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Enti ecclesiastici e Terzo Settore

Roma Enti ecclesiastici e Terzo Settore A Roma il convegno promosso dal Centro Studi sugli Enti ecclesiastici e sugli altri enti senza fini di lucro (CESEN) dell’Università Cattolica. by Federica Mancinelli | 20 giugno 2018 “Appartiene alla peculiarità della Chiesa cattolica un’azione di sollievo delle sofferenze, un tentativo di riequilibrare gli effetti delle distorsioni del funzionamento della società. Mi sembra siamo in presenza di una riforma organica che intende ripensare la disciplina di un mondo vitale per la nostra convivenza nel quale i nostri enti svolgono da sempre un ruolo di particolare rilievo. Marco Grumo , docente di Economia aziendale all’Università Cattolica, ha affrontato le questioni contabili, mentre Pasquale Passalacqua , Associato di Diritto del lavoro dell’Università degli Studi di Cassino, ha affrontato il tema del lavoro negli enti ecclesiastici. “L’equiparazione con gli enti del Terzo settore si gioca fondamentalmente sugli assetti organizzativi, - ha proseguito il Prof. Perrone - si tratta di capire come organizzare gli enti ecclesiastici in modo più efficiente di quando non sia stato fatto. Il “ramo Ets” consente di conseguire i benefici del regime promozionale per gli Ets e a al tempo stesso di mantenere la specificità dell’ente ecclesiastico. “Una soluzione alternativa – ha concluso - potrebbe essere allora la configurazione dell’ente ecclesiastico come gruppo ampliando agli enti ecclesiastici il modello delle società con un ente capogruppo di una serie di enti controllati da questo stesso ente.

 

Al via la Scuola euromediterranea di introduzione all'imprenditorialità

 

Malattia, la comunità che cura

cattolicapost Malattia, la comunità che cura Per la prima volta l’Oms afferma che per combattere la Tubercolosi nei Paesi poveri non bastano le medicine: servono politiche sanitarie community-based che rendono più efficace e meno costoso l’intervento . Lungo è anche il tempo che spesso intercorre tra l’insorgenza dei primi sintomi, che possono facilmente essere sottovalutati, e la diagnosi. Ci sono poi costi indiretti (trasporto, alloggio, vitto, e soprattutto il mancato reddito, ovvero necessità di rinunciare a giornate di lavoro), che incidono rispettivamente per un altro 20% e per circa il 60% del totale, in contesti in cui la popolazione vive grazie ad un’economia di sussistenza mediante il lavoro quotidiano). Abbiamo perciò analizzato diversi tipi di materiali testuali: sia documenti ufficiali (Piani Strategici Nazionali) sia interviste ai funzionari e agli altri stakeholder che hanno partecipato alla definizione delle strategie-paese per la lotta alla tubercolosi, a funzionari dei ministeri della Salute, a partner locali». Il secondo risultato è che laddove ci sono esperienze pregresse di partenariato locale, che includono il ruolo della società civile come soggetto in grado di emanare servizi anche sanitari, è molto più forte l’adozione di strategie centrate sulla persona. Se allora vogliamo ottenere che l’approccio alla lotta alla Tb si incentri su un approccio community-based (che è quanto auspica l’Oms), occorre lavorare per creare o rafforzare forme di partenariato ». Un elemento che a nostro avviso sostanzia l’idea di amore nel processo politico è il riconoscimento della persona nella sua totalità, che comprende componenti materiali e non materiali: affetti, relazioni famigliari e comunitarie.

 
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