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Julien Ries, torna l’homo religiosus

Il sacerdote belga, tra i maggiori studiosi viventi di antropologia religiosa, ha donato all’Ateneo del Sacro Cuore di Milano la sua biblioteca, la totalità dei suoi manoscritti, appunti e fogli relativi a corsi e, soprattutto, le corrispondenze che ha avuto con storici delle religioni di tutto il mondo. È una miniera straordinaria», sottolinea il rettore Lorenzo Ornaghi alla presentazione ufficiale dell’Archivio “Julien Ries” per l’antropologia simbolica, organizzata lo scorso 10 novembre dal Centro di Ateneo per la dottrina sociale della chiesa e da Jaca Book, la casa editrice italiana dell’ Opera Omnia dell'antropologo belga. Sono intervenuti Evandro Botto , direttore del Centro di Ateneo per la dottrina sociale della Chiesa, Silvano Petrosino , direttore dell’Archivio “Julien Ries”, Natale Spineto , docente di Storia delle religioni all’Università degli Studi di Torino, e Sante Bagnoli , presidente della casa editrice. Ma perché l’archivio “Julien Ries” è così importante e rappresenta una fonte preziosa per gli studiosi? A rispondere è Natale Spineto, che con il sacerdote di Lovanio ha avuto la fortuna di lavorare, conoscendone a fondo l’opera e la biblioteca. Vi sono libri che rispecchiano i diversi settori di cui Ries si è occupato: dallo gnosticismo al manicheismo, dall’ebraismo all’induismo, dall’Iran antico alla Mesopotamia, più una parte filosofica e teologica. Si tratta, in sostanza, di una biblioteca sistematica, in cui un ricercatore potrà trovare ciò di cui ha bisogno per una solida ricerca di storia delle religioni. Ma anche un luogo che farà sì è che il patrimonio di Ries continui a vivere, soprattutto presso chi ha nutrito e nutre interesse nei confronti di una antropologia religiosa quale chiave interpretativa dei problemi della società odierna», conclude Spineto.

 

Derrida e l’eventualità dell’evento

FILOSOFIA Derrida e l’eventualità dell’evento Cinque anni fa moriva il filosofo francese, uno dei più importanti della seconda metà del Novecento. Un ricordo del suo pensiero attraverso le parole di Silvano Petrosino 09 ottobre 2009 Sono passati cinque anni dalla sua morte.

 

C'è dell'altro

Novità Vita e Pensiero C'è dell'altro Saggi su psicoanalisi e religione: il nuovo libro di Julia Kristeva - una raccolta di testi arricchiti dalla prefazione di Silvano Petrosino - ci dice che, dopo Freud e Lacan, la psicoanalisi ha scoperto soprattutto che c'è dell'Altro... Che sta nell’aver dismesso come ormai inutili quelli che invece continuano a essere i «costitutivi antropologici fondamentali»: il bisogno di credere e il desiderio di sapere. Il bisogno di credere non è solo l’origine di ogni religione, ma una necessità antropologica pre-religiosa e pre-politica. È l’investimento in un altro che mi riconosce e che riconosco, un ‘credito’ che fa esplodere quel desiderio di sapere, di porre domande, che anima la libertà di pensiero. È proprio nella ricerca di equilibrio tra bisogno di credere e desiderio di sapere che possono incontrarsi psicoanalisi e religione, l’una lasciandosi interrogare dalle questioni fondamentali che l’esperienza religiosa non cessa di frequentare, l’altra prendendo spunti dall’indagine psicoanalitica delle dinamiche umane e del rapporto con l’alterità. E dal riconoscimento di un comune terreno, si può partire per immaginare nuove strade che reinventino l’umanesimo e permettano di costruire «una passerella al di sopra dell’abisso, la sola che può proteggere – attraverso la diversità culturale diventata condivisibile – l’umanità stessa». Prefazione di Silvano Petrosino #psicoanalisi #fede #filosofia #petrosino #lacan #freud Facebook Twitter Send by mail.

 
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