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Povero Giuda

Parola del giorno Povero Giuda A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Nunzio Currao | 08 aprile 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. (…) Mi accontento di domandarvi un po’ di pietà per il nostro povero fratello Giuda (…) E chiamandolo fratello, noi siamo nel linguaggio del Signore» (Don P.Mazzolari) Giuda è uno di noi. È una persona che è caduta nella tentazione del cambiamento del mondo e della storia per vie umane. È una persona che si è stancata delle vie proposte da Gesù, vie invisibili, lunghe, nascoste, quasi inosservabili, senza alcuna attenzione eclatante. Qualcuno dice che il peccato più grande di Giuda non è stato tradire il Signore, ma non lasciarsi intaccare dal suo amore. Il Vangelo ci invita a rivedere la nostra vita personale e comunitaria alla luce della nostra risposta a un amore immenso che ci ha preceduti, quello di Dio, visibile in Cristo. La rigenerazione è sempre possibile, perché la grazia di Dio è più forte della miseria umana.

 

In un catino colmo di acqua sporca

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Giovanni (Gv 13,1-15) Ascolta "In un catino colmo di acqua sporca" su Spreaker. In un catino colmo di acqua sporca, Madaleine Delbrel trova la sua più preziosa reliquia. In quel catino colmo di acqua sporca, riflette il volto di chi si piega nel sacro gesto di lavare i piedi ad altri, in resilienza, a sconto e a ricordo di ogni fragilità e tradimento, lavàti via, e pure rimasti, ad incrinare la storia di ogni giorno. In quel catino colmo di acqua sporca, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine. Lo si ritrova dove l’impotenza diventa cardine di un’azione nuova e dove la solidarietà si spezza, pur di non perdere nessuno. In questo gesto, colmo di acqua sporca, nell’impotenza e nell’umiliazione, costretti a viverlo dentro casa nostra, potremmo riscoprire la vita eucaristica che già ci percorre.

 

Sono io!

Parola del giorno Sono io! A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Luca Giorgio Peyron | 10 aprile 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Viviamo chiusi con coloro che amiamo, ma anche i loro volti non sono sufficienti a vincere queste tenebre. Le parole si consumano in fretta, cantare dai balconi è un rito che non celebriamo più di fronte alle bare che si accumulano. In quella ed in questa notte, Gesù ha una parola per te: sono io. Io per primo ho già affrontato ogni notte, io per primo affronto con te questa notte. La risposta al buio, ai soldati, al male di ogni fatta è quella medesima: sono io. Se recuperiamo la nostra identità profonda di figli di Dio, salvati, redenti, custoditi e promessi all’eternità dell’Amore del Padre, nella notte ci sarà luce, nel sabato santo speranza, nella Pasqua finalmente certezza. Il sono io di Gesù si carica del peccato del mondo, il tuo sono io si apra con fiducia quel dono.

 

L’ottavo giorno

Parola del giorno L’ottavo giorno A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Mauro Cinquetti | 11 aprile 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. È l’alba del primo giorno della settimana, il giorno dopo il sabato, il giorno dopo il settimo giorno: l’ottavo giorno. Un terremoto, un angelo, una luce come di folgore, uno spavento e lo stordimento: è un nuovo inizio, una nuova luce che irrompe nella storia, è l’alba di un mondo nuovo, una nuova creazione. Nella veglia i cristiani celebrano il battesimo: il neofita vive l’esperienza di quelle donne il mattino Pasqua, lascia l’attaccamento alla vita biologica e entra nell’orizzonte dell’ottavo giorno. Il fonte battesimale nella tradizione della Chiesa è ottagonale, perché il battezzato è immerso in quell’esperienza dell’ottavo giorno, nella nuova creazione. Donaci, Padre, la gioia dell’ottavo giorno, per poter vivere nella nostra Galilea, accompagnati dalla forza di chi non teme, perché abbiamo visto il Risorto, e siamo «come vivi tornati dai morti» (Rm 6,13).

 

Gesù, pane di vita per il mondo

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Giovanni (Gv 13, 21-33.36-38) Ascolta "Gesù, pane di vita per il mondo" su Spreaker. E' giunta per Gesù l'ora dell'estrema testimonianza, nella quale egli glorifica il Padre attraverso la donazione di sé sulla croce. Non lo capisce Pietro, che nemmeno si azzarda a chiedere spiegazioni a Gesù, lui di solito così intraprendente. Chissà se lo avrà capito Giovanni, il discepolo amato, che sta rivolto verso il cuore del Maestro per imparare da Lui come si ama. Pensa di averlo capito Giuda, attorno al quale apparentemente ruota l'azione descritta dal vangelo. Gesù viene tradito, cioè consegnato da Giuda, ma a ben guardare è Lui che si consegna a noi: la sua passione non è un evento subito, ma l'estrema conseguenza di una vita spesa per amore. Gesù, buono come il pane, come quell'ultimo boccone offerto a Giuda.

 

Grandangolo e teleobiettivo: “di fronte” e “dentro” la passione

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Scriveranno teologi, assistenti pastorali e professori. I testi saranno accompagnati da un’immagine scelta in rete. Il racconto della passione può essere accostato attraverso due differenti dispositivi fotografici: il grandangolo e il teleobiettivo. Il primo per cogliere la prospettiva complessiva di un intreccio che si apre con un tradimento e si chiude con una pietra per sigillare un corpo morto. Ecco allora il teleobiettivo che restituisce i particolari, che ci pone non solo “davanti” alla passione, ma ormai “dentro” di essa. Come nello stupefacente quadro di Memling, che unisce alla vastità della trama l’indugio miniaturistico sui particolari della storia.

 

Nella croce del Figlio, Dio manifesta amore senza limiti

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Giovanni (Gv 11, 45-56) Ascolta "Nella croce del Figlio, Dio manifesta amore senza limiti" su Spreaker. L’effetto del segno coinvolge dapprima i Giudei che hanno assistito al miracolo, poi le autorità religiose e infine Gesù stesso. Alcuni degli abitanti di Gerusalemme traevano reddito grazie al tempio, ed è proprio per questo motivo che non credono all’opera di Gesù che opera salvezza al di fuori del luogo sacro per eccellenza. Se l’autorità di Gesù cresce, il rischio è che sia riconosciuto dai romani e che venga scelto al posto del tempio e delle sue autorità. Essa esprime sia il male esistente nell’uomo che il bene che Dio vuole a esso. Nella croce del Figlio, Dio manifesta amore senza limiti che si fa carico di ogni nostro limite.

 

Regolare i conti

Parola del giorno Regolare i conti A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by p. Enzo Viscardi | 17 marzo 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Scriveranno teologi, assistenti pastorali e professori. I testi saranno accompagnati da un’immagine scelta in rete. Siamo stati fermati bruscamente! Tutto quel tempo che pensavamo di non avere più, ci è offerto completamente, anzi quasi imposto, con tutto il suo peso e le sue potenzialità. Un tempo da vivere da soli e con gli altri in una intimità che lungi dall’essere fisica, ci apre ad una nuova coscienza di fratellanza; ci sentiamo precari e spinti ad avere uno sguardo di compassione ed amore gli uni per gli altri. È il tempo per regolare i conti con noi stessi e soprattutto con gli altri.

 

L’adultera: un incontro che rimette in cammino

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Giovanni (Gv 8,1-11) “Donna, dove sono?” Ascolta "L’adultera: un incontro che rimette in cammino" su Spreaker. Basta questa constatazione e lo sguardo pieno di misericordia e di amore di Gesù, per far sentire a quella donna, forse per la prima volta, che ha una dignità, che lei non è il suo peccato, che può cambiare vita e camminare su una strada nuova. Questa donna rappresenta tutti noi, “adulteri” davanti a Dio, traditori della sua fedeltà. Oggi isolati nelle nostre case come monaci possiamo percepire e stare con Dio. Un Dio povero che si prende cura della nostra fragilità. Non basta la sola scienza, è fondamentale contare sulla Grazia del Padre: Lui comprende la nostra tragedia, la nostra sete d’infinito, la nostra ignoranza e la nostra paura di morire. Perciò non siamo da soli ma con Dio, come l’adultera davanti a Gesù sperimentiamo la sua misericordia che ci spinge sostenuti dalla sua Grazia, a convertire la nostra libertà dal male al bene.

 

Un miracolo che cambia la vita!

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Giovanni (Gv 4, 43-54) Un figlio malato, un padre che non ha alternative in quanto umanamente possibili e va da “quel Gesù” che conosceva per sentito dire con la certezza che avrebbe potuto guarire il figlio. Un atto di fede totale sulla parola di Gesù ed un annuncio di salvezza che diventa realtà: tuo figlio vive! Ascolta "Un miracolo che cambia la vita!" su Spreaker. Al di là del miracolo è importante rilevare la storia di conversione di quest’uomo: l’angoscia per la possibile perdita del figlio e l’impotenza di fronte al progredire della malattia, lo mettono nella condizione di incontrare Gesù personalmente. Esce per cercarlo, per incontralo, per implorarlo, per ottenere ciò che sembra impossibile e nell’incontro con Gesù vive un’esperienza di fede così profonda che cambia la sua vita “e credette lui con tutta la sua famiglia”. Allora perché non fare come lui? Usciamo quindi per andare ad incontrare “quel Gesù” che forse ad oggi conosciamo solo per “sentito dire” o solo perché che ci è stato “insegnato”. Ci è offerta la possibilità di incontrarlo oggi con le nostre paure e smarrimenti, in modo autentico e lasciare che sia Lui a cambiare la nostra vita.

 

Lontani ma vicini

Parola del giorno Lontani ma vicini A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Renato Delbono | 21 marzo 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Luca (Lc 18, 9-14 ) Arroganza è il credere che tu stia così in alto da non aver bisogno di un orecchio incollato al terreno. Credersi in alto, distante, lontano da tutte quelle situazioni di limite, di fragilità. Un’illusione di onnipotenza che si manifesta nel non essere cosciente di sé, nel marcare la differenza “io non sono come gli altri uomini”. Il tempo in cui stiamo vivendo, è prova ed occasione! Ascolta "Lontani ma vicini" su Spreaker. Nel dramma di questi giorni di sofferenza, obbligati a tenere le “distanze”, ci accorgiamo che la distanza fisica non è quella del cuore.

 

Tu bestemmi

Parola del giorno Tu bestemmi A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Gaia De Vecchi | 03 aprile 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. I Giudei accusano Gesù di “bestemmiare”, quando mostra loro il volto del Padre, differente dalla piccola, statica e stereotipata immagine di Dio che vivevano. Anche a noi capita di “bestemmiare”: certo, magari non affiancando il nome di Dio a epiteti volgari o ingiuriosi; semplicemente rimanendo alla superficie della nostra relazione, senza sforzarci di conoscerlo meglio e di comprendere la sua logica. E, di fatto, bestemmiamo, dichiarandolo vendicatore, quando – magari sottilmente – gli imputiamo il male che viviamo, seppur dipenda spesso dalle azioni umane. Bestemmiamo, inoltre, quando crediamo che Dio, di fronte alla nostra storia, alla vita di ciascuno di noi sia impassibile, quasi compiaciuto. Questo tempo è prezioso per ripulire le nostre immagini offuscate di Dio e smettere di “bestemmiare”.

 

Riflessi del mistero

Parola del giorno Riflessi del mistero A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Marco Salvioli | 25 marzo 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. I testi saranno accompagnati da un’immagine scelta in rete. Vangelo di Luca (Lc 1,26-38) Ascolta "Riflessi del mistero" su Spreaker. Nel meditare il racconto dell’Annunciazione la nostra mente viene visitata dalle immagini di alcune tra le opere più celebri della storia dell’arte in Occidente. Se in Cristo, infatti, il Dio invisibile si rende visibile e quindi rappresentabile, la Bibbia ci è stata donata affinché possiamo raffigurarci – secondo verità – la storia della salvezza. Non temiamo, quindi, di rappresentarci personalmente il mistero della salvezza, includendo noi stessi in Cristo.

 

Quel di più che serve per vivere

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Matteo (Mt 5, 17-19) VERSETTO: non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto. Il vangelo del giorno, in realtà, termina con un altro versetto che suona così: «se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli». La trasgressione della legge rende minimi nel Regno dei cieli, dice Gesù; ma l’incapacità di superare la legge condanna a rimanere fuori. Il Vangelo ricorda che la giustizia non è la legge e che la vita non è il bios. Mentre ci sforziamo di non tralasciare nessuna indicazione sanitaria, non lasciamoci ingannare: il cristianesimo continui, come può, ad additare l’eccedenza, quel di più che serve a vivere e ad esser giusti. Il bene, oltre che praticato, deve essere voluto scelto; e la difesa del bios non può mai arrestare il dono della vita.

 

La Verità vi farà liberi!

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Egli ci dice che se rimaniamo nella sua parola, saremo davvero suoi discepoli, conosceremo la Verità e la Verità ci farà liberi. Ecco allora i passaggi indicati da Gesù: innanzitutto rimanere, non solo ascoltare, magari distrattamente la sua Parola, ma rimanere in essa, fare di essa la nostra dimora. Questo ci permetterà di essere suoi discepoli, essere cioè tra coloro che lo seguono e si fidano di Lui, solo così giungeremo a conoscere la Verità, che è Lui stesso e questo ci renderà liberi. Non è una dottrina, allora, o l’esistenza o meno di regole da rispettare, ma il dimorare con Gesù, conoscerLo fino a diventarne discepoli che renderà ciascuno di noi liberi. Abbandoniamoci a Lui allora, soprattutto in questo momento così particolare della nostra storia, dimoriamo in Lui e lasciamo che egli dimori in noi. Lasciamoci condurre, senza fare forza, alla Verità e così giungeremo a quella libertà a cui aneliamo. Scopriremo che solo in Lui siamo veramente liberi perché egli ci ama e dona a noi la libertà.

 

Vorrei parlare con te

Parola del giorno Vorrei parlare con te A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Claudio Stercal | 22 marzo 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Giovanni (Gv 9,1-41) Sorprende sempre considerare come, anche nel Vangelo di Giovanni, il Messia si riveli volentieri "parlando" con i suoi interlocutori. Prima con la donna samaritana: «Sono io, che parlo con te» (Gv 4,26); poi con il cieco nato: «È colui che parla con te» (Gv 9,37). Forse per noi non è facile "parlare" con Gesù, ma questa resta la strada per cercarlo. Prestando attenzione ai luoghi e ai momenti nei quali è possibile ascoltarlo: nel nostro cuore, nel creato, nel prossimo, nella Bibbia, nei sacramenti, nel suo Spirito. Anzi, illudersi di essere autosufficienti rischierebbe di farci perdere molto, persino l'incontro con Chi ama "parlare con noi".

 

Essere ritrovati

Parola del giorno Essere ritrovati A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by G. De Vecchi | 14 marzo 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Il Vangelo odierno narra una storia affine a quella di ciascuno di noi. Racconto banale? Scontato? Eppure: succede “qualcosa” a uno dei protagonisti, che, però, coinvolge tutti. Che sprona, tutti, nessuno escluso, a mostrare fragilità e punti di forza, ribaltando proprio ciò che si considera debolezza e forza. “Qualcosa” che obbliga a fare verità su di sé, sulle relazioni. “Qualcosa”, in definitiva, che permette “di tornare in vita”, di “essere ritrovati”, di vivere le relazioni in pienezza e verità. Con Dio. “Qualcosa” cui possiamo affidarci con un sorriso di abbandono attivo e di speranza responsabile, per essere ritrovati (vv. 24.32).

 

Due Corone

Parola del giorno Due Corone A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Michele Malinverni | 02 aprile 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Comprendo che l’invisibile esiste, ma questo invisibile è letale, mentre io sono vivo grazie ad un altro e benevolo invisibile: “Ci sono due vie per affrontare la vita, la via della Natura e la via della Grazia” (dal film The tree of life di T. MALICK). Scelgo la via della Grazia che suppone la Natura. Egli è la Presenza di Dio. Cerco di ascoltare il Suo “IO SONO”: “Se uno osserva la mia Parola, non vedrà la morte in eterno” (Gv 8, 51); “Io sono la risurrezione e la vita” (Gv 11, 25); “Io sono la Via, la Verità, la Vita” (Gv 14,6). Gesù Cristo dona la verità che io sono figlio di Suo Padre; mi chiede di fidarmi “perché nessuno possa dimenticare quanto sarebbe bello se, per ogni mare che ci aspetta, ci fosse un fiume. E qualcuno, un Padre, un Amore, Qualcuno capace di prenderci per mano e di trovare quel fiume...” (da Oceano mare di A. BARICCO).

 

Come te stesso

Parola del giorno Come te stesso A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Gaia De Vecchi | 20 marzo 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Marco (Mc 12,28b-34) Amare il prossimo “come se stessi” non rimanda solo a uno stile quantitativo. Anzi: ci invita pressantemente a uno stile qualitativo, definito, nel contempo, da distanza relazionale e da com-presenza percettiva. Distanza necessaria non solo a garantire il diritto alla differenza, ma anche il diritto di esistenza; che tutela la dignità e la responsabilità, onde evitare di cadere in forme simbiotiche o in qualche perverso “gioco delle colpe”. Com-presenza percettiva in cui la relazione (personale, sociale) sgorga dalla legittima e paritaria esistenza di ciascuno. E ci preserva da due forti tentazioni: quella di invidiare (in-videre) l’altro, oscurandone il volto; quella – speculare – del narcisismo, tesa a considerare sé stessi come unico criterio della relazione.

 

Quale dialogo?

Parola del giorno Quale dialogo? A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Michele Aramini | 31 marzo 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Gesù si trova ancora a dibattere con un gruppo di interlocutori che resistono alla sua parola. Il tema è la sua identità, affrontato qui sotto l'angolatura della sua morte ormai vicina. L'avvio della controversia è dato da una tesi iniziale per cui la sua scomparsa prossima susciterà una ricerca tra i suoi avversari. A riguardo troviamo un'affermazione molto forte, nei termini della minaccia di un giudizio: «morirete nel vostro peccato», cioè lontani da Dio perché non credere all'«Io sono» di Gesù significa negare che la realtà divina è manifestata in lui. Così facendo, la comunicazione tra loro e Gesù è impossibile. Sappiamo che in alcuni casi non è affatto sufficiente la disponibilità al dialogo, anzi in certe situazioni è solo l'occasione per creare ulteriori grovigli se non ferite più profonde.

 

Quale sete?

Gesù desidera conoscere, entrare in dialogo nella posizione di chi mendica: anche lui è un assetato come la donna. Questo “dammi da bere”, esprime la passione di Dio per l’uomo e vuole suscitare il desiderio del dono di quell’acqua che è eterna. Solo quest’acqua può estinguere la sete di bene, di verità, di bellezza. Solo quest’acqua donata dal Figlio, può dissetare i deserti dell’anima. Un tempo di arsura, come quello che stiamo vivendo, può essere un’occasione propizia per farci incontrare dal Signore e con Lui entrare nelle domande più profonde della nostra esistenza. “quale è la nostra sete”, “a quali pozzi ci abbeveriamo”.

 

La patria dei profeti

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Luca (Lc 4, 24-30) È saggio, a volte, guardare il mondo con gli occhi dei bambini. Una delle sue filastrocche, Il cielo è di tutti, inizia così: «Qualcuno che la sa lunga / mi spieghi questo mistero: / il cielo è di tutti gli occhi / di ogni occhio è il cielo intero». E conclude con una di quelle domande, apparentemente innocenti, che solo i bambini sanno fare: «Spiegatemi voi dunque, / in prosa o in versetti, / perché il cielo è uno solo / e la terra è tutta a pezzetti?». Una prospettiva che appare in sintonia con il Vangelo; per esempio con il brano di Luca 4,24-30 dove gli abitanti di Nàzaret, piuttosto che condividere l'amore di Dio che si manifesta senza confini, scelgono di cacciare via il loro concittadino Gesù e progettano persino di ucciderlo. Fossero anche una vedova di Sarèpta di Sidone o il comandante di un esercito straniero, Naaman il Siro. Colui che ha creato il cielo non sembra amare i confini.

 

Il dono dell’angelo

Parola del giorno Il dono dell’angelo A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Marco Salvioli | 19 marzo 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Matteo (Mt 1,16.18-21.24a) Per quanto appaia a volte monotona e ripetitiva, la vita ci pone di fronte ad eventi francamente imprevedibili che eccedono le consuete categorie interpretative, generatesi dall’incontro tra la nostra mente e la realtà. Anche quando ci disponiamo ad agire con giustizia, non possiamo farlo che entro i limiti di categorie che si sono formate all’interno di determinate relazioni interpersonali, di un ambiente culturale specifico, in un preciso periodo storico. La storia della salvezza procede secondo un disegno che oltrepassa i limiti categoriali attraverso i quali interpretiamo la realtà; solo un angelo in sogno ha potuto rivelare a san Giuseppe che il bambino atteso da Maria, evidentemente senza il suo concorso, veniva dallo Spirito Santo. E la vera grandezza di quell’uomo giusto consistette proprio nell’affidarsi a quella parola che gli offriva gratuitamente una luce che egli non poteva darsi da sé. La sacra Scrittura, lettera inviataci dallo Spirito Santo per guidarci alla salvezza, offre a ciascuno di noi quella stessa luce per interpretare quanto ci accade non solo in ordine agli utili schemi dell’esperienza e della scienza, ma anche secondo il manifestarsi della volontà di Dio. Fr. Marco Salvioli O.P.

 

Nessuno genera se non è generato

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Giovanni (Gv 5,31-47) “Nessuno genera se non è generato” (L. Giussani) Ascolta "Nessuno genera se non è generato" su Spreaker. E’ un tema centrale e ricorrente nel Vangelo di Giovanni, soprattutto nei capitoli dal 5 all’8 e che ritornerà nei discorsi dell’Ultima Cena (capp. La testimonianza di Cristo è innanzitutto quella del suo rapporto con il Padre, dell’essere generato e mandato dal Padre. Questo è il cuore della sua missione: che gli uomini conoscano Dio non come Mistero inarrivabile, ma come Padre misericordioso. Gesù ridesta continuamene il senso religioso dell’uomo, la sua dipendenza in tutto da Dio non come fatale sottomissione o vana pretesa di autonomia, ma come abbandono pieno di fiducia. Davanti a Cristo, il testimone del Padre, la nostra libertà può resistere e combatterlo o lasciarsi investire da una tenerezza che ci ridona il nostro vero volto: non servi ma figli, cioè liberi perché suoi.

 

Vieni fuori!

Parola del giorno Vieni fuori! A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Antonio Cecchini | 29 marzo 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vita non ha qui una connotazione astratta, ma è l’annuncio di un fatto: Gesù riporta in vita l’amico Lazzaro! Il cristianesimo non è un vago deismo. Gesù è Dio; è la Vita stessa. Non è un maestro che dimentica la vita dei suoi studenti, ma il Maestro che rinnova la loro vita. Non è uno stoico che vive nell’atarassia, ma piange per Lazzaro; senza però accodarsi alle vane condoglianze, alle vuote parole, al pensiero dominante. Egli è la Vita! Per questo ha il potere di gridare “Vieni fuori!” davanti a quella tomba; e la morte è costretta ad allentare la sua morsa.

 

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