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L’appello di Rigoberta Menchú

MILANO L’appello di Rigoberta Menchú Intervista al premio Nobel per la pace 1992, in piena sintonia con la visione di Papa Francesco sulla guerra mondiale “a pezzi”. Davanti a una folla di studenti, la lezione di “una grande persona” sulla cultura Maya e il rispetto dell’ambiente. Rigoberta Menchú esprime la sua preoccupazione per la guerra mondiale “a pezzi”, come l’ha definita il Papa, che affligge diversi paesi: dall’Africa, al Medio Oriente, all’America Latina. Per porre fine a tali violenze è necessario che tutti gli uomini cambino la loro visione della realtà, evitando pratiche di discriminazione e di razzismo. Una grande persona, più che un grande personaggio» l’ha definita Dante Liano , docente di Lingua e Letterature ispano-americane, che ha promosso l’iniziativa con il Dipartimento di Scienze linguistiche e letterature straniere . Siamo riconoscenti all’Università Cattolica di Milano che, tramite il Dipartimento diretto dalla professoressa Marisa Verna , ha messo a disposizione un finanziamento che si tradurrà in 10 borse di studio», ha detto Rigoberta Menchú. Da circa 20 anni la nostra Fondazione opera con diverse attività nell’ambito educativo con l’obiettivo di offrire a studenti volenterosi l’opportunità di andare all’università, terminare la carriera e in questo modo migliorare il sistema socio-politico del nostro Paese».

 

Rigoberta Menchú, lezione di umanità

MILANO Rigoberta Menchú, lezione di umanità Il premio Nobel per la pace 1992 parlerà di “Cultura Maya y el respeto del medio ambiente”. La testimonianza di una donna che, da ragazzina semianalfabeta, sfidò con la sola forza della parola il regime militare guatemalteco. La persecuzione si estese anche agli appartenenti alle Comunità di Base Cattoliche, di cui la famiglia di Rigoberta faceva parte. Si suole dire che il libro di Rigoberta fece più danno alla dittatura militare guatemalteca di quanto ne fecero tutte le azioni militari della guerriglia. I negoziati di pace si protrassero per diversi anni e Rigoberta ebbe un ruolo fondamentale: non deve essere stato facile discutere e arrivare a un compromesso con i duri militari che avevano organizzato decine di massacri in Guatemala. La sua incessante attività come testimone delle sofferenze dei popoli maya e come portavoce di un futuro di pace, le valsero il Premio Nobel per la Pace nel 1992, oltre a un numero notevole di dottorati honoris causa in diverse università di tutto il mondo. Supportata da una cultura millenaria, come quella dei maya, da un carisma unico che sa arrivare al cuore delle persone, riesce a trasmettere un messaggio di alta spiritualità, di alti valori, di profonda e invincibile umanità.

 
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