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Prestito, libri a domicilio per i collegiali

È in fase di progettazione una modalità per gestire il prestito in digitale anche dei volumi non presenti nelle piattaforme di prestito disponibili, attraverso l’invio tramite e-mail di una copia digitale che prevedrà le medesime modalità di cessione attive per il prestito. Per l’acquisto delle dispense e dei materiali di studio a circolazione interna l’Ente per il Diritto allo Studio indirizza alla piattaforma digitale tramite la quale è possibile comprare e scaricare via e-mail (solo con dominio icatt.it) i testi necessari alla preparazione degli esami universitari. Per quanto riguarda la pubblicazione, distribuzione e acquisto dei volumi dotati di Isbn ci si continua ad avvalere, come accadeva in precedenza, dei principali e-store (come StreetLib e Ibs ).

 

Covid, serve certezza sulle responsabilità delle imprese

Il professor Marco Marazza , intervistato dal Quotidiano Lavoro del Sole 24 Ore, spiega che «il punto è che il codice civile impone al lavoratore di adottare tutte le misure che secondo le teorie scientifiche prevalenti sono idonee a tutelare la salute del lavoratore. Ma qui, per un verso, siamo di fronte a un rischio di natura generica che esiste nei luoghi di lavoro come a casa. E, per l’altro, sono state definite dall’autorità le misure cautelari idonee a prevenire il rischio di contagio sulla base di indicazioni formulate sulla base delle teorie scientifiche prevalenti. Certamente si tratta di misure che potranno e dovranno essere aggiornate dall’autorità governativa, in base all’evoluzione degli studi medici, ma altrettanto certamente non si può chiedere al datore di lavoro di individuarne altre andando lui a cercare quale è la tesi scientifica prevalente nel panorama mondiale». In questo quadro, secondo il professor Marazza, sarebbe opportuna una norma che chiarisca obblighi e reponsabilità del datore di lavoro e dell’impresa e tutele del lavoratore. Vai al Sole 24 Ore] #diritto del lavoro #imprese #lavoratori #covid Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Covid-19 e salute nei luoghi di lavoro

Roma Covid-19 e salute nei luoghi di lavoro Un metro di distanza è sempre sufficiente? La mascherina deve essere utilizzata nello svolgimento delle mansioni? Queste e altre domande cercano risposta per la ripresa del sistema produttivo. Ma premesso che il datore di lavoro è, in ogni caso, responsabile per l’adozione di misure adeguate a tutelare l’integrità psico-fisica dei suoi dipendenti (art. Però, rispettate queste misure di sicurezza, se pur adattate con la necessaria diligenza, non potrà essere ritenuto responsabile, né penalmente né civilmente, dell’eventuale ”infortunio” sul lavoro consistito nel contagio. Sapere chi deve dare risposte a queste domande sulla base dell’orientamento scientifico prevalente è un punto che può condizionare la ripartenza del sistema produttivo. Sarebbe auspicabile evitare ambiguità, tenuto soprattutto conto che la percezione delle corrette misure di sicurezza (come dimostra l’evoluzione giornaliera del dibattito scientifico) appare piuttosto dinamica perché, a dire il vero, piuttosto incerta è la conoscenza del rischio che dobbiamo fronteggiare. Restando chiaramente del tutto impregiudicato il regime delle responsabilità civili e penali per coloro che, inopinatamente, non rispettassero le regole (più che raccomandazioni) di riferimento. docente di Diritto del Lavoro alla facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica, campus di Roma #lavoro #sicurezza #coronavirus #diritto Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Scomparso Schlesinger, maestro del diritto

Milano Scomparso Schlesinger, maestro del diritto Illustre giurista, fu chiamato a ricoprire la cattedra di Diritto privato dal fondatore dell’Università Cattolica padre Gemelli. Il ricordo dell’allievo e attuale rettore Franco Anelli : «Il mio sforzo di inseguire il modello che sei stato non finirà mai» by Agostino Picicco | 16 marzo 2020 L’Università Cattolica perde uno dei suoi maestri del diritto, il professor Piero Schlesinger . Illustre giurista, noto anche per l’attività di avvocato e di banchiere, e per il garbo e la signorilità che lo hanno sempre contraddistinto, avrebbe compiuto novant’anni il 19 maggio. Laureatosi in Giurisprudenza all’Università di Torino, iniziò nel 1956 l’attività accademica all’Università di Urbino e due anni dopo venne chiamato dal rettore e fondatore dell’Università Cattolica padre Agostino Gemelli a ricoprire la cattedra di Istituzioni di Diritto privato, insegnamento impartito per oltre un trentennio. Dal 1979 al 1990 è stato presidente del Centro italiano di ricerche e d'informazione sull'economia delle imprese pubbliche e di pubblico interesse (CIRIEC). Ha ricevuto l’onorificenza di Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana (1976) e la Medaglia d’oro ai benemeriti della cultura e dell’arte (1979). Lega il suo nome al celebre manuale di Diritto privato, del quale è stato autore con il collega Andrea Torrente, su cui si sono formate tante generazioni di studenti.

 

Il diritto di piangere i nostri morti

Ognuno è chiamato a prendere delle decisioni per proteggere sé stesso e gli altri. Ma, leggendo il decreto del presidente del Consiglio dei ministri (DPCM) dell’8 marzo 2020, articolo 1, comma 1, lettera i, e il decreto del 9 marzo, articolo 1, comma 1, non posso non pormi delle domande. Di fronte alla morte non basta liquidare l’argomento con la benedizione della salma e della tomba, sospendendo i funerali. La perdita di una persona cara è un’esperienza drammatica, che necessita di spazi adeguati per vivere il lutto nella sua dimensione personale e sociale, oltre che religiosa. Il funerale permette, nella nostra cultura, di vivere il cordoglio e iniziare una corretta elaborazione. Non celebrare funerali pubblici oggi è comprensibile, risponde ad un’esigenza straordinaria di salute pubblica, ma non celebrare i funerali affatto, neanche in forma privata alla presenza dei parenti stretti, rispettando le distanze di sicurezza, introduce a mio parere un elemento di disumanità e crudeltà intollerabile, lede i diritti umani. continua a leggere su “Tempi”] #morti #funerali #diritto #coronavirus Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Carlo Castronovo, un maestro delle parole del diritto

A celebrare il 15 novembre il professor Carlo Castronovo , c’erano tanti allievi, che da lui hanno appreso “le parole del diritto”, come recita il titolo degli studi in suo onore. Ma c’erano anche tanti colleghi dell’Università Cattolica, che con lui hanno condiviso gli anni della sua ricca attività accademica, e tanti docenti di atenei sia nazionali sia internazionali, giunti dagli Stati Uniti, dal Perù, dalla Germania e dalla Scozia. È stato proprio il rettore Franco Anelli , anche in veste di giurista, a ribadire nel convegno “ La scienza del diritto civile e la sua dimensione internazionale ” la solennità e l’importanza dell’evento che, non a caso, si è tenuto nell’aula cosiddetta degli “atti accademici”. Una cerimonia, ha proseguito il rettore Anelli, che rinverdisce la tradizione degli “studi in onore”, richiamando due concetti relativi all’essere maestro e alla scuola scientifica: «Carlo Castronovo ha dato continuità a una scuola e ha raccolto un metodo tenendolo vivo. Anche il preside della facoltà di Giurisprudenza Stefano Solimano si è associato ai festeggiamenti per «un riconosciuto maestro del diritto che ha professato per quarant’anni e si è formato qui in Cattolica, è stato ospite del collegio Augustinianum, e ha spezzato il pane della scienza ai suoi allievi». Facendo velato riferimento alla sua esperienza di studente matricola del corso di Istituzioni di diritto privato del professor Castronovo, ha parlato di «docente leggendario, che ha introdotto generazioni di studenti nel santuario del diritto». Il professor Andrea Nicolussi , a nome degli allievi, ha fatto riferimento alla cura per la parola, richiamata nel titolo degli studi in onore: «L’estetica non è secondaria nel diritto.

 

Sblocca-cantieri e spazzacorrotti, un corso sulle novità normative

aprile 2019, n. 32), che ha apportato importanti modifiche con lo scopo di semplificare la disciplina applicabile e rilanciare il settore delle commesse pubbliche. A ciò si aggiungono le riforme che hanno interessato i fenomeni corruttivi che nel settore dei contratti pubblici trovano terreno fertile, dalla legge Severino alla “spazzacorrotti”. Tutte novità normative che saranno esaminate e scandagliate, con un approccio eminentemente pratico, nell’ambito del Corso di Alta Formazione in “Anticorruzione e Contratti pubblici” ( ACoP ) promosso dall’Alta Scuola “Federico Stella” sulla giustizia penale ( Asgp ). Diretto dai professori Gabrio Forti e Aldo Travi , rispettivamente docenti di Diritto penale e Diritto amministrativo nella facoltà di Giurisprudenza all’Università Cattolica, il Corso si avvale di professori universitari, avvocati, funzionari pubblici e magistrati con riconosciuta esperienza nel settore dei contratti pubblici. Particolari approfondimenti saranno dedicati agli ultimi decreti legislativi, tra cui la nuova disciplina degli appalti pubblici che sarà anche il tema centrale della tavola inaugurale del corso in programma giovedì 12 dicembre . La novità più rilevante consiste nel ritorno al modello del regolamento unico, che segna il superamento dell’esperienza delle linee guida vincolanti Anac (Autorità Nazionale Anticorruzione), atti che negli ultimi anni avevano suscitato non poche incertezze interpretative», spiegano gli organizzatori del corso. Le iscrizioni al corso, che prenderà il via il 10 gennaio 2020, sono aperte fino a lunedì 25 novembre.

 

Corporate crimes, a difesa delle vittime

MILANO Corporate crimes, a difesa delle vittime Un innovativo progetto di ricerca-azione, finanziato dalla Commissione Europea e condotto dal Centro studi “Federico Stella” tra chi ha subito illeciti commessi da società commerciali, sarà presentato il 13-14 ottobre in un convegno internazionale a Milano. settembre 2016 Una tipologia di vittime tanto vulnerabile quanto numerosa. È l’enorme platea di persone, computabile in milioni a livello mondiale, offese da reati commessi da società commerciali implicanti danni alla vita, alla salute o all’integrità fisica. Individui e comunità esposti a una vittimizzazione per lo più invisibile o misconosciuta ma non meno grave rispetto a quella prodotta dalla criminalità comune e, pertanto, non meno bisognosa di reclamare una risposta urgente dalle istituzioni della giustizia. Implementation of Directive 2012/29/EU for victims of corporate crimes and corporate violence» saranno presentati nel corso del convegno internazionale Victims &; Corporations. Rights of Victims, Challenges for Corporations, Potentials for New Models of Criminal Justice in programma nelle giornate di giovedì 13 e venerdì 14 ottobre ( Aula Magna , largo Gemelli 1 – Milano). Per maggiori dettagli sul progetto e sul convegno: www.victimsandcorporations.eu #corporatecrimes #corporateviolence #giustizia #diritto Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Oltre la corruzione, la cura delle norme

milano Oltre la corruzione, la cura delle norme L’eccedenza di regole e la previsione di sanzioni numerose e spesso inefficaci sono il segno del deteriorarsi della convivenza civile. L’appello del giurista Gabrio Forti a dotarsi della “nobiltà di spirito” per rispondere alla domanda di giustizia. Oltre la corruzione delle regole e dei saperi (Vita e Pensiero 2018), di Gabrio Forti , docente di Diritto penale e Criminologia e direttore dell’Alta Scuola Federico Stella sulla Giustizia Penale. A introdurre i lavori è stato il rettore Franco Anelli che, oltre a elogiare l’originalità della presentazione, ha ringraziato il professor Forti per l’attività di giurista-letterato che dà «nobiltà culturale alla materia giuridica», che altrimenti rischia di sfociare nel «tecnicismo». L’autore - ideatore tra l’altro dei seminari di “ Giustizia e letteratura ” raccolti sempre in una collana della casa editrice Vita e Pensiero - intesse nel volume un dialogo tra letteratura e diritto, unendo sapiente conoscenza e approfondimento letterario a concretezza del fenomeno giuridico. L’eccedenza di norme che disciplinano minuziosamente i variegati e mutevoli casi delle umane vicende, e la previsione di sanzioni numerose, e spesso inefficaci, sono il segno della corruzione delle regole della civile convivenza che proietta deleteri effetti sul futuro, in particolare delle giovani generazioni. I relatori hanno evidenziato che la corruzione delle norme è un fenomeno tipico delle epoche di decadenza culturale del diritto, anche a causa del degrado di qualità del legislatore.

 

Il ponte tra giustizia e letteratura

MILANO Il ponte tra giustizia e letteratura Nella tavola rotonda promossa dal Centro Studi “Federico Stella” sulla Giustizia penale e la Politica criminale a Palazzo di Giustizia sono emersi i punti di contatto tra le due discipline: entrambi devono prestare la dovuta “attenzione al concreto”. by Fabio Gino Seregni | 25 marzo 2016 Rendere visibile il ponte che collega il diritto con la letteratura. È quanto hanno permesso di fare i relatori della tavola rotonda che si è tenuta a Palazzo di Giustizia di Milano (vedi a lato). La letteratura, infatti, è un tentativo di esprimere un’esperienza vissuta, che non è mai semplicemente un susseguirsi di atti, ma è intreccio, complessità e interrelazione. L’arte dello scrivere è, pertanto, un vero e proprio atto di giustizia per cogliere l´essenza della cosa che si rappresenta. Solo in questo modo la pronuncia giurisdizionale non è portatrice di violenza, diventando atto di riconoscimento, che racconta il male avvenuto, non fossilizzandosi sul passato di un conflitto irrisolto, ma rivolgendosi al futuro, consentendo di ricucire i rapporti tra autore del delitto e vittima. Il ponte che collega la letteratura al diritto è quindi fatto di parole vere, di un linguaggio responsabile che consente di entrare in contatto con la propria individualità e con quella dell’altro ed è volto alla comprensione e a rendere giustizia.

 

La reputazione, un capitale sociale da proteggere dal web

Confini penalistici e prospettive politico-criminali (Giappichelli, 2018) di Arianna Visconti , ricercatrice dell’Alta Scuola “Federico Stella” sulla Giustizia Penale ( Asgp ). Il libro, che è stato presentato in Università Cattolica il 24 maggio, ha fatto da sfondo al convegno dedicato al tema La reputazione al tempo dei social media e dell’intelligenza artificiale . Al centro del dibattito il concetto di reputazione e i suoi legami con l’onore e la dignità umana: un bene prezioso e al tempo stesso fragile, ‘depositato’ com’è nella mente e nelle attitudini delle persone con cui si entra in relazione, diretta o indiretta. Un bene dotato della capacità di aprire prospettive e opportunità, ma anche, ove si connoti in termini negativi, di generare ostracismo e perdita di chances. Si tratta di un ‘capitale sociale’ dalle ramificazioni estremamente estese, del cui sfaccettato valore sono sempre più consapevoli, nell’attuale società iperconnessa e ipermediatica, i protagonisti della vita economica e istituzionale, i quali vanno progressivamente affinando tecniche per costruire, promuovere, o riparare (ove necessario) la propria reputazione. Reputazione e privacy risultano però oggi anche esposte da molti, spesso in modo tanto volontario quanto non meditato, a rischi sempre più pervasivi, potenziati dalla diffusività istantanea e dalla memoria eterna di Internet. La disintermediazione offerta dalla rete, con la sua promessa di affrancamento da ogni forma di controllo sulla libertà di informazione, si è rivelata fonte di impreviste e nuove minacce per i diritti e le libertà fondamentali.

 

Arte e diritto si incrociano in Cattolica

piacenza Arte e diritto si incrociano in Cattolica Una mostra,“Ius e(s)t Ars" che raccoglie numerose opere di artisti contemporanei, tra maestri affermati (Giovanni Campus, Giorgio Milani, Osvaldo e Valdi Spagnulo, Laura Pitscheider, Elena Pugliese) e giovani emergenti (Benito Ligotti, Elena Canavese). Si intitola “Ius e(s)t Ars. Un itinerario tra arte e diritto” e raccoglie numerose opere di artisti contemporanei, tra maestri affermati (Giovanni Campus, Giorgio Milani, Osvaldo e Valdi Spagnulo, Laura Pitscheider, Elena Pugliese) e giovani emergenti (Benito Ligotti, Elena Canavese). Lo scopo della mostra, organizzata in collaborazione tra Centro Pastorale e Dipartimento di Scienze giuridiche , non è solo quello di avvicinare l’arte contemporanea ai più giovani e di offrire un evento culturale alla cittadinanza, che può visitare liberamente la mostra. Lo scopo è anche quello di sollecitare una riflessione sull’oggi e di approfondire tematiche come quelle della giustizia, del rapporto tra regola e disordine e dell’identità nell’era digitale. La terza sezione, “Diritto e identità nell’era digitale” , apre uno squarcio su uno dei temi più affascinanti del diritto contemporaneo, quello dell’identità personale in un mondo in cui i social media ed il web tendono a scomporre la nostra soggettività in identità multiple, simultanee e virtuali. Il trait d’union tra le opere selezionate è quello delle tracce che l’uomo vuole lasciare di sé: dalle impronte digitali raccolte dall’artista tra persone incrociate per caso a ciò che la persona vuole affidare ai posteri tramite un testamento poetico, cioè un lascito immateriale registrato su supporto audio-video. L’iniziativa costituisce un ulteriore tassello degli eventi organizzati nell’ambito del corso di Laurea magistrale in Giurisprudenza , che dal prossimo anno accademico arricchisce la propria offerta formativa affiancando al profilo “Diritto&;Economia” il nuovo profilo “Diritto e innovazione digitale”.

 

Suicidio assistito, un piano inclinato

Il medico che assiste il suicidio mette a rischio l’integrità morale della sua stessa professione perché è come se si rifiutasse di aiutare il paziente nei suoi stadi più delicati». Qui si evince che in Paesi come Olanda e Belgio le regole riguardanti il suicidio assistito possono essere violate, forse non intenzionalmente, portando in alcuni casi alla somministrazione di un farmaco letale senza un chiaro consenso del paziente che si trova in fase terminale. Nel 2011 sono stati somministrati farmaci letali senza un vero e proprio consenso del paziente nell’1,7 dei casi delle morti verificatesi nella regione fiamminga del Belgio e nello 0,2% di tutte le morti in Olanda. Tali richieste sono dalle 4 alle 7 volte più frequenti tra coloro che hanno una diagnosi di cancro e manifestano una sindrome depressiva, rispetto ai pazienti ugualmente terminali ma senza questa sindrome. La metà dei casi di pazienti ammalati gravemente e irreversibilmente che richiedono inizialmente il suicidio assistito cambia parere, quando il controllo dei sintomi migliora attraverso le cure palliative e il supporto psicologico è adeguato». Quali sarebbero le implicazioni economiche di un’eventuale approvazione di una legge sul suicidio assistito? «La legalizzazione può offrire un abbrivio per una alternativa economica nei confronti della possibilità di cure palliative e compassionevoli che hanno inevitabilmente un costo. Come si dovrebbe porre la classe medica di fronte alla decisione della Corte? «Al di là della capacità di autodeterminazione del paziente la possibilità che questo si estenda alle persone più fragili è elevata e spesso basata sulla incapacità o inadeguatezza delle cure palliative erogate.

 

Diritto tributario, 45 nuovi diplomati

milano Diritto tributario, 45 nuovi diplomati Cerimonia di consegna dei diplomi ai partecipanti alla settima edizione del master di secondo livello, con la lectio del professor Edoardo Traversa, dell’Université Catholique di Louvain. maggio 2019 Sono 45 gli studenti diplomati per la settima edizione del master di secondo livello in Diritto tributario . Alla cerimonia di consegna dei diplomi universitari, promossa e coordinata dal direttore Maurizio Logozzo , docente di Diritto tributario nella facoltà di Economia , hanno partecipato numerosi docenti di altre prestigiose Università italiane, nonché i vertici dell’Amministrazione finanziaria e della Guardia di Finanza. Un successo decretato anche dal numero degli iscritti della ottava edizione, che ha raggiunto il numero massimo di quarantacinque studenti frequentanti, tra giovani avvocati, giovani commercialisti, funzionari dell’Agenzia delle Entrate ed Ufficiali della Guardia di Finanza. L’incontro tra il mondo accademico e i rappresentanti delle professioni, dell’Amministrazione finanziaria e della Guardia di Finanza, ha testimoniato la natura e l’impostazione didattica del Master, che si caratterizza per l’approccio dialogico, il costante confronto tra principi teorici e attuazione pratica del rapporto tributario. Tutto ciò ha reso il master di Diritto Tributario della Cattolica un punto di riferimento nazionale per la preparazione e l’aggiornamento di giovani professionisti e funzionari dell’Amministrazione finanziaria. È testimonianza del livello di eccellenza raggiunto, non soltanto il numero degli iscritti alla settima edizione, ma anche il corpo docente costituito da più di ottanta professori universitari provenienti da quasi tutte le Università italiane, nonché professionisti di altissimo livello, responsabili fiscali d’azienda e da funzionari dell’Amministrazione finanziarie.

 

Grozio, un filosofo contro la guerra

Brescia Grozio, un filosofo contro la guerra Nel 1625 il filosofo denunciava la guerra come antinaturale e attribuiva ai trattati il compito di regolare i rapporti tra gli Stati, gettando le basi per diritto naturale e laicità. Eppure visse cinque secoli fa. Ci troviamo a cavallo tra il periodo tardo-rinascimentale e il periodo barocco: l’Europa è devastata da epidemie e guerre e in particolare dall’anno 1618 con l’inizio della guerra dei trent’anni. Nel 1625 pubblicò la sua opera più importante, “De juri belli ac pacis”, di cui ha parlato lo scorso uno marzo il professore fra’ Fausto Arici nella conferenza “Diritto della pace e della guerra”, promossa nella sede di Brescia della facoltà di Scienze politiche e sociali. Nel trattato del 1625 Grozio denuncia la guerra come un fattore antinaturale poiché può essere considerata giusta solo se è vista come ultima opzione o se serve a punire lo Stato che abbia violato i patti, fallito ogni tentativo di conciliazione. Grazie ai patti e alla costruzione di una società basata su regole gli uomini stabiliscono di creare una società basata sulla politica che si sottomette alle autorità. Per il Giusnaturalismo non esistono solo le leggi di chi comanda ma esistono le leggi naturali non scritte che sono superiori alle leggi di un sovrano. Le leggi di un’autorità non dovrebbero mai contrastare con il diritto naturale ovvero quello che i greci un tempo chiamavano “agrafoi nomoi” (leggi non scritte).

 

La politica dei porti-chiusi

Milano La politica dei porti-chiusi Lunedì 15 luglio in largo Gemelli a confronto una ventina tra accademici e avvocati difensori di Ong come Open Arms, Mediterranea e Sea Watch. Al centro del dibattito scientifico la drammatica attualità dei soccorsi in mare per le imbarcazioni dei migranti. L’iniziativa, promossa dalla facoltà di Giurisprudenza e dall’Istituto di Studi Internazionali dell’Ateneo, fa parte del progetto di ricerca “Immigrazione e integrazione. Nella dottrina internazionalistica, rispetto a tale questione, ci sono alcuni aspetti che non sono totalmente definiti: a) il contenuto dell’obbligo di cooperazione imposto ai diversi Stati (in particolare Stato costiero e Stato di bandiera); b) la discrezionalità del comandante della nave. L’altro tema affrontato sarà l’estensione della giurisdizione statale al di là delle acque territoriali tanto ai fini dei ricorsi alla Corte europea dei diritti dell’uomo, tanto per la competenza della magistratura italiana. Si parlerà anche della responsabilità per ordini illegittimi e per complicità nella commissione di crimini e dei profili di illegittimità del decreto sicurezza (d.l. Dopo l’introduzione di Francesca De Vittor , docente di Diritto internazionale, interverranno una ventina tra accademici e avvocati che da diverse prospettive si sono occupati o stanno seguendo da vicino le vicende legate ai soccorsi in mare.

 

Addio a Pastori, maestro del diritto

MILANO Addio a Pastori, maestro del diritto Professore emerito e per oltre vent’anni alla guida della facoltà di Giurisprudenza, lo studioso di Diritto amministrativo si è spento venerdì 17 novembre a Milano. novembre 2017 Insigne giurista, ma anche e soprattutto maestro di diritto per tutti coloro che si sono formati alla sua scuola. Giorgio Pastori , 80 anni, professore emerito e per oltre vent’anni alla guida della facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica, è scomparso venerdì 17 novembre a Milano. Docente di Diritto amministrativo, si è laureato in Giurisprudenza all’Università Cattolica il 15 novembre 1958 ed è stato collegiale all'Augustinianum, cui restò sempre molto legato. Dopo gli studi in largo Gemelli, ha intrapreso la carriera accademica, come assistente volontario alla cattedra di Diritto amministrativo nella facoltà di Giurisprudenza dal 1962 al 1966. Ha in seguito ottenuto il ruolo di professore ordinario per la cattedra di Scienza dell’amministrazione alla facoltà di Scienze politiche dell’Università degli Studi di Padova, trasferendosi succesivamente in Università Cattolica alla facoltà di Giurisprudenza dal 1976. Dopo avere completato il suo iter accademico, ha continuato a insegnare all’Università Cattolica Diritto amministrativo in qualità di docente a contratto dal 2010 al 2012, quando è stato nominato professore emerito.

 

Giustizia e letteratura al Festival del diritto

by Velania La Mendola | 16 settembre 2016 L’edizione 2016 del Festival del Diritto , in calendario a Piacenza dal 23 al 25 settembre , di cui l’Università Cattolica è uno degli enti promotori, è dedicata al tema della " Dignità ". Intervengono Alessandra Ballerini , Emanuele Maffi, Alessandra Ballerini , già avvocata di strada a Genova, racconterà la migrazione di persone che abbandonano la propria terra di origine, devastata dalla guerra, per inseguire il sogno di una vita migliore in altre zone del mondo. Scopo dell’incontro è riflettere sulla non autosufficienza sotto diverse prospettive: quella costituzionalistica, che muove dal presupposto di uno stato sociale sempre più in crisi; quella civilistica, che si sofferma sull’amministrazione di sostegno; quella pratica, che considera il ruolo del magistrato rispetto all’esigenza di effettività della tutela del non autosufficiente. Di Seguito quelle promosse da Caffexpo , a cura del Centro di Ricerca per lo sviluppo sostenibile Opera, Alta Scuola di dottorato Agrisystem, Università Cattolica di Piacenza e Associazione Piace Cibo Sano. settembre 2016 - 17.30 Portici di Palazzo Gotico CAFFEXPÒ - CONSUMO DI CIBO: LA DIGNITÀ DI UNA SCELTA CONSAPEVOLE NEL MERCATO ODIERNO Coordina il professor Ettore Capri . Intervengono Miriam Bisagni, Antonia Corini, Agostino Macrì, Donatello Sandroni, Marco Trevisan 24 settembre 2016 - 17.30 Portici di Palazzo Gotico CAFFEXPÒ – LA DIGNITÀ DEL MONDO VEGETALE: IL RAPPORTO CONTROVERSO DELL’UOMO CON LE PIANTE coordina il professor Ettore Capri. Intervengono Matteo Andreozzi, Miriam Bisagni, Roberto Defez, Beatrice La Porta, Marco Trevisan 25 settembre - 11.30 Portici di Palazzo Gotico CAFFEXPÒ – LA DIGNITÀ DEL RUOLO DEGLI SCIENZIATI coordina il professor Ettore Capri .

 

Diritto del lavoro, en plein Cattolica

MILANO Diritto del lavoro, en plein Cattolica A Cecilia Rimoldi e Roberto Pettinelli , laureati in Giurisprudenza, i premi intitolati a Ludovico Barassi e Francesco Santoro Passarelli, grandi giuristi del passato, promossi dall’Associazione italiana di diritto del lavoro e della sicurezza sociale. settembre 2018 Ampio successo quest’anno per l’Università Cattolica al XIX Congresso nazionale dell’Associazione italiana di diritto del lavoro e della sicurezza sociale (Aidlass), prestigiosa organizzazione che riunisce professori, magistrati, professionisti e cultori di questo ramo del diritto. Nella splendida cornice del centro storico di Palermo, nel Teatro Santa Cecilia, dal 17 al 19 maggio 2018, giuslavoristi provenienti da tutta Italia hanno discusso sulla retribuzione, introdotti al tema dalle magistrali relazioni di illustri professori. Nel pomeriggio del 18 maggio si è poi svolta l’attesissima consegna dei premi che ogni anno l’associazione attribuisce per le migliori tesi di laurea e dottorato, intitolati alla memoria, rispettivamente, di Ludovico Barassi e Francesco Santoro Passarelli, grandi giuristi del passato che hanno dato lustro al Diritto del lavoro. l premio “Santoro Passarelli” è stato invece assegnato a Roberto Pettinelli, già laureato in Giurisprudenza dell’Università Cattolica , che ha conseguito in largo Gemelli il dottorato di ricerca in “Diritto del lavoro e relazioni industriali” con la dissertazione “La gestione del dissenso collettivo. Fondamento e limiti del principio di maggioranza tra valorizzazione del dettato costituzionale e rafforzamento dell'ordinamento intersindacale”, scritta sotto la guida del professor Vincenzo Ferrante , ordinario di diritto del lavoro della facoltà di Giurisprudenza. Questi importanti riconoscimenti testimoniano non soltanto la bravura di Cecilia e Roberto, ma anche la vitalità della scuola di diritto del lavoro della Cattolica, che, anche dopo la scomparsa di un maestro come Mario Napoli (1945-2014), continua a formare giuslavoristi eccellenti.

 

Avvocati, il Foro non è chiuso

Per questo occorre mettere nel proprio bagaglio attrezzi ed esperienze che fanno la differenza: dall’inglese agli stage, dall’Erasmus a un curriculum universitario di alto profilo. Scoraggiarsi potrebbe essere naturale a fronte di un contesto italiano che annovera virtualmente oltre 240.000 iscritti alla Cassa avvocati» fa notare il presidente dell’ Associazione degli studi legali associati (Asla) Giovanni Lega (nella foto a destra) , Managing Partner dello studio Lca con sedi a Milano, Dubai e Shanghai. Per l’avvocato Lega «gli studi professionali come quelli che rappresento danno grande rilievo, oltre che all’inglese parlato, scritto e compreso ad alto livello, a un buon percorso universitario, il cui unico punto di riferimento non sia solo il conseguimento della laurea con il massimo dei voti. La facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica è già attrezzata in merito al learning by doing , grazie a cui lo studente, al fianco di qualificati esponenti delle professioni forensi, si cimenta con i problemi pratici dell’esperienza legale» afferma il preside Gabrio Forti . Per prepararsi a questo appuntamento l’Università Cattolica propone il “ Corso speciale per la preparazione all'esame di avvocato ” , diretto dal professor Franco Anelli , ordinario di Istituzioni di Diritto Privato e rettore dell’Ateneo, e condiretto dal professor Giovanni Negri , professore emerito della facoltà di Giurisprudenza. Solo un corso per la preparazione all’esame di stato fornisce tutte le informazioni e gli strumenti utili per affrontarlo con maggiore probabilità di successo» afferma Cristiano Cunati , che ha frequentato recentemente il Corso speciale scegliendolo «per i nominativi dei docenti». Il Corso è incentrato sull’illustrazione e sulla redazione di pareri e atti processuali del tutto simili a quelli che al candidato verranno assegnati in sede di esame.

 

Un’implicita istigazione al suicidio

attualità Un’implicita istigazione al suicidio Il commento del professor Adriano Pessina alla sentenza dalla Corte costituzionale sul suicidio assistito 26 settembre 2019 di Adriano Pessina * La Corte costituzionale, con la sua sentenza, introduce di fatto la pratica del suicidio assistito e ne indica anche i percorsi di legittimità. Infatti, fa riferimento a situazioni in cui il paziente è “tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale ed è affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche e psicologiche che egli reputa intollerabili”. In caso di rinuncia ai trattamenti di sostegno vitale ciò che conduce alla morte il paziente non è né l’atto del suicida stesso, né il farmaco che assume, ma la condizione patologica che risulta incompatibile con la vita, una volta venuto meno il sostegno vitale stesso. Questi criteri sono del resto persino inapplicabili al caso del DJ Fabo, che non era tenuto in vita da un sostegno vitale, non era affetto da una patologia irreversibile perché la sua condizione clinica era l’esito di un incidente stradale, mentre, sicuramente riteneva insopportabile la propria situazione. Legittimare il suicidio assistito significa trasformare un fatto - la volontà di morire - in un diritto che impone a qualcuno di favorirlo, pena l’impossibilità del richiedente di veder soddisfatta la propria volontà. Permettere il suicidio assistito significa introdurre un implicito diritto di morire che, al di là della sua intrinseca contraddittorietà, confligge apertamente con il caposaldo di ogni diritto, che è appunto il diritto alla vita, che è la fonte del diritto alla cura e all’assistenza. In una materia così complessa, delicata, e piena di sfumature, esistenziali, morali e culturali ci si aspettava una risposta capace di rilanciare e potenziare il sostegno clinico, psicologico, economico e morale delle persone sofferenti: invece siamo stati tutti condannati ad accettare una morte concordata.

 

Il caso Regeni e la tutela dei diritti umani

Piacenza Il caso Regeni e la tutela dei diritti umani Un seminario promosso dalla facoltà di Economia e Giurisprudenza a cui prenderà parte, tra gli altri, il giornalista di Repubblica Giuliano Foschini, che ha seguito da vicino la vicenda del giovane ricercatore barbaramente trucidato in Egitto. febbraio 2019 Sono passati tre anni dalla barbara fine di Giulio Regeni, il giovane ricercatore italiano torturato e ucciso in Egitto. La facoltà di Economia e Giurisprudenza dell'Università Cattolica di Piacenza ha organizzato per venerdì 22 febbraio alle ore 10 un seminario per ricordare la vicenda e riflettere sulla tutela dei diritti umani nel mondo e la definizione del reato di tortura. È previsto, inoltre, un intervento a distanza dell'avv. Alessandra Ballerini , legale della famiglia Regeni, che potrà illustrare l'attuale stato delle indagini sull'omicidio Regeni e le difficoltà che tuttora si riscontrano nell'ottenere una piena collaborazione da parte delle Autorità egiziane. regeni #diritto #dirittiumani Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Il diritto? Un’opera d’arte

MILANO Il diritto? Un’opera d’arte La storia giuridica di Roma antica e la storia dell’arte, dal Medioevo ai nostri giorni, narrate specularmente in una sequenza di capolavori pittorici. Lunedì 16 gennaio a Milano la presentazione di un volume curato dalla professoressa Lauretta Maganzani 13 gennaio 2017 Per molti è solo un insieme di norme, leggi e regolamenti. A testimoniarlo un’interessante e originale iniziativa editoriale raccolta nel volume dal titolo L’arte racconta il diritto e la storia di Roma (Pacini Editore, 2016), curata dalla professoressa Lauretta Maganzani , docente di Diritto romano nella facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. L’autrice per la prima volta mette insieme la storia giuridica di Roma antica e la storia dell’arte, dal Medioevo ai nostri giorni, narrate specularmente in una sequenza di capolavori pittorici. Così il lettore è accompagnato in un itinerario storico, giuridico e artistico appassionante e coinvolgente, capace di svelare le radici più profonde della cultura occidentale, ma anche delle sue più perverse degenerazioni. Le conclusioni del dibattito, moderato da Stefano Solimano , direttore del Dipartimento di Scienze giuridiche , sono affidate all’autrice del volume. Alla realizzazione del libro hanno collaborato: Virginia Maria de Capitani , Edoardo Caglio , Davide Canzano , Stefano Didoni , Andrea Fogliani , Lucia Frattini , Maria Sofia Gasperini , Gabriele Giovannetti , Luigi Regazzoni , Irene Zappa .

 

Il lascito di Sergio Cotta

MILANO Il lascito di Sergio Cotta A dieci anni dalla scomparsa di uno degli esponenti più noti della filosofia del diritto italiana del Novecento, una giornata di studio in suo ricordo nel campus di Milano. by di Fabiana Cristofari | 28 giugno 2017 A dieci anni dalla morte di Sergio Cotta ( 1920–2007 ), uno degli esponenti più noti della filosofia del diritto italiana del Novecento, il 18 maggio scorso all’Università Cattolica di Milano si è tenuta una giornata di studio in suo ricordo. L’iniziativa – organizzata e promossa da uno dei suoi allievi, Bruno Montanari , docente di Filosofia del diritto all’Università Cattolica e all’Università di Catania – ha inteso stimolare un confronto sul pensiero del maestro facendo memoria dei suoi scritti e della sua persona. Sergio Cotta ha infatti sviluppato una propria concezione del diritto, o meglio della giuridicità , di cui ha scorto il fondamento e il senso nella struttura ontologica del soggetto-uomo quale ente co-esistenziale. In tale contesto è intervenuto Bruno Montanari, soffermandosi sull’attualità dell’ontofenomenologia del suo maestro, ripercorrendo non solo le fasi cruciali del suo itinerario di ricerca e insegnamento ma anche del suo impegno politico e sociale, in particolare durante il periodo delle guerre partigiane. Nel pomeriggio si è voluto dare spazio a una seconda tavola rotonda, alla quale hanno preso parte studiosi più giovani che, a partire da sensibilità e approcci diversi, hanno valorizzato il contributo del pensiero di Cotta rispetto ad alcune delle questioni più discusse nell’attuale dibattito giusfilosofico. Le parole finali di ringraziamento formulate da Maurizio Cotta , insieme ad alcuni suoi personali ricordi del padre, del suo lavoro di ricerca scientifica nonché del rapporto con i suoi allievi, hanno concluso la giornata di studio.

 

La giustizia senza risentimento

vita e pensiero La giustizia senza risentimento È dall’intreccio di corruzione delle norme e dei saperi che sorge il bisogno di cura (anche nel senso di prendersi cura) che dà il titolo al libro del professor Gabrio Forti. Abbiamo incontrato l’autore, professore di diritto penale dell’Università Cattolica e direttore dell’Alta Scuola “Federico Stella” sulla giustizia penale, per capire meglio lo stato di salute della nostra giustizia e quanto questo ci riguardi. Tale patologia che coinvolge l’intero ordinamento – e che nel libro viene definita “corruzione delle norme” – produce un effetto anche più grave della inflazione prodotta dall’eccesso di “moneta” punitiva». C’è quindi un legame tra l’erosione del diritto e quello della conoscenza? «Per intervenire in modo misurato e proporzionato, non “eccedente”, norme e sanzioni devono essere preparate dallo studio e dalla conoscenza dei problemi che pretendono di affrontare. È da questo intreccio di corruzione delle norme e dei saperi che sorge il bisogno di cura (anche nel senso di “prendersi cura”) che dà il titolo al libro». Ma cosa ha a che fare l’alterità con la legge che è fatta da regole ben precise? «La legge deve saper trovare ‘parole giuste’ che rendano il più possibile giustizia alla molteplicità dei mondi umani. Perché solo la comprensione senza modelli astratti e precostituiti delle situazioni sociali su cui si vuole agire beneficamente è in grado di realizzare in modo persuasivo e non retorico le condizioni di una buona convivenza, che sono poi anche quelle conformi a i principi enunciati dalla nostra Costituzione.

 

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