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Trofic e Santa Sede contro la fame

ateneo Trofic e Santa Sede contro la fame Alla presenza di Papa Francesco , annunciata l’alleanza tra il Centro di ricerca dell’Ateneo sui temi dell’educazione e dello sviluppo sostenibile e la Fondazione Gravissimum Educationis . È quella che ha avviato Trofic , il Transdisciplinary Research On Food Issues Center dell’Università Cattolica, con la fondazione della Santa Sede Gravissimum Educationis , presieduta dal cardinale Giuseppe Versaldi , istituita dal Papa il 28 ottobre 2015, in occasione del 50° anniversario dell’omonima Dichiarazione del Concilio Vaticano II sull’educazione. Nel corso dell’incontro che si è svolto in Vaticano lo scorso 25 giugno, nell’ambito del seminario di studi “Educare è trasformare”, sono state condivise alcune linee di azione che potrebbero trasformarsi, a breve, in progetti sul campo, da realizzare in collaborazione con le università cattoliche presenti nei cinque continenti. Una globalizzazione senza speranza e senza visione è esposta al condizionamento degli interessi economici, spesso distanti da una retta concezione del bene comune, e produce facilmente tensioni sociali, conflitti economici, abusi di potere» ha affermato il Santo Padre nel suo discorso. Si tratta di traguardi importanti, che potranno essere raggiunti attraverso lo sviluppo della ricerca scientifica, affidata alle università e anche presente nella missione della Fondazione Gravissimum Educationis. Una ricerca di qualità, che ha di fronte a sé un orizzonte ricco di sfide» ha aggiunto Papa Francesco, ricordando, in particolare, quelle esposte nell’Enciclica Laudato si’ , che fanno riferimento ai processi dell’interdipendenza globale. La collaborazione con altre università e con centri di ricerca internazionali è uno degli obiettivi prioritari e l’avvio di questa concreta collaborazione con la Santa Sede costituisce un tassello importante per realizzare la nostra missione di servizio alla società e alla Chiesa».

 

Francesco e l’economia della pace

MILANO Francesco e l’economia della pace Il Papa non si stanca di denunciare l’ipocrisia dei governi che continuano a spendere tante risorse finanziarie in armamenti. Il Papa ne evidenzia il lato oscuro: a dispetto di ciò che si dice, noi continuiamo a investire risorse ingenti per sviluppare nuovi strumenti di morte. In buona sostanza Francesco svela una sorta di ipocrisia: come è possibile conciliare l’anelito alla pace dichiarato dai governi e spendere tante risorse finanziarie in armamenti? Il Papa riconduce la tendenza al riarmo ai grandi dittatori teorici totalitaristi dello scorso secolo. C’è, inoltre, un aspetto è economico: quando c’è tanta innovazione tecnologica nel sistema degli armamenti le imprese tendono a competere e in questo modo la disponibilità e il prezzo delle armi tende a diminuire. Ma il paradosso è che in Europa abbiamo imprese statali che producono armamenti che vendono armi a regimi canaglia che poi trasmettono insicurezza in Europa. Dato che il mercato globale delle armi è senza regole, le imprese tendono a cercare di eludere quelle poche che esistono. La risposta dunque è implementare il trattato internazionale di limitazione degli scambi di armamenti approvato dall’assemblea generale dell’Onu, ratificato da tutti i Paesi europei e mai messo in pratica.

 

Il grazie di Francesco a Cattolica e Gemelli

ROMA Il grazie di Francesco a Cattolica e Gemelli Il Santo Padre, prima dell’Udienza generale in Piazza San Pietro, ha benedetto il “Camion del Cuore” dei medici volontari del Policlinico per le persone disagiate sul territorio romano e ha ringraziato per la Villetta della misericordia per i senza dimora. Le difficoltà che sempre più persone incontrano nell’accesso alle cure hanno spinto l'Associazione “Dona la vita con il cuore" a realizzare iniziative come le Domeniche del Cuore, giornate di volontariato medico a beneficio dei più deboli, realizzate in sinergia con i medici del Policlinico Gemelli. Il Camion del Cuore sarà impiegato proprio nell’ambito di queste giornate. Al progetto Domeniche del Cuore, in cui il Camion del Cuore si iscrive, partecipano come volontari oltre 50 medici del Policlinico Gemelli. Dal 2013 sono state effettuate oltre 1.800 ore di volontariato medico, per un totale di 30 Domeniche del Cuore realizzate fino a oggi. Il Camion del Cuore è stato realizzato grazie al sostegno di Fondazione Cariplo, Fondazione BNL e Confagricoltura - L'età della Saggezza Onlus e ha ottenuto il patrocinio del Giubileo della Misericordia. papafrancesco #gemelli #camiondelcuore Facebook Twitter Send by mail.

 

Con Francesco per promuovere l’Africa

FORMAZIONE E SVILUPPO Con Francesco per promuovere l’Africa Nei viaggio apostolico in Kenya, Uganda e Repubblica Centrafricana, il Papa richiama il mondo a sostenere modelli responsabili di sviluppo economico. L’impegno della Cattolica per formare una nuova generazione di imprenditori locali 26 novembre 2015 Papa Francesco è in Africa per la viaggio apostolico in Kenya, Uganda e Repubblica Centrafricana. Dalle parole che sta pronunciando emerge un appello a “ promuovere modelli responsabili di sviluppo economico ”, perché “l’esperienza dimostra che la violenza, il conflitto e il terrorismo si alimentano con la paura, la sfiducia e la disperazione, che nascono dalla povertà e dalla frustrazione”. Proprio in alcuni dei Paesi visitati dal Papa, l’Università Cattolica è presente con il Global Mba in lmpact Entrepreneurship dell' Alta Scuola impresa e società (Altis) per formare imprenditori sociali (in alto la festa dei diplomati della prima edizione del Kenya) . Faremo il possibile per partire nel 2016 in quattro nuovi Paesi, in cinque anni vogliamo coinvolgere alcune migliaia di imprenditori sociali», spiega Mario Molteni , fondatore di Altis-Cattolica presidente di Always Africa e nel Cda di E4Impact. Sostenere lo sviluppo in Africa è una strada, anche, per contenere i drammatici fenomeni migratori? L'assenza di opportunità di lavoro è una delle principali cause di questi fenomeni. Non solo per l'impatto diretto delle nostre iniziative, ma anche, come abbiamo già sperimentato ad esempio in Kenya e Ghana, perché fungiamo da diffusori di una cultura imprenditoriale, aiutando a innescare processi di sviluppo virtuosi.

 

Francesco e l’identità di un ateneo cattolico

A dare il via al secondo step del percorso che ha coinvolto lo scorso anno accademico molti docenti dell’Università Cattolica, per iniziativa del prorettore vicario Francesco Botturi in accordo con il rettore Franco Anelli , un workshop sul tema “ Identità di una Università Cattolica. Da papa Giovanni Paolo II a papa Francesco ”, con introduzione a cura del professor don Pierluigi Lia e del professor Agostino Giovagnoli . Si riparte, dunque, dall’identità, che era stato uno dei temi al centro della prima fase del percorso. In secondo luogo, un senso dinamico ed evolutivo dell’identità: essa ci è consegnata dalle origini e dalla storia dell’Ateneo e, per questo, non data una volta per tutte, ma esiste realmente solo nella misura in cui è realizzata». Per continuare ad approfondire questo tema nella seconda fase, si è scelto di partire da un confronto con gli insegnamenti e le preoccupazioni del magistero sistematico di Giovanni Paolo II (in particolare la costituzione Ex corde Ecclesiae ) e di quello pastorale di papa Francesco . Con la ripresa dell’Iniziativa culturale d’Ateneo, che ha permesso soprattutto «un’interazione tra docenti su temi e problemi che accomunano, cioè ci rendono comunità, nel lavoro universitario», il professor Botturi si augura che «cresca tra i docenti una coscienza attiva nei confronti dell’identità, cioè delle ragioni (ideali) d’esistenza (storica) dell’Ateneo». E la proposta di workshop, conclude il prorettore, serve «ad abituarsi a un confronto metadisciplinare che, accompagnando il lavoro accademico, ne chiarisca sempre più le ragioni e il valore».

 

Fontana: ho visto un Papa determinato

MILANO Fontana: ho visto un Papa determinato Il direttore del Corriere della Sera , che ha avuto modo di conoscere il Santo Padre in occasione dell’intervista a Massimo Franco, parla della volontà di Francesco di riunire tutti i fratelli cristiani e dell’incontro a Cuba con il Patriarca Kirill. Ho trovato un pontefice molto determinato nel portare avanti il tema dell’unità dei cristiani» afferma. “Io voglio riunire tutti i fratelli nella fede”, ci ha detto Francesco. E lo vuole fare soprattutto in questo momento in cui sono vittime di persecuzioni in varie parti del pianeta. Credo che il motivo che ha spinto dopo tanti anni anche il Patriarca Kirill a questo incontro sia proprio quello di sensibilizzare su questo il mondo intero». papafrancesco #corrieredellasera #lucianofontana #kirill Facebook Twitter Send by mail.

 

Kirill-Francesco, non solo diplomazia

CHIESA Kirill-Francesco, non solo diplomazia Per il prof. Adriano Dell’Asta , già direttore dell’Istituto italiano di cultura di Mosca, lo storico incontro a Cuba tra il Papa e il Patriarca russo ortodosso non va letto solo con categorie politiche: nel cuore di chi l’ha cercato urgeva la sete dell’unità. E un evento di questo tipo ha valenze che lo rendono effettivamente irriducibile alla storia di tutti i giorni. Sarà banale ricordarlo, ma il Patriarca di Mosca e il Vescovo di Roma, con agende prefissate a lunga scadenza, non si trovano a passare per caso nello stesso giorno dall’aeroporto di Cuba. Nella storiografia occidentale è chiamato “Scisma d’Oriente” e dagli ortodossi è detto “Scisma dei latini” o “Scisma d’Occidente”: la divisione ufficiale tra la Chiesa cattolica romana e la Chiesa ortodossa risale al 1054. A differenza della Chiesa Cattolica caratterizzata dal primato del Vescovo di Roma, ogni patriarcato è “autocefalo”, cioè non riconosce autorità religiose superiori a ciascun patriarca. Kirill è patriarca dal 2009, quando è succeduto ad Alessio II. Da metropolita Kirill, come responsabile del Dipartimento Relazioni Esterne della Chiesa ortodossa russa, ha consacrato le prime chiese russo-ortodosse di Roma e di Cuba. ADRIANO DELL’ASTA Adriano Dell'Asta , direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Mosca dal 2010 al 2014 , insegna Lingua e Letteratura Russa all’Università Cattolica a Brescia e Milano.

 

L’augurio del Papa per l’Ateneo

ATENEO L’augurio del Papa per l’Ateneo Il saluto di Francesco al Regina Coeli per la 92esima Giornata universitaria e l e parole del rettore Franco Anelli e dell’assistente ecclesiastico generale monsignor Claudio Giuliodori dopo il pellegrinaggio in piazza San Pietro. aprile 2016 «Oggi in Italia si celebra la Giornata Nazionale per l’Università Cattolica del Sacro Cuore, che ha per tema “Nell’Italia di domani io ci sarò”. Auspico che questa grande Università, che continua a rendere un importante servizio alla gioventù italiana, possa proseguire con rinnovato impegno la sua missione formativa, aggiornandola sempre più alle esigenze odierne». Sono le parole che il Papa ha rivolto al nostro Ateneo dopo la recita del Regina Coeli in piazza San Pietro domenica 10 aprile , in occasione della Giornata Universitaria che si è celebrata in tutta Italia. Il giorno prima, sabato 9 aprile oltre 1500 persone, tra studenti, docenti e personale amministrativo che hanno aderito al pellegrinaggio dell’Università Cattolica in occasione dell’Anno Santo della Misericordia, avevano partecipato all’udienza generale di Papa Francesco in piazza San Pietro. Desideriamo ringraziare tutti coloro che hanno preso parte al Pellegrinaggio e fatto sentire la loro vicinanza nella preghiera e quanti hanno contribuito, con il loro lavoro, all’organizzazione». A chiudere un fine settima denso di appuntamenti per l’Ateneo, domenica 10 aprile , in occasione della Giornata per l’Università Cattolica e nella ricorrenza del cinquantesimo anniversario dell'inaugurazione della sede di Brescia, in diretta Tv su Rai 1 , dalla Chiesa di S. Francesco d'Assisi la celebrazione eucaristica, presieduta da monsignor Claudio Giuliodori .

 

Francesco, il volto della misericordia

ANNO DEL GIUBILEO Francesco, il volto della misericordia Con il Giubileo il Papa rilancia la pratica delle opere di misericordia . Sono un grido anche estremamente autorevole perché nasce da un’esperienza , da un vissuto che – cosa piuttosto rara ai nostri tempi – è riuscito a divenire esperienza e può dunque essere raccontato e testimoniato. In papa Francesco invece ci è dato di vedere ciò che da tempo non si vedeva e che a tutt’oggi non si vede soprattutto nelle persone che hanno una responsabilità della cosa pubblica. E forse, la credibilità di papa Francesco risiede anche nel fatto che il grido di cui parlavamo nasce da radici molto profonde e antiche, nasce dal vangelo e dalla testimonianza di Gesù narrata nei vangeli, vangelo che si dimostra essere, in Francesco, un vissuto divenuto esperienza. Ecco allora che indicendo il Giubileo della Misericordia, papa Francesco rinvia al vangelo e lo fa rinviando a una tradizione antica e veneranda nella storia della spiritualità cristiana: la tradizione delle opere di misericordia. Nelle diverse sedi le celebrazioni saranno proposte in modo tale da favorire la partecipazione di tutti i membri della nostra comunità nella certezza che la dimensione liturgica è parte integrante della vita di un Ateneo cattolico». L’INVITO DEL PAPA: RISCOPRIAMO LE OPERE DI MISERICORDIA È mio vivo desiderio che il popolo cristiano rifletta durante il Giubileo sulle opere di misericordia corporale e spirituale .

 

Opere di misericordia, impegni d’Ateneo

MILANO Opere di misericordia, impegni d’Ateneo Per iniziativa del Centro pastorale, un sito web raccoglie attività e ricerche che l’Università Cattolica, nel suo cammino giubilare, promuove e sostiene a testimonianza di queste pratiche della tradizione cristiana. febbraio 2016 L’idea era stata lanciata nella messa di apertura del Giubileo della misericordia nella sede di Milano dall’assistente ecclesiastico generale monsignor Claudio Giuliodori : accogliere l’invito di papa Francesco a riscoprire anche nel nostro Ateneo le opere di misericordia corporali e spirituali. Dovremo cercare di condividere la straordinaria ricchezza di queste opere, che dal punto di vista intellettuale, culturale e sociale, sono già ben presenti nella nostra comunità universitaria» affermava monsignor Giuliodori nell’omelia. La necessità e la bellezza di condividere storie di misericordia - confidava l’assistente ecclesiastico - mi è stata suggerita dall’incontro avuto di recente con due ricercatori chiamati dalle rispettive facoltà a diventare professori associati. Uno mi ha presentato il volume in cui raccontava il percorso, curato anche da una nostra équipe, di riconciliazione tra i familiari delle vittime delle stragi degli anni di piombo e i terroristi di allora. L’altro mi ha illustrato il progetto realizzato con un gruppo di lavoro del nostro Ateneo per un sistema di bond (in questo caso buoni) finalizzati alla creazione di cooperative e aziende per insegnare mestieri e dare lavoro ai carcerati. In queste pagine sono messe in evidenza attività e ricerche, che il nostro Ateneo promuove e sostiene, a testimonianza di ciascuna delle sette opere di misericordia spirituale e corporale.

 

Quel legame speciale con Madre Teresa

ateneo Quel legame speciale con Madre Teresa Domenica 4 settembre Papa Francesco ha presieduto in Piazza San Pietro la cerimonia per la canonizzazione della santa dei poveri di Calcutta. Nel 1981 l’Università Cattolica le conferì la laurea honoris causa in Medicina 02 settembre 2016 10 dicembre 1981 . È il giorno in cui l’Università Cattolica conferì la laurea honoris causa in Medicina a Madre Teresa di Calcutta , che il 4 settembre sarà proclamata santa da Papa Francesco in Piazza San Pietro a Roma. Nel libro degli ospiti Madre Teresa lasciò un messaggio autografo (che pubblichiamo in questa pagina): «Serbate la gioia di amare Gesù e condividetela con tutti quelli che incontrate, specialmente i malati e i sofferenti che si rivolgono a voi con grande speranza. Da allora la santa dei poveri tornò in Cattolica a Roma ogni anno. madreteresa #santa #canonizzazione #papafrancesco Facebook Twitter Send by mail.

 

L'umanesimo di papa Francesco

Novità in libreria L'umanesimo di papa Francesco È tempo di una cultura che parte dal ‘basso’ e che proviene dalle ‘periferie’: il messaggio del papa agli intellettuali europei nell'analisi a cura di Agostino Giovagnoli. È quanto mette in luce questo libro che evidenzia la rilevanza anche culturale della leadership morale da tanti oggi riconosciuta a Francesco. Il suo umanesimo – che i contribuiti qui raccolti fanno emergere muovendo da prospettive diverse: teologica, storica, filosofica, sociologica e giuridica – è rivelatore di una rara capacità di lettura del mondo globalizzato e post-moderno e mostra un’acuta comprensione dei riferimenti storici, antropologici e morali più importanti del nostro tempo. “Non siamo più nella cristianità”, spiega il papa e, dopo aver a lungo privilegiato una cultura organica e gerarchica, sistematica e deduttiva, funzionale a “occupare spazi” piuttosto che a “promuovere processi”, è tempo di una cultura che parta dal “basso” e che provenga dalle “periferie”. Francesco pone in questo modo una sfida importante anche alla cultura europea, facendo emergere nodi e problemi vitali per il futuro del Vecchio continente ma che spesso gli europei non hanno il coraggio di affrontare. È una sfida che tocca anche il cattolicesimo italiano, sollecitato da Francesco ad abbandonare calcolate mediazioni o misurati equilibri, scegliendo aperture radicali, impegno generoso e visioni lungimiranti. Si è occupato dei rapporti tra Stato e Chiesa, di storia del Risorgimento italiano e dell'Italia repubblicana, di storia della Chiesa nel XIX e XX secolo, di storia delle relazioni internazionali.

 
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