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La felicità è un pane che si mangia insieme

Roma La felicità è un pane che si mangia insieme Domenica 17 marzo nella Chiesa Centrale del Campus di Roma una Messa per ricordare Modesta Valenti e tutte le persone senza fissa dimora morte lo scorso Inverno a causa del freddo. Circa sessanta gli studenti che sono stati coinvolti nel servizio a tavola ed al termine hanno partecipato alla festa vissuta da tutti in uno spirito di grande amicizia e familiarità. Claudio Giuliodori , Assistente Ecclesiastico generale dell'Ateneo, e concelebrata da Don Antonio Bomenuto e Don Nunzio Currao , Assistenti Pastorali della Sede di Roma, e da Don Fernando , sacerdote della Comunità di Sant’Egidio, è stata animata dai giovani della Comunità di Sant’Egidio e dal Coro degli Studenti dell’Università Cattolica. L'immagine rappresentava l'icona della moltiplicazione dei pani, segno della generosità e della solidarietà che insieme si moltiplicano, vivendo la condivisione con tutti, nessuno escluso, poiché, come il Vangelo ci insegna, la felicità è un pane che si mangia insieme. Per questo, nell’anniversario della sua scomparsa, si fa memoria nella liturgia di tutti gli “amici per la strada” a cui la Comunità si è fatta prossima che hanno perso la vita, ricordando ciascuno per nome. Con loro la Comunità, attraverso il servizio delle mense, le cene itineranti, i luoghi di accoglienza, ha intessuto negli anni rapporti di prossimità e di familiarità, nel tentativo di migliorare le difficili condizioni della loro vita. La memoria di Modesta e degli amici per la strada, da Roma si è diffusa in tanti luoghi dove la Comunità è vicina a chi vive e muore senza dimora.

 

Per una nuova stagione dell'accoglienza

Roma Per una nuova stagione dell'accoglienza Domenica 9 dicembre grande partecipazione per la tradizionale Cena di Natale con gli ospiti della Villetta della Misericordia, gli anziani soli del quartiere e le famiglie della Scuola della Pace. La Santa Messa nella Chiesa centrale della sede. Claudio Giuliodori , Assistente Ecclesiastico generale dell’Università Cattolica ha definito la Villetta della Misericordia, la struttura all’interno del Campus della sede di Roma che dal settembre 2016 ospita persone senza fissa dimora, nell’omelia della Santa Messa celebrata domenica 9 dicembre nella Chiesa centrale. Il Vescovo Giuliodori ha sottolineato "l'importanza di momenti come questo, in tempi difficili come quelli in cui stiamo vivendo, dove le vie tortuose divenute diritte non sempre implicano un incontro tra persone diverse". A conclusione della Liturgia Eucaristica, è stato ricordato come in questo principio di inverno a Roma abbiano già perso la vita due persone senza fissa dimora a causa del freddo e quanto sia necessario vivere una nuova stagione dell'accoglienza. La cena, gentilmente offerta da EDUcatt con il prezioso contributo della ditta Pellegrini, è stata preceduta dalla Liturgia Eucaristica della II Domenica di Avvento, molto partecipata e animata dal Coro degli studenti della sede di Roma dell’Ateneo. Il bel clima di festa è stato sostenuto anche dalla tombolata finale, durante la quale Babbo Natale ha consegnato a tutti gli ospiti i tanto attesi premi, offerti dalla Direzione di Sede dell'Università Cattolica.

 

Dalla parte degli ultimi

Roma Dalla parte degli ultimi Una festa nella sede di Roma nel ricordo di Modesta Valenti , un’anziana senza fissa dimora scomparsa nel 1983. La Liturgia è stata presieduta da Don Andriy Vakhrushev , sacerdote ucraino della Comunità di Sant’Egidio, e concelebrata da Don Francesco Dell’Orco , assistente pastorale della sede di Roma, e da Don Fernando Escobar , giovane sacerdote de El Salvador, ordinato presbitero da poche settimane. Nella sua omelia, Don Andriy ha sottolineato che «la memoria di Modesta è come l’alleanza di amore che il Signore ha stabilito con noi attraverso i nostri amici più poveri». ‘Vogliamo vedere Gesù’ è la richiesta del nostro mondo smarrito, confuso, segnato dalla violenza e dalla guerra, travolto dalle ragioni del conflitto che induriscono i cuori, che seminano inimicizia, che armano le mani e le menti di tanti». Durante la liturgia sono stati ricordati i nomi di tutti coloro che hanno vissuto nelle strade di Roma e per ciascuno è stata accesa una candela, nella grande commozione di tutti i presenti. Inoltre è stato consegnato a tutti un fiore, che con i suoi colori rappresenta la vita e con il suo profumo è simbolo di quella preghiera che si innalza al Signore perché nessuno sia più solo ma sia sempre abbracciato da quell’amicizia che rimarrà per sempre. Per questo, nell’anniversario della sua scomparsa, si fa memoria nella liturgia di tutti gli “amici per la strada” a cui la Comunità si è fatta prossima che hanno perso la vita, ricordando ciascuno per nome.

 
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