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L’Ateneo al Sinodo dei giovani

Ateneo L’Ateneo al Sinodo dei giovani L’assistente ecclesiastico generale monsignor Claudio Giuliodori e il professor Giuseppe Colombo hanno consegnato nelle mani del Papa il libro che raccoglie il contributo di studenti e professori per l’assemblea sinodale in programma dal 3 al 28 ottobre. Il libro, pubblicato da Educatt, è stato consegnato nelle mani del Papa , lo scorso 26 settembre, al termine dell’Udienza generale del mercoledì, dall’assistente ecclesiastico generale monsignor Claudio Giuliodori e dal curatore professor Giuseppe Colombo (nella foto in alto) . In particolare, come scrive il rettore Franco Anelli nell’introduzione, «quell’annuncio invitava ognuno a farsi carico personalmente delle domande e delle sfide che oggi segnano la vita delle nuove generazioni». L’insieme delle disponibilità individuali sono confluite in un lavoro condiviso, che ha condotto a chiedersi chi sono e cosa desiderano, realmente e al di là di ogni stereotipo, i ragazzi e le ragazze del nostro tempo. Quello compiuto è stato dunque un cammino fruttuoso e animato dalla volontà di far emergere, senza filtri o edulcorazioni, le aspettative e, nello stesso tempo, i timori e le speranze delle nuove generazioni» scrive ancora il Rettore nell’introduzione al volume. Un percorso di conoscenza, anzitutto sul piano umano, coerente con la tradizione e lo stile dell’Ateneo, dato che la Cattolica, ponendosi costantemente al servizio della Chiesa nel suo incedere nel mondo reale, non si è mai concepita come un’enclave separata dal proprio tempo e dalla storia». Tra queste il superamento delle ingiustizie e delle povertà, la mobilità umana e il contrasto alla cultura dello scarto, la questione della “casa comune” e dell’ambiente, le nuove frontiere dello sviluppo biologico e tecnologico, assieme a molti altri temi di stringente attualità».

 

Milano, al via il Sinodo minore

Milano Milano, al via il Sinodo minore La sociologa Laura Zanfrini , che fa parte con la collega Monica Martinelli della Commissione di coordinamento della “Chiesa dalle Genti”, traccia il quadro delle trasformazioni che hanno reso la diocesi ambrosiana un crocevia di lingue, culture e religioni. gennaio 2018 «Una migliore conoscenza dello scenario religioso dei Paesi di provenienza aiuterebbe le nostre comunità cristiane non solo a rispondere in maniera più puntuale ai bisogni spirituali e pastorali dei migranti, ma anche e soprattutto a metterne a frutto il potenziale come strumento di evangelizzazione». È quanto afferma la professoressa Laura Zanfrini , docente di Sociologia delle migrazioni alla facoltà di Scienze politiche e sociali dell’Ateneo, alla vigilia del Sinodo minore della diocesi di Milano “La chiesa dalle genti”, che prenderà il via domenica 14 gennaio , con la celebrazione nella Basilica di Sant’Ambrogio. I numeri snocciolati dalla professoressa Zanfrini parlano chiaro: la presenza straniera nella diocesi di Milano è passata da circa 100mila unità nel 1988 (in buona parte – allora – irregolari nel soggiorno) agli attuali 754mila (senza considerare gli stranieri nel frattempo acquisiti alla cittadinanza italiana) al 1° luglio 2017 (dati Ismu). Altri dati interessanti riguardano le fasce d’età e la scolarizzazione: «Nel complesso dei Comuni che compongono il territorio della diocesi al 1° gennaio 2017 circa il 10% degli stranieri residenti ha un’età compresa tra gli 0 e i 6 anni e, un ulteriore 12%, tra i 7 e i 17» spiega la professoressa Zanfrini. sinodo #chiesadallegenti #chiesadimilano Facebook Twitter Send by mail LA CHIESA DALLE GENTI Domenica 14 gennaio , con la celebrazione che avrà luogo nella Basilica di Sant’Ambrogio alle 16, prenderà il via il Sinodo minore diocesano “La Chiesa dalle genti”, indetto dall’Arcivescovo monsignor Mario Delpini . Una Chiesa “dalle genti” che, proprio attraverso questo percorso sinodale, è chiamata a vedere nell’immigrazione un’occasione profetica, un’occasione per rigenerarsi mettendo a frutto i lasciti più preziosi della propria tradizione e lasciandosi interpellare dalle domande di senso e di giustizia che ogni movimento migratorio porta con sé.

 
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