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Basta con le Parole O_Stili

Parla Giovanna Mascheroni di OssCom, in occasione dell’evento di Trieste del 17-18 febbraio sullo stile di stare in rete. Alcuni (pochi) commentatori ancora sostengono la cosiddetta teoria della pentola a pressione, tale per cui hate speech e fake news non sarebbero altro che una valvola di sfogo della violenza necessariamente presente nella società, e servirebbero quindi a prevenire l’attualizzazione della violenza in forme fisiche e più estreme». E invece? «Per i più la normalizzazione di hate speech e fake news nei social media non rappresenta solo un preoccupante veicolo di radicalizzazione delle opinioni, ma anche una violazione della libertà di informazione e di espressione. La stessa libertà di espressione a cui si appellano i diffusori di hate speech e fake news quando i loro account sui social media vengono bloccati e sospesi, come nel caso di alcuni esponenti dell’Alt Right statunitense i cui account Twitter sono stati bloccati». Nella ricerca FIRB WebPolEU : Comparing Social Media and Political Participation across EU da me condotta, gli intervistati di 14-25 anni dichiaravano di auto-censurare le proprie opinioni politiche e di astenersi dalla partecipazione a discussioni politiche online per evitare di essere bersaglio di hate speech». Gli algoritmi di identificazione di hate speech e fake news sono inaccurati nonché problematici, perché potenzialmente lesivi della libertà di espressione e di informazione. Un appuntamento seguito dall’organizzazione di singoli panel che avranno lo scopo di far dialogare e confrontare professionisti e personalità di diversi settori a cui le parole e il linguaggio stanno a cuore.

 

Posto, dunque sono

Brescia Posto, dunque sono Due appuntamenti a Brescia illustrano agli studenti i rischi e la potenzialità connesse alla gestione della propria reputazione online. by Bianca Martinelli | 12 ottobre 2016 Nell’era del digitale, dei social network, delle informazioni virali grazie ai motori di ricerca, e della tecnologia in rapida, rapidissima evoluzione, anche il mondo del lavoro ha aggiornato le proprie modalità di reclutamento del personale. A Brescia l’incontro Think before you post! , titolo che suona come un monito, ha illustrato agli studenti come utilizzare e gestire la propria reputazione digitale e curare al meglio la propria immagine nel grande calderone del web, anche in un’ottica lavorativa. In questo senso la valutazione non è solo sulla presenza, ma anche sull’assenza…essere esclusi dai social network oggi significa essere fuori dal mondo». Occorre tenere privato tutto ciò che è molto personale, come le vacanze o le feste con gli amici, anche perché dai social chiunque può salvare sul proprio pc, a nostra insaputa, le nostre foto. Altra cosa: dare valore alle caratteristiche utili per la professione per cui ci vogliamo candidare… Se ci si vuole candidare come guida turistica, sarà utile mettere in mostra la conoscenza delle lingue, se invece voglio candidarmi come hostess per fiere ed eventi potrebbe essere utile avere una bella presenza». L’iniziativa, gratuita, è stata organizzata dal Comitato Università Mondo del Lavoro in collaborazione con Adecco, ed è rivolta agli studenti e ai laureati dell’Università Cattolica.

 

Il segreto per il lavoro? Lo stage in digitale

Cattolicapost Il segreto per il lavoro? Lo stage in digitale Secondo la sociologa Ivana Pais , entrare nei gruppi LinkedIn o Fb di settore mentre si studia è come fare un tirocinio online: si impara e si fa network per trovare occupazione. La tesi è un progetto che permette di inserirsi in un ambito professionale, specializzarsi e costruire reti professionali indispensabili per trovare lavoro» afferma la sociologa, che offre un “ piccolo consiglio operativo ” agli studenti: « Iscriversi ai gruppi LinkedIn o Facebook di riferimento per il proprio settore . Parlando di lavoro e di futuro, quali sono le trasformazioni sociali in atto e come coinvolgono le nuove generazioni? «Il focus della mia attività di ricerca è l’impatto della digitalizzazione. Il digitale sta introducendo nuove aree e figure professionali, sta trasformando processi tradizionali e sta anche portando alla scomparsa di attività in via di automazione. Un tratto che caratterizza le nuove generazioni è la difficoltà di accesso al mercato del lavoro e alle organizzazioni tradizionali ma – al tempo stesso – l’abbassamento delle barriere per la creazione di nuove attività e nuove imprese». Come orientarsi allora al futuro? Chi si è imbattuto in questi ultimi mesi nel nostro Ateneo, chi è entrato in relazione con le sue strutture, con le sue attività, con i suoi corsi che cosa ha trovato? Probabilmente ha scoperto un cantiere, un sito in costruzione. C’è fermento, ci sono persone in movimento, progetti che stanno nascendo, rapporti che si stanno creando, idee che si fanno strada.

 

Contro le bufale della rete

marzo 2016 di Pier Cesare Rivoltella * Dall’annuncio di Facebook sull’introduzione del bottone “non mi piace” alle ultime parole di Steve Jobs prima di morire, dalla fotografia dell’alba su Marte alle margherite mutanti di Fukushima. Una bufala è un’informazione fasulla, palesemente inventata, serve a condurre dove si vuole il destinatario, proprio come si fa con un bovino prendendolo per l’anello che gli è stato infilato nel naso. Il web ne è pieno, come di informazioni non verificate, o semplicemente di informazioni che non si possono ritenere tali. Di qui la necessità di imparare a selezionare quel che serve da quel che al momento non serve, ma che non per questo non potrà servire in futuro. Di qui discende la necessità di imparare a utilizzare e organizzare il tool dei preferiti sul proprio browser o, se intendiamo mettere a disposizione di altri navigatori il risultato delle nostre ricerche, di adottare sistemi che ci consentano di condividerli (come i già citati Delicious e Mendeley). Selezionando una parte del testo trovato, copiandola e incollandola nel browser, è possibile accorgersi se sia presente in altre pagine web e in che rapporto stia (di copia o di originale) rispetto a quelle pagine; - l’attendibilità dell’autore. Essere avveduti e consapevoli quando si naviga nel web alla ricerca di informazioni è una dimensione importante della Information Literacy , a sua volta parte del più ampio concetto di Media Literacy .

 
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