La tua ricerca ha prodotto 6 risultati per transcrime:

Il database degli appalti pubblici

Milano Il database degli appalti pubblici Un progetto che nasce dalla collaborazione di diversi enti e istituti di ricerca europei per utilizzare i big data nel contrasto alla corruzione e al miglioramento della trasparenza nell’amministrazione pubblica. novembre 2017 Raccogliere, strutturare, analizzare e diffondere sistematicamente le informazioni sugli appalti pubblici e sui meccanismi che aumentano la trasparenza dei funzionari pubblici in tutta l’UE e in alcuni paesi limitrofi. Questi sono gli obiettivi del progetto DIGIWHIST che nasce dalla collaborazione di diversi enti e istituti di ricerca europei, e vede tra i suoi partner anche il centro di ricerca Transcrime dell’Università Cattolica. DIGIWHIST (Digital Whistleblower, Transparency Fiscal, Risk Assessment e Impact of Good Governance Policies Assessed, ) verrà presentato venerdì 10 novembre durante il workshop italiano “ Big data e appalti pubblici ” . Dopo un’introduzione al progetto e la descrizione delle principali vulnerabilità legate al sistema degli appalti pubblici, il workshop si concentrerà sull’utilizzo dei dati contenuti nel portale Opentender.eu e su come questi possano essere usati nel contrasto alla corruzione e al miglioramento della trasparenza nell’amministrazione pubblica. Sarà possibile scaricare i database e attraverso il portale si potranno anche associare ai diversi appalti alcuni indicatori di trasparenza e di qualità dell’amministrazione. Il dibattito sarà un’occasione unica per confrontarsi con i risultati di una ricerca finanziata dall’Unione Europea (Horizon 2020) e in cui sono coinvolti docenti della facoltà di Scienze politiche e sociali dell’Università Cattolica di Milano, come il professor Francesco Calderoni , e alcuni ricercatori di Transcrime.

 

Le mani della mafia sul mercato

Milano Le mani della mafia sul mercato Il rapporto finale di More , il progetto europeo coordinato dal Centro di ricerca Transcrime dell’Università Cattolica, mostra i fattori di rischio legati all’infiltrazione della criminalità organizzata nell’economia europea. L’Est Europa (soprattutto Romania, Bulgaria e Slovacchia) mostra l’uso più intensivo di contante, ma anche Germania ed Austria risultano ai primi posti. Questa disarmonia genera processi di “ displacement ” dei gruppi criminali verso quei Paesi dove è più facile fare investimenti o acquisire beni di consumo cash , perché più semplice riciclare denaro sporco. Le aziende registrate a Malta, Cipro, ma anche in Germania, Regno Unito e Repubblica Ceca, mostrano il maggior numero di collegamenti con azionisti e titolari effettivi di Paesi off-shore e ad alta opacità finanziaria , e in media la maggiore complessità della struttura societaria . Frequenti, sia in Italia che all’estero, le aziende infiltrate dalla criminalità organizzata e specializzate nella produzione di fatture false , poi usate a scopo di evasione fiscale, riciclaggio di denaro o di prodotti rubati. Grazie all’analisi di più di 500 aziende infiltrate in 50 casi studio, 20 mila bilanci , più di 25 milioni di azionisti di società europee , More ha effettuato la prima valutazione sistematica in tutti i 28 paesi membri dei fattori di rischio che facilitano l’infiltrazione della criminalità organizzata nell’economia legale. Inoltre, lo studio ha individuato schemi ricorrenti di infiltrazione e riciclaggio dei principali gruppi criminali attivi in Europa (dalle mafie italiane, alla criminalità cinese, da quella russa alle bande di motociclisti).

 

Armi, i numeri di un traffico illecito

Milano Armi, i numeri di un traffico illecito Secondo il rapporto finale del Progetto Fire, coordinato da Transcrime, pistole e fucili che alimentano il florido mercato nero arrivano principalmente dall’Europa dell’Est. A partire dal 2014 un gruppo di ricercatori ha iniziato a raccogliere e analizzare i dati sul traffico illecito di armi in Europa consultando le fonti aperte quali articoli di giornali e comunicati stampa di polizie e uffici delle dogane. É stato un lavoro di ricerca molto complesso - spiega Marina Mancuso , project manager del progetto FIRE - perché sono pochi gli stati membri che pubblicano e rendono disponibili dati ufficiali su questo mercato illecito». Il traffico illecito è composto quasi esclusivamente da vecchie armi che vengono riattivate - sottolinea Marina Mancuso - ed è estremamente raro vedere circolare pistole e fucili illeciti di nuova produzione». Essendo delle merci durevoli, le armi rimangono nel mercato nero per molti anni e una stessa pistola può quindi essere soggetta a più transazioni e a più passaggi di mano. Inoltre è necessario un maggior coordinamento tra le polizie nazionali nella tracciabilità delle armi e nella realizzazione di un più efficace controllo delle frontiere. Infine, serve una maggior attenzione ai nuovi mercati di scambio delle armi, tra cui il deep web come dimostra la storia di Ali Sonboly.

 

Europa, la mappa del riciclaggio

Milano Europa, la mappa del riciclaggio Presentati i primi risultati di una ricerca cofinanziata dalla Commissione Europea e coordinata da Transcrime per identificare il rischio di Money Laundering in Italia, Paesi Bassi e Regno Unito. Il ricercatore Michele Riccardi ne parla ai nostri microfoni. Al progetto IARM, condotto da un consorzio coordinato dal centro di ricerca Transcrime dell’Università Cattolica, hanno partecipato ricercatori, istituzioni e imprese operanti nel settore dell’anti riciclaggio. I dati, che verranno presentati ufficialmente alla fine di gennaio 2017, costituiranno un prezioso supporto alle autorità pubbliche e private - come ad esempio banche e agenzie immobiliari -, al fine di sviluppare policy sempre più efficaci nella lotta al riciclaggio. Michele Riccardi , ricercatore di Transcrime, anticipa alcuni dei risultati finali del progetto IARM coordinato dal centro di ricerca universitario e co-finanziato dall’Unione Europea. Il progetto ha, tra le altre cose, individuato le province italiane e i settori di attività economica più esposti al rischio riciclaggio, e ha effettuato un’analisi di quanti azionisti e titolari effettivi di imprese italiane sono collegati a paesi off-shore e altre giurisdizioni a rischio. riciclaggio #denaro #europa #transcrime Facebook Twitter Send by mail.

 

Il danno della criminalità comune

Milano Il danno della criminalità comune Il Centro di ricerca Transcrime in collaborazione con il Ministero dell'Interno ha analizzato il danno provocato dai reati denunciati in Italia dal 2004 al 2015.Quelli appropriativi più frequenti nel nord Italia, quelli violenti più diffusi al sud. luglio 2016 Qual è il danno della criminalità comune in Italia? A questa domanda prova a rispondere il recente rapporto “ Il danno della criminalità comune ”, nato dalla collaborazione tra il centro Transcrime e il Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno . La ricerca rappresenta uno dei primi tentativi di misurare il danno della criminalità comune in Italia esaminando la gravità di alcuni reati appropriativi e violenti compiuti in Italia dal 2004 al 2015 e i costi economici diretti da essi provocati . Tra i risultati di questo studio si nota come dal 2004 al 2015 la gravità dei reati violenti commessi si sia complessivamente ridotta nonostante l’aumento del numero degli eventi denunciati (più reati, ma meno gravi). Inoltre si evidenziano delle differenze territoriali significative: nel 2015 la criminalità violenta registra una maggior gravità nel Sud Italia, mentre la criminalità appropriativa è più grave nelle regioni del Nord. Nel farlo siamo partiti dalla considerazione che i reati non sono tutti uguali, ma hanno una diversa incidenza sul vissuto dei cittadini a seconda della loro gravità e del loro impatto economico sui bilanci familiari ”. Ma quali vantaggi derivano da questo genere di analisi? Come spiegano Dugato e Favarin: “ Il conteggio dei reati non è più sufficiente per comprendere a pieno i danni prodotti dalla criminalità .

 

La Sherlock Holmes dei traffici illeciti

Cattolicapost La Sherlock Holmes dei traffici illeciti Armi, tabacco, droga e rifiuti industriali: Serena Favarin , concluso il dottorato in Criminologia con una ricerca sulle concentrazioni criminali a Milano, studia a Transcrime come funzionano questi mercati illegali e come analizzarli con metodi scientifici. La raccolta dati, che è il primo passo nell’analisi di qualsiasi fenomeno, risulta molto impegnativa a causa della scarsità di informazioni disponibili» spiega la criminologa. Nel 2013, le regioni che registrano i volumi maggiori di sigarette illecite sono la Campania, la Basilicata e la Lombardia: complessivamente il fenomeno è in diminuzione, a eccezione proprio di quest’ultima regione, che invece ha fatto registrare un aumento considerevole dei traffici dal 2006 al 2013 (+53,7%)». Per raccogliere questi dati - prosegue la criminologa - vengono utilizzate le informazioni provenienti dall’ Empty pack survey , un’indagine fatta dalle major del tabacco sui pacchetti vuoti in diverse città del mondo, con la raccolta in modo sistematico dei pacchetti di sigarette gettati nella spazzatura, sia leciti che illeciti. La raccolta dati per questo progetto si è basata sull’analisi sistematica delle open sources (principalmente articoli di giornale e comunicati stampa delle agenzie delle dogane dei diversi paesi dell’Ue)» afferma. Attraverso il supporto di un crawler , sono state raccolte e catalogate informazioni già disponibili sul web che riguardano il traffico illecito di armi da fuoco in tutti i paesi dell’Unione europea. Armi, tabacco, droga e rifiuti industriali: traffici illeciti che attraversano l’Europa e che fruttano milioni di euro alle organizzazioni criminali che li gestiscono.

 
Go top