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La Dolce Vita nei chiostri

MILANO La Dolce Vita nei chiostri Presentata in largo Gemelli la ricerca curata da Massimo Scaglioni sul caso " La Dolce Vita ". La ricostruzione del lungo dibattito culturale nel mondo cattolico ha preceduto la proiezione del film nel Cortile d’Onore by VALENTINA STEFANI | 17 settembre 2020 Sedie opportunamente distanziate, una platea di studenti e pubblico milanese, pop corn e caramelle come in un vero e proprio cinema all’aperto e tanta voglia di ricominciare. Alla ricerca dell’Università Cattolica va il merito della riscoperta e dell’analisi approfondita di rari e preziosi materiali audiovisivi, come Teche Rai e Settimana Incom , tra cui l’intervista del padre Gesuita Angelo Arpa, difensore del film e vicino a Fellini, rilasciata a Sergio Zavoli per la rubrica “Nuovi Orizzonti”. I gesuiti del Centro San Fedele di Milano, difendendo strenuamente il film - prosegue Scaglioni - hanno dato vita ad un modo nuovo di guardare alla complessità del linguaggio cinematografico, aprendo una breccia rispetto alla quale lo stesso atteggiamento della cultura cattolica nei confronti del cinema andrà a modificarsi». L’anteprima de La dolce vita nel 1960 era stata organizzata dai padri gesuiti presso il Centro Culturale San Fedele di Milano. Aveva partecipato “un gruppo ristretto e qualificato” di spettatori – come recita il tagliando d’invito conservato presso l’Archivio del Centro stesso – composto da sette padri e una settantina di critici e giornalisti. L’accoglienza dei gesuiti milanesi fu unanime e positiva riconoscendo e valorizzando il messaggio di “denuncia coraggiosa dello stile di vita di alcuni ceti della società e di certe ambiguità della religiosità, anche popolare” contenuto nel film.

 

Quando “La dolce vita” divise il mondo cattolico

 
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