Alberto Alarico Vignati a Venezia con la pergamena del vincitore del Campiello GiovaniSi ispira a una poesia di Montale il racconto che è valso allo studente della Cattolica Alberto Alarico Vignati (nella foto con la pergamena del vincitore) il premio Campiello 2013 per la categoria Giovani. Ventiduenne della facoltà di Lettere, prossimo alla laurea triennale, lo studente di Corsico, in provincia di Milano, ha vinto la concorrenza di 300 under 22, e della cinquina giunta in finale, con “Girasole impazzito di luce”.

Un racconto in venti cartelle, come richiesto a questa categoria del prestigioso premio veneziano, che ha per protagonista Giuseppe, un ragazzo che vive recluso in casa da quando il padre, esponente della ‘Ndrangheta dell’hinterland milanese, viene condannato all’isolamento nel carcere di Opera. La vergogna lo porta a studiare da privatista per non dover frequentare la scuola e a coltivare la passione di divorare libri, affiancato nello studio da un universitario che gli dà ripetizioni. Joseph, studente senegalese, aiuta Giuseppe a uscire dal suo isolamento in un volo verso la libertà.

«Ho scelto volutamente due personaggi distanti - afferma Alberto -, tutti e due dei “diversi”, che in questo si scoprono però vicini e intraprendono insieme un percorso verso la libertà. Un volo che ha come componente essenziale la poesia, soprattutto quella di Montale che i due leggono e rileggono insieme come mantra di liberazione: “Portami il girasole ch’io lo trapianti nel mio terreno”».

 

 

La giuria ha apprezzato il lavoro di Alberto sia per il «fondale della vicenda (lo spoglio entroterra milanese)» che per la «caratterizzazione psicologica dei personaggi». Lo studente di Lettere ha saputo infatti partire da una lettura del territorio in cui vive e dai problemi che lo caratterizzano per trasformarla in un racconto. Tra letture che l’hanno ispirato, il libro di Nando Dalla Chiesa La ‘Ndrangheta al Nord, che ha messo in luce la presenza ormai consolidata delle mafie a Milano e in altre città settentrionali.

Il premio non ha certo fatto montare la testa al giovane vincitore, che adesso pensa alla tesi che discuterà nel prossimo dicembre. «Per il futuro - ci dice - vorrei fare, più che lo scrittore, lo sceneggiatore. E ho già chiaro un master dell’ateneo che mi potrà aiutare a realizzarlo».