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Dopo l’Erasmus, lavoro a stelle e strisce

Ma ciò che ha reso così importante tutte queste esperienze sono le persone che ho incontrato nel mio percorso: mi hanno aiutato a inserirmi in contesti nuovi o a mettermi in gioco in qualcosa di diverso. Devo dire grazie ad ognuno di loro, ma anche alla mia università, che ha reso possibile questo itinerario che dalla Spagna mi ha portato nel cuore degli Stati Uniti. Questa esperienza mi ha sicuramente permesso di responsabilizzarmi, imparando a dividere equamente il mio tempo tra faccende di casa, lezioni, preparazione degli esami e uscite con compagni di corso della facoltà di economia o altri studenti Erasmus. Così, dopo una pausa di solo una settimana, sono volato direttamente negli States, in Maryland, per iniziare questa ulteriore, indimenticabile esperienza al più grande Water park di Ocean City. Così, dopo una settimana, sono andato nell'ufficio del mio capo chiedendole se potevo essere d'aiuto nello svolgimento di ulteriori mansioni, pur sapendo che il mio stipendio non avrebbe subito alcun aumento. Alla fine di ogni corso il superamento di un test scritto permetteva di essere promosso a un ruolo di maggiore responsabilità (con qualche dollaro in più). Così, quando inaspettatamente si è liberata una posizione manageriale, la mia direttrice mi ha proposto di ricoprirla: il giorno seguente ero al mio primo dei cinque giorni di training previsti dalle normative, in veste però di "manager supervisor".

 

Populismo in salsa catalana

COMMENTO Populismo in salsa catalana Secondo il professor Damiano Palano , la virata verso l’indipendentismo s’inserisce nel clima europeo di risentimento contro i partiti tradizionali e la fragilità delle leadership , in Catalogna come in Spagna, rischia di risvegliare i fantasmi del passato. ottobre 2017 di Damiano Palano * Ottant’anni dopo il tragico bombardamento di Guernica, la prova di forza a cui assistiamo tra la Generalitat catalana e il governo di Madrid torna a far aleggiare sulla Spagna le ombre del passato. Ogni paragone con il dramma della guerra civile rimane ovviamente – e fortunatamente – fuori luogo, eppure la sensazione di molti è che con il referendum di domenica si sia messo in moto un processo molto difficile da controllare. L’affiancamento del catalano al castigliano e una più consistente autonomia nella gestione del gettito fiscale sono il cuore del nuovo Statuto varato nel 2006 dalla Generalitat, nel quale la Catalogna viene definita come una “nazione”, seppur operante nel quadro dello Stato spagnolo. Dopo il discorso del re Filippo e l’annuncio dell’imminente dichiarazione di indipendenza da parte di Puidgemont, lo scenario più probabile rimane l’intervento da parte di Madrid, con lo scioglimento del Parlamento della Generalitat, l’indizione di nuove elezioni e probabilmente l’arresto dei leader catalanisti. Ma è tutt’altro che scontato che l’Europa di oggi – lacerata da molte linee di divisione – trovi davvero la forza per rispondere a una crisi nata da due debolezze e per gestire uno stallo politico dalle conseguenze difficilmente prevedibili. Docente di Scienza politica nella facoltà di Scienze politiche e sociali dell’Università Cattolica delle sedi Milano e Brescia, coordinatore del corso di l aurea triennale in Scienze politiche e delle relazioni internazionali (sede di Brescia) #populismo #catalogna #spagna #politica Facebook Twitter Send by mail.

 

Adozioni, il dramma del fallimento

Secondo una ricerca da poco conclusa in Spagna la percentuale di minori allontanati dalla famiglia adottiva con interruzione dei rapporti è del 1,32% e sono il 4,4% i casi ad alto rischio seguiti dai servizi. Non è che la punta di un iceberg di molte adozioni davvero difficili, anche se non va dimenticato che la stragrande maggioranza ha un esito del tutto positivo. Ne ha parlato il professor Jesus Palacios , docente di Psicologia dello sviluppo e dell’educazione all’Università di Siviglia, durante un seminario che si è tenuto il 10 maggio presso la nostra università, promosso dal Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla famiglia e dal dipartimento di Psicologia. Il Centro di Ateneo Studi e ricerche sulla famiglia ha avviato di recente una ricerca su questo tema che richiederà tempi lunghi di realizzazione, data la difficoltà di raccogliere le informazioni e di analizzare le diverse tipologie di casi. Nel 40% dei casi di fallimenti si è trattato di adozioni di fratelli e nella metà di questi riguardava solo il fratello maggiore. Generalmente le difficoltà (comportamenti oppositivi e aggressivi e difficoltà nelle relazioni di attaccamento con i genitori, in particolare la madre), si sono evidenziate fin da subito, spesso minimizzate e considerate “normali” difficoltà della fase di adattamento. Da questo punto di vista, da alcuni anni la Cattolica si sta attrezzando a più livelli, dai corsi universitari al master di II livello “ Il lavoro clinico e sociale con le famiglie accoglienti: affido e adozione ”.

 

Il rebus spagnolo tra Madrid e Barcellona

Di Damiano Palano di Damiano Palano * Le vicende legate all’indipendenza catalana contribuiscono a complicare il rompicapo spagnolo uscito dalla elezioni politiche dello scorso 20 dicembre. A lungo il nazionalismo catalano ha avuto due anime distinte: da una parte la coalizione moderata Convergéncia i Unió (Ciu), per decenni la formazione più votata e alla guida della Comunità autonoma; dall’altra un partito di ispirazione socialista, Esquerra Republicana de Catalunya (Erc). Negli ultimi anni il quadro si è sensibilmente modificato, contestualmente all’avanzata di un’opzione nettamente indipendentista (e non più solo autonomista) e all’inizio di un lungo braccio di ferro tra Barcellona e Madrid, culminato per ora nelle elezioni autonomiche dello scorso 27 settembre. Sia perché hanno complessivamente assegnato alle formazioni indipendentiste la maggioranza assoluta dei seggi, sia perché hanno premiato una forza radicale come Candidatura d’Unitat Popular (Cup): una piccola coalizione formata da collettivi di estrema sinistra, che con i propri dieci seggi è diventata decisiva per sostenere una maggioranza indipendentista. Naturalmente si può imputare lo stallo politico che vive oggi la Catalogna all’estremismo della Cup, una formazione (ben più radicale di Podemos) in cui confluiscono molte componenti e che comprende al suo interno anche un’anima “pancatalanista”. Spesso queste forze non sono facilmente inquadrabili con le categorie di “destra” e “sinistra”, perché la loro risorsa principale, ben più che la componente progettuale, è la retorica populista della polemica contro la «casta». Negli ultimi anni la richiesta del referendum sull’autodeterminazione ha però offerto alla classe politica di Barcellona (e allo stesso Mas) anche un’arma formidabile per proiettare verso lo Stato centrale la sfiducia nei confronti dei partiti tradizionali e l’insoddisfazione per le conseguenze della crisi.

 

Vargas Llosa, lezione da Nobel

maggio 2018 di Dante Liano * Se nella difficile arte della letteratura si potessero stabilire dei primati, si potrebbe affermare senza indugi che Mario Vargas Llosa è il maggior scrittore in lingua spagnola contemporaneo e uno dei più importanti di tutti i tempi. Questa impegnativa affermazione trova riscontro nella sua torrenziale opera letteraria, che spazia dal romanzo al racconto, dal teatro alla saggistica, sempre con risultati eccezionali e con una costanza e una qualità molto difficili da raggiungere. Ci sono scrittori che rappresentano una nazione, come Rómulo Gallegos o Octavio Paz. Ci sono altri che superano le frontiere del proprio Paese e costituiscono essi stessi una letteratura atopica, come Jorge Luis Borges o lo stesso Vargas Llosa. Allo stesso tempo, Mario Vargas Llosa è pienamente radicato nel suo tempo e la lettura dei suoi romanzi e dei suoi saggi costituisce una privilegiata immersione nella realtà contemporanea, prima quella latinoamericana ma anche quella mondiale, perché l’eco delle sue narrazioni risuona in tutti i continenti. Nemico dei radicalismi, ha difeso sempre una visione democratica e solidale della società, denunciando soprusi e proponendo sempre un dialogo costruttivo nell’edificazione di un mondo migliore, nel solco della tradizione occidentale e cristiana che contraddistingue il continente americano. docente di Lingua e letteratura spagnola e di Letteratura ispano-americana #vargasllosa #letteratura #spagna #libri Facebook Twitter Send by mail LA VIDA Y LOS LIBROS Il Premio Nobel per la Letteratura 2010 Mario Vargas Llosa terrà una lectio magistralis giovedì 7 giugno alle 16.30 nell’aula magna di largo Gemelli a Milano. Nella lezione, che ha per tema La vida y los libros , lo scrittore peruviano parlerà della propria vocazione di scrittore e dell’importanza della letteratura nella sua vita.

 
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