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Ricolfi, dietro l’angolo il rischio declino

È l’intento dell’ultimo libro di Luca Ricolfi La società signorile di massa , presentato lo scorso 20 gennaio all’Università Cattolica. Insieme all’autore sono intervenuti i professori dell’Ateneo Marco Lombardi , direttore del Dipartimento di Sociologia, Angelo Moioli , docente di Storia Economica, Italo Piccoli e Giancarlo Rovati , docenti di Sociologia. L’accesso al surplus da parte di chi non lavora è infatti il primo evidente segno della società signorile. Ricolfi, partendo da un dato raccolto sul campo, ritiene che circa 2/3 degli italiani viva in condizioni di relativo benessere ma nel giro di un lustro finirà per esaurire il patrimonio accumulato, avviando il Paese a un progressivo declino. Questa momentanea condizione agiata è altresì garantita da quel terzo di popolazione che si divide in infrastruttura para-schiavistica (in gran parte identificabili negli immigrati) e un restante 20% di italiani che si trovano in condizioni di working poor. La presentazione si è conclusa affrontando il tema del “doppio legame”: «Una delle fonti di disagio del mondo moderno in Italia è che, a prescindere dalla posizione occupata (sfruttatore del surplus e produttore), possiamo descriverci sia come vittime che come privilegiati». Il benessere di cui usufruiscono oggi i giovani è garantito da una rendita ricevuta sulla base di una qualche appartenenza sociale: questo privilegio va a scontrarsi con il mancato inserimento in un sistema lavorativo, che impedisce loro di produrre nuova ricchezza nella società.

 
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