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Sono della Cattolica gli Azzurri vincenti!

MILANO Sono della Cattolica gli Azzurri vincenti! Ai Campionati Universitari Milanesi trionfano le squadre Unicatt: vittoria per la squadra di calcio, successi anche per le squadre maschili e femminili di basket. giugno 2018 Nell’estate dei Mondiali senza Italia ci sono delle maglie azzurre che una coppa al al cielo l’hanno alzata: quelle della squadra di calcio maschile della Cattolica che battendo 2-1 la Statale hanno conquistato il Campionato Universitario Milanese. Il primo gol da opportunista di area di rigore mentre il secondo, in apertura di ripresa, a detta di tutti i presenti è destinato ad essere ricordato come uno dei più belli mai visti nella storia del torneo: dribbling a rientrare e imparabile destro a giro sul secondo palo. Devo ringraziare Dario Bettoncelli che ha seguito questa squadra per due stagioni e sicuramente questa vittoria è frutto anche del suo lavoro oltre che dell'impegno di quest'anno”. Gara sempre condotta dalle nostre ragazze che però, nel finale hanno lasciato campo alle avversarie consentendo loro di tornare in partita proprio nell'ultimo quarto. Emozioni a non finire anche nel torneo di basket maschile dove la Cattolica ha conquistato il titolo all'ultimo secondo dell'overtime battendo sempre la Statale 100-98. Ad un passo dalla vittoria i ragazzi della pallavolo che si sono arresi solo in finale contro la Statale che si è imposta con un netto 3-0 (26-24, 25-17, 25-23).

 

A muro per volare oltre la rete

Alumni A muro per volare oltre la rete Ilaria Galbusera è capitana della nazionale italiana volley femminile sorde e si è laureata in Economia e gestione dei beni culturali. Si descrive con queste parole Ilaria Galbusera , 27 anni, una di quelle persone che permettono di dire che la meglio gioventù esiste ancora. Laureata in Economia e gestione dei beni culturali e dello spettacolo nella sede milanese dell’Università Cattolica, capitano della nazionale italiana volley femminile sorde , ha fatto della sua sordità uno stimolo per abbattere barriere e pregiudizi e ha trasformato lo sport nel più efficace degli strumenti di inclusione. Hai imparato a convivere positivamente con un handicap che reputi sia percepito come tale molto più dagli altri che da te. Quando è scattata questa consapevolezza? Oggi vivo la mia condizione in modo estremamente positivo e, da persona ironica quale sono, ci rido su. Quando mi relaziono con gli altri, mi rendo conto che c’è ancora parecchia ignoranza sulla sordità e su come rapportarsi con le persone non udenti. Quali sono stati i traguardi sportivi che ti sono rimasti più impressi? «Il traguardo più bello in assoluto è stato la medaglia d’argento vinta alle Deaf Olympics , i giochi olimpici per le persone sorde. Spero che questo riconoscimento possa aiutare bambini e ragazzi sordi ad accettarsi, proprio come ho fatto io, e sono felice di poter dire che, da adesso, la nostra disabilità fa ancora più rumore.

 
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