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Islanda, ghiaccio che scalda il cuore

Ho studiato molto e ho viaggiato il più possibile ma soprattutto ho trovato risposte a domande che nemmeno sapevo di avere». Binomio possibile con un Exchange program 03 novembre 2017 di Elena Bruzzese * Ho scelto di frequentare il mio ultimo semestre del mio ultimo anno di corso di laurea magistrale presso l’Università di Reykjavík, in Islanda. Desideravo che il mio Erasmus fosse non tanto un periodo di svago e di divertimento insieme ad altri studenti internazionali, non tanto una parentesi in cui si fa festa tutte le sere. Desideravo toccare quella parte di cuore che, se lo si ascolta bene, si apre alla vista di ciò che la natura ci ha regalato. Ciò che conta davvero in Islanda non è visitare questa o quella cittadina, bensì andare, e guardare il paesaggio mentre si va. L’Università di Reykjavík, come la città stessa, sembra essere costruita per farti sentire al sicuro e non perso e sopraffatto tra le strade ghiacciate nei fiordi. Quindi, cosa poteva esserci di meglio, se non unire in una sola magnifica esperienza lo studio al viaggio? Viaggio inteso come ricerca, ricerca di luoghi, di meraviglie e di emozioni. Così è stato per me. Sì, ho studiato molto e sono riuscita a terminare gli esami, e sì, ho viaggiato il più possibile con le persone stupende che ho avuto la fortuna di incontrare, ma soprattutto ho trovato risposte a domande che nemmeno sapevo di avere.

 

Overseas, il mio sogno americano

UCSC International Overseas, il mio sogno americano Per Federica , studentessa di Economia, i cinque mesi a New Orleans sono stati un tuffo nei ritmi e nei suoni di una città incredibile. La più nota è sicuramente la celebrazione del carnevale, durata sei settimane e culminata, al termine, nel vero e proprio “Mardi Gras”: un trionfo di colori e musica, con parate di carri elaborati dai quali venivano lanciati gadget di ogni genere. Fin dal primo giorno di lezione è stato chiaro che mi sarei dovuta adattare a un nuovo metodo di insegnamento, a un nuovo approccio ai contenuti e, soprattutto, alla persona. Gran parte del contributo alla lezione è fornita dagli studenti attraverso discussioni, confronti e lavori di gruppo, le scadenze sono pressoché giornaliere e vi è un costante stimolo alla conoscenza e all’approfondimento delle proprie competenze e dei propri talenti. La voglia di condividere il proprio tempo e le proprie emozioni, il desiderio di conoscersi e confrontarsi, la volontà di vivere al meglio questa esperienza sono state per me il vero linguaggio universale con cui sento di aver dialogato in cinque mesi (oltre che un pizzico di inglese!). Dopo essere rientrata in Italia, in tanti mi hanno chiesto qual è la cosa che mi è piaciuta di più o ciò che ritengo sia stato più significativo. I selezionati avranno l'opportunità di frequentare i corsi all'estero, usufruire delle strutture e dei servizi dell'Ateneo ospitante, sostenere gli esami concordati con i docenti dell'Ateneo e ottenerne il riconoscimento al rientro, oppure di condurre ricerche in loco per la propria tesi di laurea.

 

Al Cairo a studiare arabo

ottobre 2018 La prima cosa che mi ha colpito appena arrivate al Cairo è stata la quantità di gente presente sulle strade, a piedi o sui mezzi, e le regole stradali assenti. All’inizio i giorni sembravano non passare, ma poi ho conosciuto quelli che non erano solo dei professori, ma si sono rivelati anche degli amici, che ti sembra di conoscere da sempre. La sento anche adesso tutti i giorni, dal buongiorno alla buonanotte, perché il rapporto che si è istaurato, sia con Nadia che con Emad, va oltre la distanza. Come tutte le persone che ho conosciuto al Cairo è stato molto disponibile e abbiamo avuto l’opportunità di fare un’ora di lezione con lui in lingua araba. Tra i ricordi più belli, c’è un bambino, che ha passato tutta la giornata con noi accompagnato dalla madre e dal fratello, con un sorriso enorme, il bambino più felice del mondo; felice di accompagnarci a conoscere la sua cultura e la sua religione nella loro purezza e integrità. Chiudo con un pensiero per le mie compagne di viaggio, un gruppo di 17 studentesse molto unito; mi sono divertita molto con loro tra viaggi in pullmino, tra i nostri amati pranzi da 0,60 , tra le varie gite o le sere passate in hotel. Anna Tallon * 21 anni, di Bregnano (Co), secondo anno del corso di laurea triennale in Scienze Linguistiche, profilo in Esperto linguistico d’impresa, facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere, campus di Milano #postcard Facebook Twitter Send by mail.

 

Tra Stanford e la Silicon Valley

UCSC INternational Tra Stanford e la Silicon Valley L’International Honors Program di Alberto, studente di Economia, si è svolto in una delle più prestigiose università a livello mondiale a cui si è aggiunto un enrichment program alla Silicon Valley Innovation Academy . Sono i corsi che ho frequentato a Stanford , tutti accomunati dalle tematiche del business , della tecnologia e dell’innovazione, in linea con il mio percorso di studi all’Universita Cattolica in Economia e Management. Inoltre, ho preso parte alla Silicon Valley Innovation Academy , un enrichment program che insegna, con un approccio pragmatico, dinamico e innovativo, come sviluppare una grande idea che, diventando una start-up, possa potenzialmente cambiare il mondo. In quei momenti pensavo a tutti i celebri alumni che sono passati di li e a tutto ciò che in quella culla del futuro e nato e ha contribuito a cambiare il mondo. Inoltre, ho avuto la grande fortuna di poter incontrare professionisti italiani che ricoprono ruoli di rilievo all’interno delle migliori aziende della Bay Area - come Apple, Google, Samsung - che mi hanno saputo ascoltare, consigliare, e motivare in maniera sorprendente verso il raggiungimento dei miei obiettivi futuri. Per esempio, che cos’e e come funziona un quantum computer me l’ha spiegato uno dei vice-president di IBM, come costruire un’impresa di successo me l’ha insegnato il co-fondatore di LinkedIn, mentre come definire la dimensione del mercato l’ho imparato facendo un progetto con altri studenti. Per me, che sono uno studente di Economia e un appassionato di tecnologia, un ammiratore delle grande imprese hi-tech della Silicon Valley e un amante degli Stati Uniti, studiare a Stanford e stata l’esperienza piu bella della mia vita.

 

L’Erasmus è ogni giorno

UCSC INTERNATIONAL L’Erasmus è ogni giorno Tornata dal Portogallo, Francesca, studentessa del Cimo, ha capito che l’esperienza straordinaria che ha vissuto non finiva in quel momento: è diventata una lezione da spendere un po’ alla volta nella quotidianità. Come una vera testarda che si rispetti quindi, quando mi sono trasferita in Cattolica a Milano ho deciso che l’occasione non mi sarebbe sfuggita una seconda volta. Che il senso di una giornataccia lo si può trovare in un tramonto meraviglioso e che per ogni opportunità a cui si dice “no” possono emergerne tante altre sempre altrettanto entusiasmanti (anche se le volte in cui ho detto “no” sono state veramente poche). Tutto sommato quello che ho imparato è che l’Erasmus può essere qualunque cosa di cui tu abbia bisogno in quel momento, anche se pensi di non aver bisogno di nulla. Mi sento abbastanza adulta, da non aver avuto bisogno di feste universitarie a base alcolica per conoscere poche persone eccezionali che mi hanno accompagnato in viaggi che rimarranno per sempre nel mio cuore. Non ho sentito il bisogno di strafare, di eccedere, di vivere come se fossero gli unici sei mesi nella mia vita in cui io fossi veramente libera di fare qualunque cosa desiderassi, perché ho capito che voglio che l’Erasmus sia ogni giorno. Un “unico” nel bene e nel male, un “unico” che racchiude quanto detto sopra, un “unico” che viene sminuito spesso, non approfondito nelle risposte delle persone che hanno vissuto questa realtà.

 

Volontariato in Costa Rica

Piacenza Volontariato in Costa Rica Giulia, studentessa di Agricultural And Food Economics a Piacenza, ha svolto un progetto di volontariato internazionale nel settore dell’agricoltura sostenibile. dicembre 2018 di Giulia Raineri * Il settore agroalimentare è sempre stato un mio forte interesse, a partire dalla mia laurea triennale e ora con il proseguimento dei miei studi nel corso di Management and Food Economics a Cremona. Proprio questa mia passione mi ha spinta a partecipare al programma di volontariato internazionale in Costa Rica nell’ambito dell’agricoltura sostenibile, perfettamente in linea con la mia carriera universitaria. Ho vissuto in una splendida famiglia che mi ha accolto calorosamente, sono stata come adottata: abbiamo svolto parecchie attività insieme e siamo in contatto tutt’ora. Il giovedì, invece, era il giorno della raccolta della frutta: ci spostavamo quindi, dentro il cassone di un pick-up, fino in cima alla collina, dove la famiglia possedeva una piantagione di mandarini, limoni acidi e dolci, arance, jocotes (piccoli frutti molto famosi in Costa Rica) e banane. È stata un’esperienza bellissima, che insegna tanto: dal piacere di aiutare persone con il volontariato, alle nuove abitudini, da una lingua nuova all’affrontare imprevisti in un contesto lontano dalla tua realtà. Economia e gestione del sistema agro-alimentare, facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali #postcard #ucscinternational #agroalimentare Facebook Twitter Send by mail INTERNATIONAL VOLUNTEERING UCSC International, in partnership con l'associazione internazionale WorldEndeavors, offre la possibilità di svolgere un'esperienza di volontariato internazionale in diversi ambiti e paesi.

 

Gent, Europe’s best-kept secret

UCSC INTERNATIONAL Gent, Europe’s best-kept secret Roberto , di Economia, ha trascorso cinque mesi di Erasmus in una delle più belle città del Belgio. Un’esperienza che ti segna dentro (anche fuori!) e ti rende irrequieto all’idea di quanto ci sia da esplorare nel mondo». maggio 2019 di Roberto Italia * Sono passati un paio di giorni dal mio ritorno in Italia. Se è stato difficile partire e adattarsi a un nuovo Paese, lo è ancora di più tornare alla vita di tutti i giorni e fermarsi almeno per un po’ di tempo. Sono partito da Milano con parecchi dubbi e due valigie, sono rientrato con tre e un’infinità di ricordi e di immagini, dopo aver quasi perso l’aereo. Apro i regali e leggo i messaggi ricevuti prima di partire: del cioccolato polacco, una stampa giapponese, una lettera in spagnolo, una targa del Capodanno cinese. Cinque mesi di Erasmus ti cambiano, ti segnano dentro (anche fuori!) e ti rendono irrequieto all’idea di quanto ci sia da esplorare nel mondo.

 

Le mille sorprese di Varsavia

Ma è lì che ho capito che l’Erasmus è proprio questo: sentirsi a casa in un Paese che non è il tuo, acquisire fratelli e sorelle che non parlano nemmeno la tua stessa lingua. Ora che sono tornata posso dire che è stata l’esperienza più bella della mia vita, e che sceglierei questa città altre mille volte ancora. L’inizio è stato difficile: ci si ritrova da soli in un Paese che non parla la tua lingua, e che a volte fatica a comunicare anche in inglese. E poi capisci che l’Erasmus è proprio questo: sentirsi a casa in un Paese che non è il tuo, acquisire fratelli e sorelle che non parlano nemmeno la tua stessa lingua. Spesso e volentieri alcuni ragazzi ti fermano per strada o nei bar; all’inizio era un’abitudine che non capivo, poi ti rendi conto che l’unico obiettivo che li guida è quello di parlare con qualcuno di nazionalità diversa e condividere le proprie esperienze di vita, senza secondi fini. Innamorarsi della città invece è molto facile, Varsavia è una città che funziona: i tram, i pullman e le metro ti portano in ogni luogo della città in poco tempo ed è difficile che abbiano un ritardo superiore ai 5 minuti. Inoltre appena inizia la primavera la città cambia faccia: in riva al fiume aprono molti bar, si può andare sulla spiaggia a organizzare barbecue, partite di beach volley, oppure si può facilmente noleggiare una bicicletta a poco prezzo e girare per gli innumerevoli parchi che questa città offre.

 

Un salto nel vuoto a Shanghai

ucsc international Un salto nel vuoto a Shanghai È l’emozione che ha provato Lucia, studentessa di Economia, all’arrivo nella città cinese per la Summer School di Comau Academy, senza lasciarla più. È la sensazione che ho provato quando, per la prima volta, ho messo piede sulla metropolitana di Shanghai, ho fatto la guerra con le bacchette cinesi per mangiare dumplings seduta al tavolo di una bettola e sono salita in cima al secondo grattacielo più alto del pianeta. Allora, però, non ero consapevole che avrei convissuto con quella sensazione fino alla fine della Summer School di Comau Academy , e oltre. Rappresenta l’anima di un’esperienza che trasmette un insegnamento da portare sempre con sé: che mettersi in gioco, cercare l’incontro (talvolta lo scontro) con persone sconosciute, imparare da esse, mettersi in discussione, cambiare, sono la linfa che ci nutre e ci fa crescere. Alle intense giornate trascorse nella sede di Comau sono seguite cene in compagnia e avventure negli angoli più disparati di una città che è tutta da scoprire. Quella sensazione iniziale, quel tuffo nel vuoto che nell’immaginario dei più è sinonimo di disagio, è in realtà uno strumento potentissimo che tutti dovremmo essere in grado di padroneggiare con destrezza. Quella sensazione rappresenta la forza propulsiva del motore che spinge ognuno di noi a muoversi autonomamente in un mondo che corre a una velocità incontrollabile.

 

In Polonia per fare touchdown

UCSC International In Polonia per fare touchdown Nei 10 mesi a Lublino di Alessandro, studente di Scienze politiche e sociali , oltre agli otto esami sostenuti, c’è stato l’esordio nel team di football americano e lo scudetto sfiorato di un soffio. settembre 2018 di Alessandro D’Alice * Lo sport è stato il cuore della mia esperienza di studente Exchange in Polonia. I corsi mi hanno permesso non solo di apprendere nuovi contenuti, ma anche di confrontarmi con differenti punti di vista, avendo come compagni studenti non solo europei ma anche asiatici. Quel tragitto lo porterò sempre con me, per tutto ciò che ho provato ogni singolo giorno, ogni singolo allenamento: mi sentivo vivo più che mai. Con i Tytani Lublin ho giocato tutta la stagione, che si è chiusa il 28 luglio con la sconfitta in semifinale. Il primo risale nel mese di aprile, quando durante la partita, da semplice studente italiano arrivato a studiare a Lublin, divenni uno dei giocatori più conosciuti della squadra, con tutti i tifosi che iniziarono a urlare il mio nome . Il terzo momento rappresenta qualcosa che ha reso orgoglioso me e la mia famiglia, che dall’Italia non mancava mai di venire in Polonia per sostenermi a ogni mia partita. I selezionati avranno l'opportunità di frequentare i corsi all'estero, usufruire delle strutture e dei servizi dell'Ateneo ospitante, sostenere gli esami concordati con i docenti dell'Ateneo e ottenerne il riconoscimento al rientro, oppure di condurre ricerche in loco per la propria tesi di laurea.

 

La mia estate al King’s College

UCSC INTERNATIONAL La mia estate al King’s College Erica , studentessa di Economia, ha vissuto tre settimane di Summer Program alla prestigiosa università londinese, dove ha potuto mettere alla prova le sue competenze linguistiche ma anche la preparazione accademica. La seconda settimana ci saremmo concentrati su tematiche più politiche e sociali: abbiamo discusso di Brexit, dei pro e contro della globalizzazione e abbiamo spesso preso parte a dibattiti in cui ho potuto mettere alla prova la conoscenza dell’inglese e la mia cultura generale. Tuttavia ho anche apprezzato molto i dibattiti organizzati nelle lezioni del mattino della seconda settimana, perché mi hanno consentito di approfondire la mia conoscenza su argomenti di attualità e di imparare ad esporre un’argomentazione a voce in maniera convincente. Ritengo che il gruppo di lavoro della prima settimana sia stato invece una buona spinta per intrattenere relazioni non solo con il gruppo di italiani che dall’Università Cattolica era giunto con me a Londra. Uno degli aspetti che più abbiamo apprezzato di Londra è stato per l’appunto la sua totale apertura a differenti culture e nazionalità, il che ha coronato la nostra vacanza rendendola ancora più internazionale. anni, di Savona, secondo anno della laurea magistrale in Management per l’impresa, facoltà di Economia , campus di Milano #postcard #summerprogram #ucscinternational Facebook Twitter Send by mail SUMMER PROGRAM I Summer Program si rivolgono a tutti gli studenti che vogliano seguire uno o più corsi durante il periodo estivo. Sono indicati per chi ha già una buona conoscenza della lingua inglese e vuole trascorrere un periodo di studio all’estero durante l’estate, da 2 settimane a 3 mesi, per sostenere uno o più esami, con possibilità di riconoscimento dei CFU al ritorno.

 

Erasmus, l’importanza di sentirsi europei

UCSC INTERNATIONAL Erasmus, l’importanza di sentirsi europei Per Elisa, della facoltà di Economia, l’esperienza in Svezia è stato un inno all’Europa e alla bellezza di farne parte. ottobre 2018 di Elisa Ursini * Sarà paradossale ma non sono mai stata in grado di pronunciare bene il nome della città che mi avrebbe ospitato per cinque mesi e che poi sarebbe diventata una seconda casa. All’inizio non è stato semplice: non conosci la lingua, vivi in una stanza vuota che, presto, diventerà casa per i prossimi cinque mesi e in una città, seppur piccola, tutta da scoprire. Era una situazione nuova da affrontare e allo stesso tempo piacevole per una ragazza nata e cresciuta nel chiacchiericcio delle persone e nel rumore e nel caos di Roma. Si inizia a legare di più con le persone che sono nella tua stessa situazione e, quindi, una ragazza tedesca, una francese e tanti altri possono diventare una seconda famiglia. Erasmus per me significa proprio questo: sentirsi accettati, come in una famiglia, da altre persone che condividono la stessa esperienza, la stessa vita, anche se per un periodo di tempo limitato. Il vantaggio di essere stata in una città molto più piccola, e diversamente organizzata, da Roma, è sicuramente stato lo spostamento per raggiungere i posti nella città.

 

Una finestra sul Medioriente

Per Lilith , di Scienze linguistiche, sono state l’occasione per studiare il conitto, la cultura, la politica di una delle aree più calde del mondo. marzo 2018 di Lilith Taraschi * Avevo capito fin dalla presentazione iniziale che sarebbe stata un’occasione da non perdere: tre settimane con il Middle East Community Program per conoscere la realtà del Medio Oriente, in particolare la Palestina e Israele. Dall'alloggio al cibo, dai eld trips all'accoglienza, dalle lezioni con esperti alle attività con l’Associazione pro Terra Sancta (Ats) è stato tutto perfetto. Tre settimane di full immersion in un mondo dilaniato dal conitto, con l'occasione di incontrare e conoscere locali, esperti, palestinesi, arabi cristiani e musulmani, israeliani, professori, frati. Senza il Mecp non avrei sperimentato nulla del mondo palestinese e israeliano e non avrei imparato così tante cose sul conitto, sulla cultura, sulle tradizioni, sui modi di vivere, sulla politica. Alloggiavamo a Betlemme, entro il muro di separazione che Israele continua a costruire, in una Guest House di recente inaugurazione, con una famiglia araba cristiana al pian terreno. La Cisgiordania, dove la situazione è più tesa e la vita è più complicata di quella che si conduce in Israele, mi ha regalato comunque dei momenti indimenticabili, delle esperienze uniche, dei volti arabi stupendi, dei racconti mozzaato, e delle testimonianze ispiranti.

 

Alla LSE incontrando il mondo

UCSC INTERNATIONAL Alla LSE incontrando il mondo È stata un’esperienza internazionale il Summer Program di Elena , studentessa di Scienze politiche e sociali, alla London School of Economics . novembre 2018 di Elena Beretta * Dopo un’estate passata a crogiolarmi nelle mie insicurezze mi ero ripromessa di fare qualcosa di stimolante. Sono stata mossa, oltre che dall’innegabile prestigio di cui questo ateneo gode a livello internazionale, anche dalla destinazione, perché ero già stata a Londra e l’avevo subito sentita come una città dove potessi sentirmi a casa. Ricordo di aver letto tempo fa una citazione sulla capitale inglese che recitava: “Se un uomo è stanco di Londra è stanco della vita, perché a Londra c’è tutto ciò che la vita può offrire”, e non potrei trovarmi più d’accordo. Durante i seminari noi studenti abbiamo avuto modo di confrontarci, scambiarci opinioni e visioni dei vari argomenti, nello stile tipicamente anglosassone di approccio allo studio che punta in modo particolare sull’intervento da parte degli studenti e li spinge a parlare e dire la loro il più possibile. Alla LSE ho incontrato ragazzi e ragazze da tutta Italia e soprattutto da tutto il mondo, abbiamo trascorso tre settimane sempre insieme dandoci sostegno nei giorni precedenti all’esame finale, divertendoci, esplorando la città e parlando tutti insieme nelle nostre infinite varianti di inglese. Non posso far altro che consigliare questa esperienza a tutti e ringraziare sia l’Università Cattolica sia la LSE per avermi permesso di viverla e stringere amicizie che sono certa andranno oltre la fine delle tre settimane di Summer School.

 

Annalisa, un Erasmus in corsia

ucsc international Annalisa, un Erasmus in corsia La studentessa di Medicina ha trascorso gran parte del suo progetto a Cardiff nell’ospedale universitario del Galles, imparando sul campo i segreti dell’arte medica, fatta di conoscenze specialistiche ma anche di attenzione al paziente. Archiviate le normali apprensioni iniziali, fin da subito mi sono sentita accolta sia dai colleghi inglesi, sia dagli altri ragazzi Erasmus che ho incontrato i primi giorni e con cui è nato un bellissimo rapporto. Inizialmente questo atteggiamento mi ha spaventata perché non ero abituata ad avere un ruolo così attivo all’interno di un reparto, mi sembrava quasi “surreale” che chiedessero a me di andare a visitare i pazienti, scrivere in cartella e riferire loro quanto appreso nel colloquio. Ho trascorso il primo mese nell’ospedale pediatrico e, grazie alla dedizione dei medici e di tutto il personale sanitario che mi hanno seguita giorno dopo giorno, ho iniziato ad acquisire sempre più sicurezza e autonomia nell’ambito diagnostico-terapeutico, ma soprattutto ho avuto modo di sviluppare le cosiddette “communication skills”. Ciò che mi ha sorpreso fin da subito, infatti, è stata l’attenzione degli operatori sanitari per il malato nella sua interezza, attenzione che cercano costantemente di insegnare agli studenti dedicando anche lezioni apposite in cui vengono inscenati casi clinici e lo studente deve interagire con degli attori. Ho imparato, dunque, che è davvero importante comunicare col paziente, ascoltarlo e condividere con lui anche parte di sé in modo tale che egli si senta protagonista del percorso di cura. Durante il tirocinio a ginecologia, svoltosi il mese seguente, sono rimasta piacevolmente colpita dall’organizzazione capillare dei servizi forniti alla donna, in particolare dall’ambulatorio dedicato alla visita delle gravide con problemi mentali e dalle cliniche che accolgono e ascoltano donne vittime di abusi e violenze.

 

Germania, dallo stage al lavoro

brescia Germania, dallo stage al lavoro Per Eleonora , di Scienze linguistiche, il tirocinio a Monaco di Baviera si è trasformato in un contratto vero e proprio in un’azienda che organizza una fiera internazionale specializzata nel settore della mobilità elettrica. Per me lo è stato dopo aver deciso di iscrivermi al bando per il progetto “Stage a Monaco di Baviera”. Tramite Università Cattolica ho avuto la possibilità di vivere per tre mesi di stage all’Olympisches Dorf proprio all’interno dell’Olympiapark, una zona tranquilla, ben fornita (mezzi pubblici e servizi principali) e molto giovanile, essendo frequentata principalmente da studenti universitari. Ho svolto il mio stage presso MunichExpo, un’azienda che ogni anno organizza eMove360°, fiera internazionale specializzata nel settore della mobilità elettrica e in tutto ciò a essa connesso. Qui ho avuto la possibilità di immergermi nel modo del lavoro e di imparare nuove mansioni, sempre affiancata da colleghi gentili e disponibili. Ora che ho realizzato il mio sogno di trovare un lavoro e un appartamento a Monaco, mi rendo conto che tutto ciò che sono riuscita a raggiungere l’ho fatto tramite le mie forze e la mia determinazione. Qua in azienda mi sento molto apprezzata e valorizzata; nonostante le difficoltà linguistiche che possono essere naturali, sento di potermi realizzare e di mettere veramente in pratica quello per cui ho studiato.

 

A Seul l’Overseas è un’altra storia

UCSC international A Seul l’Overseas è un’altra storia Cosma Damiano , studente di Economia, non aveva messo la Corea tra le sue preferenze per un’esperienza di studio all’estero. Ad aspettarmi all’aeroporto c’era un gruppetto di coreani della mia università pronti ad accogliermi con una gentilezza che, agli occhi di un occidentale, risulta piuttosto inconsueta a primo impatto, sospettosa a tratti. Da lì a poco avrei capito che l’Oriente è un’altra storia e che la Corea, in particolare, è abitata da un popolo che ha fatto di gentilezza, eleganza, riservatezza, altruismo e umiltà i suoi tratti distintivi. La vista dello skyline della città era già la prima conferma che la scelta di partire fosse stata una delle migliori della mia vita. Lo street food , i grattacieli con rooftop spettacolari, la musica K-pop, le atmosfere futuristiche, scorci che raccontavano le abitudini e l’essenza di un popolo e i palazzi che testimoniano la grandezza di antichi imperi, queste sono le immagini che riaffiorano pensando alla Corea. Inutile dire che le difficoltà sono state molte: una città grande sei volte Milano, una lingua incomprensibile, otto ore di fuso orario che rendevano la comunicazione a dir poco complessa e cibi dai sapori per nulla familiari. I selezionati avranno l'opportunità di frequentare i corsi all'estero, usufruire delle strutture e dei servizi dell'Ateneo ospitante, sostenere gli esami concordati con i docenti dell'Ateneo e ottenerne il riconoscimento al rientro, oppure di condurre ricerche in loco per la propria tesi di laurea.

 

Un Erasmus dal cuore grande

UCSC INTERNATIONAL Un Erasmus dal cuore grande Per Alice, studentessa di Economia, il semestre di studio alla Universidade Catolica Portuguesa di Porto non è finito con il rientro in Italia, perché un’esperienza di questo tipo «non è una parentesi isolata ma un modo di essere che non finirà mai». Mi alzo di scatto sul letto, subito attenta e mi guardo intorno: un cassettone stile ottocento, un armadio Ikea, un comodino in coppia con il cassettone (ma che per essere più cool è stato ridipinto di azzurro), una sedia, i miei libri. Poi alcune foto, sparse un po’ a caso o appoggiate sulla scrivania, e soprattutto la cartina del Portogallo, appesa proprio di fonte al letto, dove ho segnato tutte le città che ho visitato in questi mesi. Poi c’è la cartelletta: contiene tutti i documenti ufficiali dell’Erasmus, le fotocopie del documento d’identità, le autorizzazioni per la ricerca tesi ma raccoglie anche tutte le “prove” dei miei viaggi: biglietti aerei, tickets dei musei, abbonamento dei mezzi, flyer informativi, biglietti da visita dei vari locali visitati, depliant turistici. Perché quando vivi un Erasmus il tuo cuore sembra farsi più grande: tutto l’affetto che provavi per la tua famiglia, la tua città, la tua nazione, ora è diventato doppio, verso un’altra casa, un’altra famiglia, un’altra nazione. Scopri di avere un mare di emozioni nuove e fortissime verso i posti in cui hai vissuto e le persone con cui hai condiviso sei mesi della tua vita. La mia ultima giornata a Porto è dedicata ai saluti: i più intimi, ai luoghi che ho amato; i più dolorosi, alle persone con cui ho condiviso la mia vita.

 

Ucla, un summer program perfetto

ucsc international Ucla, un summer program perfetto Alessandra , della facoltà di Economia e Giurisprudenza, ha partecipato al programma estivo in una delle più prestigiose università del mondo. marzo 2019 di Alessandra Scazzina * Il sole inizia a calare sul molo di Santa Monica e mi preparo ad assistere dall’altra parte del mondo a uno degli spettacoli più belli che la natura ci possa regalare ogni giorno: il tramonto. Il viaggio è stato lungo, ma avere la possibilità di vedere, vivere e studiare in una università americana, come Ucla, è stato veramente qualcosa di indimenticabile. Il campo di Ucla è davvero immenso e oltre alla grandezza del campus, quello che colpisce è la presenza di così tante aree verdi e di scoiattoli abituati agli sguardi curiosi degli studenti. Le lezioni erano tenute da professori che prima di essere tali, sono manager: questo è un grande valore aggiunto che consente di capire veramente come i concetti appresi in università trovino un’applicazione nella realtà aziendale di tutti i giorni. Una volta arrivata, sedersi sull’orlo delle rocce che formano il Grand Canyon e osservare scorrere il fiume Colorado mi hanno lasciato senza fiato: sono rimasta estasiata dall’immensità del luogo, dai colori intensi delle montagne, dall’azzurro del cielo, dalla profondità degli strapiombi e dal silenzio circostante. Durante le sei settimane trascorse alla Ucla ho avuto la possibilità di migliorare il mio livello di inglese, cercando di diventare più sciolta nella conversazione e di capire sempre meglio quello che dicevano gli americani, impresa non sempre così semplice.

 

In Terra Santa alla ricerca di verità

UCSC international In Terra Santa alla ricerca di verità Si parte per il Medio Oriente credendo di sapere già qualcosa sul conflitto israelo-palestinese, ma una volta lì si capisce che esistono solo tante narrative diverse. ottobre 2017 di Alessandra De Poli * L’idea di partire per il Middle East Community Program (Mecp) mi è venuta dopo aver parlato con una ragazza che era stata in Terra Santa l’anno precedente. Abbiamo alloggiato tutti insieme a Betlemme, che nei 17 giorni di programma è diventato il nostro campo base, ma anche un po’ la nostra casa, dato che ci accoglieva una famiglia palestinese. Non sono mancate le visite alle realtà sociali e ai progetti di Ats Pro Terra Sancta , che si estendo in tutto il territorio sia palestinese che israeliano, e si occupano di categorie di persone diverse (bambini disabili, anziani, giovani studenti arabo cristiani…). Uno parte per la Terra Santa (Israele, Palestina, territori occupati, che nome si deve usare?) credendo di sapere già qualcosa sulla realtà della regione e sul conflitto israelo-palestinese, ma una volta lì si rende conto che non esiste una verità assoluta. Perché passare da Betlemme a Tel Aviv crea un certo shock, così come camminare nella Città Vecchia di Gerusalemme e poi prendere il tram in Città Nuova e arrivare fino al museo Yad Vashem dedicato alla Shoah. Mentre vedere il muro che fagocita i villaggi palestinesi e passare a piedi attraverso i checkpoint crea un po’ di timore e un po’ di rabbia, un po’ di tristezza e un po’ di eccitazione.

 

Con Comau a Shanghai

I cinesi sono persone che devono essere scoperte poco per volta in quanto hanno un carattere molto timido e chiuso, però uno degli aspetti che li caratterizza è la generosità, una virtù bellissima che mi ha davvero colpito nel profondo. È stata un’esperienza che mi ha permesso di capire come devono essere gestite le difficoltà che possono insorgere durante il lavoro e che alla fine con l’aiuto di ogni singolo membro del proprio team si può arrivare all’obiettivo che ci si è prefissati. Grazie a questa esperienza sono riuscita a migliorare le mie competenze di team-working, di confrontarsi con altre persone e di scambiarsi idee, talvolta differenti, ma con l’obiettivo comune di raggiungere lo stesso risultato. Bisogna imparare ad ascoltare le persone che si ha di fronte e anche se si hanno opinioni diverse, con pazienza e con la volontà di voler imparare e conoscere, alla fine si riuscirà sempre a trovare un punto in comune. Grazie alla spiegazione di una guida abbiamo visto le varie fasi di assemblaggio e montaggio delle auto e il fatto più affascinante è stato vedere come lavoravano i robot: sembrava quasi che danzassero mentre svolgevano la propria attività. di Opera (Mi), corso di laurea magistrale in Mercati e strategie d’impresa, facoltà di Economia , campus di Milano #postcard #summerprogram #ucscinternational Facebook Twitter Send by mail SUMMER PROGRAM I Summer Program si rivolgono a tutti gli studenti che vogliano seguire uno o più corsi durante il periodo estivo. Sono indicati per chi ha già una buona conoscenza della lingua inglese e vuole trascorrere un periodo di studio all’estero durante l’estate, da 2 settimane a 3 mesi, per sostenere uno o più esami, con possibilità di riconoscimento dei CFU al ritorno.

 

Diventare grande a Parigi

Ecco come iscriversi a un Exchange Semester Abroad entro il 22 maggio 04 maggio 2017 di Sara Minoia * Mi sono iscritta al programma per gioco, poi ci ho creduto con tutta me stessa. Significa conoscere le persone, e farsi conoscere, per quello che realmente sono, senza filtri, senza preconcetti, senza distinzioni di razza, religione, lingua, modo di vestire, modo di pensare. Le amicizie che nascono durante questa esperienza sono vere e sincere: io ho trovato una famiglia e porterò ognuna delle persone che ho conosciuto sempre nel cuore. Lontano da casa impari a dare valore alle cose giuste, impari cos’è la vera mancanza di qualcuno, impari cosa significa avere il sostegno di chi ti vuole bene. L’ Erasmus significa sentirsi a casa in un Paese che non è il tuo e scoprire che i francesi camminano davvero con la baguette ancora calda sotto al braccio. L’ Erasmus ti cambia la vita perché cambia te. Cambia il modo di vedere il mondo, di guardare chi ti cammina di fianco, di pensare al diverso, di amare ciò che ti circonda. L’ Erasmus ti catapulta completamente fuori dalla tua comfort zone, e per questo è la cosa più bella che ti possa capitare a vent’anni.

 

Generazione Erasmus, l’Europa siamo noi

So che non sarà facile, la mattina mi sveglierò e saprò di dovermi guadagnare ogni angolo di questa città: i cartelli, i portoni, le maniere mediterranee di un popolo fratello. “Smettila di pensare in italiano o non imparerai mai, smettila di crederti una turista.. sveglia la tua anima spagnola!” La mente di un viaggiatore è come quella di un bambino che impara da capo a creare pensieri. Oggi c’è un sole che brucia, sono in università coi miei nuovi compagni, mi hanno accolta come qualcosa di prezioso, di raro che viene da lontano e mi riempiono di domande. Sembra assurdo: le strutture del pensiero che da sempre avevano una chiara disposizione, ora vengono demolite e all’improvviso non traduci più, non cerchi più di tornare alla tua parola di “origine”, ti affidi e lasci avvolgere dal mondo in cui sei immerso. All’improvviso, vivendo tra le pareti con altri coinquilini stranieri, scopri di avere anche un’anima tedesca, una francese, una latinoamericana che aspettavano solo di essere trovate. Partire è una scia contagiosa, perché una volta che hai sperimentato il senso della condivisione con alcuni dei possibili compagni di viaggio, vuoi andare oltre, vuoi imparare di più, non ti basta parlare una lingua, non basta una strada, una prospettiva di vedere le cose. Diffidate da chi vi parla di perdita di tempo: a dirlo di solito è chi o non è mai partito o non ha vissuto interamente il suo viaggio e non conosce la gioia che ora vedo addosso a chi è tornato.

 

Studiare medicina a Münster

UCSCINTERNATIONAL Studiare medicina a Münster Michela ha trascorso un anno di Erasmus alla Westfaelische Wilhelms-Universitaet in Germania, con molto tempo speso in corsia, in un sistema universitario che valorizza molto di più del nostro la pratica in ospedale. giugno 2019 di Michela Orlandi * Dieci mesi da trascorrere a Münster, in Germania. Ma Münster è in realtà una delle città universitarie più famose della Germania, 37.000 studenti e una media di tre biciclette per abitante. E poi le amicizie: in un anno ho conosciuto decine di persone diverse da tutta Europa, e non solo, ho stretto rapporti bellissimi con spagnoli, polacchi, americani, tedeschi, che spero si mantengano negli anni nonostante le distanze. La Germania è un paese che ti accoglie e ti apre a tutte le sue possibilità, dopo un anno posso dire di aver trovato un posto che per una parte di me sarà sempre casa. Lasciare posti e persone ormai così familiari è difficile, ma non sono triste perché so di aver vissuto a pieno questo periodo della mia vita che, nonostante si sia concluso, mi ha arricchito di curiosità, determinazione e uno sguardo spalancato verso il mondo. anni, studentessa del quinto anno del corso di laurea in Medicina e chirurgia, Roma #postcard #studenti #erasmus #medicina Facebook Twitter Send by mail.

 

Hong Kong, uno stage da svolta

ucsc international Hong Kong, uno stage da svolta Ilaria , studentessa di Scienze linguistiche, ha avuto l’opportunità di lavorare per la cinese CITIC Telecom International, che le ha dato la possibilità di far parte di un team splendido. maggio 2019 di Ilaria Brutti * Lasciare l’Italia per andare all’estero a fare uno stage è il modo migliore per dare una svolta al proprio percorso accademico. Ho avuto l’opportunità di lavorare per CITIC Telecom International, azienda appartenente al gruppo cinese CITIC, e di sentirmi parte di un team splendido, che dal primo momento ha cercato di inserirmi, avvicinarmi alla propria cultura e accertarsi che la mia permanenza a Hong Kong fosse il più piacevole possibile. In quanto Sales Intern, ho avuto l’occasione di partecipare a numerosi eventi di settore, soprattutto alla Camera di Commercio Inglese, con l’obiettivo di attrarre potenziali clienti. Non è stato difficile creare nuove amicizie e tessere una rete di conoscenze sia professionali che non. Ed è ciò che ha reso il mio viaggio un’esperienza unica. Se è vero che trascorrere del tempo all’estero a contatto con diverse realtà è un ottimo modo per crescere, allora ad Hong Kong posso dire di aver ampliato ancora una volta i miei orizzonti. Senza accorgermene, con questo piccolo gesto, mi sono guadagnata la stima degli Hong Kongesi, un popolo dalla gentilezza ammirabile, che quotidianamente ha avuto la pazienza di insegnarmi questa varietà di cinese.

 

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