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Quanto contano le donne

Brescia Quanto contano le donne Nell’undicesimo Laris Day , la ricercatrice Vera Lomazzi ha presentato il suo libro sulla presenza femminile nella sfera pubblica in Europa, con una particolare attenzione all’Italia, dove permane un’immagine ancora molto legata al mondo domestico. by Andrea Bonfiglio | 12 aprile 2017 È un paradosso tutto italiano: nonostante negli ultimi vent’anni siano stati fatti passi avanti verso la parità di diritti fra uomo e donna, la figura femminile non riscuote ancora il riconoscimento che le spetta. Lo afferma Vera Lomazzi , ricercatrice Gesis del Leibniz Institute for the Social Sciences di Colonia, autrice del libro “Donne e sfera pubblica. Il libro è stato occasione per un dibattito nel corso dell’undicesimo “Laris Day”, a cura del Laboratorio di Ricerca e Intervento Sociale del Dipartimento di Sociologia. Il seminario ha esplorato la partecipazione della donna all’interno dei ruoli pubblici. Ai nostri microfoni Maddalena Colombo, direttrice Laris dell’Università Cattolica, Diego Mesa , docente Dipartimento di Sociologia, e la stessa Vera Lomazzi. donne #italia #parita #pariopportunita Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Si scrive donna si legge risorsa

Milano Si scrive donna si legge risorsa Per risolvere il gender gap le norme aiutano ma non bastano: la legge Golfo-Mosca del 2011 ha aumentato la presenza delle donne nei Cda ma resta ancora tanto da fare, soprattutto nel mondo del lavoro e a livello culturale e formativo. Almeno secondo le relatrici del convegno “ Perché io valgo ”, promosso in largo Gemelli dal Comitato per le Pari opportunità dell’Ateneo lo scorso 24 gennaio e introdotto dagli interventi della professoressa Cinzia Bearzot , presidente del Comitato, e dal prorettore vicario Antonella Sciarrone Alibrandi . Una sequenza di sei autorevoli voci femminili che ha scavato a fondo nel delicato tema della diversità di genere e in quello della sua convenienza oggettiva sul lato economico e sociale. Un fenomeno diffuso per cui si realizza una proporzione rovesciata: sono molte di più le donne che studiano e fanno le ricercatrici ma gli uomini hanno più possibilità di lavorare e ricoprire ruoli di spicco». Questa disparità di genere è stata affrontata anche da un punto di vista psicosociale, scavando alle radici di una forma mentis di stampo maschile soprattutto in certi ambiti. Questi preconcetti sono ancora molto marcati, soprattutto in Italia, e spesso sfociano nel sessismo più becero che ha conseguenze pesanti sulle decisioni e sulle performance lavorative femminili. Un discorso motivazionale ed emotivamente coinvolgente che ha toccato i nervi scoperti di una coscienza collettiva che, se prima vedeva come una debolezza l’intelligenza emotiva delle donne, ora, al contrario, non può prescinderne in ogni azienda, ogni struttura amministrativa, ogni ambiente lavorativo.

 
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