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Riccardo, l’arringa che vale oro

DIRITTO Riccardo, l’arringa che vale oro Il ventunenne studente del terzo anno di Giurisprudenza ha vinto a Roma, in coppia con un amico biellese come lui, la quindicesima National Moot Court Competition , il più importante contest di processo simulato in Italia. Sotto la bandiera di Elsa Milano, i due aspiranti giuristi hanno superato la fase eliminatoria, che chiedeva di redigere due memorie, una per ciascuna parte processuale. Non ci saremmo mai immaginati di classificarci e neppure di superare la fase eliminatoria» racconta Riccardo (a destra nella foto in alto, con Elena Laudani , presidente Elsa Italia, e l'amico Stefano Lometti) . Sugli scritti (atto di citazione in qualità di attore e comparsa di risposta in qualità di convenuto) è stata fatta la selezione per la partecipazione e assegnato un punteggio valido fino al termine della competizione, da sommarsi con i successivi risultati dei dibattimenti». Ho sperimentato sul campo la professione forense, applicato al caso concreto nozioni di diritto sostanziale, misurato la mia conoscenza pregressa e la mia padronanza del linguaggio tecnico-giuridico e di public-speaking» afferma. Riccardo, d’altra parte, ha le idee chiare su come guardare ai prossimi anni: «Amo quello che studio, il mondo dell’associazionismo e della politica ai vari livelli, lavoro sodo e guardo la salita uno scalino alla volta. L’unica cosa di cui sono sicuro è che, qualsiasi cosa sarà, vorrò arrivarci all’altezza: competenza e passione sono le chiavi con cui cerco di leggere le cose della mia vita».

 

Mettiti nei miei panni. Anche a Piacenza

Anche a Piacenza L’iniziativa di sensibilizzazione e di role-taking del Servizio integrazione studenti con disabilità sbarca per la prima volta nel campus piacentino giovedì 4 maggio 20 aprile 2017 Per la prima volta a Piacenza. “ Mettiti nei miei panni ”, l’iniziativa del Servizio integrazione studenti con disabilità e studenti con Dsa dell’Università Cattolica del Sacro Cuore giunta alla sesta edizione, continua la propria sfida per sensibilizzare l’intera comunità accademica alle tematiche della disabilità. Insieme alla Giornata di sensibilizzazione nella sede di Milano, che si terrà martedì 2 maggio , giovedì 4 maggio tutor con disabilità e volontari accompagneranno studenti, docenti e personale tra corridoi, aule e cortili della sede di Piacenza . Dalle 9 alle 14, a partire dall’atrio dell’ingresso principale di via Emilia Parmense 84, si terranno attività di role taking non-stop: attività di simulazione con esperienze dirette di limitazione funzionale visiva e motoria negli ambienti universitari. In questi anni il lavoro del Servizio integrazione – spiega il delegato rettorale Luigi D’Alonzo , docente di Pedagogia speciale alla facoltà di Scienza della formazione - si è declinato cercando di promuovere sempre più, nei vari ambienti universitari, quella cultura dell'inclusione che si erige sulle fondamenta del binomio intenzionalità e competenza. I numeri sempre più in aumento dei ragazzi con disabilità o con disturbo specifico dell'apprendimento (Dsa) che accedono al nostro servizio testimoniano la bontà del nostro intervento educativo e didattico. “Mettiti nei miei panni" ha lo scopo di favorire questa cultura dell'inclusione sempre più necessaria in un mondo complesso e difficile come il nostro».

 

Al Gemelli il centro hi-tech di simulazione

Roma Al Gemelli il centro hi-tech di simulazione Si chiama chiama Ipse Center la nuova struttura sofisticata e ultra-tecnologica dove si impara a gestire casi clinici e chirurgici, si apprendono nuove metodiche operatorie, l'utilizzo dei più recenti dispositivi medici e l’impiego di nuovi farmaci. E ancora, una serie di manichini impiegati per imparare a gestire le emergenze (per esempio simulare l’intubazione o la tracheotomia di un paziente). Questo e molto altro è possibile trovare presso Ipse Center - Interactive Patient Simulation Experience – dove si applica un approccio totalmente innovativo e unico di fare formazione a studenti, medici specializzandi, specialisti e ultra-specialisti. Un Policlinico Universitario come il Gemelli - spiega il direttore generale Enrico Zampedri - ha, ovviamente, nella sua mission anche la formazione. Il Policlinico Gemelli, in quanto luogo di cura e laboratorio di ricerca d’eccellenza, mette a disposizione i risultati ottenuti utilizzando delle metodologie di insegnamento all’avanguardia. Ipse Center rappresenta l’eccellenza della formazione nella clinica, nella chirurgia e nella diagnostica grazie all’utilizzo delle più moderne tecnologie di simulazione e metodologie di formazione esperienziale. gemelli #hi-tech #simulazione #policlinico Facebook Twitter Send by mail.

 

Gemelli, prove di Grande emergenza

roma Gemelli, prove di Grande emergenza Al Policlinico è stata simulata la gestione di un maxi incidente di natura chimica nel territorio urbano, con feriti gravi e intossicati ricoverati d’urgenza. Ecco le immagini dell’iniziativa inserita nel progetto Eden dell’Ue che si concluderà a Bruxelles 29 settembre 2016 Prove generali per la gestione sanitaria di una “ Grande emergenza ”. Per questo, la sfida non è tanto quella di organizzare la simulazione di un evento, ma preparare il personale ad affrontarlo e gestirlo» ha spiegato Daniele Gui , docente di chirurgia generale all’Università Cattolica e responsabile della Uoc Chirurgia d’Urgenza del Gemelli nonché partner scientifico del Progetto. La simulazione Alla presenza di più di cento invitati, provenienti anche da Paesi europei ed extra-europei, sono state all’opera più di quaranta unità di personale sanitario nel soccorso di trenta vittime simulate. La dimostrazione è durata tre ore ed è iniziata intorno alle 13 con l’allerta (anch’essa simulata) trasmessa al Policlinico Gemelli di un evento di Maxi Emergenza con pazienti che mostravano sintomi riconducibili a un incidente chimico civile. Il Policlinico ha attivato il Peimaf con la conseguente costituzione di unità di crisi e le attività conseguenti quali la rapida installazione di una tenda per la decontaminazione dei feriti e la speciale vestizione del personale ospedaliero per il rischio chimico. Al termine di questa procedura, complessa e delicata oggetto di particolare attenzione nella simulazione, le vittime sono state trattate nel Pronto Soccorso per la stabilizzazione della funzioni vitali nelle sale gialla e rossa, per i casi più gravi.

 

Mettiti nei miei panni, esperienza da fare

MILANO Mettiti nei miei panni, esperienza da fare Successo per l’iniziativa del Servizio integrazione studenti con disabilità, che ha proposto per la prima volta, oltre alle simulazioni di limitazione visiva e motoria, un laboratorio per sperimentare i problemi relativi ai deficit uditivi. “ Mettiti nei miei panni ”, l’iniziativa del Servizio integrazione studenti con disabilità e studenti con Dsa dell’Università Cattolica del Sacro Cuore giunta alla quinta edizione, continua la propria sfida per sensibilizzare l’intera comunità accademica alle tematiche della disabilità. Martedì 10 maggio 2016 , nella sede di Milano (largo Gemelli 1), dalle 9 alle 16 , con partenza dal Cortile d’Onore, sono state proposte attività di role taking non-stop : simulazione di limitazione visiva e motoria all’interno dei chiostri universitari, con la collaborazione di volontari e studenti con disabilità. L’iniziativa è stata finanziata, per il 2016, utilizzando il fondo per studenti disabili dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, costituito con la quota che ogni iscritto dell’Ateneo può versare come forma di solidarietà per sostenere le attività in questo settore. I numeri sempre più in aumento dei ragazzi con disabilità o con disturbo specifico dell'apprendimento (Dsa) che accedono al nostro servizio testimoniano la bontà del nostro intervento educativo e didattico. Per molto tempo si è pensato che fossero sufficienti l’impegno personale dell’operatore, la sua buona volontà nell’aiutare il soggetto con bisogni speciali, la sua delicatezza d’animo per sopportare un evento educativo che a molti, ancora oggi, pare insopportabile» aggiunge il delegato del Rettore al Servizio. Ma le esperienze che in questi anni si sono effettuate e le riflessioni che da esse sono scaturite, ci dicono come emerga preponderante l’esigenza che gli operatori possano mostrare non solo carità, ma anche competenza professionale, essenziale per soddisfare i bisogni particolari di queste persone».

 
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