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In calo i positivi ma anche i tamponi

In questo numero il report aggiunge un’analisi sulla predisposizione di Piani Pandemici o Piani Emergenziali da parte delle Regioni e la programmazione sanitaria regionale Covid-correlata (compresa la programmazione in ambito vaccinale). Attuazione del decreto legge 34/2020 (decreto rilancio) , che prevede un piano di riorganizzazione per affrontare eventuali nuove emergenze, ad esempio legate a nuovi focolai e garantire la ripresa dell’attività sanitaria non-covid. Marche, Calabria e Veneto hanno adottato le disposizioni nell’ultima settimana, e arrivano dunque in tutto a 12 su 21 le regioni che hanno formalmente dato attuazione al provvedimento. Tamponi diagnostici Per quanto riguarda la ricerca del virus attraverso i tamponi, si osserva che il trend nazionale, è tornato nuovamente a scendere: rispetto alla settimana scorsa, in Italia il tasso per 100.000 abitanti è passato da 6,25 a 5,93. Una nuova mappa per le terapie intensive Il Friuli-Venezia Giulia rappresenta la regione che attualmente registra il rapporto più elevato tra ricoverati in terapia intensiva sui ricoverati totali (25%; percentuale dovuta presumibilmente a un numero di ricoverati totali basso) seguita dalla Toscana (23%). In merito alla sensibilizzazione-educazione dei cittadini, le regioni sono pressoché allineate, con il Veneto che presenta la maggior percentuale di contenuti recanti questa funzione (12,2%). L’85,7% delle comunicazioni sui siti web delle aziende sanitarie per la regione Marche dedicate ai cittadini; l’Emilia-Romagna e il Veneto presentano più di metà delle comunicazioni indirizzate ai cittadini (rispettivamente 61% e 63,2%).

 

Ancora pochi tamponi nelle regioni con più contagi

Altems Ancora pochi tamponi nelle regioni con più contagi L’ottava puntata dell’Instant Report Altems Covid-19 dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Servizi Sanitari dell’Università Cattolica, campus di Roma, entra nella Fase 2 22 maggio 2020 I tamponi non sempre vengono effettuati. L’ottava puntata dell’Instant Report Altems Covid-19 dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Servizi Sanitari dell’Università Cattolica, campus di Roma, entra nella Fase dove “servono”: non c’è chiara correlazione, infatti, tra incidenza dei nuovi casi e numero di tamponi effettuati. Le Regioni con maggiore incidenza settimanale dell’infezione sono Liguria e Lombardia (26 casi ogni 100.000 abitanti), con un valore sensibilmente in diminuzione della Lombardia rispetto alla scorsa settimana (42 casi ogni 100.000 abitanti). In Liguria e Lombardia - sottolinea il professor Americo Cicchetti - la quota della popolazione testata sembra molto bassa considerando l’alta incidenza dei contagi registrata nell’ultima settimana: anche se il numero di nuovi casi è in calo, questo non deve portare ad abbassare la guardia. Il sistema di indicatori utilizzati per la Fase 2 permette di monitorare le modalità organizzative seguite dalla Regioni in merito alla tracciatura del contagio, alla realizzazione dei test sierologici, alla programmazione delle attività per pazienti Covid-19 e pazienti non Covid-19 nell’ambito delle strutture ospedaliere e territoriali. Diffusione dell’uso dei tamponi diagnostici Le Regioni continuano a differenziarsi in termini di strategia di ricerca del virus attraverso i tamponi, anche se il trend nazionale è in crescita: rispetto alla settimana scorsa, in Italia il tasso per 100.000 abitanti è passato da 7,07 a 7,14 . Il gruppo di lavoro dell’Università Cattolica, è coordinato da Americo Cicchetti , docete di Organizzazione aziendale alla facoltà di Economia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore con l’advisorship scientifica del professor Gianfranco Damiani e della dottoressa Maria Lucia Specchia del Dipartimento di Scienze della Vita e Sanità Pubblica (Sezione di Igiene).

 

Il fisico nell'azienda leader dei tamponi

Alumni Il fisico nell'azienda leader dei tamponi Sebastiano De Cesari , alumnus della sede di Brescia, lavora in una multinazionale che esporta dispositivi floccati in tutto il mondo e che sta lavorando senza soste in questo periodo. Lì lavora Sebastiano De Cesari , laureato in Fisica alla sede di Brescia dell’Università Cattolica e, da prima di lui, Fulvio Berardi , anche lui formato negli stessi laboratori di via Musei. Da un paio di mesi il lavoro di routine è stato stravolto dall’emergenza del Coronavirus, partito dalla Cina, che ha portato la Copan, con l’ulteriore incremento di richiesta degli ultimi 10 giorni, a produrre circa 10 milioni di tamponi a settimana, lavorando su turni di sette giorni, compresa la sera. Ma esattamente cosa ci fa un fisico in un’azienda che produce materiale biomedicale? «In Copan mi occupo della sterilizzazione di dispositivi medici, per la diagnostica in vitro e per l’attività di laboratorio, di tutti gli stabilimenti produttivi del gruppo Copan. Questi dispositivi vengono sterilizzati attraverso Ossido di Etilene o tramite irraggiamento (raggi gamma da Cobalto-60 e e-beam).In particolare, ciò che mi dà molta soddisfazione, è seguire le realtà produttive che Copan ha a Shanghai (Cina), a Murrieta (California) e Aguadilla (Porto Rico). Anche se molti concetti che ho studiato durante la laurea e approfondito durante gli anni di dottorato non vengono applicati al mio lavoro, ritengo lo studio e l’attività di ricerca contribuiscano a quella forma mentis che ti dà una marcia in più nel mondo aziendale». Sebastiano è contento di far parte della comunità Copan, che oggi conta 700 dipendenti, e controlla sei realtà produttive internazionali (Copan Italia, NewLab Engineering, Copan Diagnostics Inc., Copan Wasp, Copan Innovation Shanghai Limited, Copan Industries Inc).

 
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