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Heart Attack, Backstage Revealed by Cattolica's Cardiologists

And what makes the difference between before and after is the sudden formation of a thrombus, a blood clot on the atherosclerotic plaque that ends up closing the artery completely. Atherosclerotic plaques are not a simple thickening of the internal walls of the vessels, they are 'living' structures that go through phases of 'activation', during which they become unstable and therefore at risk of thrombosis, and phases of 'healing'. In the last thirty years, research has focused mainly on the mechanisms that make a plaque unstable, but these have not allowed us to identify biomarkers capable of anticipating the 'big one', i.e. heart attack or sudden death. If these 'mountains' grow in the coronary arteries (the vessels that bring oxygen and nourishment to the heart muscle) and exceed a certain height, they limit the increase in blood flow that the heart needs when making an effort». This 'volcano' is much more dangerous than the mountains because it can cause a heart attack or sudden death», says Professor Crea. However, not all atherosclerotic plaques are destined to cause a heart attack, i.e. to become a 'volcano'. We have discovered that 'eruptions' of atherosclerotic plaque mountains are very frequent, but fortunately many of them do not give symptoms because the body reacts by 'extinguishing' the volcano, i.e. healing the plaque and preventing the formation of thrombosis.

 

Sindacato, com’è cambiato il delegato

È questa l’originalità del volume Protagonisti della rappresentanza (edizioni Il Mulino), che racconta gli esiti di un viaggio esplorativo tra oltre 2.700 delegati della Cisl lombarda , nella convinzione che essi costituiscano l’asse portante del radicamento sindacale nei luoghi di lavoro e la risorsa centrale per gestire la contrattazione decentrata. Il luogo di lavoro è diventato sempre più l’ambito privilegiato della nuova rappresentanza degli interessi dei lavoratori e, dunque, il banco di prova per una trasformazione del sindacato. Per questo è importante capire cosa pensano, come vivono l’organizzazione, quali sono le loro fatiche», ha osservato Aldo Carera , docente di Storia economica in Cattolica, che ha coordinato la discussione del volume. Ma al tempo stesso i delegati segnalano una serie di difficoltà, soprattutto nelle relazioni con i lavoratori non iscritti al sindacato o con i delegati delle altre sigle sindacali. La ricerca sottolinea come il decentramento delle relazioni industriali possa rappresentare una risorsa per il protagonismo sindacale – ha detto Lisa Dorigatti , docente di Sociologia generale all’Università degli Studi di Milano –. In realtà, ha specificato Paolo Feltrin , docente di Analisi delle politiche pubbliche all’Università di Trieste, «lo studio smentisce la tesi secondo cui i delegati sarebbero abbandonati a se stessi una volta eletti. Ecco perché la formazione rappresenta la chiave di volta: chi più si è formato, avverte meno le fatiche che il ruolo determina e si sente più preparato al compito.

 
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