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Cattedra Unesco, la prima in Cattolica

Brescia Cattedra Unesco, la prima in Cattolica È dedicata all’educazione per lo sviluppo integrale dell’uomo e per lo sviluppo solidale dei popoli e avrà come punto di riferimento la sede di Brescia. Se ne parlerà in un convegno venerdì 18 gennaio in aula magna. gennaio 2019 È la prima Cattedra Unesco a esser assegnata all’Università Cattolica e, in particolare, alla sede di Brescia dell’Ateneo. È dedicata a “L’educazione per lo sviluppo integrale dell’uomo e per lo sviluppo solidale dei popoli”, e nasce dalle sollecitazioni dell’Enciclica Populorum progressio di Paolo VI e dalla tradizione di impegno negli ambiti dell’educazione e della cooperazione internazionale che caratterizza il territorio bresciano. Se ne parlerà in un convegno nell'aula magna della sede bresciana venerdì 18 gennaio alle 9.30 . La cattedra, diretta dal professor Domenico Simeone , intende perseguire gli obiettivi già definiti dal “World Education Forum” a Incheon nel 2015 “Educazione 2030: verso un’educazione inclusiva e di pari qualità e insegnamento durante tutto il corso della vita”. unesco #sviluppo #solidarieta' Facebook Twitter Send by mail.

 

Il primo Expo della cooperazione

FIERA DI ROMA Il primo Expo della cooperazione L’Ateneo parteciperà con tre stand a EXCO2019, la manifestazione dedicata alla Cooperazione Internazionale in programma a Roma dal 15 al 17 maggio. maggio 2019 Ci sarà anche l’Università Cattolica alla prima fiera della Cooperazione internazionale in Italia , che si terrà a Roma dal 15 al 17 maggio 2019. L’Expo della Cooperazione Internazionale ”, dedicato al tema dell’innovazione tecnologica nell’ambito della cooperazione per lo sviluppo sostenibile, è un’occasione di networking e internazionalizzazione per le università, che avranno la possibilità di dare visibilità ai propri progetti e di entrare in contatto con partner internazionali. Alla Fiera di Roma saranno presenti Agenzie della Cooperazione dei Paesi europei, Enti Locali, Regioni, Ong, aziende nazionali e internazionali, istituzioni finanziarie, in un quadro concertato con Unione Europea e Nazioni Unite, oltre al ministero per gli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale. L’Università Cattolica parteciperà con tre stand dedicati agli interventi che l’Ateneo promuove sul tema della Cooperazione Internazionale nell’ambito della formazione, della ricerca e dei progetti sul campo , coordinati rispettivamente dai professori Simona Beretta , Pier Sandro Cocconcelli e Marco Caselli . Nell’ultima giornata della manifestazione, venerdì 17 maggio , dalle ore 14 alle ore 17, l’Università avrà a disposizione uno spazio per la presentazione dei progetti e delle iniziative più significative in corso sul tema della Cooperazione internazionale allo sviluppo. Per questo motivo l’Università Cattolica da tempo offre una vasta offerta formativa caratterizzata da un’impostazione multi e interdisciplinare che si riflette nei corsi di laurea triennale e magistrale, nei master, nelle scuole di specializzazione e di dottorato, nei corsi di formazione continua e nei programmi executive.

 

Solidarietà al Refettorio ambrosiano

milano Solidarietà al Refettorio ambrosiano Terza edizione mercoledì 15 maggio della cena solidale #SHAREYOURFUTURE promossa da Cattolica e Caritas ambrosiana. Nel 2018 ha fruttato due borse di studio per studenti siriani e oltre 1.400 pasti per persone in difficoltà. aprile 2019 Due borse di studio per studenti siriani e oltre 1.400 pasti nella mensa di via Necchi per una ventina di persone segnalate dalla Caritas. Una cena solidale organizzata in collaborazione tra l’Università Cattolica e la Caritas Ambrosiana, giunta ormai alla terza edizione e resa possibile grazie allo chef Danilo Angè e ai suoi amici che collaborano in cucina. I fondi raccolti nella cena del 2018 hanno contribuito a finanziare le borse di studio di due studenti siriani arrivati a Milano per studiare nel nostro Ateneo, nella speranza di poter poi rientrare in una Siria pacificata. Inoltre, lanciato durante la prima cena #SHAREYOURFUTURE del 2017, continua il progetto “ Aggiungi un posto a tavola ” (realizzato in collaborazione con Educatt), che nel 2018 ha permesso di fornire all’interno della mensa dell’Ateneo oltre 1.400 cene gratuite a circa una ventina di persone segnalate dalla Caritas ambrosiana (nel 2017 ne erano state offerte 1000). Ogni sera il Refettorio grazie ai suoi volontari offre una pasto a una novantina di ospiti fissi.

 

Il sostegno a distanza cambia la vita

LA cattolica al meeting Il sostegno a distanza cambia la vita Al Meeting di Rimini il professor Mario A. Maggioni ha presentato uno studio condotto con Avsi che ne dimostra scientificamente l’efficacia per i bambini “adottati”. agosto 2019 Il sostegno a distanza cambia la vita dei bambini e delle famiglie adottate. Un fenomeno dimostrato scientificamente e quantificato da uno studio presentato al Meeting di Rimini dal professor Mario A. Maggioni , economista della facoltà di Scienze politiche e sociali e direttore del dipartimento di Economia internazionale, delle istituzioni e dello sviluppo dell’Università Cattolica. La ricerca ha dimostrato che i primi hanno una probabilità sette volte inferiore di abbandonare la scuola e hanno un rendimento scolastico molto migliore, misurato sul tasso di bocciatura e sui voti delle materie principali. È la prova scientifica di quello che può fare un gesto semplice come il sostegno a distanza. meeting #sostegno a distanza #avsi #solidarieta' Facebook Twitter Send by mail.

 

Casa Fogliani per i collegi

educatt Casa Fogliani per i collegi Durante la presentazione del marchio di mercoledì 27 febbraio, gli studenti dei Collegi hanno avuto l’occasione di conoscere il progetto, che avrà anche risvolti di solidarietà, e di assaggiare alcuni dei prodotti enogastronomici d’eccellenza. by Maria Serena Chiocca | 26 febbraio 2019 Nel pomeriggio di mercoledì 27 febbraio la Sala “Ruffilli-Giavazzi” del Collegio Augustinianum ha ospitato un incontro, dedicato agli studenti dei collegi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, durante il quale è stato presentato il progetto di Casa Fogliani . Grazie all’evento i collegiali hanno avuto l’occasione di conoscere più approfonditamente il brand nato nel contesto della Villa di Castelnuovo Fogliani, in provincia di Piacenza, e hanno assaggiato i suoi prodotti enogastronomici selezionati e di alta qualità. All'importante valore sociale il progetto unisce come obiettivo la valorizzazione del territorio : l’officina creativa Casa Fogliani ed Educatt si impegnano a prestare attenzione allo sviluppo delle risorse presenti nel territorio di Castelnuovo Fogliani e a esaltare e diffondere la genuinità dei suoi prodotti. casafogliani #collegi #enogastronomia #solidarieta' Facebook Twitter Send by mail.

 

Educazione, bene comune globale

brescia Educazione, bene comune globale Un convegno internazionale nella sede di Brescia promosso dalla prima Cattedra Unesco dell’Università Cattolica, istituita nell’aprile 2018. Venerdì 18 gennaio, un convegno internazionale ha riunito nell’aula magna di via Trieste esperti di varie nazioni per ripensare l’educazione come bene collettivo. L’educazione per tutti e per tutta la vita può permettere a ciascuno di sviluppare le proprie potenzialità e alla società di promuovere nuovi processi di cittadinanza attiva. Il rettore Franco Anelli durante il saluto introduttivo si è soffermato sul ruolo dell’Università, che deve essere un luogo di riflessione e di attenzione alla dimensione educativa, e non solo al contenuto delle discipline. È necessario un ripensamento di un percorso che riguardi l’idea di società perché l’educazione costituisce la società del futuro. Istituita nella sede di Brescia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore nell’aprile del 2018 si propone di favorire l’accesso da parte dei bambini nella prima infanzia a cure ed educazione di qualità; sviluppare processi di cooperazione, migliorare la qualità dell’educazione e dell’accoglienza. Fra le attività da promuovere, ed è la seconda direttrice, figurano anche la formazione di studenti universitari che intendono impegnarsi in progetti di cooperazione internazionale.

 

La Cattolica per la Siria

cesi La Cattolica per la Siria Il professor Marco Lombardi , del Cesi , ha visitato varie città del Paese. La missione ha offerto l’opportunità di definire eventuali occasioni di collaborazione e iniziative di solidarietà da realizzare in concerto con le Chiese e le Autorità locali. Durante la missione, che ha toccato le città di Beirut, Damasco, Maaloula, Homs, Krak dei Cavalieri, Aleppo e Hama , ha avuto luogo la consegna di una copia della Cena Misteriosa presso il monastero di San Sergio e San Bacco di Maaloula. La missione ha offerto inoltre l’opportunità di definire eventuali occasioni di collaborazione e iniziative di solidarietà da realizzare in concerto con le Chiese e le Autorità locali. Nel video realizzato da Federico Capella , l’intervista al professor Marco Lombardi. siria #cesi #solidarieta' #missioni Facebook Twitter Send by mail.

 

Charity, la prima volta in Nepal

CHARITY WORK PROGRAM Charity, la prima volta in Nepal Due nuove destinazioni per il programma di volontariato internazionale: oltre allo Stato himalayano si aggiunge anche la Romania come secondo Paese europeo, per un totale di 21 progetti. In Nepal gli studenti iscritti a un corso di laurea della facoltà di Scienze della Formazione trascorreranno il loro periodo di volontariato presso la Ong Engage. In totale sono più di cinquanta gli studenti che la prossima estate scriveranno una voce nuova nel proprio Cv grazie al Charity Work Program, il programma di volontariato internazionale promosso dal Centro di Ateneo per la Solidarietà internazionale (Cesi) . Un’iniziativa che, grazie al contributo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori e ai fondi del 5 per mille, da dieci anni offre l’opportunità di vivere un’esperienza di volontariato in Paesi emergenti e in Via di Sviluppo. Per questo è scelta da un sempre crescente numero di studenti, come emerge dal significativo aumento delle richieste di partecipazione: nel 2018 hanno preso parte alle selezioni 275 studenti provenienti da tutte le facoltà e da tutte le sedi dell’Università Cattolica con un incremento pari al 18% rispetto all’edizione dell’anno precedente. Nel corso degli anni il Charity è stato modulato in modo da rappresentare un percorso sempre più coerente con gli studi: numerose destinazioni sono aperte infatti solo a studenti di determinate facoltà, privilegiando percorsi ad hoc sulle discipline insegnate in Ateneo. charityworkprogram #solidarieta' #volontariato Facebook Twitter Send by mail INTERNATIONAL VOLUNTEERING È un programma di Volontariato internazionale rivolto a tutti gli studenti e ai neolaureati dell’Università Cattolica, per tutti gli anni di corso, tutte le facoltà, tutte le sedi.

 

Madagascar, una sola grande famiglia

Le loro risate, urla e canzoncine erano per noi la migliore sveglia che si potesse desiderare e la loro allegria illuminava le nostre giornate: è incredibile quanto questi bambini siano pieni di energia anche alle 5:30 di mattina, quando fuori fa ancora buio pesto. Ce lo hanno ripetuto le Suore Nazarene che si prendono cura ogni giorno di questi bambini senza una famiglia alle spalle che li sostenga e ce ne siamo accorte anche noi nelle tre settimane trascorse in Madagascar. C’è Herman, apparentemente forte ma molto sensibile, Meltina, spigliata e intraprendente, Claudin, geloso e coccolone, Frankie, timido e impacciato, e Angèle, chiacchierona e combinaguai. È triste pensare che questi bambini, così vivaci, brillanti e affettuosi non abbiano la possibilità di crescere nella loro famiglia di origine, anche se ci conforta pensare che l’amore, l’educazione e le opportunità che l’Orphelinat dà loro possano almeno in parte compensare la loro condizione. Non è stato sempre facile per noi fare i conti con un mondo così scioccante e completamente diverso dal nostro. Uno degli insegnamenti che il Charity Work Program a Fianarantsoa mi ha lasciato è proprio questo: esistono situazioni complesse, apparentemente insuperabili, ma bisogna tenere a mente che prima di darsi vinti ci si deve impegnare per fare la propria parte e per poter partecipare a un cambiamento in positivo. Gli studenti beneficiano della possibilità di vivere un'esperienza di volontariato internazionale in strutture situate in Paesi Emergenti e in via di Sviluppo.

 

In corsa per un’estate solidale

charity work program In corsa per un’estate solidale Tra luglio e settembre sono 46, selezionati tra 178 candidature , gli studenti in partenza per il Charity Work Program , che offre la possibilità di vivere un’esperienza di volontariato in 15 Paesi in via di sviluppo . Nuove destinazioni Romania e Nepal 18 giugno 2019 Sono 46 gli universitari che quest’estate scriveranno una voce nuova nel proprio Cv grazie al Charity Work Program . Mentre prosegue l’allargamento del programma a neolaureati e iscritti a master, dottorati e scuole di specializzazione, anche quest’anno il Charity Work Program promuove nuove destinazioni e nuove partnership con Ong e Onlus che lavorano in Africa, Asia e Sud America. Ventuno progetti in 15 Paesi ospiteranno gli studenti che, grazie alle scholarship della durata di 3 – 8 settimane, potranno vivere la loro esperienza di volontariato in Albania, Bolivia, Brasile, Camerun, Ghana, Guatemala, India, Madagascar, Messico, Nepal, Romania, Senegal, Terra Santa, Zambia e Uganda . Due importanti new entries nell’edizione 2019 del Charity Work Program sono la Romania , seconda destinazione europea a rientrare nel programma dopo il successo riscosso dalla destinazione dell’Albania, che viene riproposta nell’edizione di quest’anno. charityworkprogram #solidarieta' #cooperazione #volontariato Facebook Twitter Send by mail MISSION EXPOSURE L’Università Cattolica promuove un’altra iniziativa nel campo del volontariato, Mission Exposure , ideato dal Centro Pastorale e dal Cesi in collaborazione con il Pime, che propone agli studenti un’esperienza di missione. L’edizione 2019 coinvolge 10 studenti delle facoltà di Scienze politiche e sociali, Psicologia, Scienze della formazione, Scienze bancarie, Scienze linguistiche, Lettere e Filosofia.

 

Il soffocante colore bianco

Charity Work Program Il soffocante colore bianco È inutile girarci intorno, i colori della pelle esistono e con essi gli stereotipi. Per Francesca , studentessa di Scienze politiche, l’incontro con i giovani carcerati del Camerun nel suo Charity Work Program l’ha costretta a mettersi in discussione. Io e Giulia abbiamo affiancato per tutto il periodo di volontariato con il Charity Work Program le ragazze del servizio civile e il personale locale del Centro orientamento educativo (Coe). Le attività riguardavano soprattutto il progetto nel carcere: il corso di alfabetizzazione e attività ludico-educative con i minori detenuti, colloqui di assistenza psico-legale con gli adulti e attività riguardanti la cooperativa per l’inserimento lavorativo dei detenuti. Abbiamo avuto moltissime occasioni, che abbiamo colto al volo, di viaggiare, conoscere persone e luoghi, scoprire tradizioni e schemi mentali lontani da noi, lavorare, faticare a capirci, arrabbiarci, ridere insieme a persone fantastiche, pensare, pensare e ancora pensare. In Camerun invece il bianco è un colore soffocante, stringente, diverso, talmente diverso che a volte desideri di poter dipingere questa tua pelle, portatrice di così tanti stereotipi. anni, di Milano, secondo anno della laurea magistrale in Politiche per la Cooperazione internazionale, facoltà di Scienze politiche e sociali , campus di Milano #charityworkprogram #solidarieta' #volontariato Facebook Twitter Send by mail.

 

Avitabile, una vita in musica

Milano Avitabile, una vita in musica Il cantante e compositore napoletano ha parlato della sua esperienza d’arte e d’impegno in aula Bontadini. È tutta qui la filosofia di Enzo Avitabile , celebre sassofonista e compositore napoletano - una carriera ormai quasi trentennale, 18 album pubblicati e all’attivo collaborazioni con artisti del calibro di Goran Bregovic, James Brown e Tina Turner - che è intervenuto in Aula Bontadini per una lezione sulla “musica come messaggio sociale”. L’incontro ha anticipato il concerto che Avitabile ha tenuto in serata, all’Auditorium di largo Mahler, a sostegno dei progetti dell’Università Cattolica a favore dei bambini siriani rifugiati nei campi profughi in Libano e in Kurdistan. Racconta il suo primo incontro con la musica, quella dei juke box di un tempo: «Il suono che usciva da quella scatola magica era un suono amico. Significa avere consapevolezza della propria provenienza, quindi di chi si è, ma anche di quello che avviene al di fuori di sé. Gli fa da sponda Gianni Sibilla , direttore didattico del master in Comunicazione musicale di Almed: «Enzo è un esempio bellissimo di contaminazione tra la cultura musicale popolare napoletana e i generi internazionali come il jazz e la world music». Non si è fatto mancare nemmeno una partecipazione all’ultimo Sanremo, in coppia con Peppe Servillo con il brano Il coraggio di ogni giorno : «L’ho fatto per provare a rendere popolare il mio modo di fare musica, perché a Sanremo in quattro giorni si raggiunge un pubblico sterminato, altrimenti irraggiungibile.

 

Dentro l’anima di un popolo

Charity Work Program Dentro l’anima di un popolo «L’Albania e stata una scoperta continua e, per quanto complesso e contraddittorio, e un Paese in cui il cambiamento è già in atto». Parola di Carolina , studentessa di Economia a Milano, alla luce del suo Charity Work Program al di là dell’Adriatico. Dopo i primi giorni di assestamento, sia da un punto di vista lavorativo che relazionale, ho iniziato a sentirmi più a mio agio in una realtà estremamente piccola come quella di Koplik, molto peculiare per quanto riguarda la mentalità. Passare tanto tempo con lo staff del Nord, collaborare, pranzare insieme e condividere giornate di svago e stato importante per entrare in contatto e in confidenza con i ragazzi, e soprattutto conoscere la vera anima del Paese e in particolare di quella zona d’Albania. La serietà e soprattutto la consapevolezza di alcuni di questi ragazzi mi fa credere che il cambiamento che già e in atto, procederà sempre più veloce. Anche i numerosi viaggi organizzati privatamente mi hanno permesso di scoprire nuovi lati del Paese e comprendere e sperimentare la varietà non solo paesaggistica e culinaria ma anche di mentalità intercorrente tra Nord e Sud. La mia speranza e quella di tornare tra qualche anno e vedere unPaese che sia in grado di sfruttare al meglio tutto il suo potenziale e che sia effettivamente integrato e in linea con i principi dell’Unione.

 

La gioia di sentirsi volontari

Charity Work Program La gioia di sentirsi volontari Mai routine mancherà tanto a Martina , studentessa di Scienze politiche, che al Centro Santa Rachele di Gerusalemme, ha scoperto la bellezza di essere a totale servizio dei bambini ospitati dalla struttura. Le giornate si svolgevano in un grande spazio esterno dove i bambini, di età compresa fra i 3 e i 10 anni e di nazionalità non israeliana (ad esempio etiopi o filippini), svolgevano varie attività coordinate da noi volontari. Alla fine delle tre settimane mi sono ritrovata a piangere come quando uno dei bambini inciampava e si sbucciava un ginocchio; non potevo credere che fosse arrivato il momento di tornare in Italia. Credo proprio che presto tornerò a fare visita al Centro e ai bambini che spero si ricorderanno di me! La Terra Santa è un paese meraviglioso quanto misterioso, unico e speciale. La cosa che forse mi ha colpita di più è stata la cultura ebraica, così lontana dalla nostra e così ricca di piccole sfaccettature. Ora che sono tornata a casa devo dire che mi sarebbe piaciuto durasse molto di più. Specialmente perché sono andata via proprio quando i bambini iniziavano a ricordare il mio nome e avevo trovato moltissimi nuovi amici tra gli altri volontari, che spero di poter rivedere presto.

 

Collegi, Natale di solidarietà

Ateneo Collegi, Natale di solidarietà Da Milano a Roma, come ogni anno, gli studenti ospiti dei collegi dell’Università Cattolica vengono coinvolti in iniziative a scopo benefico rivolte ai più bisognosi. by Martina Vodola | 13 dicembre 2018 In periodo di Avvento, in preparazione al Natale, i collegi dell’Università Cattolica organizzano ogni anno attività di beneficienza all’insegna della solidarietà, con il fine di sensibilizzare i giovani studenti a donare il proprio tempo a servizio della comunità. Diverse sono le attività che impegnano i collegi in queste settimane, a partire dalla distribuzione di pasti, indumenti e bevande calde ai più bisognosi, attraverso iniziative come quella organizzata dai ragazzi del collegio Augustinianum la sera del 10 dicembre presso la stazione Cadorna di Milano. Anche al Ker Maria l’attenzione è per i più bisognosi: i ragazzi hanno organizzato una cena natalizia con i poveri della comunità di Sant’Egidio, provvedendo da soli all’intera iniziativa. Infine gli studenti del San Damiano hanno organizzato una riffa natalizia, per raccogliere fondi da destinare al sostegno di ammalati che non possono permettersi cure alternative. Le attività di beneficienza e di solidarietà, nonostante il loro infittirsi nel periodo natalizio, hanno un ruolo centrale all’interno delle iniziative dei collegi dell’Università Cattolica, che durante tutto l’anno accademico propongono agli studenti importanti progetti a scopo benefico. collegi #solidarieta' #natale Facebook Twitter Send by mail.

 

La gioia travolgente dei bambini

Charity Work Program La gioia travolgente dei bambini L’ha sperimentata Alice , neolaureata in Scienze linguistiche, nel suo Charity Work Program in Madagascar, tra una moltitudine di bimbi dell’Orphelinat Catholique, il più grande orfanotrofio del Paese. ottobre 2018 di Alice Bedogni * È un’esperienza straordinaria quella che l’Università Cattolica mi ha dato l’opportunità di vivere all’indomani della mia laurea magistrale. Con il cuore ricco d’emozione e la testa piena di domande sul delinearsi del mio futuro al di fuori del mondo universitario, sono partita per l’Isola Rossa insieme a Francesca, studentessa nella mia stessa facoltà. La nostra esperienza di servizio si è svolta presso l’Orphelinat Catholique di Fianarantsoa, il primo orfanotrofio del Madagascar per dimensioni e numero di bambini che vi abitano (più di 200). La gioia di questi bambini di incontrarci per la prima volta può averci fatto credere che la nostra presenza lì fosse un dono per loro: col passare dei giorni, in realtà, ci siamo rese conto di quanto siano stati loro ad arricchire noi più di quanto avremmo mai immaginato. Stare insieme a questi bambini mi ha ricordato l’importanza di sapersi prendere cura di qualcuno che non ha che te, l’importanza di spendere giornate intere a giocare rimandando qualsiasi altra impellenza. Come spesso accade a chi ha la fortuna di trascorrere le proprie giornate insieme ai bambini, anche io ho gustato la bellezza di farli felici con poco, anche solo prendendoli in braccio o giocando a tenere un pupazzetto sulla testa.

 

Uno sguardo sincero sul mondo

Charity Work Program Uno sguardo sincero sul mondo È quello che ha donato l’esperienza del Charity Work Program in Uganda ad Alessandro , studente di Medicina. Un Paese dove la terra è rossa, la gente è povera e ride, soffre ma accoglie coraggiosa la malattia e vede il camice bianco come un dono del cielo. ottobre 2018 di Alessandro Petrecca * In Uganda la terra è rossa, la gente scalza e l’aria piena di polvere. Le ruote sussultano sopra le strade di Kampala e sfilano disordinate tra la folla, troppe auto e tantissime moto, così tante che ti ritrovi circondato ed improvvisamente imbottigliato in un traffico scomposto, che fa a pugni per sbrigliarsi e spingersi in avanti. In Uganda la gente è povera e ride, ti guarda mentre passi, osserva come sei vestito, il mondo diverso dal quale vieni, ma non è invidiosa, anzi ti accetta, ti saluta, ti apprezza. In Uganda la gente è coraggiosa, vive la malattia come una battaglia, la guarigione come una salvezza, il tuo camice bianco come un dono dal cielo. In Uganda mi sono ritrovato spettatore di una realtà che non mi apparteneva, ma che ho imparato a sentire mia, di un popolo sconosciuto, che mi ha amorevolmente accolto, di un’umanità senza interessi, che mi ha regalato uno sguardo più sincero per vedere il mondo.

 

Occhio vede, cuore non dimentica

Charity Work Program Occhio vede, cuore non dimentica Il Madagascar è un posto che non si dimentica facilmente e i 200 bambini dell’Orphelinat Catholique di Fianarantsoa sono ormai impressi nel cuore di Francesca , studentessa di Scienze linguistiche. ottobre 2018 di Francesca Stella * Torno a casa con un po’ di nostalgia, ma con il cuore pieno di amore e gioia. Sono entrati subito nel mio cuore con i loro sorrisi, le loro vocine, la loro voglia di vivere, di farti vedere che sapevano cantare in italiano. Era uno dei momenti che preferivo della giornata: tutti ti chiamavano dalle loro culle, aspettando solo che andassi lì con loro a cantare una canzoncina o dar loro il bacio della buonanotte. Molti di questi bambini non hanno più nessuno, oppure hanno i genitori in carcere o che non possono più occuparsi di loro economicamente. Il tutto era sempre accompagnato dai balli e canti dei bambini e si concludeva con grandi pranzi degni di un re. Questi momenti ci hanno fatto sentire parte integrante della comunità, di un mondo così lontano dal nostro, ma che in un solo mese ci ha dato veramente tanto. Nel mio cuore c’è spazio per ognuno di loro: Nabine, Feno, Nirina, Angela, Enrico, Meltine, Jean-Marie, Solange, Germaine, Marco, Martine… Una lista infinita di nomi, ognuno con qualcosa che li contraddistingue, che li rende “shpeciali” (come direbbe Suor Pascaline).

 

Uomo bianco, muso lungo

Charity Work Program Uomo bianco, muso lungo «A vedere povertà e malattia così nude e crude ma con il sorriso, questo noi siamo. ottobre 2018 di Marta Francesca Vacca * Prima di partire per il mio Charity Work Program in Uganda non avrei mai pensato di tornare con “il mal d’Africa”. A noi bianchi ci chiamano muzngus che in swahili vuol dire “uomo bianco”, ma è divertente pensare come assomigli a “muso lungo”, perché questo siamo. Siamo bianchi che hanno tutto, una bella macchina, il telefono di ultima generazione, il finger food, il vestito di marca ma il muso lungo. Per una con il muso lungo vedere gioia e speranza negli occhi di persone che non hanno niente, che hanno difficoltà anche solo a comprare un farmaco o ad effettuare una procedura medica, è stato sorprendente. Così come è stato sorprendente e spaventoso non trovare al Benedict Medical Centre nemmeno l’ombra dei mezzi che siamo abituati ad avere all’interno di un ospedale, vedere come i medici si entusiasmassero anche solo alla vista del mio fonendoscopio Littman. Alla fine avresti voluto fare di più, vedere di più e sei sicuro di una cosa sola: che ci vuoi tornare.

 

Ovunque guardi, cerca te stesso

Charity Work Program Ovunque guardi, cerca te stesso È l’insegnamento che Lorenza , laureata in Scienze politiche, si porta a casa dal Charity Work Program a Gerusalemme. ottobre 2018 di Lorenza Tullio * Un’esperienza che ha fatto emergere la parte più spontanea di me, forse la migliore. Durante il periodo estivo il Centro Santa Rachele di Gerusalemme apre le sue porte accogliendo la popolazione più fragile di Israele: 70 bambini figli di migranti, rifugiati e richiedenti asilo. Però, l’impressione di aver contribuito in minima parte a “qualcosa di buono” lascia spazio alla consapevolezza che anche il poco è tanto e che - come mi hanno ricordato - nulla di ciò che ho donato andrà mai perso. Tornare cambiati è forse ancora più bello, ma è, allo stesso tempo, un’affermazione audace e una pretesa troppo grossa rapportata a soli ventuno giorni. Ma se solo ho innescato in qualcuno dei miei lettori la voglia di partire o di tornare allora ho fatto centro. anni, di Vasto (Ch), laureata magistrale in Politiche europee e internazionali, facoltà di Scienze politiche e sociali, campus di Milano.

 

Tra l’inferno e il Paradiso

ottobre 2018 di Simone Filomia * Terra rossa, baracche, fumo nero delle vecchie macchine e una povertà che non potevo immaginare: è il mio primo impatto con l’Uganda. La vera ricchezza della gente ugandese non è il denaro, concentrato nelle mani di pochi, ma il sorriso che non abbandona mai le persone, e che porta persino i malati in ospedale a chiedere “come stai?” al medico prima che possa iniziare a parlare. Il mese trascorso in Africa è stato anche un viaggio dentro me stesso, alla ricerca dell’essenziale, di quella semplicità che porta la gente ugandese a vivere serenamente in condizioni inimmaginabili. La cosa più triste è che solo pochi tra loro hanno il privilegio di frequentare una scuola, perché il sistema scolastico è prevalentemente privato. Le persone vivono con estrema semplicità, tra le piantagioni di ananas, caffè, mais e banane, conducono una vita a ritmi lenti, nella beatitudine di chi forse è ignaro di cosa gli manca. Ma la domanda che mi sono posto è: manca davvero loro qualcosa? O siamo noi ad aver perso il senso di questa serenità? Sono solo alcune delle domande che l’esperienza in Uganda mi ha costretto a pormi. Pertanto l’esperienza clinica è diventata esperienza umana, in molti momenti triste e difficile da affrontare, in cui la morte è un evento frequente anche tra persone giovani e viene accettata come un momento purtroppo inevitabile.

 

Concerto solidale per i minori

Milano Concerto solidale per i minori “Il cielo è di tutti” è il titolo della serata musicale che l’Orchestra dei popoli propone sabato 11 marzo per sostenere due progetti promossi dall’Associazione Realmonte, dalla Fondazione Ambrosoli e dall’Ateneo con i bambini della Siria e dell’Uganda. Il ricavato del concerto, promosso dall’ Associazione Francesco Realmonte Onlus e dalla Fondazione Dr. Ambrosoli Memorial Hospital in collaborazione con l ’Università Cattolica , presso l’Auditorium Fondazione Cariplo in Largo Mahler a Milano alle 20.30, sarà devoluto a due progetti in particolare. Il primo è promosso dall’associazione Francesco Realmonte che finanzierà la formazione di operatori che lavorano con i bambini e adolescenti siriani nei campi profughi in Libano e in Kurdistan, secondo il modello di intervento realizzato dall ’Unità di ricerca sulla resilienza dell’Università Cattolica. Il secondo fa capo alla Fondazione Dr. Ambrosoli che finanzia le cure pediatriche dei bambini ricoverati per l’emergenza malaria al Dr. Ambrosoli Memorial Hospital. Per la realizzazione di questo concerto, un vero e proprio progetto di solidarietà condivisa, le due organizzazioni hanno scelto l’Orchestra dei Popoli Vittorio Baldoni, essa stessa simbolo di solidarietà. L’orchestra è infatti una comunità artistica composta da ragazzi di diversa età, culture e nazionalità, provenienti da situazioni di disagio sociale e accomunati dal talento per la musica, insieme a studenti e professionisti dei Conservatori e delle scuole a indirizzo musicale di Milano e della Lombardia. Il concerto è sostenuto dal Gruppo Azimut, dalla Fondazione Child Priority, in ricordo di Franca Sozzani, direttrice di Vogue Italia scomparsa nel dicembre 2016, e DriveNow.

 

La forza di una carezza

ottobre 2018 di Maria Cristina Vicario * Tanga, terza città per ordine di importanza della Tanzania, è stata la mia casa per quasi un mese. Tanga è come un grande villaggio, pieno di persone che vendono per strada il loro cibo e i loro indumenti. Io e la mia compagna di avventura, Federica, abbiamo passato tre settimane alla Casa famiglia Rosetta, struttura che ospita trentadue bambini di cui otto con disabilità e ventiquattro affetti dal virus dell’Hiv. Durante la nostra permanenza abbiamo avuto la possibilità di visitare alcuni villaggi e alcune famiglie di bambini che erano seguiti dal centro di riabilitazione neuropsicomotorio presente nella struttura. Con loro ho capito l’importanza di uno sguardo e di una carezza piuttosto che di una parola, perché la difficoltà di parlare due lingue diverse, italiano e swahili, rendeva difficile la comunicazione. Ho visto la loro gioia la prima volta che li abbiamo portati al mare e la loro voglia di imparare a nuotare. Ho anche visto la loro tristezza e le loro lacrime nel momento dei saluti e lì, ho capito quanto la nostra presenza sia stata per loro importante nonostante il poco tempo e la poca comunicazione.

 

A Gerusalemme c’è tutto

Charity Work program A Gerusalemme c’è tutto Sotto il sole d’Israele , avvolte dall’odore intenso che emana la vita in questa terra, è partita per un viaggio al centro dell’umanità, sotto lo sguardo dei bambini. Sofia , studentessa di Scienze linguistiche a Brescia, racconta il suo Charity Work Program 25 settembre 2018 di Sofia Chignola * È una frase che ho sentito pronunciare pochi giorni prima del mio rientro in Italia ed esprime la mia esperienza di Charity Work Program in Terra Santa: «A Gerusalemme c’è tutto». Una terra dove i miracoli si realizzano nel sì quotidiano delle persone, quello dei tanti volontari, suore, sacerdoti, genitori, che di fronte a una realtà faticosa, coltivano il futuro che hanno tra le mani quando prendono in braccio, mettono a dormire, danno da mangiare ai piccoli bambini dell’asilo nido. Il centro , ospitato nel complesso del convento dei Cappuccini e gestito dal Patriarcato latino dei cattolici di lingua ebraica, è dedicato alle famiglie di migranti. Intrecciare relazioni con i bambini e con gli altri volontari ha rappresentato una splendida occasione per rinfrescare le nostre conoscenze linguistiche, oltre che per aggiungere uno scarno ma utile vocabolario di lingua ebraica. È stato bello approfittare dei giorni liberi cercando di andare al di là dei sentieri prettamente turistici, e in alcuni casi sfidare l’ignoto andando nei Territori palestinesi, con tutte le incognite che essi presentano. I bambini crescono in ambienti familiari difficili, con famiglie numerose dove in molti casi è presente un solo genitore e lo stile educativo è più propenso a un laissez-faire che a un ruolo attivo nella loro crescita.

 

Charity, la solidarietà che fa curriculum

ATENEO Charity, la solidarietà che fa curriculum Partono i primi dei 46 studenti che partecipano al programma di volontariato nei Paesi in via di sviluppo. Segui live la loro esperienza su facebook, instagram e twitter 14 luglio 2016 Sono partiti il 14 luglio i primi studenti del Charity Work Program 2016 . Laura Bossini, Leonardo Milesi ed Elena Salomoni sono i primi dei 46 studenti dell’Ateneo che vivranno un’estate all’insegna della solidarietà. Si allarga, poi, la platea dei destinatari che, oltre gli studenti dell’Ateneo - dal 2009 a oggi se ne contano ben 214 - comprenderà neolaureati e iscritti a master, dottorati e scuole di specializzazione. Il Charity, oltre a rappresentare un’esperienza altamente formativa dal punto di vista della crescita personale, è stato modulato in modo da fornire un percorso coerente con gli studi: numerose destinazioni sono aperte solo a studenti di determinate facoltà, privilegiando percorsi ad hoc sulle discipline insegnate in Ateneo. Il Cesi, attraverso il Charity Work Program, ha voluto investire nella cultura della solidarietà, che si caratterizza per essere “contagiosa”, promuovendone la diffusione tra gli studenti delle diverse facoltà dell’Ateneo». Per quanto riguarda Scienze agrarie, alimentari e ambientali è previsto un soggiorno presso l’Universidad Católica Sedes Sapientiae di Lima all’interno della facoltà di Ingegneria agraria con lo scopo di rispondere alle esigenze di un contesto globalizzato e di soddisfare il crescente sviluppo dell’agricoltura nel Perù.

 

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