La tua ricerca ha prodotto 10 risultati per rapporto:

Terapia intensiva, calano i ricoverati sul totale dei ricoveri Covid

Lo studio Terapia intensiva, calano i ricoverati sul totale dei ricoveri Covid Il report settimanale dell’Alta Scuola di Economia e Management dei sistemi sanitari dell’Università Cattolica, campus di Roma: aumentano i tamponi 09 ottobre 2020 In media in Italia il 6,55% dei ricoverati per Covid-19 ricorre al setting assistenziale della terapia intensiva. Da questo report è stato avviato il monitoraggio del tasso di saturazione dei posti Letto di Terapia Intensiva comparando i posti letto attivi pre DL 34/2020 con i nuovi posti letto attivati post DL 34/2020. Saturazione terapie intensive Analizzando il tasso di saturazione dei posti Letto di terapia intensiva sui nuovi posti letto attivati post DL 34/2020, Le Regioni con il tasso di saturazione più alto sono: Liguria, Campania e Sardegna. In particolare, se consideriamo la dotazione di posti letto originaria, ovvero prima dei piani regionali di riorganizzazione della rete ospedaliera, il 16% dei posti letto di terapia intensiva in Liguria, il 15,5% in Campania e il 14 in Sardegna sono occupati da pazienti Covid-19. Nella maggior parte delle regioni, il tasso di saturazione odierno, probabilmente grazie anche all’incremento dei posti letto, è ben lontano dai livelli di marzo 2020: si guardi, ad esempio alla Lombardia e alle Marche. Modalità di identificazione dei nuovi casi La Protezione Civile a partire dal 25 giugno fornisce quotidianamente nuovi dati sulla modalità di identificazione dei nuovi casi: da sospetto diagnostico e da attività di screening. La combinazione di tali indicatori potrebbe consentire di descrivere l'apporto che le attività di screening stanno dando nell'individuazione del bacino di residenti attualmente positivi, nonché di meglio caratterizzare i modelli adottati nelle diverse Regioni per la ricerca dei casi in generale.

 

Il cinema e la generazione Z

Lo studio Il cinema e la generazione Z Sarà presentato venerdì 13 dicembre a Roma il Rapporto Cinema 2019 curato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo, dall’Osservatorio giovani del Toniolo e dall’Università Cattolica 11 dicembre 2019 Una disamina approfondita sui trend di consumo della Generazione Z , la prima vera generazione nativo-digitale. Il Rapporto Cinema 2019 realizzato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo in collaborazione con l’ Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo e la Sezione Cinema del Dipartimento di Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo dell’Università Cattolica verrà presentato venerdì 13 dicembre a Roma. Arrivato alla sua decima edizione, il Rapporto è stato curato nella prima parte da Mariagrazia Fanchi , Fabio Introini , Alessandro Rosina e Francesco Toniolo . La seconda parte del volume raccoglie gli interventi di giornalisti, critici cinematografici, professionisti ed esperti di comunicazione presentati in occasione del seminario Il futuro della comunicazione del cinema in Italia: problemi e prospettive, organizzato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo. Un dibattito vivace e ricco di spunti sui cambiamenti di scenario che stanno avvenendo nel panorama della comunicazione e dei prodotti audiovisivi, determinati dalle nuove dinamiche di produzione, distribuzione e fruizione cinematografica. cinema #giovani #rapporto #spettacolo Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Osservasalute, prevenzione cenerentola

ROMA Osservasalute, prevenzione cenerentola Secondo l’edizione 2015 del Rapporto gli stili di vita degli italiani sono in leggero miglioramento, si fa più sport e si fuma meno. È questa in estrema sintesi la situazione che emerge dalla tredicesima edizione del Rapporto Osservasalute (2015) , un'approfondita analisi dello stato di salute della popolazione e della qualità dell'assistenza sanitaria nelle Regioni italiane presentata oggi a Roma all'Università Cattolica. Pubblicato dall' Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane che ha sede presso l'Università Cattolica di Roma, è coordinato da Walter Ricciardi , presidente dell’Istituto Superiore di Sanità e direttore dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, e da Alessandro Solipaca , segretario scientifico dell’Osservatorio. Diminuisce, inoltre, la percentuale di bambini di età 8-9 anni in eccesso ponderale: dal periodo 2008-2009 al 2014 si passa, infatti, da una quota pari al 12% dei bambini in condizioni di obesità a una di 9,8%; per il sovrappeso si passa dal 23,2% al 20,9%. Nella disamina degli stili di vita emergono, di contro, un decremento del consumo di 5 porzioni e più al giorno di Verdura, Ortaggi e Frutta (nel periodo 2005-2014 si passa dal 5,3% della popolazione al 4,9%). Rispetto alle condizioni di salute della popolazione, nel 2014 sono stati diagnosticati 115,8 nuovi casi di tumore colorettale ogni 100.000 uomini, ovvero circa 34.500 nuovi casi, per l’altro genere tale incidenza è pari a 80,3 per 100.000 donne, corrispondente a oltre 25.000 nuovi casi. Si tratta cioè di morti evitabili con efficaci politiche di prevenzione, in particolare con quelle finalizzate all’informazione e alla promozione della prevenzione primaria e agli interventi mirati all’aumento della copertura vaccinale antinfluenzale tra gli anziani che, come documentato nel Rapporto, è addirittura in diminuzione».

 

Quei divoratori di cinema degli Z

Ricerca Quei divoratori di cinema degli Z Altro che fuga: ragazzi e adolescenti vedono senza precedenti contenuti filmici, grazie alla trasversalità dei device , avendo come ideale elettivo quello della sala cinematografica. Parola di Francesco Toniolo , autore insieme a Mariagrazia Fanchi , Fabio Introini e Alessandro Rosina della prima parte del Rapporto Cinema 2019 , realizzato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo in collaborazione con l’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo e la Sezione Cinema del Dipartimento di Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo dell’Università Cattolica. La metà di loro si vedono 1/2 film alla settimana, con un’accessibilità che non ha precedenti» fa notare la professoressa Maria Grazia Fanchi , direttrice dell’ Alta Scuola in Media Comunicazione e Spettacolo (Almed) . L’accesso trasversale ai contenuti filmici cambia anche i criteri di scelta del film: «Non conta il regista e non contano più neanche gli attori, con buona pace del “fenomeno divistico” che in passato aveva un peso fondamentale», ha spiegato ancora la direttrice dell’Almed. Arrivato alla sua decima edizione, il Rapporto è stato curato nella prima parte da Mariagrazia Fanchi, Fabio Introini, Alessandro Rosina e Francesco Toniolo , dedicata al rapporto tra il grande schermo e la cosiddetta Generazione Z . La seconda parte del volume raccoglie gli interventi di giornalisti, critici cinematografici, professionisti ed esperti di comunicazione presentati in occasione del seminario Il futuro della comunicazione del cinema in Italia: problemi e prospettive, organizzato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo. Un dibattito vivace e ricco di spunti sui cambiamenti di scenario che stanno avvenendo nel panorama della comunicazione e dei prodotti audiovisivi, determinati dalle nuove dinamiche di produzione, distribuzione e fruizione cinematografica.

 

Fintech, l’Unione europea presenta in Cattolica le nuove regole

La presentazione italiana del documento “ 30 Raccomandazioni in tema di regolazione, innovazione e finanza ”, si terrà giovedì 13 febbraio alle ore 9.30 nella Cripta Aula Magna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (largo Gemelli, 1 – Milano). Saranno invece, Philipp Paech , LSE e Chair dell’Expert Group, e Antonella Sciarrone Alibrandi, a illustrare Le indicazioni del rapporto Rofieg . Big data, blockchain, intelligenza artificiale hanno messo a repentaglio il sistema tradizionale delle banche e delle assicurazioni e hanno permesso l’ingresso di nuovi operatori tecnologici», spiega la professoressa Sciarrone Alibrandi, docente di Diritto bancario nella facoltà di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative. Di fronte a questo scenario abbiamo predisposto 30 raccomandazioni cui si deve ispirare la Commissione europea per l’emanazione di nuove regole in materia di innovazione e di finanza. fintech #rapporto rofieg #unione europea Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Terapia intensiva, gran parte dei posti attivati in Fase 1 saranno mantenuti

Lo studio Terapia intensiva, gran parte dei posti attivati in Fase 1 saranno mantenuti Il report settimanale dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica, campus di Roma: l’emergenza ha cambiato la mappa nazionale in modo permanente. Al contrario, il minor aumento in termini assoluti di posti letto in terapia intensiva si registra in Umbria (+50% previsti nella delibera di riorganizzazione ospedaliera). In generale, gli aumenti maggiori durante la fase emergenziale si sono registrati in quelle regioni in cui il virus ha circolato con maggiore intensità (Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna) o in quelle regioni che partivano da una dotazione bassa di posti letto in terapia intensiva (Campania e Liguria). Si tratta di regioni prevalentemente del Sud Italia, nelle quali il virus ha circolato in maniera minore, e che in alcuni casi sono oggetto di piani di rientro. Al contrario, in altre 6 regioni che rappresentano il 78% dei contagiati, il numero di posti letto in terapia intensiva previsti dalla riorganizzazione ospedaliera (deliberata ai sensi dell’art.34) è, seppur con notevoli differenze nella distribuzione, inferiore rispetto al numero di posti attivati durante l’emergenza Covid-19. Le prime evidenze mostrano ancora una volta strategie ed approcci diversi: alcune regioni si mostrano più “prudenti” garantendosi una dotazione molto più ampia di posti letto in terapia intensiva rispetto a quelli che erano gli standard pre-Covid. Sono 7 le regioni (Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Marche, Toscana, Umbria e Veneto), prevalentemente caratterizzate da una consistente circolazione del virus, che hanno deliberato piani di riorganizzazione della rete ospedaliera in risposta a quanto richiesto dal DL 34/2020 e che avevano già riorganizzato l’assistenza ospedaliera.

 

Deliberati i piani di riorganizzazione della rete ospedaliera

La totalità delle regioni caratterizzate da una circolazione consistente del virus ha riorganizzato la rete ospedaliera mentre tra le regioni in cui il virus ha circolato con intensità media manca all’appello il Lazio. Infine, una buona parte di quelle regioni che hanno registrato un numero di casi limitati hanno approvato in Giunta Regionale piani di riorganizzazione ospedaliera. Sono 7 le regioni, prevalentemente caratterizzate da una consistente circolazione del virus, che hanno deliberato piani di riorganizzazione della rete ospedaliera in risposta a quanto richiesto dal DL 34/2020 e che avevano già riorganizzato l’assistenza ospedaliera. All’opposto, invece, sono 3 le regioni, tendenzialmente di piccole dimensioni e con una bassa circolazione del virus, che, al momento, non hanno approvato alcun piano di riorganizzazione ospedaliera. A livello regionale sono in corso iniziative per la formalizzazione delle modalità di erogazione delle prestazioni in telemedicina, ad integrazione di quanto definito nelle Linee Guida Nazionali definite dal Ministero nel 2014 e recepite dalla Conferenza Stato-Regioni il 25-02-2014. A livello regionale sono in corso iniziative per la formalizzazione delle modalità di erogazione delle prestazioni in telemedicina, ad integrazione di quanto definito nelle «Linee Guida Nazionali» definite dal Ministero nel 2014 e recepite dalla Conferenza Stato-Regioni il 25-02-2014. Sarebbero quindi necessarie delle linee guida comuni a livello nazionale che, garantendo le autonomie regionali ed aziendali, assicurassero comunque l’integrabilità delle nuove soluzioni con gli ambienti esistenti, soprattutto per quanto riguarda la gestione e la condivisione dei dati, già molto frammentati fra applicazioni, cloud ed archivi spesso proprietari».

 

Rapporto giovani, il Covid come occasione

Infatti se allora le nuove generazioni non riuscivano a trovare un lavoro e a progettare una famiglia e il problema non era solo loro ma del Paese in cui vivevano, a distanza di dieci anni la situazione è ancora desolante». Con queste parole Alessandro Rosina , coordinatore scientifico dell’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo, ha spiegato il senso del “Patto disatteso”, titolo dell’incontro che mercoledì 16 settembre ha dato voce a professionisti che hanno dialogato sul Rapporto Giovani 2020 in vista della 96° Giornata per l’Università Cattolica che si celebra domenica 20 settembre. La cultura è, in questo senso, un ambito di analisi interessante se si pensa che l’accesso al consumo culturale, pur ampliato dai nuovi media, è fortemente legato alle risorse economiche, agli stimoli dell’ambiente familiare e al livello di istruzione. Secondo il giornalista Antonio Polito «i partiti di massa erano una grande palestra oggi venuta a mancare, ma il caso Brexit ci mostra che i giovani sono un serbatoio politico che non deve essere trascurato». Infatti, ha avvertito la giornalista Monica Maggioni , «una politica che vive di pensieri corti non è in grado di capire che nei giovani si costruisce il senso di appartenenza, cittadinanza e collettività». Maggioni ha poi lanciato un monito: «Quando parliamo di giovani stiamo sempre attenti alle opportunità di partenza, altrimenti il rischio è quello di costruire una società che mostra tutti i suoi limiti creando solchi difficili da colmare». In questa situazione i giovani si sono trovati con una capacità di far fronte al cambiamento che non pensavano di avere e che è diventata energia positiva».

 

Dio a modo mio, intervista sulla fede

 

Investimenti pubblici, serve una svolta

 
Go top