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Lombardia e globalizzazione

by Bianca Martinelli | 07 dicembre 2017 350 miliardi di Pil all’anno prodotti in Lombardia, di cui 35-36 mila miliardi di euro nella sola provincia di Brescia. “Non si tratta di dati forniti per stupire, impressionare o dare adito a ipotesi di autonomie, ma di informazioni che è fondamentale conoscere per comprendere il contesto economico e sociale in cui siamo inseriti e agiamo quotidianamente”. “Un contesto fatto da ben 109mila imprese, di cui 16mila manifatturiere, è la nostra cornice di riferimento” ha proseguito Tedeschi prima di passare la palla all’Assessore allo sviluppo economico della Regione Lombardia con delega al Turismo, Mauro Parolini . “Pensare all’economia oggi, non può prescindere dal ragionare in termini di cambiamento dettato da innovazione tecnologica, digitalizzazione e globalizzazione, le quali permettono di creare relazioni informative che hanno mutato moltissimo il settore economico nella sua totalità. Si tratta di opportunità enormi, ma anche di rischi concreti, e per difendere la propria autonomia e la propria esistenza all’interno di un mercato che oggi è mondiale le nostre imprese devono fare rete. A Brescia si sono registrate più di 10mila presenze all’anno in termini di turisti che vengono e soggiornano almeno una notte in città, con un aumento del Pil derivato del 6-7%. Come si traduce tutto ciò in termini di occupazione e posti di lavoro? “Il presente e il futuro ci impongono di sostituire i posti di lavoro tolti da tecnologia e automazione, rimpiazzandoli con altri.

 

Pvs, la solidarietà fa rete

piacenza Pvs, la solidarietà fa rete Un workshop in programma mercoledì 21 marzo nella sede piacentina farà il punto sui numerosi progetti dell’Università Cattolica nei Paesi in via di sviluppo. Un’attenzione che ha una lunga storia e interessa oggi tutti e cinque i continenti. marzo 2018 Un’occasione per fare il punto sulle numerose attività dell’Ateneo nei Paesi in via di Sviluppo: dalle iniziative medico-sanitarie, passando per l’istruzione, fino allo sviluppo rurale. Non sono mancate, iniziative volte alla soluzione di problemi di tipo emergenziale, ma anche strutturale, nei Pvs e in funzione delle diverse competenze-sensibilità presenti nell’Ateneo. Il workshop servirà a favorire la reciproca conoscenza tra queste esperienze, soprattutto nella prospettiva di possibili collaborazioni. solidarieta' #cooperazione #sviluppo #pvs Facebook Twitter Send by mail.

 

Volontari per salvare la Terra

Giornata Mondiale della Terra Volontari per salvare la Terra Gli studenti dell’Ateneo, che hanno a cuore il futuro del pianeta, animeranno a Roma il Villaggio per la Terra , la kermesse organizzata da Earth Day Italia e Movimento dei Focolari a Villa Borghese dal 21 al 25 aprile. Sono gli ingredienti dell’iniziativa dedicata alla tutela del pianeta, organizzata a Roma da Earth Day Italia insieme al Movimento dei Focolari . L’evento si terrà a Villa Borghese, dal 21 al 25 aprile 2018 , in occasione della 48ª Giornata Mondiale della Terra , ed è dedicato al sostegno dei 17 obiettivi individuati dall’Onu nel programma “ Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile ”. Il Villaggio ospiterà laboratori ludici e didattici, di riciclo creativo e di conoscenza della natura, di sismologia e vulcanologia, planetario, fattorie didattiche, letture animate. Moltissimi i momenti di riflessione e condivisione di buone pratiche, con la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, scienziati, ricercatori, economisti, imprenditori e rappresentanti della società civile. Gli studenti dell’Università Cattolica , che hanno a cuore il futuro del pianeta, potranno entrare a far parte del team di volontari coordinato scientificamente dall' Alta Scuola per l'Ambiente (ASA) e partecipare da protagonisti all'evento. Ogni gruppo di studenti, per i quali è previsto anche un week end formativo, lavorerà su uno dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile.

 

Charity, le nuove mete

ateneo Charity, le nuove mete Con le info session in programma in tutte le sedi, il Charity Work Program presenta i nuovi progetti per vivere un’estate alternativa all’insegna della solidarietà nei Paesi in via di sviluppo. Per due studenti di Economia la prossima estate si aprirà la possibilità di collaborare con la Ong Vis nelle attività di animazione territoriale sulla valorizzazione del territorio nei distretti di Malësi e Madhe. L’Organizzazione non governativa si occupa da anni di contrastare il fenomeno dell’emigrazione giovanile soprattutto con l’ampliamento delle opportunità occupazionali, in particolare per i giovani, tramite il sostegno alle imprese familiari e ai servizi agrituristici e un migliore inserimento formale nell’economia di mercato. È il modo concreto e diretto che il Charity Work Program offre agli studenti dell’Ateneo di vivere u n’estate alternativa all’insegna della solidarietà nei Paesi in via di sviluppo , in cui l’Ateneo ha all’attivo partnership e collaborazioni. Promosso dal Centro di Ateneo per la Solidarietà internazionale (Cesi) , anche grazie al supporto dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori, il programma 2018 offre 53 scholarship della durata di 3 – 8 settimane . Per studenti iscritti a un corso di laurea dell’Università Cattolica 30 scholarship includono le spese di viaggio, assicurazione, visto, pick-up service da e per l’aeroporto e alloggio presso strutture presenti nei Paesi ospitanti. Anche perché, oltre a rappresentare un’occasione altamente formativa sul fronte della crescita personale, il Charity consente di arricchire in maniera significativa il Cv degli studenti.

 

L’Eni di Mattei e il legame con la Cattolica

MILANO L’Eni di Mattei e il legame con la Cattolica Si è scritto molto del fondatore del colosso energetico ma pochi sanno dell’influsso che hanno avuto su di lui alcuni studiosi dell’Ateneo, soprattutto sui temi dello sviluppo dei popoli. Dotato di grandi qualità manageriali e di un pragmatismo che, a detta dei critici, sembrava sfiorare i limiti del consentito, Mattei e la sua avventura imprenditoriale hanno contribuito a proiettare l’Italia in un scenario internazionale e a ricostruirne l’immagine economica all’estero. Proporre una riflessione storica aggiornata sulle radici culturali dell’esperienza imprenditoriale di Enrico Mattei e dei suoi collaboratori nei momenti cruciali dello sviluppo economico nazionale e internazionale è l’obiettivo del convegno intitolato “Cultura in azione. Per capire l’Eni di Mattei, insomma, occorre far riferimento a una visione di lungo periodo, che si è alimentata in una riflessione etico-politica ispirata a un insieme coerente di valori e di principi sociali. La prima sessione del convegno sarà dunque dedicata a indagare le radici culturali, i contributi di pensiero e i mezzi attraverso cui questa prospettiva si è dispiegata, mentre la seconda si occuperà della «politica estera» di Eni, in particolare in Medio Oriente, in Unione Sovietica e in Africa. Dopo i saluti istituzionali, alle 10 prenderà il via la prima sessione della giornata di studio con la relazione di Maria Bocci , docente di Storia contemporanea, sul tema Una cultura per lo sviluppo. La politica energetica per lo sviluppo ; mentre dei rapporti tra l’Università Cattolica e la Scuola di San Donato si occuperà Daniele Bardelli , ricercatore di Storia contemporanea presso la facoltà di Scienze della formazione.

 

La medicina dell’ascolto

Una lezione che mi ha permesso di riscoprire il senso di una professione che non può non essere missione. Perché? Penso che ogni tanto faccia bene mettere il naso fuori dalla quotidianità, dalle mura di università, facoltà, ospedale, dove passiamo la maggior parte delle nostre giornate, spesso portandoci a ingigantire situazioni o problemi che finiscono per farci perdere di vista le cose importanti. Ma soprattutto ero impaziente di vedere e vivere in prima persona una realtà, quella ospedaliera a cui sì, sono abituata qui a Roma, ma che non avevo la più pallida idea di come potesse essere là, nella Perla d’Africa. Posso dire che fin da subito tutto lo staff, medici, infermieri, ostetriche, tecnici di laboratorio e radiologi, è stato a completa disposizione, coinvolgendomi nelle visite ai pazienti, chiarendo i miei dubbi, aiutandomi a capire quando ero in difficoltà (l’inglese con accento ugandese non è per niente facile da comprendere!). Come spesso accade per chi torna da Paesi come questo, è davvero difficile raccontare e trasmettere tutte le impressioni, emozioni e pensieri che si raccolgono mentre si è “laggiù”, a chi rimane “lassù” a casa in Italia e mi sembra quasi scontato parlare di mal d’Africa. Dal mio piccolo punto di vista però, tra tutto quello che mi ha colpito di più, è stato sicuramente il contatto umano medico-paziente, un aspetto che spesso da noi si considera ovvio e per questo trascurato e che quindi finisce poi per generare incomprensioni. Invece lì in ospedale per i medici è fondamentale proprio questo: stare in silenzio e ascoltare attentamente il paziente, dal bambino di tre anni all’anziana di settanta, avendone sempre il massimo rispetto, consapevoli che per venire a una ‘semplice’ visita avevano fatto sacrifici economici.

 

Piano Juncker, opportunità per le imprese

MILANO Piano Juncker, opportunità per le imprese In Cripta Aula Magna, due giornate per discutere delle strategie europee per le imprese, organizzate dalle Rappresentanze della Commissione europea di Milano, Barcellona e Marsiglia e dall'Università Cattolica. giugno 2016 Due giornate per discutere delle strategie europee per le imprese. Sarà l’occasione per discutere e scambiare soluzioni innovative in merito al piano Juncker, al digitale per le imprese e ai fondi strutturali per l’occupazione e lo sviluppo. Dopo i saluti istituzionali di Antonella Sciarrone Alibrandi , prorettore Università Cattolica del Sacro Cuore, Fabrizio Spada , direttore della Rappresentanza della Commissione europea a Milano, Raffaele Cattaneo , presidente Consiglio Regionale, Regione Lombardia, Diana Agosti , capo dipartimento Politiche Europee, Presidenza del Consiglio dei Ministri, sono previste tre sessioni di lavoro. Crescita e Occupazione Pomeriggio Il Digitale per le Imprese Venerdì 1° luglio Fondi Strutturali per lo Sviluppo VAI AL PROGRAMMA #ue #investimenti #imprese #sviluppo Facebook Twitter Send by mail.

 

Se i primi anni fanno la differenza

Non è per evocare conclusioni deterministiche, ma l’affermazione di un legame tra le esperienze dei primi anni e le qualità sviluppate da grandi trova evidenze scientifiche nel filone di studi dedicati all’importanza che lo sviluppo del capitale umano ha nelle prime fasi di vita di una persona. La prima: si è cominciato a intendere il capitale umano in modo multidimensionale, non solo dal punto di vista cognitivo, ma anche sotto altri aspetti, utili nel mondo del lavoro, come la capacità di concentrazione, di interagire con altre persone e di lavorare all’interno di un team». Quanto sono importanti le prime esperienze del bambino nel processo di formazione del capitale umano? «Ci sono stati molti studi empirici che hanno messo in relazione eventi dei primissimi mesi di vita con effetti di lungo periodo. Gli stimoli sono fondamentali per il bambino e se quest’ultimo è all’interno di un ambiente difficile, come capita anche in famiglie di Paesi industrializzati, la sua formazione ne è fortemente condizionata». È possibile costruire dei modelli teorici in grado di rappresentare universalmente le variabili che influenzano il processo di formazione del capitale umano? «Bisogna chiedersi qual è il ruolo dei diversi modelli prodotti. Quanto è stato fatto in questa direzione e quanto c’è ancora da fare? «In Inghilterra e negli Stati Uniti ci sono studi nuovi, tentativi di introdurre a poco a poco delle iniziative che tengano conto di queste intuizioni. Di queste iniziative fa parte l’incontro “ Promozione delle competenze genitoriali: impatto economico e sviluppo precoce del bambino ”, moderato da due docenti dell’ateneo, la direttrice del dipartimento di Psicologia Paola Di Blasio e l’economista Luigi Filippini .

 

Charity, l’estate che lascia il segno

ateneo Charity, l’estate che lascia il segno Nei racconti degli studenti che hanno partecipato al programma di volontariato nei Paesi in via di sviluppo, promosso dal Cesi , la conferma che fare esperienza della solidarietà cambia il modo di vedere il mondo ma può cambiare anche il curriculum. ottobre 2016 Più borse di studio, più destinazioni e un network di partner più ampio. Senza contare che ha allargato la platea dei destinatari: oltre gli studenti dell’Ateneo - dal 2009 a oggi se ne contano ben 214 – ha compreso anche neolaureati e iscritti a master, dottorati e scuole di specializzazione . Nell’edizione di quest’anno è aumentato il numero delle destinazioni: 15 diversi progetti in 13 Paesi hanno ospitato gli studenti, comprendendo nuove mete come Madagascar e Senegal (la prima volta in assoluto), Brasile , Bolivia, Camerun, Etiopia, India, Messico, Perù, Repubblica Democratica del Congo, Tanzania, Terra Santa e Uganda . Per quanto riguarda Scienze agrarie, alimentari e ambientali era previsto un soggiorno all’Universidad Católica Sedes Sapientiae di Lima all’interno della facoltà di Ingegneria agraria con lo scopo di rispondere alle esigenze di un contesto globalizzato e di soddisfare il crescente sviluppo dell’agricoltura nel Perù. Il Charity, oltre a rappresentare un’esperienza altamente formativa dal punto di vista della crescita personale, è stato modulato in modo da fornire un percorso coerente con gli studi: numerose destinazioni sono aperte solo a studenti di determinate facoltà, privilegiando percorsi ad hoc sulle discipline insegnate in Ateneo. Il Cesi, attraverso il Charity Work Program, ha voluto investire nella cultura della solidarietà, che si caratterizza per essere “contagiosa”, promuovendone la diffusione tra gli studenti delle diverse facoltà dell’Ateneo».

 
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