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Amazzonia, l’urlo disperato degli Yanomami

MILANO Amazzonia, l’urlo disperato degli Yanomami by Cristina Lonigro | 03 dicembre 2009 «Noi Yanomami, popolo indigeno di queste terre, genitori delle generazioni esistenti e future, responsabili della sopravvivenza dei popoli indigeni, chiediamo con forza la tutela dei nostri diritti». La mostra - spiega Viviana Premazzi , volontaria di Impegnarsi serve – prende il nome dal libro omonimo scritto da un gruppo di sette volontari dell’associazione, che hanno raccolto una serie di testimonianze di viaggio nell’estate del 2008». La costruzione di grandi dighe, gli incendi dolosi appiccati per favorire l’allevamento, gli impianti per l’estrazione militare, hanno condotto nel passato a uno spietato genocidio degli indios e, nel presente, a una corsa alle risorse naturali sul territorio. Hutukara è l’associazione fondata dalla popolazione con la finalità di portare a Brasilia le proprie richieste e di difendere la futura generazione dal flagello che ha colpito e continua a colpire le tribù amazzoniche: la dispersione della cultura, della lingua, dei rituali, di se stesse. Conoscono l’uomo bianco, hanno imparato a utilizzare gli strumenti delle cultura occidentale, ma senza snaturarsi, e senza smettere di educare i bambini nella ritualità della loro storia. Gli interventi di padre Giovanni Saffirio e monsignor Augusto Castro si sono addentrati nel rapporto tra natura, spiritualità e umanità in quel luogo unico che è la Selva. Infine, Davi Kopenawa , leader degli Yanomani, e Corrado Dalmonego , hanno portato la testimonianza diretta e il dubbio: cosa è possibile fare (presto) per slavare il futuro degli Yanomani e per evitare i pericoli che cancelleranno la foresta e la sua gente?

 

Hai mai visto quest’Africa?

milano Hai mai visto quest’Africa? La presentazione del volume, edito da Educatt, dedicato a quasi 60 anni di viaggi dei fratelli Angelo e Alfredo Castiglioni . A metà tra il trattato antropologico e il reportage fotografico, racconta di rituali primordiali e di una cultura da non disperdere. by Giada Meloni | 12 ottobre 2016 «Uomini bianchi andate negli sperduti villaggi della mia terra e documentate le parole dei cantastorie, dei vecchi, di tutti i depositari di un antico sapere umano, perché quando essi moriranno sarà come se, per voi uomini bianchi, bruciassero tutte le biblioteche». Parole pronunciate da un famoso poeta e politico africano, Léopold Sédar Senghor , già presidente del Senegal, che fanno riflettere soprattutto se evocate come un monito da chi, per anni, ha respirato e vissuto l’Africa come Angelo Castiglioni . Insieme al fratello Alfredo, Angelo ha dedicato la propria vita allo studio antropologico, etnologico e archeologico delle tribù africane. Una storia raccolta nel volume edito da Educatt Hai mai visto quest’Africa? – Grandi orizzonti, riti, corpi dipinti, arte , presentato l’11 ottobre nella cripta aula magna dell’Università Cattolica a Milano. Popolazioni cosiddette primitive, forse tecnologicamente arretrate ma non per questo inferiori, che mantengono una scala di valori che noi forse abbiamo perduto.

 
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