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Da Kierkegaard ai Social Media

filosofia Da Kierkegaard ai Social Media Il filosofo danese se non potrà mai darci un algoritmo capace di individuare una fake news è in grado di aiutarci a problematizzare consapevolmente che cosa significhi “vero”. Considerato da molti il padre dell’esistenzialismo, il filosofo danese era estremamente attento ai modi della comunicazione, anzi era perfettamente consapevole che una certa modalità comunicativa potesse influire in modo essenziale sugli stessi contenuti del messaggio. Kierkegaard comprendeva le dimensioni esistenziali dell’ambiguità nella comunicazione, ciò che chiamava ‘comunicazione indiretta’, e come la comunicazione stessa forma le relazioni umane. La grandezza di Kierkegaard è incontestabile» spiega il professor Fausto Colombo , docente di Teoria della comunicazione e dei media in Università Cattolica. Secondo Ingrid Basso , ricercatrice del Dipartimento di Filosofia dell’Università Cattolica e relatrice al simposio, «quando parliamo di Kierkegaard ci riferiamo naturalmente a un vero che è in se stesso vitale, un vero esistenziale”. Ora, come tutto questo può rientrare in un discorso che voglia affrontare il problema attuale delle cosiddette fake-news? Innanzitutto per poter parlare di “fake” bisogna avere appunto un corrispettivo opposto di riferimento, che si usa appunto definire “vero”, ma che potremmo però meglio chiamare “autentico”. Inoltre lui stesso fu oggetto di una campagna denigratoria di un giornale satirico, Corsaren , a opera di quelli che oggi chiameremmo dei veri e propri haters .

 
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