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Diritto penale d’impresa, quale riforma

MILANO Diritto penale d’impresa, quale riforma Gli specifici strumenti di contenimento delle condotte devianti non sempre si rivelano adeguati. Un assunto che è stato al centro del convegno “Il diritto penale dell’impresa, tra riforme attese, concluse e annunciate” , che si è svolto il 18 dicembre in Università Cattolica per concludere la quinta edizione del master in Diritto penale dell’impresa ( Midpi ) e lanciare la sesta, iniziata il 12 gennaio. La relazione conclusiva, tenuta da Francesco D’Alessandro , docente di Diritto penale commerciale dell’Ateneo ha, infine, esaminato il tema delle «riforme attese», ma mai effettivamente realizzate, in materia di abusi di mercato. Secondo il professor Gabrio Forti , preside della facoltà di Giurisprudenza, il dibattito dimostra come siano «mutate le narrazioni della crisi d’impresa», cui il legislatore prova a rispondere apprestando specifici strumenti di contenimento delle condotte devianti, che tuttavia non sempre si rivelano adeguati. L’incontro – al termine del quale è stato presentato il nuovo progetto “Alumni” – si è concluso con la consegna dei diplomi della quinta edizione e con il conferimento del premio dell’ Associazione dei Componenti degli Organismi di Vigilanza ex D.Lgs. dirittopenale #impresa #prevenzione Facebook Twitter Send by mail IL MASTER È iniziata venerdì 12 gennaio la sesta edizione del master in Diritto penale dell’impresa ( Midpi ), organizzato dall’ Alta Scuola “Federico Stella” sulla Giustizia Penale (Asgp).

 

Vaccini da adulti, sorride l'economia

Roma Vaccini da adulti, sorride l'economia Solo l’antinfluenzale si traduce in giornate di lavoro non perse e minore spesa previdenziale: se si vaccinassero 900mila persone in più in età lavorativa, il sistema economico guadagnerebbe 450 milioni di euro ogni anno. dicembre 2017 Per ogni euro investito in vaccini in età adulta se ne recuperano in media 2 in termini di gettito fiscale e 16 in termini di maggiore produttività sul lavoro. Insomma le vaccinazioni, oltre ad essere uno strumento fondamentale di prevenzione delle malattie infettive, producono importanti risultati anche per l’impatto che hanno dal punto di vista economico e fiscale che possono essere dettagliatamente valutati. Se si riuscisse a “convincere” 900.000 adulti in età lavorativa in più a vaccinarsi (rispetto ai circa 2 milioni di Italiani che attualmente si vaccinano in età adulta) il sistema economico “guadagnerebbe” ben 450 milioni di euro ogni anno. L’analisi, che ha visto la partecipazione del Ministero della Salute, dell’ISS, dell’INPS, della Società Italiana di Igiene (SITI) delle Università di Roma Tor Vergata, Genova e Firenze e di FIMMG, presentata oggi durante un workshop presso l’Auditorium del Ministero della Salute, alla presenza del Ministro On.le Beatrice Lorenzin . La prevenzione e le vaccinazioni, in particolare, sono state al centro della recente azione politica del Ministero della Salute con il lancio del nuovo Piano Nazionale della Prevenzione Vaccinale (PNPV 2017-2019) e i recenti provvedimenti in ambito vaccinale per i minori in età scolare. Tutti i vaccini contenuti nel Calendario del PNPV 2017-2019 sono stati inseriti nei nuovi Livelli essenziali di assistenza (LEA), garantendo ai cittadini che rientrano tra le categorie target per la vaccinazione il diritto di usufruire di questo fondamentale strumento di prevenzione.

 
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