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Sharing economy, cui prodest

A fronte di chi pensava di avere a che fare con una rivoluzione dal basso dell’economia, c’è chi ora solleva dubbi sulla natura di questo modello della condivisione. Così almeno la pensa il professor Mario A. Maggioni (al centro nella foto), docente di Economia dell’innovazione alla facoltà di Scienze politiche e sociali dell’Università Cattolica, autore di un recente volume dal titolo “La sharing economy. Ricordando un evento sulla sharing economy organizzato nel 2013 fa in Università Cattolica con Collaboriamo.org, Ivana Pais (a sinistra nella foto), docente di Sociologia economica, ammette che l’euforia di allora sia stata sostituita da una fase di riflessione sul fenomeno. Già nel 2013, nel pieno dell’esplosione di quelle nuove forme di economia, il professor Maggioni metteva in guardia dai modelli di business proposti, piuttosto tradizionali, e dalla mancanza di un quadro normativo certo. Tutte le tecnologie che utilizzano la rete godono di economie di scala non soltanto sul lato dell’offerta, come nelle imprese classiche, ma anche sul versante della domanda, a causa dell’esternalità di rete. E pensare che Internet, fin dalla sua creazione da parte di Vint Cerf, nasce con l’idea di liberare la cultura e di permettere una comunicazione p2p. Non è un caso che «lo stesso servizio possa essere percepito in maniera diversa a seconda dei Paesi in cui opera» come afferma Andrea Saviane (al centro nella foto), parlando della piattaforma di car pooling BlaBlacar di cui è country manager .

 

Dentro la Sharing economy

milano Dentro la Sharing economy Nell’ambito di Milano Digital Week 2018 , due eventi promossi da Almed: giovedì 15 marzo un dibattito per capire chi vince e chi perde con l’economia della condivisione. Giovedì 15 marzo alle 11 in via Nirone, interverranno Mario Maggioni , docente di Politica economica, Mauro Turcatti , Public Affairs and Communication Manager - Airbnb Italia, Nicola Fusco , Founder di Paladin, la prima app mobile per noleggio diretto di oggetti. Il primo, certamente positivo, riguarda la capacità di coinvolgimento dei consumatori e i consistenti vantaggi per questi ultimi in termini di costo, personalizzazione e rapidità di erogazione dei servizi. Il secondo, più problematico, riguarda la nuova concorrenzialità con le imprese tradizionali, una certa tendenza al monopolio o al monopsonio (accentramento della domanda da parte di un solo soggetto economico) e la questione dell’equità della tassazione. digitalweek #sharingeconomy #digitale #fakenews Facebook Twitter Send by mail COME DIFENDERSI DALLE FAKE NEWS Un’intera città “connessa” attraverso il digitale, con oltre 400 appuntamenti diffusi e rivolti a tutti i cittadini: è questo lo spirito con cui prende avvio, dal 15 al 18 marzo, la prima edizione della Milano Digital Week . Anche Ferpi, tra i supporter dell’iniziativa, sarà presente con un workshop in programma venerdì 16 marzo , alle 11, all’Università Cattolica del Sacro Cuore – Aula NI 110 (Via Nirone, 11 - Milano) dal titolo “ Fake news, Real damages. Moderati da Daniele Chieffi , Agi – Ferpi, interverranno Alessandra Fossati , partner Studio Munari Cavani, Salvatore Ippolito , Ad Agi, Nicoletta Vittadini , Almed – Università Cattolica del Sacro Cuore, MariaLuisa Bionda , 2bResearch, e Manuela Kron , direttore Comunicazione Nestlé.

 

Sharing, voce del wiki-verbo condividere

Ivana Pais (nella foto a lato), sociologa della facoltà di Economia dell’Università Cattolica, spiega l’idea chiave di un modello economico, che sarà al centro della quarta edizione di Sharitaly , evento leader nel settore, in programma a Milano il 15 e 16 novembre . Insieme ai suoi allievi del corso di Sociologia economica, la docente dell’Ateneo ha partecipato alla scrittura della voce “ sharing economy ” di Wikipedia Italia (articolo a lato). Ma qual è la specificità di questo nuovo tipo di economia? «Tradizionalmente - afferma la professoressa Pais - esistono tre tipi di scambi. Spaziano da Teatroxcasa , che permette a un privato di organizzare nella propria abitazione degli spettacoli teatrali a cui invitare anche degli sconosciuti, a Gnammo , che consente di organizzare cene a casa di privati invitando chi si desidera. Qui la problematica di natura fiscale si può verificare sia per chi decide di non pagare le tasse, sia per chi invece vorrebbe farlo ma non riesce a districarsi nelle norme burocratiche che possono essere differenti tra regione e comune che vi è situato». Essendo la piattaforma molto più potente di chi vi opera, può accadere che decida unilateralmente un taglio dei compensi dei propri dipendenti, che si trovano a essere non sufficientemente protetti da evenienze di questo tipo». Tra gli obiettivi di queste collaborazioni - conclude Crespi - c'è quello di educare gli studenti alla condivisione libera delle informazioni: ogni persona ha delle conoscenze e può trasmetterle ad altri e Wikipedia è lo strumento perfetto per condividere conoscenza.

 
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