siano messe al servizio di tutti, specialmente dei più poveri».

 

Il Papa in Africa: «Avete diritto alla pace»

attualità Il Papa in Africa: «Avete diritto alla pace» Cinquant’anni dopo Paolo VI, Francesco nel suo quarto viaggio nel continente africano visita Mozambico, Madagascar e Maurizio. settembre 2019 «I nostri popoli hanno diritto alla pace. E questo è molto di più che ignorare la persona che ci ha danneggiato o fare in modo che le nostre vite non si incrocino: è un mandato che mira a una benevolenza attiva, disinteressata e straordinaria verso coloro che ci hanno ferito. Gesù non è un idealista, che ignora la realtà» ha spiegato il Papa: quando dice “amate i vostri nemici”, sta parlando “del nemico concreto, del nemico reale: “colui che ci odia, ci mette al bando, ci insulta e disprezza il nostro nome come infame». continua a leggere sull’Agenzia Sir ] La foto in alto è tratta da Vatican News #papa #francesco #africa #pace Facebook Twitter Send by mail.

 

Meeting, gli incontri del 20 agosto

La cattolica al meeting Meeting, gli incontri del 20 agosto Gli interventi del professor Guido Merzoni su Václav Havel, del professor Agostino Giovagnoli sul 1989 e del professor Wael Farouq su cultura, pace e inclusione. agosto 2019 Anche oggi, martedì 20 agosto , l’Università Cattolica è protagonista al Meeting per l’Amicizia fra i Popoli . Nel pomeriggio, la prima delle tre iniziative che coinvolgeranno il pubblico della kermesse riminese nello stand della Cattolica (Padiglione Internazionale A3). Interrogatorio a distanza con Václav Havel ” con gli interventi di Guido Merzoni , preside della facoltà di Scienze politiche e sociali dell’Università Cattolica, e Ubaldo Casotto , giornalista e curatore dell’esposizione. Altri docenti sono ospiti degli incontri presso l’ Arena internazionale del Padiglione 3 sulle grandi questioni relative alla cooperazione e alla solidarietà internazionale. Sempre oggi alle ore 17, Agostino Giovagnoli , docente di Storia contemporanea in Cattolica, Giovanni De Luna , docente di Storia alla Scuola di Studi Superiori, Ferdinando Rossi dell'Università degli Studi di Torino, si occuperanno di “ Diritti e doveri. Presiederà l’incontro Massimo Bernardini , conduttore televisivo e presentatore del programma di Rai 3 TV Talk.

 

Papa Roncalli, cappellano tra i soldati

milano Papa Roncalli, cappellano tra i soldati Presentato il libro che documenta l’esperienza di Giovanni XXIII durante la Grande Guerra. by Agostino Picicco | 21 febbraio 2019 C’è un filo rosso che durante la prima guerra mondiale unisce don Angelo Giuseppe Roncalli, futuro papa Giovanni XXIII , e padre Agostino Gemelli, futuro fondatore dell’Università Cattolica. Don Angelo dal maggio 1915 al marzo 1916 fu prima sergente di sanità, poi cappellano militare fino al termine del conflitto; padre Gemelli fu capitano medico e direttore del laboratorio di psicofisiologia presso il Comando Supremo. Entrambi, nei rispettivi ruoli, si impegnarono per la consacrazione dell’Esercito Italiano al Sacro Cuore di Gesù, avvenuta il 5 gennaio, primo venerdì dell’anno, con il fattivo supporto di Armida Barelli , futura cassiera dell’Università Cattolica. All’incontro, introdotto dai saluti del rettore Franco Anelli e dell’arcivescovo di Milano Mario Delpini e moderato dal docente di Storia medievale Gabriele Archetti , sono intervenuti Emanuele Contu , dell’Ufficio Scolastico Regionale, ed Ezio Bolis , direttore della Fondazione Papa Giovanni XXIII. Il richiamo al valore della pace, in un mondo dominato dalla guerra fredda e diviso tra capitalismo e socialismo, sancito dall’enciclica Pacem in terris (11 aprile 1963), tra i documenti pontifici che hanno segnato un’epoca, trova la sua definizione embrionale in quei terribili anni di guerra. Don Roncalli, ora patrono delle Forze Armate, ha servito la pace amando l’Italia, ha servito l’Italia amando la pace, e ha dimostrato una capacità di amore totalizzante per la terra e per il popolo», ha affermato nel suo intervento l’arcivescovo Santo Marcianò , ordinario militare d’Italia.

 

Gerusalemme, libri ponti di pace

MILANO Gerusalemme, libri ponti di pace Manoscritti che parlano di culture che si sono intrecciate nella storia. Nel progetto di catalogazione del patrimonio antico della Custodia di Terrasanta, il contributo di Francescani e Università Cattolica a una convivenza possibile. febbraio 2015 «Quella di “Libri ponti di pace” è una sfida: a chi vuole imporre l’omologazione in Medioriente, i libri antichi della Biblioteca francescana di Gerusalemme parlano di una storia fatta di convivenza delle diversità». Il professor Edoardo Barbieri , direttore del Centro di ricerca europeo Libro Editoria Biblioteca (Creleb) dell’Università Cattolica, spiega con queste parole perché il progetto di catalogazione e valorizzazione del patrimonio librario antico della Custodia di Terrasanta può essere considerato un contributo alla pace e al dialogo. Il seminario di martedì 3 marzo (link), alla presenza del rettore Franco Anelli , presenterà l’iniziativa che ha per protagonisti i francescani di Gerusalemme e vuole costruire in città un luogo di incontro tra culture diverse. La presenza francescana a Gerusalemme data infatti a circa sette secoli fa e contraddistingue l’attività della Custodia di Terra Santa, che ha nella sua biblioteca un punto di particolare interesse. Recentemente si è concluso l’inventario (ora online ) della ricca collezione di manoscritti : oltre mezzo migliaio di pezzi, che partono dall’XI secolo, alcuni dei quali messi in mostra a Gerusalemme .

 

Gerusalemme, il dialogo inizia dai libri

Un colloquio internazionale tra diverse realtà culturali presenti in città (mondo ebraico, palestinese, armeno e cattolico) sulla catalogazione di manoscritti e volumi antichi. novembre 2016 Catastrofi naturali, incuria, furti, atti di guerra possono causare la perdita di opere d’arte, siti archeologici, libri e documenti. Prima ancora però di parlare di interventi materiali su libri e manoscritti (come il restauro), quei libri bisogna conoscerli e sapere che ci sono e cosa contengono. Si tratta di un primo incontro tra diverse realtà culturali presenti in città (mondo ebraico, palestinese, armeno e cattolico) per parlare dei vari aspetti della catalogazione di manoscritti, libri antichi, documenti. Sarà una prima occasione per conoscersi e conoscere cosa si sta facendo in proposito nelle diverse istituzioni culturali: un momento di dialogo e condivisione tra personalità interessate a costruire momenti di comprensione e ascolto tra alcune delle molte identità presenti a Gerusalemme. L’evento si pone in continuità coi progetti che dal 2010 l’Università Cattolica ha sviluppato con la Custodia di Terra Santa col titolo di Libri ponti di pace / Books bridges of peace . Si tratta di una serie di iniziative che hanno portato a Gerusalemme circa 30 studenti universitari o neolaureati per periodi più o meno estesi destinati a valorizzare il patrimonio librario più antico e prezioso conservato in loco dai Francescani.

 

Un'economia per la pace

novembre 2017 di Raul Caruso* L’economia della pace è una branca dell’economia che ci aiuta a capire le cause e le determinanti dei conflitti armati, oltre che di altre forme di violenza, ma anche a individuare le misure di politica economica finalizzate alla rimozione delle cause dei conflitti violenti. Obiettivo finale per l’economista della pace, infatti, è spiegare in maniera compiuta le politiche per garantire una prosperità economica che duri nel tempo . Secondo l’economia della pace, lo sviluppo economico nel lungo periodo, è legato all’espansione della pace . Anche la Germania nazista aveva un’economia estremamente fragile e Adolf Hitler e i gerarchi nazisti avevano, infatti, la necessità di giustificare e coprire i fallimenti in ambito economico insistendo sulla retorica razzista e militarista che pervadeva la vita della società tedesca. A dispetto delle difficoltà e delle fasi di stallo che hanno caratterizzato e che ancora caratterizzano il processo di integrazione europea, l ’obiettivo della pacificazione tra paesi è stato raggiunto e l’Unione europea è attualmente una delle aree di maggiore benessere nel mondo. In termini concreti, infatti, l’economista della pace invita i policy-maker a considerare la costruzione della pace oltre alle tradizionali variabili economiche di riferimento come il Pil. L’economia della pace è quindi la base da cui partire per favorire la prosperità e il benessere delle società. autore del volume "Economia della pace" (Il Mulino), insegna presso la Facoltà di Scienze politiche e sociali dell’Università Cattolica ed è direttore del Network of European Peace Scientists e della rivista Peace Economics, Peace Science and Public Policy #economia #politica #mondo #globalizzazione #geopolitica #pace Facebook Twitter Send by mail.

 

La pace nasce in biblioteca

MILANO La pace nasce in biblioteca Parlano i protagonisti del progetto di valorizzazione del patrimonio librario antico della Custodia di Terrasanta , che hanno realizzato Opac, catalogazione e inventario online dei manoscritti. Succede se i manoscritti sono quelli della Custodia di Terrasanta a Gerusalemme, luogo di incontro e, purtroppo, anche di scontro tra popoli, lingue, religioni e culture. L’anelito di pace, contenuto nel nome della città, ha trovato una risposta nel progetto condotto da cinque anni a questa parte da circa venticinque studenti dell’Università Cattolica guidati dal professor Edoardo Barbieri nella valorizzazione del patrimonio bibliografico dei Francescani di Terrasanta. Alessandro Tedesco ( nella foto sopra, a sinistra) , laurea magistrale in Lettere e ora dottorato in Scienze bibliografiche all’Università di Udine, alla Biblioteca della Custodia di Terrasanta ha svolto per 12 mesi il servizio civile. Un lavoro che ha significato recuperare tutti gli esemplari manoscritti posseduti dalla Custodia, che nel corso dei secoli si sono anche sparpagliati nei vari conventi di Terra Santa, e redigere per ognuno di essi una breve scheda descrittiva contenente dati fisici, qualche sommaria indicazione sul contenuto e qualche foto. Questa dimensione – spiega – è uno dei cardini del progetto: dimostrare attraverso i libri antichi che la convivenza qui è stata possibile e, nel nome della cultura, lo può essere ancora». A riprova di questa affermazione Marcello racconta un curioso aneddoto che è capitato proprio nel lavoro di schedatura dei manoscritti.

 

Pizzaballa, sos Medioriente

febbraio 2015 «Il timore è che l’Occidente non solo non si renda conto del disastro che si consuma, ma non abbia neppure l’interesse di fermarlo, dopo essersi reso responsabile dell’innesco di questi processi». Se si tratta, come sostiene Papa Francesco , di guerra mondiale a puntate, è una guerra del tutto atipica, fluida, nella quale i nemici di ieri divengono gli alleati di domani, in cui manca chiarezza di obiettivi da raggiungere e gli interessi in campo sono spesso non dichiarati - spiega - . Un’operazione di cui è protagonista l’Università Cattolica con “ Libri ponti di pace: un progetto per Gerusalemme ” (di cui parliamo qui a lato) , che ha coinvolto negli ultimi cinque anni circa 25 studenti dell’ateneo, impegnati sul campo a catalogare un tesoro fatto di manoscritti e volumi a partire dall’XI secolo. L’ingente patrimonio librario e documentale, che copre centinaia di anni di storia, è una risorsa immensa, soprattutto se pensiamo che questa è per definizione la Terra della Parola e della Scrittura, cioè della rivelazione che Dio ci ha consegnata ed è stata qui fissata per iscritto. Di questi gesti profetici dobbiamo farci promotori, sapendo che non sempre saranno accolti dalle parti in conflitto, che non sempre saranno compresi da tutti, ma che sono parte di quella dimensione profetica della vita cristiana che ci è irrinunciabile». Però i cristiani sono sempre di meno… «La confusione che regna a causa delle guerre in atto e dell’incertezza politica porta alla fuga di massa dei cristiani, come di altre minoranze, che sono le prime vittime di questi conflitti, perché sono anelli deboli della catena sociale. Agli episodi di violenza e di intolleranza dobbiamo rispondere con gli stessi atteggiamenti di perdono che ha avuto Gesù, ma anche promuovendo la conoscenza reciproca, perché spesso è l’ignoranza che genera violenza».

 

Targa per la pace all’Ateneo

milano Targa per la pace all’Ateneo L’Associazione nazionale delle famiglie dei caduti e dispersi in guerra, che ha celebrato il proprio centenario al Teatro Dal Verme di Milano, ha assegnato all’Università Cattolica il riconoscimento per la sua attività di formazione. novembre 2017 C’è anche l’Università Cattolica tra i premiati dall’Associazione nazionale delle famiglie dei caduti e dispersi in guerra, che ha celebrato il proprio centenario il 26 novembre al teatro Dal Verme di Milano. pace #premio Facebook Twitter Send by mail.

 

Un cristiano all’Onu

milano Un cristiano all’Onu Nell’ambito del corso seminariale di Teologia I volti della pace, il monaco della Comunità ecumenica di Bose Guido Dotti ha illustrato l’impegno per la pace e il servizio alla città di Dag Hammarskjöld segretario generale delle Nazioni Unite dal 1953 al 1961. È il caso di Dag Hammarskjöld (1905-1961), economista e diplomatico luterano svedese, dapprima presidente della Banca di Svezia, poi segretario generale delle Nazioni Unite dal 1953 fino alla sua morte avvenuta nel 1961 in Africa a causa di un incidente aereo durante una missione di pace. Guido Dotti , monaco della comunità di Bose, ha curato il volume Tracce di cammino, il diario umano e spirituale di Dag Hammarskjöld ritrovato dopo la sua morte e contenente brevi pensieri che danno l'idea della sua personalità. Pagine che, per dirla con le parole di Hammarskjöld, sono «...una sorta di libro bianco che narra i miei negoziati con me stesso e con Dio» e ne fa emergere la ricca spiritualità. Fu proprio Hammarskjöld a istituire nella sede Onu di New York una “Stanza del silenzio” da lui così spiegata: «In un palazzo tutto dedicato al lavoro e al dibattito, deve esistere una stanza dedicata al silenzio, nel senso esteriore, e alla quiete, nel senso interiore. Ancora oggi chi ha studiato il diario e il suo incarico di funzionario internazionale a favore della comunità mondiale percepisce l’attualità di un afflato spirituale che ha caratterizzato chi ha svolto compiti istituzionali a favore della pace nel mondo . Nel suo impegno soleva affermare che «l’Onu non è a servizio delle superpotenze bensì dei Paesi più piccoli», che «merita il potere solo chi ogni giorno lo rende giusto», che «l’uomo privato deve scomparire e deve emergere il funzionario internazionale».

 

L’Ateneo accoglie cinque studenti siriani

MILANO L’Ateneo accoglie cinque studenti siriani Nour, Toufik, Ola, Kenan e Fadi frequenteranno corsi di laurea nelle sedi di Milano e Piacenza. Sono gli occhi impressi sui volti di Nour , Toufik , Ola , Kenan e Fadi cinque ragazzi siriani, arrivati a Milano agli inizi di settembre grazie all’amicizia dell’Ateneo con la comunità monastica di Deir Mar Musa. Ola, già laureata in ingegneria informatica, frequenterà Linguaggi dei media; Kenan, volontario nei campi profughi di Aleppo per il Jesuit Refugee Service , seguirà il corso di Relazioni internazionali; Fadi, portiere professionista nella squadra Al Wathba Sport Club di Homs, si iscriverà a Scienze motorie. L’Ateneo, infatti, s’impegna a sostenere i costi di mantenimento dei cinque siriani a un corso di laurea triennale delle facoltà di Lettere, Scienze politiche e sociali, Scienze della formazione e Scienze agrarie, alimentari e ambientali a partire dall’anno accademico 2016/17. I PARTNER DELL’INIZIATIVA Il progetto nato in Università Cattolica del Sacro Cuore e reso possibile dall’impegno e dalla collaborazione di diverse istituzioni cattoliche, si propone di sostenere dal punto di vista umano ed economico i 5 studenti siriani desiderosi e motivati a proseguire i propri studi universitari. Gli studenti saranno esentati dal pagamento delle tasse e contributi universitari per tutta la durata normale dei corsi di studio e ospitati, grazie al contributo della Fondazione Educatt, nei Collegi dell’Ateneo affinché possano condividere con altri studenti il loro percorso formativo. L’Arcidiocesi di Milano attraverso il Coordinamento Diocesano Associazioni, Movimenti e Gruppi offrirà un supporto all’accoglienza degli studenti grazie alla rete di famiglie milanesi che hanno dato disponibilità ad affiancarli nel percorso di inserimento sociale nella realtà italiana coinvolgendo i ragazzi in attività extra accademiche.

 

L’appello di Rigoberta Menchú

MILANO L’appello di Rigoberta Menchú Intervista al premio Nobel per la pace 1992, in piena sintonia con la visione di Papa Francesco sulla guerra mondiale “a pezzi”. Davanti a una folla di studenti, la lezione di “una grande persona” sulla cultura Maya e il rispetto dell’ambiente. Rigoberta Menchú esprime la sua preoccupazione per la guerra mondiale “a pezzi”, come l’ha definita il Papa, che affligge diversi paesi: dall’Africa, al Medio Oriente, all’America Latina. Per porre fine a tali violenze è necessario che tutti gli uomini cambino la loro visione della realtà, evitando pratiche di discriminazione e di razzismo. Una grande persona, più che un grande personaggio» l’ha definita Dante Liano , docente di Lingua e Letterature ispano-americane, che ha promosso l’iniziativa con il Dipartimento di Scienze linguistiche e letterature straniere . Siamo riconoscenti all’Università Cattolica di Milano che, tramite il Dipartimento diretto dalla professoressa Marisa Verna , ha messo a disposizione un finanziamento che si tradurrà in 10 borse di studio», ha detto Rigoberta Menchú. Da circa 20 anni la nostra Fondazione opera con diverse attività nell’ambito educativo con l’obiettivo di offrire a studenti volenterosi l’opportunità di andare all’università, terminare la carriera e in questo modo migliorare il sistema socio-politico del nostro Paese».

 

Rigoberta Menchú, lezione di umanità

MILANO Rigoberta Menchú, lezione di umanità Il premio Nobel per la pace 1992 parlerà di “Cultura Maya y el respeto del medio ambiente”. La testimonianza di una donna che, da ragazzina semianalfabeta, sfidò con la sola forza della parola il regime militare guatemalteco. La persecuzione si estese anche agli appartenenti alle Comunità di Base Cattoliche, di cui la famiglia di Rigoberta faceva parte. Si suole dire che il libro di Rigoberta fece più danno alla dittatura militare guatemalteca di quanto ne fecero tutte le azioni militari della guerriglia. I negoziati di pace si protrassero per diversi anni e Rigoberta ebbe un ruolo fondamentale: non deve essere stato facile discutere e arrivare a un compromesso con i duri militari che avevano organizzato decine di massacri in Guatemala. La sua incessante attività come testimone delle sofferenze dei popoli maya e come portavoce di un futuro di pace, le valsero il Premio Nobel per la Pace nel 1992, oltre a un numero notevole di dottorati honoris causa in diverse università di tutto il mondo. Supportata da una cultura millenaria, come quella dei maya, da un carisma unico che sa arrivare al cuore delle persone, riesce a trasmettere un messaggio di alta spiritualità, di alti valori, di profonda e invincibile umanità.

 

Un’oasi di dialogo in Siria

Milano Un’oasi di dialogo in Siria È quella del Monastero di Deir Mar Musa vicino a Nabak dove gli sfollati siriani, cristiani e musulmani della zona, convivono in pace. maggio 2017 Un luogo di tregua, un’oasi di pace dove cristiani e musulmani possono vivere alcuni momenti insieme senza avere paura. A distanza di otto mesi dal loro arrivo questi giovani si sono integrati bene in università, hanno stretto nuove amicizie e stanno imparando l’italiano che inizialmente ha forse rappresentato l’ostacolo principale. Una di loro, Ola , con una laurea in ingegneria informatica si era iscritta a Linguaggi dei media ma ha preferito cambiare in corsa e passare alla facoltà di Economia con il corso “Economics and management” interamente in inglese. Poi c’è Kenan che sta proseguendo con il corso della facoltà di Scienze politiche (profilo in inglese in “International relations and global affairs”). Mentre Fadi sta terminando gli esami del corso triennale in “Scienze motorie e dello sport” (di cui aveva già un bachelor in Siria) per poi accedere alla laurea magistrale, e si è inserito come portiere in una squadra di calcio in città. Infine nella sede di Piacenza Nour sta frequentando Scienze dell’educazione e della formazione e Toufik Scienze e tecnologie agrarie.

 
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