La tua ricerca ha prodotto 1 risultato per pietro parolin:

Una diplomazia al lavoro della pace

Ringrazio sinceramente per l’invito rivoltomi dal Rettore Magnifico a partecipare a un evento così importante e centrale nella vita di questa Istituzione accademica, stimato strumento nella formazione delle giovani generazioni, con una identità saldamente ancorata alla realtà italiana, che non manca, però, di aprirsi ad una dimensione globale. Questo consentirà anche di fronteggiare e superare le avversità e le sfide che ogni èra propone, evitando così che possano trasformarsi solo in veicoli di insicurezza o di rassegnazione. Considerazioni che ci riportano ad una riflessione di Papa Francesco che chiama il mondo universitario ad operare in modo da incarnare la Parola di Dio per la Chiesa e per l’umanità, arricchendo però tale mandato di un più ampio traguardo. Non si tratta solo di narrare la natura dell’azione diplomatica che da sempre il Vescovo di Roma per mezzo di suoi Rappresentanti esercita, ma di sottolinearne la funzione e l’apporto rispetto alle situazioni contemporanee e alla capacità di incidere sui problemi concreti. Una posizione chiara e collocata nella scia di quegli elementi già sottolineati dallo stesso Pontefice riguardo alle doti e ai comportamenti personali di coloro che, come i diplomatici, sono chiamati ad essere operatori di pace. Un’indicazione da cui si ricava la diretta correlazione tra la pace e l’azione diplomatica nella quale è evidente che gli atteggiamenti personali sono essenziali veicoli di pace, anche quelli in apparenza di minor rilievo. Certo, nel caso della diplomazia pontificia va sempre ricordato che essa costituisce strumento essenziale per la vita interna della Chiesa, e cioè per la realtà di una comunità di credenti con il suo assetto spirituale e societario tra di loro uniti da un vincolo inscindibile.

 
Go top