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La Bellezza dell'economia

La Bellezza dell'economia Riprende il percorso Educare/Educarsi alla Bellezza, che fino ad ora ha proposto a collegiali UC (ma non solo) riflessioni su temi importanti – dalla politica all'arte, passando per l'attualità – attraverso la voce di relatori d'eccezione. Il tema del prossimo appuntamento, fissato per il 18 novembre alle ore 17.30 , è Il bello dell'economia: la sfida della sharing economy. Nell'occasione verrà presentato ConLab, il nuovo spazio di co-working in Università Cattolica. Tutte le informazioni sull'iniziativa all'indirizzo www.educatt.it/bellezza . educareallabellezza #collegi #pais #merzoni #sciarrone #bellezzadell'economia # Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Una nuova alleanza per salvare la Terra dall’ecocidio

A Bookcity il webinar con Sciarrone , Petrosino , Bartolomei e Monda by ANTONELLA OLIVARI | 13 novembre 2020 Ma la terra è nostra? Certamente l’uomo è stato chiamato ad abitare la terra, ma questo non significa conquistare, dominare e nemmeno lasciar perdere. Parte da qui la riflessione del filosofo Silvano Petrosino , intervenuto a Bookcity con la teologa dell’Università Cattolica di Lisbona Teresa Bartolomei durante l’incontro “ Terra nostra? La casa dell’umano e l’ecocidio imminente”, moderato da Andrea Monda , direttore dell’Osservatore Romano, e introdotti dal prorettore dell’Università Cattolica Antonella Sciarrone Alibrandi . Nel testo biblico si dice che l’uomo è chiamato a dare il nome ad altri esseri viventi, è chiamato quindi ad una creazione secondaria. Ma allora perché l’uomo sta distruggendo la terra? Cosa c’è di così profondo nell’idea del possedere, nel dominare? È forse l’uomo cattivo? Si chiede Petrosino nel libro “Dove abita l’infinito” (ed. Vita e Pensiero) . Per il filosofo della Cattolica l’uomo deve essere un attore, che non subisce la vita ma che è chiamato a coltivare la terra, un bene che ha in affitto e non come proprietà. Davanti alla minaccia di un ecocidio fatto di alterazioni climatiche, consumo dissennato delle risorse naturali, riduzione della diversità biologica, Dio propone a Noè e a tutti noi di salvare la vita del pianeta costruendo nuovi habitat, nuove arche, nuovi modelli di vita individuale e collettiva. Il primo gesto che l’uomo è chiamato a fare è quello di dare un nome, di riconoscere l’essere vivente come portatore di un senso, non come un oggetto che ci appartiene.

 
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