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Alberto, dalla matematica a Dio

Tra loro un laureato in Scienze matematiche, fisiche e naturali della sede bresciana della Cattolica 11 settembre 2020 Lo studioso austriaco Kurt Gödel riteneva fosse possibile dimostrare l’esistenza di Dio con un teorema matematico: “Se Dio è possibile, allora esiste necessariamente. Può il cosiddetto “teorema di Dio” influire sulla scelta, da parte di un giovane universitario che da bambino voleva diventare ingegnere navale, di intraprendere il cammino sacerdotale? A quanto pare sì. È lì, alla facoltà di Scienze matematiche della sede bresciana dell’Università Cattolica che ho maturato la mia vocazione». Quest’ultima – è la ferma convinzione di don Alberto – parla dell’eternità di Dio. Del resto, rispetto a quelle che possono essere, per esempio, le opere d’arte, per loro natura soggette al logorio del tempo, le idee matematiche non tramontano mai. Non possono essere distrutte. Il tempo stringe e il giorno in cui don Alberto, in piazza Paolo VI, pronuncerà il suo per sempre, si fa sempre più vicino: «Come è ovvio che sia chiosa Michele lo vedo trepidante, non solo per l’ordinazione, anche per l’attesa del giorno della sua prima Messa». Sono parole che ho imparato a conoscere durante una conversazione con il mio professore di matematica quando mi interessai alle prove sull’esistenza di Dio. Sono stati molti i logici e i matematici che si sono cimentati nel provare l’esistenza di Dio». Don Alberto, pur ammettendo questa condizione, ribatte con una frase di John von Neumann: “Se la gente non crede che la matematica sia semplice, è soltanto perché non si rende conto di quanto complicata sia la vita”.

 
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