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Le Cicogne, la start-up vola alto

roma Le Cicogne, la start-up vola alto Monica Archibugi , laureata in Economia sanitaria alla sede di Roma , a 28 anni ha messo in piedi un’impresa che gestisce in tempo reale servizi per mamme e bebè usando la rete. Un’idea che è cresciuta facendo il lavoretto di baby sitter durante gli studi. È così che è nata Le Cicogne, una start up che fa incontrare la domande e l’offerta di baby sitter in Italia. Tutto è accaduto per gradi: ho iniziato con un quaderno e una penna a tenere traccia dei contatti e gestire le mie ore, poi le richieste delle mamme in cerca di baby sitter sono diventate sempre più insistenti e non riuscivo più a far fronte a tutte da sola. Il nostro progetto è stato accolto e abbiamo avuto un finanziamento che ci consentisse di pagare persone che seguissero la cosa. Un’attenta strategia di marketing e tanta pazienza nel raccogliere tutti li annunci online di baby-sitting ha aiutato Monica ad espandere la propria rete, così Le Cicogne sono arrivate in tutta Italia, con tanto di rilievo sulla stampa nazionale. Un affare partito da un’esigenza concreta che Monica ha saputo affermare grazie alla rete e alla sharing economy, che avvicina le persone e fa di una necessità la chiave di un successo.

 

Hego, gli occhi del web sul campo

Il progetto, cresciuto nello spazio di coworking ConLab dell’Ateneo, si è già trasformato in Srl, come l’ultima nata Miscanthus by Matteo Zorzoli | 18 maggio 2017 Una piattaforma di condivisione di video e contenuti multimediali legati allo sport. A ideare e progettare tutto questo sono stati tre studenti della facoltà di Economia dell’Ateneo, Stefano Anastasia , Lorenzo Fiorito , Pio Fiorito , uno della Facoltà di Scienze Politiche della Statale di Milano, Marco Andriani , e uno del corso di Management della Bocconi, Roberto Iannaccone . ConLab ha consentito loro di applicare le nozioni del marketing tradizionale al business model di Hego, grazie al corso di formazione di un esperto del settore. In questo laboratorio creativo per start-upper in erba, promosso dall’Area Ricerca e Sviluppo dell’Ateneo e da Ilab, si è formato anche Miscanthus Project , che punta alla produzione di energia elettrica pulita e a impatto zero attraverso l’utilizzo di una preziosa pianta tropicale, il Miscanthus. Il lungo iter burocratico che hanno intrapreso, anche grazie all’aiuto e alla contaminazione con altri gruppi di startupper, ha portato Miscanthus a costituire una Srl all’inizio di maggio ed essere riconosciuto come start-up innovativa dal Registro delle Imprese con il nome di Planeta Renewables . Stimolare la contaminazione tra studenti di discipline diverse, offrire una serie di corsi di formazione specifici e promuovere la cultura dell’imprenditorialità e dell’innovazione sono, infatti, i tre obiettivi del progetto di formazione. I team potranno essere composti da studenti iscritti a Corsi di laurea, Scuole di dottorato, Master o Summer/Winter School dell’Università, laureati da non più di due anni, dottori di ricerca da non oltre un anno, e da un esterno all’Ateneo per ogni gruppo.

 

La start up della cultura

MILANO La start up della cultura Antonio Leone , diplomato al master Almed in Progettare cultura, ha fondato ruber.contemporanea spinto dal desiderio di organizzare una mostra su una delle più affermate artiste internazionali. by Daniela Fogliada | 27 maggio 2015 «Costituire la mia start up culturale è stato quasi un passo obbligato per coordinare la mostra che avevo ideato su Regina José Galindo , tra le più importanti artiste contemporanee e performer internazionali, vincitrice del Leone d'Oro alla 51esima Biennale di Venezia come migliore giovane artista». Antonio Leone (a sinistra nella foto con Regina José Galindo e Diego Sileo) , alumnus di Almed , master in Progettare Cultura , ha fondato la nuova impresa culturale ruber.contemporanea quasi spinto dal desiderio di dare corpo al progetto che doveva realizzare. Il fatto di poter disporre di uno staff completo e competente in grado di gestire tutte le fasi progettuali ed esecutive, si è alla fine rivelato il vero valore aggiunto». Il progetto su Regina Josè Galindo si è potuto realizzare grazie alla collaborazione e partnership con il Pac di Milano che ha permesso sia di contenere i costi che di lavorare in modo più snello. Che competenze e conoscenze ti ha fornito il master? «È stato molto utile nel dotarmi in modo equilibrato e competente di uno sguardo completo su tutti gli aspetti legati alla dimensione del lavoro culturale , soprattutto in ambito ideativo e organizzativo. Ambasciate, istituti di cultura e fondazioni straniere che intendono promuovere sia il loro sistema Paese che aspetti specifici della loro cultura in altri contesti.

 

Cosimo e l’uovo di Colombo

PIACENZA Cosimo e l’uovo di Colombo Columbus’ EggTM è il rivoluzionario packaging, che estende la durata dei prodotti freschi, presentato dallo studente della sede di Piacenza agli investitori della Silicon Valley: una pellicola edibile e biodegradabile, che protegge gli alimenti dalle muffe. La shelf-life è una delle ultime frontiere del food packaging, dagli scenari inaspettati nell’ambito della conservazione degli alimenti e con rilevanti conseguenze sul fronte dello spreco alimentare. Aspetti che non devono essere passati inosservati al ventitreenne di origini toscane Cosimo Palopoli , che sin dagli anni del liceo coltiva l’idea di ridurre la quantità di cibi freschi che finiscono ogni giorno nella spazzatura. Grazie al programma promosso da Aster , la società consortile dell’Emilia-Romagna per l’innovazione e il trasferimento tecnologico al servizio delle imprese , delle università e del territorio, Cosimo dal 19 al 30 giugno è stato in California per incontrare imprenditori e investitori e presentare il suo progetto di imballaggio: Columbus’ Egg TM . Ma in cosa consiste questo “Uovo di Colombo”? Si tratta di una tecnologia ibrida capace di risolvere gli ostacoli degli imballaggi plastici e Map, ossia il confezionamento in atmosfera modificata, tecnica utilizzata per estendere la durata dei prodotti freschi o dei cibi minimamente lavorati. Il packaging - una sorta di pellicola edibile che protegge gli alimenti dall’insorgenza di muffe - si caratterizza inoltre per la capacità di unire tre funzioni: estensione di shelf-life, monitoraggio freschezza, azione benefica sul consumatore. E tutto questo grazie all’uso di componenti, naturali, green e sostenibili quali sottoprodotti di scarto delle produzioni alimentari, estratti antiossidanti e antimicrobici, enzimi maker di freschezza, batteri e fibre funzionali.

 

Energia pulita grazie a una pianta

Milano Energia pulita grazie a una pianta Lorenzo Avello e Matteo Bombasini , studenti di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative, con la loro startup sfruttano la biomassa legnosa del Miscanthus x Giganteus , un albero sostenibile ed efficace per alimentare impianti di cogenerazione. I due studenti della facoltà di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative hanno dato vita a Planeta Renewables , una startup attiva nel settore della produzione di energia da fonti rinnovabili, sviluppata grazie anche a ConLab , lo spazio che l’Ateneo mette a disposizione degli studenti che vogliano avviare una propria impresa. L’innovazione non si ferma al processo di produzione di energia, ma si estende anche sulla sua distribuzione: Planeta Renewables, infatti, sta studiando una possibile applicazione della tecnologia blockchain per garantire e certificare l’origine rinnovabile dell’energia attraverso l’utilizzo degli smart contracts basati su network Ethereum. L’Unione Europea ha recentemente manifestato pubblicamente le proprie intenzioni di dare un impulso alla produzione di energia da biomasse solide, che costituiscono un importante driver di crescita per un’economia europea sostenibile». Una possibilità confermata anche da un recente studio finanziato dalla Commissione Europea che afferma che “la graminacea a rapida crescita Miscanthus è destinata a diventare la principale pianta per biomasse in Europa e a svolgere un ruolo importante nella transizione a un’economia basata su bio-energie sostenibili”. Planeta Renewables sta progettando una filiera industriale completa, che prevede anche il coinvolgimento di alcuni ricercatori della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali, al fine di produrre energia pulita e salvaguardare l’ambiente. Nel lungo termine vorremmo avviare un progetto di micro-grid in Africa subsahriana, dove è prevista una crescita esponenziale dell'economia nei prossimi vent’anni, e di conseguenza sarà necessario portare elettrificazione alla popolazione».

 

Pietro, dal latino alla startup

Milano Pietro, dal latino alla startup Se mi perdo è un braccialetto che permette di ritrovare, grazie allo smartphone, bambini, anziani o animali che si sono persi. Pietro Tinelli è un giovane laureato triennale in Lettere classiche con una tesi sulla “Storia economica e sociale del mondo antico”. Ed è anche uno dei protagonisti del successo dei braccialetti Se mi perdo , realizzati dalla startup Blu Oberon di cui è socio. Un dispositivo che permette di ritrovare, grazie a un microchip e allo smartphone, bambini, anziani o animali che si sono persi. Che cos’è e quando è nato Se mi perdo ? «Il nostro braccialetto è sul mercato dalla fine del 2015 ed è nato dall’individuazione del bisogno di un prodotto tecnologico semplice da utilizzare e che non costasse molto. Come funziona? È molto semplice: è una striscia di tessuto elastico in cui è integrato un chip più sottile di un capello grazie a una tecnologia impalpabile. Da un mese e mezzo, avvicinando il telefono al braccialetto si apre una chat con i genitori e, da prima dell’estate, è disponibile una versione per anziani malati di Alzheimer, sviluppata su richiesta di un centro diurno Asl di Roma.

 

Be Smart! per giovani imprenditori

Roma Be Smart! per giovani imprenditori Iniziato nel mese di gennaio presso la Facoltà di Economia della sede di Roma un nuovo progetto di alternanza scuola-lavoro per gli studenti delle scuole superiori. Al termine un premio ai migliori Business Plan. I liceali affrontano in aula, con la guida dei docenti della Facoltà di Economia, i principali temi dell’economia e del management, declinati attraverso un approccio multidisciplinare, con grande attenzione all’apprendimento delle life skill e alle conoscenze di carattere economico, manageriale, psicologico, storico, sociologico, statistico e tecnico. Le conoscenze acquisite e le esperienze sviluppate durante le 60 ore di attività permettono agli studenti di mettere in gioco la propria apertura mentale e il proprio spirito imprenditoriale attraverso lavori di gruppo finalizzati alla progettazione di una Start-Up. economia #management #startup #orientamento #scuole Facebook Twitter Send by mail DALLA SCUOLA ALL'UNIVERSITA' AL MONDO DEL LAVORO “E’ questo il tempo – dichiara la professoressa Manuela S. Macinati, Coordinatore dei Corsi di Laurea triennale della Facoltà di Economia della sede di Roma - di proposte che come il progetto BeSmart! contribuiscano a far emergere la ricchezza e varietà del potenziale creativo dei giovani liceali e siano espressione di un Ateneo che si fa prossimo alle esigenze degli studenti delle scuole superiori attraverso percorsi educativi e formativi che contribuisco alla crescita personale, culturale e valoriale”. I docenti e le scuole interessate ai progetti di Alternanza scuola – lavoro del campus di Roma possono scrivere a orientamento-rm@unicatt.it .

 

La startup sociale si colora di rosa

CATOLICAPOST La startup sociale si colora di rosa Dei sette progetti d’impresa della tappa italiana della Global Social Venture Competition quattro sono di giovani donne, due delle quali hanno vinto. I progetti hanno l’obiettivo di trovare una soluzione funzionale e di mercato a problemi sociali-ambientali particolarmente rilevanti» spiega Andrea Mezzadri di Altis, docente di Economia aziendale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (nella foto qui a lato ) . Quanto alla Gsvc di questa ottava edizione – quest’anno arricchito dal premio “Romano Rancilio Award” , riconoscimento ideato da Rancilio Cube, acceleratore e network specializzato per la crescita delle Pmi - hanno aderito 95 progetti , che sono stati sottoposti a una prima scrematura, attraverso l’analisi dell’Executive summary, arrivando a una selezione di 40 candidati. Tra questi una giuria qualificata ha selezionato i setti finalisti che giovedì 25 febbraio hanno presentato l’idea imprenditoriale a una platea di investitori composta da fondi d’investimento, Business Angels, Venture Capital, istituzioni e aziende, decretando i vincitori della tappa italiana del contest internazionale. Non deve invece preoccupare il fatto che molti progetti non si affermino nel mercato: è infatti normale che, quando un team prova a esplorare una determinata strada ma, in corso d’opera, si accorge di trovarsi di fronte a una soluzione non sostenibile decida di abbandonare l’idea». Nel mercato la Gsvc incide molto, dal momento che dalla fase di selezione fino alla tappa finale dell’arena meeting sono presenti finanziatori che valutano di persona le potenzialità delle proposte passate in esame», fa notare il professor Mezzadri. UBT RX Free Mammogram - sistema per il rilevamento del cancro al seno realizzato con una tecnologia innnovativa che porta i seguenti vantaggi: assenza di radiazioni ionizzanti, evita lo schiacciamento della mammella, user friendly, meno costoso rispetto ai sistemi tradizionali del 50%.

 

Gsvc, ecco le migliori startup italiane

MILANO Gsvc, ecco le migliori startup italiane Helperbit e mEryLo’ salgono sul podio della Global Social Venture Competition promossa dalla Haas School of Business dell’Università di Berkeley insieme ad Altis. Anche quest’anno la finale italiana della Global Social Venture Competition (Gsvc), la gara internazionale promossa dalla Haas School of Business dell’Università di Berkeley in partnership con l’Alta Scuola Impresa e società ( Altis ) ha individuato le due migliori idee di business che potrebbero cambiare l’economia del futuro. La seconda, invece, ha ideato un dispositivo che, direttamente collegato al paziente, permette di somministrare terapie farmacologiche attraverso i globuli rossi, limitando così il contatto tra il sangue e l’ambiente esterno, potenziale causa di contaminazione e infezioni. Il team di mEryLo’, inoltre, ha vinto il premio She4(Imp)Act , come miglior progetto “al femminile” di questa edizione, assegnato da Impact Hub Milano che ha messo a disposizione, per il secondo anno consecutivo, un pacchetto del valore di 25 mila euro per l’incubazione di 3 mesi. Sosteniamo sin dalla fondazione di Altis l’iniziativa della Global Social Venture Competition perché è fondamentale promuovere la creatività, l’energia, l’entusiasmo e lo spirito di iniziativa dei giovani, vero motore dello sviluppo di una società sana e viva», ha affermato Vito Moramarco , direttore di Altis a conclusione dell’evento. GHoMoLoG, KAITIAKI, Little Alienz, RELICTA, Talents Venture gli altri finalisti della tappa italiana della Gsvc che per questa edizione ha individuato 65 idee di business su 550 a livello mondiale da 60 paesi. Insieme ad Altis, partner dell’iniziativa sono Intesa Sanpaolo Start-Up Initiative , Associazione Prospera , Impact Hub Milano e Réseau Entreprendre Lombardia che nel corso della tappa italiana affiancano i team nelle attività di coaching e di preparazione dei pitch per le fasi finali della competizione.

 

Il mondiale delle startup

MILANO Il mondiale delle startup Dall’11 al 13 aprile 19 idee di impresa a impatto sociale e ambientale dai cinque continenti si sfideranno per la prima volta a Milano, grazie ad Altis, nelle finali internazionali della Global Social Venture Competition. Dall’ 11 al 13 aprile 19 idee di impresa a impatto sociale e ambientale provenienti da ogni parte del mondo si ritroveranno a Milano per contendersi il montepremi di 80mila dollari messo in palio alle finali mondiali dalla Global Social Venture Competition ( GSVC ). Quest’anno per la prima volta il concorso internazionale ideato e promosso dalla Haas School of Business dell’Università di Berkeley, in California, si svolgerà nel capoluogo lombardo grazie all’Alta Scuola Impresa e Società dell’Università Cattolica ( Altis ), da dieci anni partner dell’iniziativa. Due le finaliste che rappresentano il nostro Paese - Helperbit e mEryLo’ - scelte tra 65 idee di business raccolte quest’anno da Altis per l’Italian Round. Si comincia giovedì 12 aprile , alle 18 con la tavola rotonda “Promuovere ecosistemi a misura di startup” , ospitata da Regione Lombardia, tra i partner principali dell’iniziativa, nell’Auditorium Gaber di Palazzo Pirelli. Venerdì 13 aprile a partire dalle 8.45 nell’ Aula Pio XI ogni team presenterà la propria idea di business alla giuria internazionale che ne valuterà la sostenibilità economica e l’impatto sociale e ambientale generabile. Oltre a Regione Lombardia, sostiene la Global Social Venture Competition Intesa Sanpaolo, partner storico della GSVC Italy, insieme a Impact Hub Milano, Prospera e Réseau Entreprendre Lombardia, che confermano anche in questa occasione il loro impegno a favore dell’imprenditorialità giovanile responsabile.

 

Economia, gli Start-upper del futuro

Roma Economia, gli Start-upper del futuro Premiate lo scorso 20 aprile le app innovative dei liceali di Roma nell'evento conclusivo di “BeSmart! Young Startupper Competition”, il nuovo progetto di Alternanza Scuola-lavoro per gli studenti delle scuole superiori promosso dalla Facoltà di Economia. "Geff" è una app proposta proprio per favorire e facilitare l'ideazione e organizzazione dei progetti di Alternanza Scuola/Lavoro. "Smart Food" è una app che agevola, in caso di scarsità di tempo e idee, l'arte e l'originalità in cucina. L’evento si è concluso con la premiazione dei migliori progetti di Alternanza Scuola/Lavoro sulla base di giudizi espressi da una giuria tecnica, composta dai docenti, e da una “giuria popolare” composta dagli studenti della Facoltà di Economia. Le conoscenze acquisite e le esperienze sviluppate durante le 60 ore di attività hanno permesso agli studenti di mettere in gioco la propria apertura mentale e il proprio spirito imprenditoriale attraverso lavori di gruppo finalizzati alla progettazione di una Start-Up. Il percorso didattico ed esperienziale ha previsto una parte di formazione in aula e una parte in cui gli studenti hanno lavorato in gruppi di progetto. I lavori di gruppo sono stati finalizzati allo sviluppo di obiettivi, compiti e attività di volta in volta definiti con i docenti che hanno portato gli studenti a pianificare e presentare la loro Business Idea.

 

Startup sociali, vince il Libano

milano Startup sociali, vince il Libano Il sistema di riciclo degli abiti usati dell’impresa libanese sale sul gradino più alto della Global Social Venture Competition, che si è tenuta per la prima volta in Italia. aprile 2018 A ottenere la vittoria nel “mondiale” delle startup sociali e ambientali è stata la libanese FabricAID , seguita dalla statunitense NeM o e, al terzo posto, dall’indiana Thinkerbell Labs . L’idea vincitrice arriva dal Libano: un innovativo sistema di raccolta, riciclo e redistribuzione degli abiti usati a comunità emarginate e in difficoltà. FabricAID raccoglie abiti di seconda mano da varie istituzioni, li rivende su mercati di seconda mano e negozi creati dall’impresa stessa attraverso il sistema del social franchising. NeMo produce un dispositivo indossabile a basso costo e smartphone pre-programmati che permettono alle mamme che vivono nelle zone rurali di monitorare in casa i loro neonati. Thinkerbell Labs ha ideato un dispositivo audio-tattile che permette agli studenti non vedenti di imparare a leggere e scrivere sia a mano che al computer in codice Braille. L’istruzione in Africa trova un valido e innovativo sostegno nel progetto di Ecoles ai Sénégal : si tratta di una piattaforma web che offre agli studenti la possibilità di accedere a lezioni video registrate con alcuni tra gli insegnanti più noti del Paese.

 

Cattolicaper, dallo sport alle start up

Un progetto che si spiega nell’attuale scenario socio-economico, in cui la terza missione delle università vede gli atenei lavorare a fianco di imprese, enti e organizzazioni per la promozione e lo sviluppo del bene comune. Questo compito non riguarda solamente le attività realizzate nell’ambito della scienza o della cultura, ma sempre più anche i progetti che mirano all’incentivazione della competitività e della crescita economica di un dato settore. Tavoli di lavoro, appunto: con l’obiettivo di comunicare organicamente con interlocutori del mondo produttivo, dei servizi, delle istituzioni, della cultura, e di parlare con il loro stesso linguaggio, avendo consapevolezza delle loro stesse problematiche. Cattolica per lo Sport è l’esempio emblematico di che cosa significhi operare per “ industry ”: un progetto che il nostro Ateneo sta realizzando – in collaborazione con diverse personalità del mondo sportivo - a servizio di società, leghe, atleti, manager e semplici appassionati. Pensate a un network di competenze e conoscenze nel mondo dello sport – le più svariate – che l’Università Cattolica rende disponibili a chiunque voglia crescere, tanto dal punto di vista atletico-agonistico, quanto dal punto di vista economico-manageriale o psico-sociale. Cattolica per lo Sport sviluppa questa mission nel settore sportivo, creando relazioni di valore con lo specifico supporto di una qualificata struttura di ricercatori e professionisti. Tutti i programmi di partnership con le società del mondo dello Sport, frutto di un’intensa sinergia tra l’Università Cattolica e il mondo aziendale e delle professioni, possono beneficiare di un approccio multidisciplinare e integrato, che punta a migliorare le performance dei nostri partner e generare valore.

 

Servizi, arriva l’app Roomtastic

EDUCATT Servizi, arriva l’app Roomtastic È allo studio con una start-up di studenti e dottorandi dell’Ateneo un’idea innovativa per cercare soluzioni abitative. Già stipulato l’accordo con Spark-me, nato nella facoltà di Economia, per restare aggiornati sulle novità relative a Educatt. La Fondazione Educatt, Soprattutto in diretta comunicazione con studenti ed ex studenti, sta percorrendo con sempre maggior tenacia ed efficacia la strada della valorizzazione delle risorse interne all’Ateneo. È il caso, ad esempio, dell’accordo recentemente stipulato con Spark-me , un progetto nato in seno alla facoltà di Economia dell’Ateneo. Si tratta di uno strumento – in forma di app – che consentirà agli studenti di tenersi sempre aggiornati sulle novità dell’Ente, ma anche di mettersi in rete con studenti della propria facoltà e condividere esperienze di studio, formazione e approfondimento. Per la gestione degli alloggi, poi, è allo studio una soluzione innovativa con Roomtastic , l’app che semplificherà la gestione degli annunci abitativi , sostituendo quindi la vecchia “bacheca alloggi”, messa a punto da un team del quale fanno parte dottorandi e studenti della nostra università. Si tratta dunque di una linea che Educatt sta seguendo da tempo e sulla quale si trovano altre iniziative – una su tutte i contratti student-work – tutte volte a valorizzare i talenti dei giovani più promettenti che si sono formati nel nostro Ateneo.

 

La startup che nutrirà l’Africa

Ci rivolgiamo direttamente ai brand che hanno intenzione di spendere - spiega Federica, la mente di questa idea, realizzata insieme a Cristian di Lello e Matteo Pessina –. Con uno sguardo anche alle imprese cosmetiche: «I brand avranno un profilo premium che offre una vetrina di prodotti, spazi pubblicitari e molto altro». Come spiega Arianna, una dei tre ideatori, il mercato di riferimento è quello della distribuzione automatica, ma non solo: «Proporremo il nostro liofilizzato, totalmente naturale, senza conservanti né coloranti, ai gestori di vending». Si tratta di André Ndereyimana (nella foto in alto insieme a Federica Ortalli e Claudio Stefani) , un 33enne originario del Burundi, ma anche marito e padre di una bambina di tre anni. Il suo progetto vincitore, Burundi Smallholders’s livestock network ( guarda la presentazione ) , si propone di costruire una catena agroalimentare specializzata nella produzione, nella trasformazione e nella commercializzazione di alimenti di origine animale , tramite una rete capillare di produttori familiari rurali e peri-urbani . Il nostro obiettivo per il futuro è ridurre le carenze proteiche nella popolazione del mio Paese , quindi la malnutrizione dei bambini , delle mamme allattanti e anche di quelle gravide tramite l’offerta di alimenti trasformati e che rispettino gli standard di qualità nutrizionale, sensoriale e igienico-sanitaria ». Nato in Burundi, dove ha vissuto per 15 anni in guerra, André ha studiato agraria e tecnologie agroalimentari a Viterbo, ha lavorato nella cooperazione internazionale per 3 anni a livello delle Ong locali in Burundi per poi tornare nella città laziale e fare il consulente a distanza.

 

Innovazione, talento e giovani imprese

Cremona Innovazione, talento e giovani imprese Studenti del campus cremonese dell’Università Cattolica hanno presentato le loro idee di business innovative, alternandosi a startupper che hanno già avviato la loro giovane imprese. febbraio 2016 “Ready, steady, start up” è il titolo dell’evento realizzato dall’Università Cattolica, attraverso il CERSI (Centro di Ricerca per lo Sviluppo Imprenditoriale dell’Università Cattolica) e dal Crit (Cremona Information Technology) dedicato alle giovani idee di impresa e alle aziende innovative. “Abbiamo organizzato queste presentazioni al Cobox perché è nella natura di questo bello spazio ospitare e far germogliare nuova imprenditorialità, avvantaggiandosi non solo di strutture dedicate, ma anche della presenza di aziende innovative oramai consolidate, che sono pronte a condividere le loro competenze e piattaforme tecnologiche” ha concluso Antoldi. “La possibilità di fare di Cremona una città aperta all’innovazione passa anche da serate come questa, dall’incontro con giovani idee”. cersi #fabioantoldi #cobox #startup Facebook Twitter Send by mail.

 

Al via la nuova call for ideas di ConLab

MIlano Al via la nuova call for ideas di ConLab Dopo il successo dei primi mesi di attività dello spazio di coworking, arriva una nuova selezione delle migliori idee imprenditoriali degli studenti. luglio 2016 Hanno raggiunto importanti traguardi i primi team che hanno sperimentato Conlab, lo spazio creativo di coworking che l’Università Cattolica ha messo a disposizione degli studenti di discipline diverse per favorire l’imprenditorialità e l’innovazione. I giovani imprenditori hanno ottenuto interessanti soddisfazioni: dal piccolo investimento a fondo perduto alla scelta della loro start up come caso di successo all’interno di affermate competition nazionali. Durante i sei mesi di permanenza, i team selezionati hanno avuto la possibilità di seguire workshop formativi volti alla valorizzazione della loro idea imprenditoriale, specialmente in preparazione agli incontri con potenziali investitori, esperti esterni, business angel. Si conclude così con successo la prima fase da febbraio a luglio 2016 per i team di startupper ospitati presso il ConLab e si apre la seconda con una nuova selezione che avverrà nel mese di ottobre. La novità relativa alla candidatura è che, visto l’elevato numero degli studenti interessati all’iniziativa, d’ora in avanti è sempre possibile candidarsi compilando l’apposito form sul sito e periodicamente verrà effettuata la valutazione delle proposte pervenute. La partecipazione è aperta ad aspiranti imprenditori e imprese costituite dopo l’1 gennaio di quest’anno con il vincolo che almeno un membro del team proponente appartenga ad Università od incubatori lombardi (studente, ricercatore, assegnista di ricerca, professore…).

 

Musikee, la startup a ritmo di rock

master Musikee, la startup a ritmo di rock Fondata da alcuni allievi del master in Comunicazione musicale, aiuta le band ad allargare la propria fan base attraverso un sistema di missioni e ricompense. by Gianluca Durno | 10 marzo 2016 È una giovane startup tutta italiana e, grazie anche a collaborazioni con grandi etichette come Emp , e-commerce rock numero uno in Europa, Rude Records e Hopeless Records , in breve tempo è diventata una realtà internazionale nel settore dell’industria musicale. È Musikee, la piattaforma web gratuita per la gestione della fan base delle rock band che ha debuttato pubblicamente, dopo diversi mesi di prova, il 22 febbraio scorso e ora è pronta per dare nuova linfa vitale all’industria musicale. Nata nel 2014 dall’idea di una squadra di lavoro composta da giovani talentuosi, alcuni dei quali provenienti dall’Università Cattolica, la startup ha l’obiettivo di fornire agli artisti uno strumento, unico nel suo genere, attraverso cui stimolare e orientare le attività online e offline dei fan. Tutto questo attraverso un semplice sistema di missioni e ricompense : gli appassionati di musica svolgono attività proposte dall’artista preferito come il volantinaggio, la condivisione di contenuti su internet e l'acquisti dei Cd. Grazie a ciò ottengono la possibilità di accedere a delle ricompense pensate dal loro idolo in persona. Musikee è quindi una piattaforma, che vuole diventare punto di incontro, centro di coordinamento e strumento di promozione per scoprire artisti e partecipare all’universo musicale. I tre fondatori, Daniele Ghidoli , Chiara Crispino e Fabio Cantoni , si dicono “nomadi digitali”: hanno costruito una struttura aziendale che permette loro di lavorare da remoto, quindi senza dovere per forza rimanere chiusi in un ufficio, come fanno già altre prestigiose aziende internazionali, da Buffer a WordPress .

 

Il segreto per il lavoro? Lo stage in digitale

Cattolicapost Il segreto per il lavoro? Lo stage in digitale Secondo la sociologa Ivana Pais , entrare nei gruppi LinkedIn o Fb di settore mentre si studia è come fare un tirocinio online: si impara e si fa network per trovare occupazione. La tesi è un progetto che permette di inserirsi in un ambito professionale, specializzarsi e costruire reti professionali indispensabili per trovare lavoro» afferma la sociologa, che offre un “ piccolo consiglio operativo ” agli studenti: « Iscriversi ai gruppi LinkedIn o Facebook di riferimento per il proprio settore . Parlando di lavoro e di futuro, quali sono le trasformazioni sociali in atto e come coinvolgono le nuove generazioni? «Il focus della mia attività di ricerca è l’impatto della digitalizzazione. Il digitale sta introducendo nuove aree e figure professionali, sta trasformando processi tradizionali e sta anche portando alla scomparsa di attività in via di automazione. Un tratto che caratterizza le nuove generazioni è la difficoltà di accesso al mercato del lavoro e alle organizzazioni tradizionali ma – al tempo stesso – l’abbassamento delle barriere per la creazione di nuove attività e nuove imprese». Come orientarsi allora al futuro? Chi si è imbattuto in questi ultimi mesi nel nostro Ateneo, chi è entrato in relazione con le sue strutture, con le sue attività, con i suoi corsi che cosa ha trovato? Probabilmente ha scoperto un cantiere, un sito in costruzione. C’è fermento, ci sono persone in movimento, progetti che stanno nascendo, rapporti che si stanno creando, idee che si fanno strada.

 

Dr. Start-upper anche per le magistrali

Milano Dr. Start-upper anche per le magistrali Per la terza edizione, il percorso rivolto a nuovi aspiranti imprenditori si apre anche agli studenti di tutti i corsi di laurea biennali. Nasceva sulla scorta di questi numeri Dr. Start-upper , il percorso promosso tre anni fa dall’Ateneo per sensibilizzare alla cultura imprenditiva e stimolare lo sviluppo di idee imprenditoriali di allievi dei master, delle scuole di specializzazione e dei dottorati. Dopo una prima fase dedicata alle esperienze di giovani e brillanti start-upper, i partecipanti saranno affiancati da tutor in una prima elaborazione di idee imprenditoriali attraverso istruzioni fornite dai docenti. I migliori venticinque progetti accederanno alla seconda fase, quella di " Training e Development ", in cui sono previste attività di formazione in aula su strategia e business model, analisi di mercato e marketing per l'impresa, proiezioni economico-finanziarie, studi su ecosistema delle start-up e investor relations. Così come momenti di incontro con esponenti del mondo finanziario e investitori istituzionali e non. La fine di questa seconda fase coinciderà con la presentazione delle idee, di fronte a una giuria qualificata di investitori ed esperti che proclamerà i vincitori. Non vediamo l'ora di accogliere nuovi aspiranti imprenditori e nuove idee: senza dubbio questo progetto darà ai partecipanti spiccate competenze manageriali e la possibilità di sviluppare un network di contatti personali e istituzionali nell'ecosistema delle start-up. La selezione, volutamente non ristretta a studenti di Economia, favorisce lo sviluppo delle idee più svariate: vogliamo instillare in tutti i partecipanti un “seme” di impresa, che possa garantire loro un futuro di successi».

 

Il coworking socialmente responsabile

cattolica post Il coworking socialmente responsabile Luca Diodà , laureato in Economia in Cattolica, dopo alcune esperienze di lavoro in ambito finanziario e il master Aseri in Cooperazione Internazionale, lancia con alcuni partner Yoroom, uno spazio di lavoro condiviso con l’ambizione di diventare comunità. Infatti, i nostri obiettivi sono di attuare e stimolare business socialmente responsabile da parte delle aziende che entreranno a far parte del nostro progetto e di divenire un soggetto attivo nella vita culturale, economica e sociale del quartiere e della città». Di cosa si tratta esattamente? «Le Società Benefit o Benefit Corporation (B-Corp) sono aziende di capitali che, all’interno della loro attività economica, forniscono un significativo contributo allo sviluppo, all’ambiente e alla dimensione sociale, perseguendo finalità di beneficio comune e operando in modo responsabile, sostenibile e trasparente. I vantaggi sono molteplici, dagli sconti per i partner, alla possibilità per le aziende ospitate di entrare in contatto con altre tipologie selezionate di clienti (freelance o start-up, Ong o agenzie di comunicazione) e di creare un network e una rete di conoscenze». Lo stage è diventato un’esperienza di lavoro, per tre anni: mi sono occupato di ricerche in ambito fiscale e di analisi macroeconomiche, in particolare valutando l’impatto di manovre e programmi di equidistribuzione a sostegno delle fasce di popolazione a basso reddito. Dopo un approfondito studio di mercato con la collaborazione del socio Raffaele Sabbadini, architetto, abbiamo deciso di aprire una società di capitali, trovando una soluzione economicamente sostenibile e una banca che ci appoggiasse». Un luogo di contaminazione tra studenti di discipline diverse che mira a promuovere la cultura dell’imprenditorialità e dell’innovazione, con l’obiettivo di aiutare gli studenti a intercettare e creare opportunità di lavoro.

 

ConLab, il garage di Steve Jobs

Milano ConLab, il garage di Steve Jobs Sedici postazioni, rete wifi, meeting room, uffici aperti 10 ore al giorno, sei mesi di tempo (estensibili fino a un massimo di 12). È l’auspicio del rettore Franco Anelli al “battesimo” di ConLab, il Contamination Lab che l’Università Cattolica ha deciso di aprire per studenti che stanno progettando startup. Inserito nell’elenco qualificato degli spazi di coworking del Comune di Milano, ConLab ha come interlocutori privilegiati le alte scuole, i centri di ricerca e i dipartimenti dell’Ateneo. Inoltre rappresentanti di Formaper di Camera di Commercio di Milano e Assolombarda potranno costruire partnership permanenti con il progetto. Si potrà usufruire anche di un supporto legale e amministrativo e di un networking per creare all’interno e all’esterno della community di Conlab una rete di contatti importanti. Hego vuole diventare una digital community di sportivi amatoriali, UpConscious vuole integrare: il Design Made in Italy, la Responsabilità Sociale e l’Upcycling, Alesco progetta di sviluppare una app che aiuti nell’acquisto di prodotti alimentari chi soffre di intolleranze e allergie. conlab #coworking #lavoro #startup Facebook Twitter Send by mail I MAGNIFICI QUATTRO Hego Lorenzo Fiorito, Pio Fiorito, Stefano Anastasia, Roberto Iannaccone, Marco Girolamo Andriani Una partita di calcetto o una sfida di tennis come non l’avete mai vista.

 

L’albero magico vince Dr. Startupper

Milano L’albero magico vince Dr. Startupper Il percorso che lancia imprese di studenti, promosso da Università Cattolica e Camera di commercio, premia tre vincitori tra cui un progetto per sconfiggere la malnutrizione in Burundi attraverso una pianta ricca di sali minerali, proteine e vitamine. giugno 2016 Sconfiggere l’alto tasso di malnutrizione in Burundi attraverso la coltivazione della Moringa Oleifera, una pianta chiamata “l’albero dei miracoli” o “l’albero della vita” perché le sue foglie, i semi, le radici, il tronco e la resina sono ottimi strumenti per il miglioramento delle condizioni nutritive degli abitanti. Francesca Rizzi è l’ideatrice di " M2.0 " è una piattaforma di interazione e scambio tra la domanda e l’offerta degli operatori commerciali che vuole rispondere al bisogno delle aziende di allocare almeno parte dell’invenduto, della produzione “fuoristagione” e degli scarti al fine di rendere più efficiente l’impiego delle risorse aziendali. Si tratta di un sito internet mobile-friendly che offre servizi agli studenti quali la ricerca di luoghi per studiare, ristorarsi o fare acquisti per l’Università, la creazione di gruppi di studio tra colleghi per preparare insieme esami e progetti. Complessivamente le idee finaliste di questa edizione di Dr. Startupper, a cui hanno partecipato 25 progetti e 32 studenti di laurea magistrale, sono state dieci, tutte presentate brillantemente presso Palazzo Affari ai Giureconsulti alla presenza dei professori Andrea Mezzadri e Fabio Antoldi dell’Università Cattolica. Dr. Start-upper offre gli strumenti essenziali, la conoscenza dei quadri normativi e le skills manageriali per lo sviluppo di idee che portino alla creazione di una start-up; potenzia le competenze imprenditoriali; crea un network di contatti personali e istituzionali utile per i futuri imprenditori. Durante il training, della durata di circa sei mesi, si sono alternati momenti di lavoro in gruppo e sessioni di formazione a distanza tramite video lezioni, incontri con giovani start-upper di successo, e presentazioni dei propri lavori a venture capitalist e business angel.

 

Salute, sport, cibo: l’impresa è giovane

A selezionarli una giuria di esperti del mondo imprenditoriale e bancario e di incubatori di start up che hanno valutato i business plan presentati da settantaquattro studenti, suddivisi in 16 gruppi, della laurea magistrale in Gestione d’Azienda della facoltà di Economia e Giurisprudenza della sede di Piacenza dell’Università Cattolica. Le tre idee di impresa che si sono aggiudicate il primo posto avranno così la possibilità di essere ammesse alla finale italiana della Global Social Venture Competition, i cui vincitori potranno presentare il proprio progetto a a Berkeley nel mese di Aprile 2017. Suole intelligenti dotate di sensori per rilevare parametri sulla condizione fisica e atletica e informazioni sul carico del peso sul piede dei runners che ne faranno uso: è la peculiarità di Step by Step , l’idea di Gianluca Alessandri , Giorgio Mattia Anselmi , Riccardo Trombini , Giulia Perissinotto e Oriana Taormina . Francesco Biacchi , Giuseppe Bologna , Girolamo Corbacio , Luca Missoni e Pietro Giuseppe Satta hanno infine ideato Scarpetta la Bruschetta Perfetta . I giovani aspiranti imprenditori porteranno, dunque, le loro idee alla finale italiana della Global Social Venture Competition a Milano che potrebbe aprire loro la strada verso la finalissima di Berkley nell’aprile del 2017. Nei prossimi mesi la Cattolica aprirà sulle sedi di Milano, Piacenza e Cremona un servizio Start Up destinato ai giovani con idee di impresa - ricorda il professor Fabio Antold i, promotore da anni dell’iniziativa Giovani idee d’impresa -. L’invito quindi è rivolto a tutti coloro che hanno intenzione di tuffarsi nel mondo dell’imprenditorialità, a farsi avanti».

 

La startup pensa differente

cattolicapost La startup pensa differente Secondo Massimiliano Magrini , Managing Partner di United Ventures, l’essenza dell'imprenditorialità è una “sana mancanza di rispetto per lo status quo” ed è ciò che determina la scelta di una Venture Capital di investire su un’idea d’impresa, anche sociale. Parola di Massimiliano Magrini , Managing Partner di United Ventures, una società di Venture Capital che investe in startup tecnologiche in fase iniziale. Come nasce un’azienda innovativa? È immediato domandarsi come si possa affrontare la difficile scelta di finanziare un progetto anziché un altro e se esista una formula per il successo, sia dal punto di vista dello startupper che dell’investitore. Secondo Magrini, l’essenza dell'imprenditorialità è una « sana mancanza di rispetto per lo status quo » ed è ciò che determina la scelta di una Venture Capital di investire su un progetto e permette di valutare la reale motivazione di un imprenditore . Il social venture capitalist , intervenuto durante la giornata di premiazioni della Global Social Venture Competition 2018 , spiega come tecnologia e cultura costituiscano due fattori fondamentali e imprescindibili nella selezione di progetti in cerca di finanziamento. È qui che entra in gioco una società Venture Capital , che non è un semplice finanziatore, ma una guida strategica che contribuisce al talent management e al business development della startup, assicurando di mantenere allineati gli interessi tra gli stakeholder impegnati nell’affrontare la stessa sfida. Il ritorno sugli investimenti di una Venture non segue una distribuzione normale e soltanto un piccolo numero di aziende ha prestazioni nettamente superiori.

 
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