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Un corso sulla violenza di genere

Milano Un corso sulla violenza di genere Conoscere le dimensioni sociologica, psicologica, pedagogica, giuridica, economica, psicoterapeutica del fenomeno e gli strumenti adottati per rilevare il rischio, e individuare precocemente i segnali. È a questo tema, purtroppo costantemente alla ribalta della cronaca, che la laurea magistrale in Psicologia dello sviluppo e dei processi di tutela ha dedicato un corso e alcune giornate di studio. Grazie al finanziamento ottenuto con un bando della Regione Lombardia, il corso di “Psicologia della violenza di genere” mira a trasmettere e offrire le competenze di base e specialistiche per promuovere percorsi di contrasto alla violenza contro le donne . Conoscere le dimensioni sociologica, psicologica, pedagogica, giuridica, economica, psicoterapeutica del fenomeno e gli strumenti adottati per rilevare il rischio, e individuare precocemente i segnali della violenza sono gli obiettivi del corso. Sono previste anche lezioni di stampo giuridico ed esperienziale per informare sulle norme penali e su tutti gli strumenti giuridici a contrasto della violenza contro le donne, sulle linee guida nella violenza assistita, sul trattamento del maltrattante, sul sostegno alla genitorialità e all’accompagnamento giudiziario. E ancora il racconto del primo contatto telefonico nell’esperienza di un Centro Antiviolenza, l’informazione sulla rete antiviolenza del Comune di Milano, sulla protezione e la presa in carico delle vittime e sui Centro di ascolto sono argomenti al centro del corso. Dagli stereotipi alla violenza di genere ” giovedì 11 aprile (via Nirone, 15 a Milano, dlle ore 8.30) per offrire un’occasione di approfondimento e formazione specialistica sul contrasto alla violenza di genere e alla violenza domestica dal punto di vista sociale, psicologico e legale.

 

La Cattolica in prima linea contro la violenza sulle donne

Il 25 novembre si celebra la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne e il dipartimento e la facoltà di Psicologia dell’Ateneo l’hanno celebrata con l’evento “ Il mondo rosa e il mondo azzurro: dagli stereotipi alla violenza di genere ” che rientra in un progetto sostenuto dalla Regione Lombardia. I dati sono in parte contrastanti: dal report della Polizia di Stato del 2019, si riscontra come dal 2016 al 2019 la quota di vittime di sesso femminile di reati di aggressione sia cresciuta dal 68% al 71%. A titolo d’esempio, secondo i dati della Polizia di Stato gli autori dei reati persecutori indicati dalle vittime sono sconosciuti solo nel 9% dei casi complessivi, a fronte di un 61% di ex partner, 11% di partner non conviventi, 15% di conoscenti o amici, 4% di familiari o parenti (dati Polizia di Stato). I dati di ricerca che abbiamo raccolto come Centro di ricerca CRidee evidenziano, infatti, come l’aggressione impatti in modo significativo le capacità delle mamme che entrano in un programma di protezione di prendersi cura dei figli, soprattutto a causa del rischio di sviluppo di sintomatologia post-traumatica e depressiva. (UNiversità In REte contro la violenza di genere), il cui obiettivo è stabilire un network di atenei italiani che possa favorire l'attuazione della “Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e contrasto alla violenza contro le donne e la violenza domestica” sui tre compiti istituzionali citati prima. Questa visione che schiaccia la molteplicità di ognuno, come ha evidenziato Chiara Rossini di NarrAzioni, si rafforza attraverso il linguaggio che «è in grado di modellare in nostro cervello, le convinzioni e gli atteggiamenti che cambiano il nostro modo di agire e pensare» (Jubin Abutalebi). Un esempio virtuoso è quello del progetto Un.I.Re., Università in Rete, che ha la finalità di istituire e sostenere un network di università italiane che possano condividere attività di ricerca, di formazione e di terza missione su questo tema.

 
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