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Lo stato sociale alla prova del XXI secolo

Milano Lo stato sociale alla prova del XXI secolo Il welfare state, come si è formato sulla Costituzione e sulle tradizioni del secolo scorso, si trova a fronteggiare la sfida di un lavoro che cambia. L’iniziativa, organizzata dal master in Consulenza del lavoro e direzione del personale ( Mucl ) e dal Centro europeo di diritto del lavoro e relazioni industriali ( Cedri ) in collaborazione con l’Associazione nazionale consulenti del lavoro di Milano (Ancl), si è svolto venerdì 24 gennaio nella Cripta Aula Magna dell’Università Cattolica. Un’occasione per riflettere a 360 gradi sull’evoluzione dello Stato sociale e per esaminare tutti i temi che sono all’ordine del giorno: il reddito di cittadinanza, la disciplina del lavoro, i servizi per l’impiego e tutte le altre provvidenze che il welfare state è andato costruendo negli ultimi anni. Si tratta appunto di capire se alcune strutture del welfare sono ancora attuali o se invece richiedono un profondo ripensamento», ha fatto eco Vincenzo Ferrant e, docente di Diritto del lavoro nella facoltà di Giurisprudenza dell’Ateneo e tra i promotori dell’iniziativa. E ha spiegato: «Lo stato sociale così come si è venuto formando sulla Costituzione del ’47 e sulle tradizioni del ventesimo secolo si trova adesso a fronteggiare la sfida di un lavoro che cambia, che diventa sempre più precario, sempre più flessibile, sempre più internazionalizzato. Basti pensare alla differenza tra retribuzione corrispettiva e integrativa (non previdenziale), e ai conflitti tra lavoro subordinato e autonomo (gli autonomi sono 5 milioni e mezzo, i subordinati 18 milioni, con un rapporto di quasi 1 a 4, indice evidente di come il panorama lavorativo non si esaurisce nel rapporto di lavoro subordinato). La crisi non è crisi economia ma giuridica, occorre trovare occasioni di lavoro che non sono quelle usuali, ma il lavoro va sempre sviluppato e difeso».

 
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