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Spagna, le incognite del nuovo governo

Secondo il professor Damiano Palano , il fatto che nasca molto debole rende più probabile l’aumento della polarizzazione politica, con un possibile rafforzamento dell’estrema destra 09 gennaio 2020 di Bruno Cadelli e Marianna Mancini «Nei prossimi mesi capiremo se questo governo rappresenterà un’alternativa allo spostamento verso destra verificatosi nelle democrazie europee. Il fatto che nasca molto debole e con grandi incognite, rende più probabile che, in Spagna, tenderà ad aumentare la polarizzazione invece di attenuarla. Il professor Damiano Palano , docente di Scienza politica alla facoltà di Scienze politiche e sociali dell’Università Cattolica, commenta così la nascita di un nuovo esecutivo di sinistra in Spagna. Oltre a essere un caso abbastanza isolato nello scacchiere europeo, quello formato dai socialisti di Sanchez e da Podemos è il primo governo di coalizione nella storia spagnola. La questione davvero più complicata è quella relativa ai rapporti con la Catalogna: non è detto che il governo possa soddisfare le richieste di Erc». Avrà peso proprio perché una delle richieste di Erc era quella di riprendere le trattative sull’indipendenza catalana anche dal punto di vista fiscale e linguistico. Per quanto riguarda l’intervento dell’Ue, al di là di condanne che ci possono essere, mi sembra difficile che vi siano delle limitazioni di quella che rimane un’area di sovranità interna di uno Stato».

 
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