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Stili di vita, universitari rimandati

Sono troppi gli studenti sedentari, cioè ben 3 su 10 non svolgono attività fisica, mentre un numero consistente di universitari cedono alle lusinghe di Tabacco e di Bacco: 3 studenti su 10 hanno l’abitudine al fumo e 4 su 10 consumano settimanalmente vino e birra. Altissima l’attitudine verso le nuove tecnologie, con rischio di abuso e dipendenza: tutti gli studenti (uomini e donne) hanno almeno un telefono cellulare e 7 su 10 usano smartphone per essere sempre connessi. Al di là di uno stile di vita non del tutto salutare la stragrande maggioranza degli universitari italiani - ben 8 su 10 – si sentono in buona o ottima salute. La ricerca integrale, pubblicata sugli Annali dell’Istituto Superiore di Sanità , ha riguardato stili di vita e comportamenti di 8.516 studenti di dieci università italiane (di Nord, Centro e Sud del Paese), in età compresa tra 18 e 30 anni: 5.702 donne (67%) e 2.814 uomini (33%) con età media di 22,2 anni. Il 77,1% degli studenti universitari ha dichiarato di avere una salute buona o molto buona, mentre 25,8% ha riferito di avere - quasi ogni giorno - almeno un uno dei seguenti disturbi: cefalea, mal di stomaco, mal di schiena, stanchezza, nervosismo, vertigini e difficoltà ad addormentarsi. Ed è proprio per motivo che sono stati attivati - nelle sedi di Roma, Milano, Brescia della Università Cattolica del Sacro Cuore - tre sportelli di counseling, fruibili da parte degli studenti di tutte le Università presenti nel territorio . I problemi, per cui gli studenti si sono rivolti agli sportelli, afferivano ai seguenti ambiti: di medicina generale; ginecologico/andrologico; allergologico; psichico (disturbi del comportamento alimentare; problematiche familiari; ansia, disturbo compulsivo-ossessivo; problemi di adattamento alla realtà universitaria da parte degli “studenti fuori sede”).

 

Migrazioni, arrivano i corridoi universitari

Il Manifesto, già sottoscritto da più di 20 atenei italiani, si fonda su alcuni principi generali - che sono quelli dell’uguaglianza e non discriminazione, dell’accoglienza, della conoscenza, dell’integrazione, della valorizzazione delle differenze, della partecipazione – e suggerisce alcuni impegni programmatici per tradurli in azione concreta. A questo Manifesto abbiamo aderito con convinzione perché si basa su alcuni valori che sono anche i valori fondativi dell’Università Cattolica, in particolare l’attenzione alla persona e i principi di solidarietà e sussidiarietà», sostiene Marco Caselli. Come pure è importante sottolineare che il documento sottoscritto non presta attenzione solo agli studenti ma anche ai docenti visto che le situazioni di guerra e di catastrofi naturali penalizzano molti nostri colleghi che, pur avendo le nostre capacità, si trovano nelle condizioni di non poter fare questo mestiere». Tra le altre misure auspicate dal Manifesto per favorire l’inclusione di studenti, ricercatori e docenti rifugiati figurano il supporto agli studenti titolari di protezione internazionale, il supporto per il riconoscimento di titoli e qualifiche, borse di studio e altri incentivi. Ne sono un esempio il progetto di accoglienza di studenti siriani che, avviato nell’anno accademico 2016/17, ha dato l’opportunità a cinque giovani di iscriversi a corsi di laurea attivati nelle sedi di Milano e di Piacenza. Ci deve essere un impegno delle Università e della società civile per formare persone che poi possano agire su quelle che sono le cause profonde di questi fenomeni nella prospettiva di un mondo migliore che può sembrare retorica ma non lo è affatto». Nella foto in alto Nour, una ragazza siriana che è stata accolta a studiare nella sede di Piacenza dell'Università Cattolica e ha concluso il suo percorso di laurea in Scienze dell'educazione #manifesto universita' inclusiva #corridoi universitari #accoglienza Facebook Twitter Send by mail Print.

 
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