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Rischio terrorismo, l’Italia non è immune

Milano Rischio terrorismo, l’Italia non è immune Per il professor Andrea Plebani , chiamato a far parte della Commissione governativa sull’estremismo jihadista, che ha appena concluso i lavori, va scoraggiato il mito che il nostro Paese sia inattaccabile, pur riconoscendone la capacità di prevenzione. by Antonio Di Francesco | 18 gennaio 2017 «Abbiamo a che fare con un nemico dai tratti sfuggenti, ma che sa quello che fa. Sanno come siamo fatti, quali sono i meccanismi che creano il terrore e lo diffondono. Andrea Plebani , professore di Storia delle Civiltà e delle Culture Politiche nella sede di Brescia dell’Ateneo, è uno degli esperti chiamati a far parte della Commissione di Studio sullo stato attuale del fenomeno della radicalizzazione e dell’estremismo jihadista in Italia , istituita dal governo Renzi. Fino all’uccisione di Anis Amri a Sesto San Giovanni, si è avuta la percezione che il livello di esposizione dell’Italia a un eventuale attacco non fosse alto, o almeno non al livello degli altri Paesi europei. Commissione nazionale estremismo jihadista ( KB) #terrorismo #sicurezza #commissionenazionale Facebook Twitter Send by mail UNA COMMISSIONE DI ESPERTI «La Commissione di Studio sullo stato attuale del fenomeno della radicalizzazione e dell’estremismo jihadista in Italia è la prima iniziativa di questo tipo», afferma il professor Plebani che ne ha fatto parte. La creazione di una commissione ad hoc è sintomo di un accresciuto interesse da parte delle istituzioni e la volontà di interfacciarsi con un mondo complesso come quello della ricerca, che, con strumenti diversi da quelli dele nostre agenzie di sicurezza,monitora da anni l'evoluzione dell'estremismo jihadista». Non solo abbiamo cercato di scattare una fotografia del fenomeno jihadista in Italia e dei processi della radicalizzazione, ma anche di delinearne le possibili direttrici e identificare possibili misure per mitigarne le conseguenze, sapendo che nessun sistema è impenetrabile.

 

Se il cibo diventa un e-book

Piacenza e Cremona Se il cibo diventa un e-book Studenti delle scuole superiori di Piacenza e Cremona hanno partecipato all’iniziativa promossa da Scienze agrarie sull’alimentazione. I ragazzi si sono concentrati su progetti che vanno dall’agrinformatica al vino, dal latte vaccino a quello di soia. Il preside della facoltà Lorenzo Morelli spiega meglio gli obiettivi dell’iniziativa: «Il progetto ha consentito agli studenti di affrontare la complessa tematica dello sviluppo dell’agricoltura e dell’alimentazione come mezzo che ha assicurato l’evoluzione culturale e sociale del genere umano. Gli studenti hanno realizzato i loro e-book su temi molto diversi, ma ognuno di loro pone uno sguardo verso il futuro: partendo da una problematica si prova a dare una soluzione. Cominciano da un’analisi storica anche altri due lavori: “Vino: tradizione e innovazione” degli studenti del Liceo Respighi e “L’oro di Colombo: in Pianura Padana arriva l’America” del Liceo Ranieri. “Fior di Latte”, scritto dagli studenti del Liceo Colombini, si concentra, invece, su uno degli alimenti più consumati dall’uomo. Ma conosciamo veramente le caratteristiche del latte? L’e-book ci guida verso una conoscenza più approfondita di quello vaccino, confrontandolo col “cugino” meno conosciuto: il latte di soia.

 
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