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Migliorare la vita dei drivers: la sfida del progetto “Drivefit”

IL DIBATTITO Migliorare la vita dei drivers: la sfida del progetto “Drivefit” Come ridurre lo stress al volante? Un recente studio condotto dal team dell’ Unità di Ricerca in Neuroscienze Sociali e delle Emozioni ha tentato di rispondere a tali domande, esplorando il potenziale di device neurofisiologici innovativi indossabili. Il progetto Drivefit – svolto con la collaborazione della società Cattolica Assicurazioni, partner di progetto assieme all’Università Cattolica – ha coinvolto un campione di guidatori del nord Italia con l’obiettivo di verificare come sia possibile modulare lo stress al volante con il supporto di tecniche neuroscientifiche. Assieme alle misure comportamentali e neurofisiologiche i drivers venivano monitorati anche rispetto ai comportamenti di guida, attraverso dei sistemi di controllo (driving box) istallati sulle automobili per monitorare tutti i comportamenti durante le performance di guida. I risultati sono molto promettenti: dopo aver completato il percorso di training con il supporto del device neurofeedback indossabile, i drivers hanno mostrato un miglioramento della capacità di gestire l’attenzione e di controllare le interferenze dell’ambiente e una riduzione dei comportamenti aggressivi alla guida. Infatti i drivers riportano di avere migliorato la propria percezione dell’esperienza di guida, sostenuta da minori livelli di stress e fatica mentale e ridotte reazioni impulsive durante la guida. Analogamente il device neurofisiologico si è mostrato efficace per migliorare le capacità di regolazione dello stress e dell’umore nella popolazione anziana, come evidenziato da un’ulteriore applicazione del protocollo di training al filone dell’ healthy aging , nell’ambito della promozione di un invecchiamento sano e attivo. Decimo articolo di una serie dedicata a come l’intelligenza artificiale ci sta cambiando #intelligenza artificiale #drivefit #psicologia del traffico Facebook Twitter Send by mail ARRIVANO I ROBOT - IL DIBATTITO L’ intelligenza artificiale non è più fantascienza e le sue applicazioni sono entrate nella vita di tutti i giorni.

 

Traffico, chiamate lo psicologo

milano Traffico, chiamate lo psicologo La psicologia del traffico fornisce conoscenze importanti in merito al “fattore umano”, utili per realizzare interventi di formazione ma anche progettazione di infrastrutture. In Cattolica un corso di perfezionamento e una unità di ricerca. by Daniela Fogliada | 21 marzo 2019 Quando si parla di “traffico” si pensa immediatamente ai molteplici problemi e alle difficoltà che assillano le nostre città: problemi gestionali, organizzativi, amministrativi, preoccupazioni per le ricadute ambientali e di vivibilità, rischi per l’incolumità e la salute. Un campo di studio ampio… «Quello della mobilità è un tema importante a livello internazionale, al centro di progetti europei che ci coinvolgono come Università (vedi Simusafe ). Come può essere percepito? «Il “diritto alla mobilità” investe diversi livelli psicologici della persona, quali il senso di libertà, autonomia ed autoefficacia, ma va d’altra parte integrato con il diritto alla sicurezza e alla sostenibilità del sistema all’interno del quale si vive. Promosso dalla facoltà di Psicologia , dall’ Unità di ricerca di Psicologia del traffico e dall’ Alta Scuola di Psicologia A. Gemelli , diretto dalla professoressa Maria Rita Ciceri , è rivolto a psicologi e a laureati in altre discipline, purché iscritti all’Albo. In primo piano iniziative di formazione postlaurea e di lifelong learning, progetti di ricerca e di consulenza per aziende ed enti pubblici e no profit.

 
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