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Con Proust, un viaggio alla Recherche

BRESCIA Con Proust, un viaggio alla Recherche Un gruppo di studenti, guidati dal professor Davide Vago , ha visitato i luoghi del celebre romanzo: «Ci siamo sentiti tutti un po’ più “proustiani” e grazie anche alle madeleine abbiamo riscoperto qualche pezzetto di noi che credevamo perduto per sempre». ottobre 2018 di Letizia Cordini e Monica Grazioli * Alla ricerca del Tempo perduto è il romanzo più famoso di Marcel Proust . Infatti, Proust descrive il villaggio attraverso diverse metafore suggestive, legate tra di loro da un fil rouge unico: il tempo che passa; il modo per recuperarlo e per fissarlo per sempre passa attraverso la scrittura. La chiesa e la cattedrale sono due elementi fondamentali in Proust, perché entrambe portano i segni del tempo che passa e che corrode anche la pietra. Camminando lungo le navate della chiesa, abbiamo provato la sensazione che i nostri piedi fluttuassero in equilibrio tra presente e passato, mentre cercavamo di leggere quelle incisioni a noi quasi incomprensibili, quei nomi di persone che mai conosceremo. Anche la camera della zia è stata ricostruita nel dettaglio ed entrando possiamo immaginare di essere il piccolo narratore che, la domenica mattina, entra per augurare il buongiorno alla zia ormai costretta a letto. Non sempre è stato facile capire certe associazioni, ma alla fine dell’esperienza ci siamo sentiti tutti un po’ più “proustiani” e ognuno di noi, nel proprio piccolo, ha riscoperto qualche pezzetto di sé che credeva ormai perduto per sempre (anche grazie all’assaggio delle madeleines !).

 
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