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Tumori, farmaci per terapie più mirate

Roma Tumori, farmaci per terapie più mirate Uno studio pubblicato su Scientific Reports , frutto della collaborazione tra Università Cattolica, Policlinico A. Gemelli Irccs e Cnr, ha identificato una molecola brevettata in grado di inibire selettivamente l’attività della proteina-chinasi NEK6. febbraio 2019 Secondo i più recenti dati epidemiologici (I numeri del cancro in Italia, VIII edizione 2018), complessivamente in Italia ogni giorno circa mille persone ricevono una diagnosi di tumore maligno e le malattie neoplastiche rappresentano ancora la seconda causa di morte (29% di tutti i decessi) dopo le malattie cardiovascolari (37%). In particolare, i dati ISTAT indicano il carcinoma del polmone come prima causa di morte oncologica nella popolazione italiana generale, seguito dal carcinoma del colon-retto e dal carcinoma della mammella femminile. Il tumore dell’ovaio, al nono posto tra le forme tumorali, a fronte di un’incidenza relativamente bassa, rappresenta la principale causa di morte per tumore ginecologico. “Risultati simili sono stati ottenuti anche da altri gruppi di ricerca in differenti tumori solidi. Sulla base di tali rilevanze cliniche e in considerazione del ruolo di NEK6 nella progressione del ciclo cellulare e nella crescita ancoraggio-indipendente, abbiamo ipotizzato che tale proteina potesse costituire un target interessante e promettente per nuove terapie antitumorali personalizzate”. “Grazie all’utilizzo dei più recenti metodi di chimica computazionale, che permettono di testare virtualmente milioni di composti al computer, abbiamo identificato una serie di molecole con putativa attività inibitoria per NEK6”, prosegue la dottoressa De Rosa .

 

Premio Usa a due giovani ricercatrici

Roma Premio Usa a due giovani ricercatrici Maria Alessandra Calegari e Brunella Di Stefano riceveranno il Merit Award in occasione del Congresso della American Society of Clinical Oncology a Chicago, insieme ai 125 migliori giovani oncologi del mondo per le ricerche cliniche sui tumori del colon. Il prestigioso premio ottenuto insieme ad altri 125 giovani oncologi di tutto il mondo (tra cui 12 italiani) sarà consegnato durante il Congresso della American Society of Clinical Oncology (ASCO) che si tiene a Chicago dal 31 maggio al 4 giugno. Le ricerche cliniche per cui le due giovani oncologhe riceveranno il premio si concentrano su uno specifico gruppo di neoplasie colon-rettali rare: quelle caratterizzate da mutazioni del gene BRAF, solitamente con prognosi sfavorevole. Sono state confrontate le caratteristiche clinico-patologiche, la prognosi e la risposta alle terapie della mutazione frequente rispetto alle mutazioni rare del gene BRAF, dimostrando che le mutazioni rare descrivono un differente gruppo di neoplasie con prognosi migliore. oncologia #asco #tumori #colon #premio Facebook Twitter Send by mail GLI STUDI PREMIATI Maria Alessandra Calegari , 31 anni, specializzata in Oncologia medica si è formata presso la Cattolica a Roma, dove ha conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia e la specializzazione in Oncologia Medica. Bensi M1, Calegari MA1, Basso M1, Orlandi A1, Boccaccino A1, Lombardo F3, Zurlo IV1, Di Stefano B1, Camarda F1, Vivolo R1, Cocomazzi A2, Martini M2, 2 Auriemma A3, Pozzo C1, Bria E1,4, Salvatore L1, Tortora G1. L’Oncologia Medica della Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica e della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS partecipano all’ASCO presentando numerosi studi sul tumore del colon, della mammella e sul melanoma, in collaborazione con diverse strutture e con il Comprehensive Cancer Center del Gemelli.

 

Cancro del pancreas, nuovo farmaco

I risultati della ricerca sulla prestigiosa rivista New England Journal of Medicine 03 giugno 2019 Un farmaco innovativo consente di raddoppiare la sopravvivenza libera da progressione in pazienti con cancro del pancreas con particolari alterazioni del Dna, individuate grazie all’analisi del profilo genico-molecolare del singolo paziente. Lo studio è iniziato ed è stato in buona parte svolto dal professor Tortora presso l’Università di Verona, dove era Ordinario di Oncologia Medica e Direttore della Oncologia dell’Azienda Ospedaliera Integrata di Verona prima di approdare a Roma all’Università Cattolica e al Gemelli dove la ricerca è stata completata. POLO è uno studio internazionale molto rigoroso, randomizzato di Fase III con placebo, in doppio cieco in pazienti con adenocarcinoma del pancreas con mutazione nei geni BRCA1 e/o BRCA2 (gBRCAm) sottoposti per almeno 16 settimane chemioterapia e non hanno avuto una progressione di malattia. oncologia #tumori #pancreas #farmaci Facebook Twitter Send by mail LO STUDIO ";POLO"; Lo studio POLO si è basato su un precedente recente studio di Fase II, in cui l'aggiunta dell'inibitore di PARP aveva dimostrato un tasso di risposte di quasi il 22% in pazienti con mutazione gBRCAm. POLO è stato quindi il primo studio di Fase III che ha valutato l'efficacia del mantenimento con un inibitore di PARP nei tumori del pancreas dopo chemioterapia. Lo studio POLO ha dimostrato un incremento significativo e clinicamente rilevante della sopravvivenza nei pazienti con gBRCAm che hanno ricevuto olaparib invece del placebo dopo chemioterapia, ottenendo una sopravvivenza media liberi da progressione di malattia di 7,4 vs. 3,8 mesi, riducendo quindi del 47% il rischio di progressione dei pazienti trattati. “POLO è quindi il primo studio che nei tumori del pancreas stabilisce un vantaggio nel trattamento con un nuovo farmaco biologico assegnato sulla base di una alterazione genetica-molecolare - sottolinea il professor Tortora -.

 

Una firma molecolare contro il tumore della cervice

Roma Una firma molecolare contro il tumore della cervice Uno studio ha condotto all’identificazione di un meccanismo costituito da tre geni: in futuro potrebbe aiutare nella scelta terapeutica. Lo studio ha portato all’identificazione di una firma molecolare composta da tre geni (ANXA2, NDRG1 e STAT1) in grado di predire la risposta al trattamento radiochemioterapico (CRT) neoadiuvante nelle pazienti con tumore della cervice uterina localmente avanzato. Queste evidenze cliniche sono state alla base di un ambizioso progetto di ricerca traslazionale volto ad identificare potenziali biomarcatori predittivi di risposta nel nostro setting clinico”, spiega il professor Giovanni Scambia . “L’algoritmo di machine learning da noi sviluppato - aggiunge infine la dottoressa Daniela Gallo - consente di determinare la probabilità di sensibilità o resistenza alla CRT, a partire dal livello di espressione dei marcatori d’interesse, misurati con una metodica di analisi di uso comune nei laboratori e di facile utilizzo. Una volta validati su una coorte più ampia di pazienti, questi risultati potrebbero rappresentare un importante passaggio verso l’applicazione di approcci terapeutici personalizzati nel trattamento della malattia. L’identificazione di biomarcatori molecolari predittivi di risposta alla terapia, cioè caratteristiche oggettivamente misurabili e valutabili, costituisce infatti uno degli obiettivi più importanti della medicina personalizzata. Determinante ai fini della traslazionalità della ricerca, è soprattutto la capacità di trasferire nella pratica clinica i risultati ottenuti in laboratorio, cioè in altre parole di realizzare kit destinati ad uno screening rapido e poco costoso delle pazienti”, conclude la dottoressa Gallo.

 

Tumore al seno, la tecnologia amica

Roma Tumore al seno, la tecnologia amica Da uno studio Altems emergono i benefici dell’uso di terapie sottocute patient friendly: riduzione dei tempi di somministrazione, dei tempi di attesa in ospedale, della permanenza nel day-hospital. Oggi più che mai è necessario valutare ogni innovazione, sia essa terapeutica o tecnologica, in un’ottica multidimensionale che comprenda tutti gli aspetti ad essa correlati nel breve e lungo periodo: assistenziali, economici, sociali ed etici. Questo obiettivo è raggiungibile attraverso l’Health Technology Assessment che consente di analizzare le variabili con il valore aggiunto della partecipazione di tutti gli stakeholder coinvolti nel processo (dalle Istituzioni, al clinico, fino al paziente). La somministrazione endovena oltre a tempi sensibilmente più lunghi, richiede la presenza di un accompagnatore e comporta il rallentamento dei flussi lavorativi dello staff medico (inserimento di cateteri, rischio di reazioni avverse all’infusione) e in generale maggiori costi. La somministrazione sottocute nel carcinoma della mammella supera molte di queste problematiche a beneficio sia del paziente e del suo caregiver (migliorando l’autonomia e la produttività di entrambi e l’aderenza al trattamento) sia dell’organizzazione ospedaliera che ne guadagna in efficienza temporale ed economica. Offrire una riduzione dei tempi di attesa in ospedale del 34% e in generale del 50% la permanenza nel day-hospital significa riconsegnare alla persona e alla società un tempo di qualità. I risultati del Report HTA 2017 confermano la validità della formulazione sottocute per il linfoma non-Hodgkin, come alternativa alla formulazione endovenosa non solo in termini di migliore gestione dei tempi ma anche di minori possibili complicanze legate alla somministrazione endovena.

 

Tumori, test cognitivi svelano la prognosi

Roma Tumori, test cognitivi svelano la prognosi Uno studio di neuropsicologi e neurochirurghi infantili della facoltà di Medicina e Policlinico Gemelli, pubblicato sulla rivista “Child’s Nervous System”, permette di capire l’andamento delle neoplasie cerebrali nel bambino in fase pre e post operatoria. Reso noto sulla rivista “Child’s Nervous System”, lo studio è il risultato di un lavoro condotto da Daniela Chieffo , neuropsicologa e psicoterapeuta della UOC di Neuropsichiatria Infantile del Gemelli. La ricerca è stata presentata in occasione dell’annuale Congresso della Società Internazionale di Neurochirurgia Pediatrica (The International Society for Pediatric Neurosurgery – ISPN 2016) che si è svolta a Kobe (Giappone) dal 23 al 27 ottobre ( http://www.ispn2016.org/ ). L’esperta ha effettuato una valutazione neuro cognitiva prima e dopo intervento in un campione di 126 piccoli pazienti affetti da tumori cerebrali, poi operati dagli specialisti dell’UOC di Neurochirurgia Infantile del Policlinico A. Gemelli con istologia di tipo Astrocitoma pilocitico, Medulloblastoma, Ganglioglioma, PNET, Glioblastoma. Queste neoplasie vengono trattate chirurgicamente e successivamente con protocolli neuro oncologici specifici rispetto all’istologia di ciascuno paziente, rispettando il protocollo mondiale della Sanità secondo la classificazione della WHO (World Health Organization) 2007. “L’ipotesi – conclude Chieffo - è che il tumore a lento accrescimento provocherebbe maggiormente nel tempo una riduzione o un arresto dei circuiti responsabili del funzionamento cognitivo, rispetto ad una malattia con proliferazione attiva che essendo recente rispetto alla diagnosi non provocherebbe al contrario un’alterazione dei circuiti responsabili”. tumori #pediatria #test #neurochirurgia Facebook Twitter Send by mail.

 

Canti gospel e passi di danza

Roma Canti gospel e passi di danza Giovedì 1 dicembre Charlie Channon e Steve La Chance sono i protagonisti nell’auditorium di Roma del concerto di beneficenza a favore di Mia Neri Foundation, per sostenere la ricerca contro i tumori pediatrici, condotta alla Cattolica-Policlinico Gemelli. Protagonisti della serata Charlie Cannon ed il suo Coro “Charlie’s Gospel Angels” e il noto ballerino Steve La Chance con gli Allievi della sua Scuola di Danza “La Chance Ballet”. La missione della Fondazione, si legge nel sito della Onlus ( www.mianerifoundation.com ) è quella di raccogliere fondi per sostenere la ricerca finalizzata alla scoperta di cure per i tumori dei bambini. Questi fondi vengono destinati secondo le indicazioni di un comitato scientifico composto da esperti di provata competenza e hanno, come sede privilegiata di utilizzo, la Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica e il Policlinico A. Gemelli, dove Mia è stata curata per tutto il tempo della sua malattia. L’Associazione sta entrando nel terzo anno di attività e continua nel suo duplice impegno di raccogliere fondi e di distribuirli a favore della oncologia pediatrica – dichiara il professor Giovanni Neri , presidente della Fondazione e già Ordinario di Genetica Medica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore –. Si tratta di un’importante ricerca focalizzata sullo studio dei meccanismi di regolazione dell’espressione genica in cellule tumorali attraverso i processi di metilazione del RNA, importante contributo alle conoscenze di base che porteranno in futuro allo sviluppo di più efficaci terapie personalizzate. Il secondo progetto attualmente in via di svolgimento riguarda nuovi metodi di riabilitazione motoria di piccoli pazienti oncologici, in collaborazione con l’Unità Operativa Complessa di Oncologia Pediatrica del Policlinico Gemelli e con la Fondazione Don Gnocchi.

 

Tumori, la prevenzione comincia a tavola

Piacenza Tumori, la prevenzione comincia a tavola Nel convegno promosso in collaborazione con lo Ieo si è parlato del possibile ruolo delle molecole bio-attive presenti negli alimenti per scongiurare le neoplasie. Inoltre un aspetto abbastanza trascurato dai media è stata l’attenzione che la monografia dello Iarc dedicava ai nitrati che vengono usati come conservanti negli insaccati. L’indagine epidemiologica pubblicata recentemente è però inevitabilmente stata condotta sui risultati raccolti negli ultimi 20-30 anni, e non può quindi tenere conto della situazione attuale» fa notare il ricercatore della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali. Aumentare il nostro consumo di legumi potrebbe essere una mossa vincente: «I legumi sono un’ottima fonte di fibra che crea un ecosistema intestinale sfavorevole all’insorgere del tumore». Per capire anche la minor incidenza di diabete o obesità di allora, bisogna pure considerare che negli anni Quaranta la gran parte della gente lavorava nei campi e lo faceva con la zappa, la meccanizzazione non era ancora diffusa. Oggi siamo più sedentari e, da un punto di vista alimentare, negli ultimi tempi si consuma molta più carne di maiale rispetto al pesce, con un rapporto tra acidi grassi omega 6 / omega 3 tutto a sfavore di questi ultimi». I tumori di interesse gastroenterologico saranno l’oggetto di tre interventi per chiarire le cause alimentari del tumore gastrico, il ruolo dell’ocratossina A sull’insorgenza del carcinoma epatico e quello del microbiota intestinale sullo sviluppo del tumore al colon-retto» sottolinea ancora Rossi.

 

Trenta Ore e Gemelli, progetto per la vita

ROMA Trenta Ore e Gemelli, progetto per la vita Alla presenza della testimone Lorella Cuccarini , inaugurata la Sala di Tecno-consulto integrata nel nuovo “Percorso dedicato al Bambino con tumori solidi cerebrali”. gennaio 2016 A nove mesi dalla maratona televisiva di raccolta fondi per la Campagna “Home”, Trenta Ore per la Vita e la Fondazione Policlinico A. Gemelli inaugurano la “rete di video-diagnostica" in alta definizione che è parte del progetto “Insieme Per la Salute” . La Sala di Tecno-consulto dotata di tecnologie a supporto della rete assistenziale di video diagnostica dedicata ai bambini con tumori cerebrali, che fa parte del progetto “Insieme Per la Salute”, è stata inaugura oggi alla Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma. Questa iniziativa vede alleati insieme al Gemelli e a Trenta Ore per la Vita, che ringrazio nuovamente per averci scelto, i quattro centri italiani, qui rappresentati dai vertici aziendali, capofila del progetto che hanno accolto con piena disponibilità la nostra proposta di collaborazione. Tutti concordi per una causa comune: quella di essere accanto nel modo più appropriato ed efficace a bambini che vivono un momento difficile nel loro percorso di crescita, e alle loro famiglie, accompagnandoli e seguendoli lungo il loro iter di diagnosi e di cura. In questo momento del simbolico taglio nastro di questo innovativo progetto possiamo davvero ripetere concordemente quello che tutti noi sappiamo: è proprio vero che l'unione fa la forza, una forza buona perché rivolta ad alleviare l'esistenza di chi soffre. Per sua natura il progetto “Insieme Per la Salute” vuole essere un’iniziativa aperta: già altre strutture hanno richiesto di aderire alla rete, ognuno con le proprie competenze, tecnologie e persone per migliorare le condizioni dei cittadini e contribuire alla crescita del Servizio Sanitario Nazionale.

 

Protonterapia, primo polo a Roma

È un primo esempio di virtuosa collaborazione tra pubblico e privato, che andrà ad arricchire il mosaico della nuova sanità della Regione Lazio e che coniuga alta qualità assistenziale, innovazione tecnologica, ricerca clinica e appropriatezza delle prestazioni. Questo progetto TOP IMPLART, nato per la realizzazione di un prototipo di acceleratore lineare di protoni per la cura dei tumori e finanziato dalla Regione Lazio, è frutto della collaborazione tra l’Istituto Superiore di Sanità, Enea e gli Istituti IFO Regina Elena. Successivamente ai primi mesi di attività clinica e durante l’istallazione del secondo Gantry al Gemelli, è previsto uno studio epidemiologico ed una valutazione clinico/organizzativa, e l’avvio delle opere per altri due Gantry all’IRE che si concluderanno entro la fine del 2024. tumori #protonterapia #innovazionetecnologica #ricerca Facebook Twitter Send by mail PROTONTERAPIA E TRATTAMENTO DEI TUMORI La protonterapia è una tecnica oncologica radioterapica di precisione che consente di effettuare trattamenti più efficaci e meno tossici sui tumori complessi che ad oggi non si possono trattare con le tecnologie convenzionali. Grazie alle proprietà fisiche dei protoni, la protonterapia permette, rispetto alla radioterapia convenzionale con fotoni, di rilasciare la dose con estrema precisione sul tessuto tumorale e, conseguentemente, di irradiare il tumore con dose più elevata, riducendo l’esposizione e quindi i danni radio indotti sui tessuti normali. L’accelerazione dota i protoni di un’energia che raggiunge i 230 MeV (Mega Electron Volts), rispetto ai 30 MeV della fotonterapia, e che permette di colpire dall’esterno i tessuti tumorali che si trovano fino a 30 cm di profondità all’interno del corpo. E’ una terapia tecnologicamente avanzata, ma il suo utilizzo clinico è ormai consolidato ed in rapida espansione in tutto il mondo, soprattutto grazie alla realizzazione di apparecchiature sempre più precise e impianti sempre più compatti e compatibili con spazi ospedalieri e urbani.

 

Tumori, il taglia-incolla del Dna

Cattolicapost Tumori, il taglia-incolla del Dna Grazie alle Borse Zegna , nel suo anno al MD Anderson Cancer Center di Houston, Luigi Perelli studierà i meccanismi responsabili della progressione del cancro al rene utilizzando un metodo innovativo che potrebbe determinare nuove chance terapeutiche. settembre 2018 Far luce sui meccanismi responsabili della progressione del cancro del rene e del processo metastatico, con particolare attenzione all’eterogeneità delle cellule tumorali. È questo l’obiettivo dell’anno di ricerca che Luigi Perelli trascorrerà all’ MD Anderson Cancer Center di Houston, in Texas, sotto la supervisione del dottor Giannicola Genovese . Il progetto di ricerca permetterà un avanzamento delle nostre conoscenze sulle complesse relazioni delle cellule tumorali e potrà avere un forte impatto a livello della medicina traslazionale, offrendo nuove chances terapeutiche per bloccare la crescita del tumore e le sue metastasi». Luigi, in attesa di partire per Houston, continua a dedicarsi ai progetti di ricerca avviati all’Istituto di Patologia Generale dell’Università Cattolica. Sono sicuro che il nuovo ambiente di ricerca sia entusiasmante per quanto riguarda lo scambio di idee tra scienziati e l’acquisizione delle ultimissime tecnologie in campo biologico e medico nella lotta contro i tumori. Ecco perché l’ MD Anderson Cancer Center , che promuove continuamente lo scambio interculturale tra ricercatori provenienti da decine di paesi da tutto il mondo, è il posto migliore per la ricerca contro il cancro».

 
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