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Cinema, canzoni e i mitici ’60

MILANO Cinema, canzoni e i mitici ’60 Celentano nella “Dolce Vita”, i Musicarelli nelle sale popolari, e in Tv gli storici varietà Canzonissima, Milleluci e le regine della canzone Caselli, Mina e Carrà. ottobre 2017 Cosa unisce il cinema, la televisione e la musica pop? Cosa lega Adriano Celentano a Federico Fellini? La canzone dei mitici anni ’60 e ‘70. Un legame che sarà sviscerato dalla giornata di studi internazionale sulle culture mediali della modernità dal titolo “To Each Their Own Pop: A ciascuno il suo pop. Un viaggio tra Musicarelli - i film musicali in voga nelle sale popolari e di seconda visione -, i varietà storici del piccolo schermo, come Canzonissima e Milleluci, per citarne alcune, e le voci più famose di quel periodo, da Caterina Caselli a Mina e Raffaella Carrà. I relatori, provenienti da Italia, Francia, Spagna, Inghilterra, faranno il punto sulle relazioni industriali tra i diversi settori della produzione mediale nazionale e internazionale di quegli anni, e ricostruiranno il contributo e il mestiere di autori e tecnici, che hanno lavorato tra i diversi settori in prospettiva intermediale. Su queste basi, si potranno rinnovare lo studio e l’analisi della produzione audiovisiva dell’epoca, ricostruendo la mappa dei generi e dei percorsi autoriali fino ad arrivare a riconoscere la configurazione di stili che marcano quegli anni. Che hanno lasciato un’importante eredità sui decenni a seguire e sul nostro stesso modo di capire e consumare il prodotto culturale.

 

Prince, la storia di un genio della musica

La sua discografia è un caleidoscopio, le sue performance ancora più leggendarie; sul palco, dal vivo era uno dei più grandi in circolazione: piccolo, minuto, eppure in grado di riempire un palco con la sua sola presenza. Era nato il 7 giugno 1958 a Minneapolis, e a quella città è rimasto legato fino alla fine - lì è morto, e alle porte della città c’era la sua residenza “Paisley park”, quella dove ha organizzato un party sabato scorso, e per qualche minuto si è fatto vedere per l’ultima volta. Rimarrà nella storia soprattutto grazie a “Purple rain”, ballata rock (influenzata, si dice, da Bob Seger) con uno spettacolare assolo di chitarra finale: ancora oggi è forse la sua canzone più nota, all'interno di un repertorio sterminato. E’ uno dei più programmati da MTV, che pure in questo periodo viene spesso accusata di razzismo nei confronti degli artisti di colore; si circonda di donne bellissime e sue protette che lo affiancano sul palco. Nel 1985 Prince inaugura la sua etichetta, la Paisley Park, che rimarrà anche il nome della sua residenza: la psichedelia di “Around the world in a day” spiazza il pubblico; tenta nuovamente l’accoppiata film-disco ma “Under the cherry moon”, è un fiasco (mentre “Kiss”, da “Parade”, è un successo). Nell’ultima fase della sua carriera Prince ha prodotto dischi di buon livello, tra alti e bassi, tornando a lavorare con la discografia con la forma della “licenza” (album prodotti autonomamente con la sua NPG e dati in gestione di volta in volta). Dal vivo, invece, Prince è rimasto uno dei più grandi performer in circolazione, sebbene i suoi tour e i suoi concerti fossero spesso soggetti alle sue bizze e ai cambiamenti d’idea: più di una volta annunciati e annullati.

 

Bowie, la scomparsa di un immortale

Milano Bowie, la scomparsa di un immortale Nessuno si aspettava la sua morte a tre giorni dall’uscita di “Blackstar”, il suo ultimo ennesimo capolavoro. Se ce ne fosse ancora bisogno, l’opera del Duca Bianco è la dimostrazione che pop e rock sono Cultura, con la “C” maiuscola. Di Gianni Sibilla 11 gennaio 2016 di Gianni Sibilla * Come tutti i grandi artisti, David Bowie sembrava immortale. Poco tempo fa era stato creato un sito, "What did Bowie do at your age?”: si inserisce un anno, e mostra quello che il Duca Bianco - così lo chiamavano, per via di uno dei suoi tanti personaggi, il “Thin white duke” - aveva già fatto in quel periodo. Non c’è un campo artistico in cui David Bowie non sia stato pioniere: la musica, prima di tutto: ha scritto canzoni fuori dagli schemi, diverse e uniche, che rimarranno per sempre nell’immaginario culturale, non solo in quello musicale. Se ce ne fosse ancora bisogno nel 2015, l’opera di David Bowie è la dimostrazione che il pop e il rock sono Cultura, con la “C” maiuscola. direttore del master "Comunicazione musicale" dell’Università Cattolica e caporedattore di rockol.it dove si possono trovare gli aggiornamenti sulla scomparsa di David Bowie #bowie #ducabianco #pop #rock Facebook Twitter Send by mail.

 
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