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Terra Santa, Francesco nei libri antichi

Creleb Terra Santa, Francesco nei libri antichi Creleb e Biblioteca della Custodia di Terra Santa celebrano la storia secolare della presenza dei Francescani a Gerusalemme raccontando attraverso un percorso di immagini, testi agiografici ed edizioni di vari scritti, la figura del loro santo fondatore. Sulle orme del fondatore, che in prima persona visitò i luoghi della vita di Gesù, i figli di San Francesco si assunsero la missione di custodire “le terre d’Oltremare”, in modo da garantire la possibilità a fedeli e pellegrini di visitare i luoghi della Salvezza. Nel corso dei secoli la Custodia di Terra Santa non è mai venuta meno alla propria missione attraverso la conservazione dei Luoghi Santi, il sostegno ai cristiani locali e il continuo e fecondo dialogo interreligioso e interculturale. Della mostra è stato anche allestito un catalogo , ricco di illustrazioni e redatto in italiano e inglese, pubblicato da Ats Pro Terra Sancta. Per approfondire alcune tematiche legate al rapporto tra mondo digitale e fruizione del patrimonio librario antico, inoltre, è stato organizzato per il giorno 8 novembre il colloquio internazionale Libri antichi e biblioteche digitali, tra catalogazione e fruizione virtuale del patrimonio culturale. Questa iniziativa rientra nel progetto “Libri ponti di pace” che mira alla valorizzazione del patrimonio librario della Biblioteca Generale della Custodia di Terra Santa per farne occasione di reali momenti di conoscenza e di dialogo tra le differenti componenti della città di Gerusalemme. L’iniziativa, inserita in un più ampio quadro di collaborazione tra Custodia di Terra Santa e Università Cattolica di Milano, vede la piena sinergia tra Ats pro Terra Sancta e Centro di Ricerca Europeo Libro Editoria Biblioteca (Creleb).

 

Un santo che appartiene all’umanità

milano Un santo che appartiene all’umanità Carlo Maria Martini ricordò così il “Poverello di Assisi” in un intervento pronunciato in un'iniziativa promossa dal Comune di Milano il 22 settembre 1982 per l’ottavo centenario della nascita. Le pietre dei luoghi da lui toccate parlano ancora oggi di lui. Tuttavia egli rappresenta un evento che va al di là della topografia di una regione. E al di là di parentele prossime o remote, noi possiamo dire oggi, considerando l’irradiazione del suo messaggio – e le famiglie che a lui si richiamano, presenti qui in Lombardia da secoli e ovunque nel mondo –, che Francesco ha qualcosa da dire per tutta l’umanità. Per questo anche i cattolici, chiamati a confessarlo nella sua fede in Cristo, debbono mettersi in ascolto di quanto altri, e tutti, a qualunque fede appartengano o anche non appartengano a una fede, dicano a ogni secolo intorno a Francesco. Dopo naturalmente Cristo, il Signore, che di ogni uomo – e quindi anche di Francesco – rimane, per la nostra fede, l’unico esemplare e archetipo. La scelta degli ultimi Perché Francesco parla a tutti? Francesco parla a tutti gli uomini perché ama l’uomo, soprattutto gli ultimi tra gli uomini. Prima ancora di prendere alla lettera l’invito a restaurare la Chiesa di Cristo «che va in rovina», Francesco ha scoperto – nel lebbroso – il Cristo emarginato ed escluso, il nessuno per nessuno, il “morto sociale e civile”.

 
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