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Tumori, il taglia-incolla del Dna

Cattolicapost Tumori, il taglia-incolla del Dna Grazie alle Borse Zegna , nel suo anno al MD Anderson Cancer Center di Houston, Luigi Perelli studierà i meccanismi responsabili della progressione del cancro al rene utilizzando un metodo innovativo che potrebbe determinare nuove chance terapeutiche. settembre 2018 Far luce sui meccanismi responsabili della progressione del cancro del rene e del processo metastatico, con particolare attenzione all’eterogeneità delle cellule tumorali. È questo l’obiettivo dell’anno di ricerca che Luigi Perelli trascorrerà all’ MD Anderson Cancer Center di Houston, in Texas, sotto la supervisione del dottor Giannicola Genovese . Il progetto di ricerca permetterà un avanzamento delle nostre conoscenze sulle complesse relazioni delle cellule tumorali e potrà avere un forte impatto a livello della medicina traslazionale, offrendo nuove chances terapeutiche per bloccare la crescita del tumore e le sue metastasi». Luigi, in attesa di partire per Houston, continua a dedicarsi ai progetti di ricerca avviati all’Istituto di Patologia Generale dell’Università Cattolica. Sono sicuro che il nuovo ambiente di ricerca sia entusiasmante per quanto riguarda lo scambio di idee tra scienziati e l’acquisizione delle ultimissime tecnologie in campo biologico e medico nella lotta contro i tumori. Ecco perché l’ MD Anderson Cancer Center , che promuove continuamente lo scambio interculturale tra ricercatori provenienti da decine di paesi da tutto il mondo, è il posto migliore per la ricerca contro il cancro».

 

Tumore al seno, la tecnologia amica

Roma Tumore al seno, la tecnologia amica Da uno studio Altems emergono i benefici dell’uso di terapie sottocute patient friendly: riduzione dei tempi di somministrazione, dei tempi di attesa in ospedale, della permanenza nel day-hospital. Oggi più che mai è necessario valutare ogni innovazione, sia essa terapeutica o tecnologica, in un’ottica multidimensionale che comprenda tutti gli aspetti ad essa correlati nel breve e lungo periodo: assistenziali, economici, sociali ed etici. Questo obiettivo è raggiungibile attraverso l’Health Technology Assessment che consente di analizzare le variabili con il valore aggiunto della partecipazione di tutti gli stakeholder coinvolti nel processo (dalle Istituzioni, al clinico, fino al paziente). La somministrazione endovena oltre a tempi sensibilmente più lunghi, richiede la presenza di un accompagnatore e comporta il rallentamento dei flussi lavorativi dello staff medico (inserimento di cateteri, rischio di reazioni avverse all’infusione) e in generale maggiori costi. La somministrazione sottocute nel carcinoma della mammella supera molte di queste problematiche a beneficio sia del paziente e del suo caregiver (migliorando l’autonomia e la produttività di entrambi e l’aderenza al trattamento) sia dell’organizzazione ospedaliera che ne guadagna in efficienza temporale ed economica. Offrire una riduzione dei tempi di attesa in ospedale del 34% e in generale del 50% la permanenza nel day-hospital significa riconsegnare alla persona e alla società un tempo di qualità. I risultati del Report HTA 2017 confermano la validità della formulazione sottocute per il linfoma non-Hodgkin, come alternativa alla formulazione endovenosa non solo in termini di migliore gestione dei tempi ma anche di minori possibili complicanze legate alla somministrazione endovena.

 

Protonterapia, primo polo a Roma

È un primo esempio di virtuosa collaborazione tra pubblico e privato, che andrà ad arricchire il mosaico della nuova sanità della Regione Lazio e che coniuga alta qualità assistenziale, innovazione tecnologica, ricerca clinica e appropriatezza delle prestazioni. Questo progetto TOP IMPLART, nato per la realizzazione di un prototipo di acceleratore lineare di protoni per la cura dei tumori e finanziato dalla Regione Lazio, è frutto della collaborazione tra l’Istituto Superiore di Sanità, Enea e gli Istituti IFO Regina Elena. Successivamente ai primi mesi di attività clinica e durante l’istallazione del secondo Gantry al Gemelli, è previsto uno studio epidemiologico ed una valutazione clinico/organizzativa, e l’avvio delle opere per altri due Gantry all’IRE che si concluderanno entro la fine del 2024. tumori #protonterapia #innovazionetecnologica #ricerca Facebook Twitter Send by mail PROTONTERAPIA E TRATTAMENTO DEI TUMORI La protonterapia è una tecnica oncologica radioterapica di precisione che consente di effettuare trattamenti più efficaci e meno tossici sui tumori complessi che ad oggi non si possono trattare con le tecnologie convenzionali. Grazie alle proprietà fisiche dei protoni, la protonterapia permette, rispetto alla radioterapia convenzionale con fotoni, di rilasciare la dose con estrema precisione sul tessuto tumorale e, conseguentemente, di irradiare il tumore con dose più elevata, riducendo l’esposizione e quindi i danni radio indotti sui tessuti normali. L’accelerazione dota i protoni di un’energia che raggiunge i 230 MeV (Mega Electron Volts), rispetto ai 30 MeV della fotonterapia, e che permette di colpire dall’esterno i tessuti tumorali che si trovano fino a 30 cm di profondità all’interno del corpo. E’ una terapia tecnologicamente avanzata, ma il suo utilizzo clinico è ormai consolidato ed in rapida espansione in tutto il mondo, soprattutto grazie alla realizzazione di apparecchiature sempre più precise e impianti sempre più compatti e compatibili con spazi ospedalieri e urbani.

 

Tumori, test cognitivi svelano la prognosi

Roma Tumori, test cognitivi svelano la prognosi Uno studio di neuropsicologi e neurochirurghi infantili della facoltà di Medicina e Policlinico Gemelli, pubblicato sulla rivista “Child’s Nervous System”, permette di capire l’andamento delle neoplasie cerebrali nel bambino in fase pre e post operatoria. Reso noto sulla rivista “Child’s Nervous System”, lo studio è il risultato di un lavoro condotto da Daniela Chieffo , neuropsicologa e psicoterapeuta della UOC di Neuropsichiatria Infantile del Gemelli. La ricerca è stata presentata in occasione dell’annuale Congresso della Società Internazionale di Neurochirurgia Pediatrica (The International Society for Pediatric Neurosurgery – ISPN 2016) che si è svolta a Kobe (Giappone) dal 23 al 27 ottobre ( http://www.ispn2016.org/ ). L’esperta ha effettuato una valutazione neuro cognitiva prima e dopo intervento in un campione di 126 piccoli pazienti affetti da tumori cerebrali, poi operati dagli specialisti dell’UOC di Neurochirurgia Infantile del Policlinico A. Gemelli con istologia di tipo Astrocitoma pilocitico, Medulloblastoma, Ganglioglioma, PNET, Glioblastoma. Queste neoplasie vengono trattate chirurgicamente e successivamente con protocolli neuro oncologici specifici rispetto all’istologia di ciascuno paziente, rispettando il protocollo mondiale della Sanità secondo la classificazione della WHO (World Health Organization) 2007. “L’ipotesi – conclude Chieffo - è che il tumore a lento accrescimento provocherebbe maggiormente nel tempo una riduzione o un arresto dei circuiti responsabili del funzionamento cognitivo, rispetto ad una malattia con proliferazione attiva che essendo recente rispetto alla diagnosi non provocherebbe al contrario un’alterazione dei circuiti responsabili”. tumori #pediatria #test #neurochirurgia Facebook Twitter Send by mail.

 

Canti gospel e passi di danza

Roma Canti gospel e passi di danza Giovedì 1 dicembre Charlie Channon e Steve La Chance sono i protagonisti nell’auditorium di Roma del concerto di beneficenza a favore di Mia Neri Foundation, per sostenere la ricerca contro i tumori pediatrici, condotta alla Cattolica-Policlinico Gemelli. Protagonisti della serata Charlie Cannon ed il suo Coro “Charlie’s Gospel Angels” e il noto ballerino Steve La Chance con gli Allievi della sua Scuola di Danza “La Chance Ballet”. La missione della Fondazione, si legge nel sito della Onlus ( www.mianerifoundation.com ) è quella di raccogliere fondi per sostenere la ricerca finalizzata alla scoperta di cure per i tumori dei bambini. Questi fondi vengono destinati secondo le indicazioni di un comitato scientifico composto da esperti di provata competenza e hanno, come sede privilegiata di utilizzo, la Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica e il Policlinico A. Gemelli, dove Mia è stata curata per tutto il tempo della sua malattia. L’Associazione sta entrando nel terzo anno di attività e continua nel suo duplice impegno di raccogliere fondi e di distribuirli a favore della oncologia pediatrica – dichiara il professor Giovanni Neri , presidente della Fondazione e già Ordinario di Genetica Medica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore –. Si tratta di un’importante ricerca focalizzata sullo studio dei meccanismi di regolazione dell’espressione genica in cellule tumorali attraverso i processi di metilazione del RNA, importante contributo alle conoscenze di base che porteranno in futuro allo sviluppo di più efficaci terapie personalizzate. Il secondo progetto attualmente in via di svolgimento riguarda nuovi metodi di riabilitazione motoria di piccoli pazienti oncologici, in collaborazione con l’Unità Operativa Complessa di Oncologia Pediatrica del Policlinico Gemelli e con la Fondazione Don Gnocchi.

 

Tumori, la prevenzione comincia a tavola

Piacenza Tumori, la prevenzione comincia a tavola Nel convegno promosso in collaborazione con lo Ieo si è parlato del possibile ruolo delle molecole bio-attive presenti negli alimenti per scongiurare le neoplasie. Inoltre un aspetto abbastanza trascurato dai media è stata l’attenzione che la monografia dello Iarc dedicava ai nitrati che vengono usati come conservanti negli insaccati. L’indagine epidemiologica pubblicata recentemente è però inevitabilmente stata condotta sui risultati raccolti negli ultimi 20-30 anni, e non può quindi tenere conto della situazione attuale» fa notare il ricercatore della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali. Aumentare il nostro consumo di legumi potrebbe essere una mossa vincente: «I legumi sono un’ottima fonte di fibra che crea un ecosistema intestinale sfavorevole all’insorgere del tumore». Per capire anche la minor incidenza di diabete o obesità di allora, bisogna pure considerare che negli anni Quaranta la gran parte della gente lavorava nei campi e lo faceva con la zappa, la meccanizzazione non era ancora diffusa. Oggi siamo più sedentari e, da un punto di vista alimentare, negli ultimi tempi si consuma molta più carne di maiale rispetto al pesce, con un rapporto tra acidi grassi omega 6 / omega 3 tutto a sfavore di questi ultimi». I tumori di interesse gastroenterologico saranno l’oggetto di tre interventi per chiarire le cause alimentari del tumore gastrico, il ruolo dell’ocratossina A sull’insorgenza del carcinoma epatico e quello del microbiota intestinale sullo sviluppo del tumore al colon-retto» sottolinea ancora Rossi.

 

Trenta Ore e Gemelli, progetto per la vita

ROMA Trenta Ore e Gemelli, progetto per la vita Alla presenza della testimone Lorella Cuccarini , inaugurata la Sala di Tecno-consulto integrata nel nuovo “Percorso dedicato al Bambino con tumori solidi cerebrali”. gennaio 2016 A nove mesi dalla maratona televisiva di raccolta fondi per la Campagna “Home”, Trenta Ore per la Vita e la Fondazione Policlinico A. Gemelli inaugurano la “rete di video-diagnostica" in alta definizione che è parte del progetto “Insieme Per la Salute” . La Sala di Tecno-consulto dotata di tecnologie a supporto della rete assistenziale di video diagnostica dedicata ai bambini con tumori cerebrali, che fa parte del progetto “Insieme Per la Salute”, è stata inaugura oggi alla Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma. Questa iniziativa vede alleati insieme al Gemelli e a Trenta Ore per la Vita, che ringrazio nuovamente per averci scelto, i quattro centri italiani, qui rappresentati dai vertici aziendali, capofila del progetto che hanno accolto con piena disponibilità la nostra proposta di collaborazione. Tutti concordi per una causa comune: quella di essere accanto nel modo più appropriato ed efficace a bambini che vivono un momento difficile nel loro percorso di crescita, e alle loro famiglie, accompagnandoli e seguendoli lungo il loro iter di diagnosi e di cura. In questo momento del simbolico taglio nastro di questo innovativo progetto possiamo davvero ripetere concordemente quello che tutti noi sappiamo: è proprio vero che l'unione fa la forza, una forza buona perché rivolta ad alleviare l'esistenza di chi soffre. Per sua natura il progetto “Insieme Per la Salute” vuole essere un’iniziativa aperta: già altre strutture hanno richiesto di aderire alla rete, ognuno con le proprie competenze, tecnologie e persone per migliorare le condizioni dei cittadini e contribuire alla crescita del Servizio Sanitario Nazionale.

 
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