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Sgreccia, la benedizione del Papa

Roma Sgreccia, la benedizione del Papa Il Santo Padre è intervenuto alla conclusione della cerimonia funebre presieduta in San Pietro dal cardinal Giovanni Battista Re . giugno 2019 Si è conclusa con la benedizione di Papa Francesco la cerimonia funebre in San Pietro, che ha dato l’ultimo saluto al cardinal Elio Sgreccia. Era non solo un esperto, ma un riferimento nel mondo cattolico per le questioni legate all'etica, nella difesa della vita dal concepimento fino alla morte naturale e della diffusione della pastorale della vita». La santa messa è stata concelebrata dall’assistente ecclesiastico generale dell’Ateneo monsignor Claudio Giuliodori alla presenza del rettore Franco Anelli, del collegio cardinalizio e degli assistenti pastorali dell’Università e della Cappellania Ospedaliera. Momento significativo fu per lui il 13 maggio del 1981 quando Papà Giovanni Paolo II fu portato al Policlinico Gemelli, dopo l'attentato, e monsignor Sgreccia gli rimase costantemente accanto». Dall'istituzione in Università Cattolica della prima cattedra di Bioetica in Europa, notevole è stato il contributo del cardinal Sgreccia al dibattito su tutti i temi cruciali della Bioetica fino alla nomina a Presidente della Pontificia Accademia per la Vita e a Cardinale della Chiesa» ha proseguito il cardinale. Egli spiegava che quando nel cammino dell'uomo sorge un ostacolo o un problema, non ci si deve arrendere o arrestarsi, ma spiegare le vele senza cedere al compromesso, alla ricerca di una soluzione secondo la fede e il Magistero della Chiesa.

 

Alimentazione e idratazione artificiale, la posizione della Santa Sede

maggio 2019 di Adriano Pessina * L’esistenza di Vincent Lambert, persona in stato di minima coscienza, è attualmente sospesa alle decisioni giuridiche che permetteranno o no la sospensione dei trattamenti di alimentazione e idratazione artificiale. Per meglio inquadrare il senso di questa Nota, è utile ricordare che di fatto riprende il pronunciamento del 1 agosto del 2007 della Congregazione per la Dottrina per la fede dal titolo “ Risposte a quesiti della Conferenza episcopale statunitense circa l’alimentazione e l’idratazione artificiali ”. Il riferimento non è al concetto di “sacralità” della vita, ma a quello di dignità della persona umana e quindi si pone nel contesto di una categoria particolarmente cara all’etica cosiddetta “laica” del Novecento. L’attuale Nota introduce due ulteriori elementi di riflessione : il rischio che prevalgano il criterio della cosiddetta qualità della vita - che è solitamente pensato in termini di soggettiva valutazione del valore dell’esistenza - e quello, politico - sociale, legato alla “cultura dello scarto”. Nella circolarità virtuosa tra il prendersi cura degli ammalati e di chi li cura, si gioca anche una nuova prospettiva culturale, capace di farsi carico delle più estreme e anche misteriose condizioni di radicale disabilità, come quelle delle persone in stato vegetativo o di minima coscienza. Lo “stato vegetativo”, infatti, è stato patologico certamente gravoso, che tuttavia non compromette in alcun modo la dignità delle persone che si trovano in questa condizione, né i loro diritti fondamentali alla vita e alla cura, intesa come continuità dell’assistenza umana di base. La sospensione di tali cure rappresenta, piuttosto, una forma di abbandono del malato, fondata su un giudizio impietoso sulla sua qualità della vita, espressione di una cultura dello scarto che seleziona le persone più fragili e indifese, senza riconoscerne l’unicità e l’immenso valore.

 

Caso Lambert: «No a strumentalizzazioni»

Parla il nuovo direttore Caso Lambert: «No a strumentalizzazioni» Sulla vicenda del francese a cui i medici avevano avviato l’iter per interrompere l’idratazione e l’alimentazione artificiali interviene il direttore del Centro di Ateneo di Bioetica e Scienze della vita Massimo Antonelli . Su questa situazione controversa che vede i pareri contrastanti della moglie e dei genitori del paziente, abbiamo sentito il professor Massimo Antonelli , direttore del Centro di Ateneo di Bioetica e Scienze della vita . Come si può considerare il parere della famiglia? «La questione è delicata perché quando si stabilisce il piano terapeutico per un malato è necessario che ci sia una stretta interazione con la famiglia e, dove è possibile, con il paziente. Ma è chiaro che, se la situazione parentale è complessa, è necessario un confronto sereno che non è pensabile in una condizione di oppressione mediatica». Con quale atteggiamento è giusto porsi di fronte a situazioni come queste? «È difficile mantenere una linea di equilibrio e di bilanciamento rispettosa del malato e fondamentale è mantenere sempre il rapporto fiduciario con il malato e con la famiglia. Dall’esterno non si possono dare giudizi tranchant , data la delicatezza di queste situazioni, ed è importante evitare le strumentalizzazioni che invece sono in agguato quando il caso diventa mediatico e viene politicizzato. Vorrei aggiungere che sembra che la popolazione di questi pazienti sia molto larga e che riempia gli ospedali.

 

Scienza e vita sempre più in dialogo

milano Scienza e vita sempre più in dialogo Il presidente della Pontificia Accademia per la vita monsignor Vincenzo Paglia in Cattolica ripercorre i 25 anni di storia dell’istituzione voluta da san Giovanni Paolo II. Un cammino che affronta anche le sfide della tecnica e dell’intelligenza artificiale. by Agostino Picicco | 07 maggio 2019 Dalle frontiere della vita alla rapida evoluzione della scienza e della tecnica. È intrecciato a questi temi il quarto di secolo di storia della Pontificia Accademia per la vita , istituita da san Giovanni Paolo II nel 1994 per monitorare in modo più strutturato e organico la profondità e la rapidità dei cambiamenti nel campo biomedico. A ripercorrere le tappe salienti di un lungo percorso di riflessione e di dibattito culturale è intervenuto in largo Gemelli il presidente dell’Accademia monsignor Vincenzo Paglia (a sinistra nella foto) . Poi si è confrontata con le nuove problematiche del prosieguo della vita e oggi affronta i cambiamenti imposti dalla scienza e dalla tecnica. Con monsignor Paglia si è confrontato il professor Adriano Pessina (a destra nella foto) del Comitato direttivo della Pontificia Accademia per la vita e docente di Filosofia morale, che ha evidenziato la nuova visione di un umanesimo fraterno e solidale del documento papale. Il Papa esorta la bioetica ad assumere una prospettiva globale per affrontare con le categorie di un nuovo umanesimo le complesse questioni che lo stesso agire umano solleva nella storia degli individui e dei popoli.

 

La Cattolica per la Giornata Mondiale del Malato

Roma La Cattolica per la Giornata Mondiale del Malato Da domenica 3 febbraio, Giornata Nazionale per la vita, a lunedì 11 febbraio , il Centro Pastorale e la Cappellania ospedaliera promuovono alla Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS una serie di incontri di riflessione e testimonianza. A conclusione della prima giornata, alle ore 17.00 nella Hall del Policlinico, si è tenuta la Celebrazione Eucaristica, presieduta da S. E. Mons. L’itinerario spirituale e di riflessione culminerà nella giornata di lunedì 11 febbraio: alle ore 15.30, nella Hall della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, si terrà la Presentazione del Messaggio del Santo Padre per la XXVII Giornata Mondiale del Malato con l’intervento di S. E. Mons. A seguire si svolgerà la Tavola rotonda “Memoria e gratuità nella storia del Policlinico”, moderata da Don Francesco Dell’Orco , Assistente Pastorale dell’Università Cattolica, con testimonianze di professori, medici, volontari, Cappellani e Suore di Maria Bambina sull’assistenza alla persona malata nel corso della storia del Policlinico Gemelli. La giornata si concluderà alle ore 17.00 nella Hall del Policlinico con la Celebrazione Eucaristica presieduta da S. E. Mons. giornatamondialedelmalato #giornataperla vita #centropastorale Facebook Twitter Send by mail TUTTI GLI APPUNTAMENTI Martedì 5 febbraio, alle ore 16.00 presso la sala Medicinema (piano 8°, ala A del Policlinico) si terrà un Cineforum con la proiezione del film “Passione di Bernadette”. Mercoledì 6 febbraio alle ore 18.00 presso la Cappella “San Giuseppe Moscati” (3° piano Policlinico) le Associazioni di Volontariato che operano all’interno dei reparti dell’ospedale animeranno un Incontro di preghiera e di riflessione.

 

Pav, Pessina nel Consiglio direttivo

milano Pav, Pessina nel Consiglio direttivo Il direttore del Centro d’Ateneo di Bioetica dell'Università Cattolica è stato nominato dal Papa tra i membri dell’organo alla guida della Pontificia Accademia per la Vita. agosto 2017 Il professor Adriano Pessina , direttore del Centro d’Ateneo di Bioetica , è stato nominato da Papa Francesco membro del Consiglio Direttivo della Pontificia Accademia per la Vita . A essi va poi aggiunto, a norma dello Statuto dell’Accademia (art. monsignor Pierangelo Sequeri , preside dell’Istituto Giovanni Paolo II per gli studi sul matrimonio e la famiglia. Al Consiglio, che si ritrova almeno due volte l’anno sotto la conduzione del Presidente e del Cancelliere dell’Accademia, spettano i compiti di indirizzo generale delle attività dell’ente (art. nonché la discussione e la disamina delle attività ordinarie e straordinarie dell’Accademia stessa (art. vita #pontificiaaccademia #vaticano #chiesa Facebook Twitter Send by mail.

 

Quando la morte non era tabù

Perché? Lo storico Franco Cardini lo ha spiegato in Cattolica nel secondo appuntamento dei “Mercoledi di Vita e Pensiero” by Luca Aprea | 15 febbraio 2011 «Non c’è momento storico dove la morte non sia presente. Professore ordinario di Storia medievale presso l’Istituto Italiano di Scienze Umane di Firenze, ex membro del CdA della Rai nonché pubblicista prolifico lo storico fiorentino mercoledì 9 febbraio è stato il protagonista del secondo appuntamento dei “Mercoledì di Vita e Pensiero” il ciclo di incontri promosso dall’omonima libreria. Tema del dibattito, sviluppato insieme a Danilo Zardin , docente di Storia moderna del nostro ateneo, “La vita e la morte nel Medioevo” , argomento già trattato da Cardini nel sesto numero del bimestrale “Vita & Pensiero”. Spiega Cardini: « Nella civiltà occidentale si è diffuso il concetto che morti e vivi devono stare separati perché nei morti c’è un qualcosa di altro da sé che va tenuto distante, controllato. Sono consapevole di andare contro la mia stessa categoria – ha ammesso Cardini – ma va ricordato che sul tema sono stati riconosciuti ai medievisti meriti eccessivi perché è stata proprio questa corrente a scommettere su questo tema e affrontarlo in modo nuovo. I giovani purtroppo leggono questi testi in modo distaccato ed è un peccato perché si tratta di un approccio decisamente recente, parliamo di circa cinquant’anni fa, che andrebbe affrontato con più entusiasmo». Il prossimo appuntamento con i “Mercoledì di Vita e Pensiero” è previsto per mercoledì 23 febbraio, sempre all’interno della libreria di largo Gemelli: Silvia Vegetti Finzi e Marie Simon daranno vita all’incontro “ Figli di genitori separati: come dar loro la parola”.

 

Giornalisti, il rischio del cinismo

MILANO Giornalisti, il rischio del cinismo Roberto Righetto e Silvano Petrosino hanno inaugurato, con una riflessione sul rapporto tra stampa ed etica dopo i fatti di Avetrana, i “Mercoledì di Vita e Pensiero”, un ciclo per discutere a partire dagli articoli del bimestrale della Cattolica. È questa la domanda che dà senso e titolo all’incontro che il 19 gennaio ha inaugurato il ciclo de “I mercoledì di Vita e Pensiero” . Il primo di una serie di appuntamenti che, fino a maggio, avranno per scenario la libreria di largo Gemelli. Roberto Righetto , responsabile delle pagine culturali del quotidiano "Avvenire", stavolta, intervista Silvano Petrosino , docente di Semiotica dell'Università Cattolica, sul rapporto tra moralità e mondo dell’informazione. Il mestiere del cronista oggi è in crisi – spiega Petrosino, autore di un articolo sul tema nell’ultimo numero del bimestrale “Vita e Pensiero” – perché si costruiscono le notizie in modo tale da risultare poco chiare». Petrosino, incalzato dalle domande di Righetto, ha parlato della pertinenza delle fonti e di quanto sia importante per un giornalista non riportare solo frasi a effetto. Di fronte a questa verità, e alla realtà quotidiana, piuttosto scarsa, alla quale si assiste sulla stampa italiana, Roberto Righetto ha posto un’ultima domanda a Petrosino sul futuro della stampa.

 

Separazioni, la parola ai figli

MILANO Separazioni, la parola ai figli È stata raccolta in un volume di “Vita e Pensiero”, presentato in libreria, l’esperienza pluriennale dei Gruppi di ascolto dei bambini di genitori separati. Il libro è il frutto di un lavoro che dal 2006 vede uno staff di psicologi impegnati nei “Gruppi di parola”, composti da bambini tra i 6 e i 12 anni che condividono la realtà della separazione dei genitori. Se parliamo di bambini, cominciamo ad ascoltarli – ha detto Marie Simon, una delle promotrici dei Gruppi di Parola all’estero -, ad ascoltare quello che hanno da dire sulla separazione, sulla sofferenze provocata dal legame spezzato. Questo è stato lo spunto per la nascita dei Gruppi che prendono in carico proprio il legame sofferente tra genitori e figli, presentandosi come una sorta di esperienza “correttiva”. Questo è quello che succede anche nei Gruppi di parola dove al termine degli incontri i figli restituiscono il lavoro fatto ai genitori, pronti ad affrontare il legame in modo nuovo, pronti a “salire sul pulmino” e a continuare a viaggiare insieme». È una “magia lenta” quella che accade nel gruppo quando i bambini parlano e si esprimono liberamente senza essere interrogati dalle operatrici, e mentre raccontano le loro emozioni si accorgono di non essere solo quell’emozione ma di poter essere anche altro. Anche se la tensione al dire non è mai esaurita da nessun detto - ha sottolineato Maria Teresa Maiocchi -, l’enunciazione del dolore dei bambini davanti a tutte le ragioni che vengono spiegate è la possibilità loro offerta per andare avanti».

 
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